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Abbigliamento per un esame: ecco come vestirsi all’Università

Stai cercando qual è l’abbigliamento per un esame impeccabile?

Ottima idea, perché anche come ci si presenta in un contesto del genere è importante e può aiutarti a fare bella figura. Al contrario, vestirti in maniera inadeguata potrebbe danneggiarti, facendoti vanificare ore e ore di studio. Non tanto perché bisogna fissarsi sulle apparenze, ma perché sapersi presentare in modo consono e rispettoso, rappresenta già di per sé un banco di maturità e intelligenza. Importante tanto quanto saper parlare in pubblico senza emozionarsi, essere sicuri di se e, naturalmente, avere voglia di studiare.

Ecco perché anche il dress code esame, fa parte a tutti gli effetti della prova, da quella scritta all’outfit esame orale. E ancor di più in seduta di discussione della tesi di laurea.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo e andiamo subito a scoprire il look universitario perfetto per presentarsi ad un esame.

Come vestirsi per un esame: dalle medie all’Università

Certo, l’abbigliamento esame orale per l’universitaria è più importante rispetto a come vestirsi per un esame di terza media. Per la scuola secondaria di primo grado siamo ancora molto giovani e quindi ci è concesso un po’ di tutto, ma dalla maturità in poi è naturale chiederci qualcosa in più anche dal punto di vista della serietà, dei comportamenti e degli atteggiamenti da tenere. Nei prossimi paragrafi approfodiremo proprio questo argomento. Non perderli.

Come vestirsi per un esame di maturità

Non siamo ancora al livello di abbigliamento per un esame universitario nelle varie date appelli, ma se si chiama “di maturità” ci sarà un motivo. Prima ancora di dimostrare di essere preparato, o comunque contestualmente, devi far vedere che sai essere una persona che sa presentarsi al posto giusto nel modo giusto.

Va bene che è estate, o quasi, e che non si tratta di una sfilata di moda in abito da sera, ma presentarsi in canottiera, bermuda, sandali o infradito non è certamente una bella mossa, né tantomeno indice di maturità. Consiglio utile, questo, anche su come vestirsi esame università estate.

Eppure come abbigliamento per un esame basta un minimo di sobrietà ed eleganza. Puoi indossare anche abiti che ti facciano stare comodo e a tuo agio, come un paio di jeans (non strappati), una camicia (semplice, magari unico colore) o una polo e sfoggiare una pettinatura sobria, se sei un ragazzo.

Per le ragazze, invece, va bene il trucco pur senza esagerare e che sembri più naturale possibile, evitando make up troppo forti e pettinatura eccessive. Calzare un tacco (comunque non vertiginoso), se non fa stare a disagio, si può, ma vanno bene anche un paio di ultraflat, ballerine o scarpe da ginnastica. Come abiti si consiglia un jeans, un abitino semplice oppure un completo gonna e giacca in lino.

Vestitino e camicia esame università

come vestirsi per un esame

Le indicazioni date finora sull’abbigliamento per un esame orale maturità, in linea di massima, è possibile seguirle anche in ambito universitario.

Per i ragazzi vestirsi in jeans e camicia rappresenta un binomio di sicura affidabilità. In inverno, magari, basta aggiungere un maglioncino in tono. La giacca non è indispensabile, ma valuta di caso in caso, situazione per situazione. Per la laurea, certamente, occorrerà essere più eleganti, se non bisogna portare una divisa o una tunica prestabilita.

Ai piedi vanno bene anche con un paio di scarpe da ginnastica semplici e ben allacciate. Niente calzoni a vita o cavallo super bassi e braghe calanti: non dimenticare la cintura.

Per ragazze vestite benissimo per la circostanza, può bastare anche un vestito abbastanza coprente e non eccessivamente appariscente, magari accompagnato da foulard, un girocollo, un braccialetto o un orologio. Insomma: accessori sobri ed eleganti. Inoltre, per apparire ancora più in ordine, può essere utile raccogliere i capelli in una coda o in uno chignon. Ecco come vestirsi bene ragazza.

Come vestirsi esame avvocato giurisprudenza

Entriamo ora nel dettaglio dell’abbigliamento per un esame parlando di come vestirsi alla laurea in Giurisprudenza in particolare.

Per un avvocato o magistrato, infatti, serietà e rigore sono due stelle polari. Un abbigliamento per un esame perfetto e davvero elegante per una ragazza potrebbe essere costituito da una camicia di chiffon abbinata ad una gonna longuette, da indossare con un blazer minimale e, se piace, una cravatta o un papillon femminili e dallo stile professionale, naturalmente. Oppure un classico tailleur.

Giacca, pantalone e camicia sono l’ideale invece per i prossimi avvocati. Per quanto riguarda le scarpe, un mocassino classico lascia sempre un’impronta di eleganza da non sottovalutare.

Più in generale, per tutte le Facoltà,  il consiglio migliore è quello di scegliere comunque uno stile distinto, sobrio ed elegante, ma non da cerimonia stile matrimonio, per intenderci. Evita fronzoli eccessivi, perché la seduta di laurea, così come gli esami, si svolgono in un ambiente di studio. Per andare sul sicuro prediligi i colori e i toni classici e neutri, come il nero, il blu scuro, il rosso non troppo accesso o il grigio. Senza fantasia troppo stravaganti.

Come vestirsi per assistere ad una laurea

Chiudiamo con l’abbigliamento per un esame non vostro o per assistere ad una laurea. Naturalmente un conto è accompagnare un o una collega o conoscente per dare sostegno in occasione di un esame importante o difficile, dove i look può essere più casual, altra cosa è essere invitati alla sua laurea.

In quest’ultimo caso, prima di decidere cosa indossare, prendi in considerazione alcune variabili:

  1. In cosa si laurea la persona che ti ha invitato?
  2. Che tipo di rapporto vi lega (amicizia, amore, parentela, studi in comune)?
  3. È previsto un rinfresco o una festa in un locale dopo la cerimonia?

Queste domande ti aiutano a comprendere che grado di eleganza è opportuno tenere.  In linea di massima, però, possiamo suggerire per le donne look di questo tipo:

  1. Pantalone a palazzo, camicia, blazer, tacchi sobri;
  2. Gonna fino al ginocchio a vita alta e camicia colorata con maniche o collo particolari;
  3. Pantalone aderente e camicia particolare;
  4. Abitino e tacchi;
  5. Tuta (non quella da palestra ovviamente, ma l’abito intero che va di moda ultimamente).

Se invece sei un uomo, anche in base alle domande che ti abbiamo suggerito in apertura di questo paragrafo, e alle relative risposte, puoi optare per un abito spezzato, specialmente se vuoi dare un tocco più sbarazzino rispetto a quello più classico. Ad esempio un pantalone beige, blu o grigio da abbinare ad una camicia che ben si intona con la tonalità del pantalone scelta e alla giacca, nel caso in dovessi decidere di indossare anche quella. Se è richiesta maggiore eleganza, puoi aggiungere un fazzoletto da taschino, una cravatta o un papillon.

Altrimenti, per un look più sportivo, affidati ancora una volta ad un jeans abbinato ad una polo elegante o, meglio ancora, ad una camicia. Aggiungi un con pullover in inverno.

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Cosa scrivere quando si allega un curriculum? 5 modelli da utilizzare

Non sai cosa scrivere quando si allega un curriculum?

Allora ecco subito una buon notizia per te: in questo momento ti trovi nel posto giusto. In questo articolo, infatti, parleremo proprio di come scrivere una mail di questo genere. Fornendoti tanti consigli utili ed esempi pratici utilizzabili direttamente o comunque adattabili al caso specifico.

Perché preparare una perfetta email per inviare curriculum è importante tanto quanto una lettera di candidatura vecchio stampo, seppur con le immaginabili differenze tra due sistemi: uno più smart e uno più tradizionale.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito del tema centrale di questa vera e propria guida su cosa scrivere quando si allega un curriculum. Buona lettura.

LEGGI ANCHE – Come scrivere una raccomandata: quello che devi sapere.

Lettera di presentazione CV via mail: cosa devi sapere

Se la domanda “come invio in allegato il mio curriculum vitae” ti tormenta non preoccuparti. Nei paragrafi che seguono, daremo infatti risposta, ma soprattutto ti forniremo esempi concreti, su cosa scrivere quando si invia un curriculum per email. Per qusto ti consigliamo di continuare a leggere questo articolo.

Cosa scrivere nell’oggetto di una mail

La prima cosa da prendere in considerazione quando ci si preoccupa di cosa scrivere quando si allega un curriculum, prima ancora del corpo della mail vero e proprio, è naturalmente l’oggetto.

In questo, è importante fare riferimento alla posizione per la quale ti stai candidando tramite, appunto l’invio del CV.

Ecco subito tre esempi di cosa scrivere come oggetto:

  1. Invio curriculum per candidatura a segretaria/o;
  2. Invio candidatura per impiegato contabile;
  3. Candidatura per impiegato contabile (rif. annuncio del …).

Si tratta naturalmente di esempi adattabili alle diverse posizioni lavorative di turno.

In caso di oggetto mail candidatura spontanea in inglese, basterebbe tradurre quanto scritto in:

  1. Sending curriculum for candidacy to secretary;
  2. Sending application for accounting clerk;
  3. Application for accounting clerk (announce announcement of …).

Fatte queste doverose premesse, entriamo nello specifico di cosa scrivere quando si allega un curriculum nel corpo della mail.

Mail presentazione curriculum: esempio 1

Iniziamo con gli esempi di lettera di presentazione via mail vere e proprie.

Spett.le …,

In relazione all’offerta di collaborazione da Voi pubblicata sul numero … di…, mi permetto di sottoporre alla Vs. Cortese Attenzione il mio Curriculum Vitae, corredato da una breve scheda tecnica relativa alle competenze da me acquisite in ambito di…, attività che svolgo in proprio da molti anni.

Sono attualmente alla ricerca di una Azienda con la quale collaborare stabilmente, e la mia disponibilità per una collaborazione professionale è immediata.

Rendendomi a Voi disponibile per un colloquio presso i Vostri Uffici, Vi ringrazio fin d’ora per la Cortese Attenzione e resto in attesa di un Vostro riscontro.

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Mail candidatura spontanea: esempio 2

Gent.mo/a Responsabile del personale,

Mi chiamo …, ho … anni e sono laureato in … a … con ottimi voti.
Nel … ho conseguito il diploma di Master in … presso l’Istituto…
Attualmente lavoro come freelance nel campo del…

Mi ritengo una persona determinata e capace di organizzare il proprio lavoro in modo autonomo, ma credo soprattutto nelle potenzialità del lavoro di squadra.
Potrete trovare tutte le informazioni sul mio percorso formativo e professionale nel Curriculum Vitae allegato alla presente.

Nella speranza di potervi incontrare per un colloquio, porgo Cordiali saluti.

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Cosa scrivere nella mail per inviare un curriculum: esempio 3

mail presentazione curriculum esempioEgregio/a Responsabile del personale,

con la presente, desidero sottoporre alla Sua attenzione il mio curriculum vitae.
Sono laureata in … e già durante la formazione accademica e post laurea ho mostrato particolare interesse per il …

Ho successivamente sviluppato esperienze professionali nell’ambito …
Spero che la mia formazione e le mie esperienze lavorative possano interessarLa e resto a Sua disposizione per ogni chiarimento in merito alla mia candidatura.

Nell’attesa di un Suo cenno di riscontro, porgo i miei migliori saluti.

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Lettera di presentazione autocandidatura: esempio 4

Buongiorno,

in riferimento al vostro annuncio di Addetta mensa che ho letto sul vostro sito, mi permetto di sottoporre il mio curriculum alla vostra attenzione per candidarmi a tale posizione.

Pur non avendo esperienza diretta nella mansione ritengo che le mie doti caratteriali, la mia disponibilità e la mia forte motivazione per lavorare nel settore, possano essere di vostro interesse.

Vi informo che risiedendo a …, località vicina a molti dei vostri ristoranti, rimango disponibile anche per lavorare in più luoghi di lavoro, secondo le vostre esigenze.

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Lettera di presentazione curriculum: esempio 5

Buongiorno,
Mi permetto di inviarLe in allegato il mio curriculum per candidarmi come addetta mensa nei vostri ristoranti della provincia di Milano.

Ho lavorato nel settore della ristorazione per circa 10 anni, ricoprendo diversi ruoli sia in cucina che nel servizio ai tavoli e alla distribuzione dei pasti.

Sono disponibile fin da subito, nella fascia oraria 8.30-15.30. Le segnalo che sono in mobilità fino al …

In attesa di un Vostro gentile riscontro, si saluta cordialmente.

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Lettera presentazione curriculum via mail: motivazioni

Adesso hai più chiaro come scrivere una lettera di presentazione?

In realtà abbiamo ancora alcuni consigli da darti. Ricorda che una lettera accompagnamento cv è anche una lettera motivazionale.

Il semplice curriculum, infatti, aldilà del contenuto che certamente è un primo importante metro di valutazione della tua candidatura, viene presentato indistintamente da tutti. Mentre una bella lettera di candidatura, che possa mettere in evidenza le tue motivazioni e magari le tue idee da applicare al lavoro per far ottenere risultati ai potenziali clienti o datori di lavoro, è qualcosa che può colpire in maniera decisiva chi deve valutarti e che non tutti presentano.

Non solo curriculum vitae e frasi fatte, dunque, ecco cosa scrivere quando si allega un curriculum per posta elettronica.

Chiusura della lettera motivazionale

Prima di chiudere questa guida Unicusano su cosa scrivere quando si allega un curriculum, spostiamo l’attenzione su come concludere una mail / lettera motivazionale.

Avrai notato che in ogni lettera motivazionale esempio che ti abbiamo proposto all’interno di questo articolo, molta enfasi è riservata ai ringraziamenti ed ai saluti finali.

È molto importante, infatti, utilizzare frasi come “Ringraziandovi per questa opportunità, si saluta cordialmente”, oppure “Confidando nella possibilità di incontrarvi personalmente per un colloquio conoscitivo, porgo cordiali saluti”. Nonché sottolineare la tua disponibilità a rimanere a disposizione per qualsivoglia dubbio, richiesta o necessità.

Inoltre, dopo la firma, consigliamo di ricordare i propri contatti: numero di telefono, cellulare, indirizzo/i email, nome dell’eventuale ditta o, se opportuno, numero di Partita Iva.

E con questo, almeno per il momento, è tutto. La nostra guida su cosa scrivere quando si allega un curriculum, almeno per il momento, si conclude qui. Sperando di esserti stati di aiuto, non ci rimane che augurarti di ricevere tante risposte per fissare dei colloqui e, soprattutto, di trovare presto un’occupazione in grado di soddisfare le tue ambizioni e aspirazioni. Buon lavoro.

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Caratteri tesi di laurea: come e quale scegliere

Quali font utilizzare come caratteri la tesi di laurea? E come conciliare il tutto con l’impaginazione generale della tesi di laurea?

Se pensi che queste siano delle domande poco importanti o addirittura da non porti minimamente, sei in errore. Perché oltre i contenuti, anche l’occhio e la forma vogliono giustamente la loro parte. Anche questo è sinonimo di responsabilità e maturità: la tesi non è un documento serio ed importante e la sua impaginazione non può essere lasciato al caso, ma piuttosto l’elaborato va presentato in maniera adeguata e consono al contesto nel quale viene presentato. Non è solo una questione estetica e soggettiva, dunque. Un elaborato di fine laurea fatto come si deve, merita di essere curato anche nei particolari: caratteri scrittura, spazio per dedica tesi e naturalmente la disposizione dei numeri di pagina.

Ma non preoccuparti, se hai bisogno di consigli utili e pratici su questo tema, ecco subito una buona notizia per te: sei nel posto giusto. Dopo la nostra precedente guida su come si scrive la bibliografia, all’interno di questo articolo, parleremo invece proprio dei caratteri tesi di laurea.

Vuoi saperne di più? Molto bene, allora non perdiamo tempo e andiamo subito a scoprire insieme come fare per produrre un elaborato finale davvero perfetto. Caratteri tesi di laurea compresi.

Come si scrive una tesi di laurea: caratteri e impaginazione

Nei paragrafi che seguono andremo dunque a scoprire quali sono i caratteri tesi di laurea più adatti e come utilizzarli al fine di un impaginazione e, più in generale, un elaborato nel suo insieme, davvero perfetto. Buona lettura.

Modello tesi Word: font da utilizzare

Iniziamo subito dai migliori font da utilizzare come caratteri tesi di laurea. Premessa e consiglio numero uno: non pensare solo al tuo gusto estetico, specialmente se generico e astratto, cioè che prescinde dal contesto del documento che stai scrivendo. Esistono infatti delle regole, una prassi, insomma delle linee guida dettate dalla necessità di favorire la leggibilità del testo e rendere il contenuto della tesi facilmente fruibile.

Per tali ragioni, i tipi di font raccomandabili a tal fine, specialmente se usi un modello indice tesi di laurea Word, sono ad esempio questi cinque:

  1. Arial
  2. Calibri
  3. Palatino
  4. Times New Roman
  5. Verdana

Font che hanno in comune una caratteristica ben precisa: la leggibilità. Senza troppi fronzoli né ghirigori.

Più in generale, ai fini di stampa, sono consigliabili font con le cosiddetta grazie. Di cosa si tratta? Hai presenti quegli allungamenti presenti alla estremità delle lettere? Ecco: sono proprio loro ad assegnare ai caratteri tesi di laurea quel senso di eleganza e autorevolezza adatto al contesto. Niente Comic Sans, per intenderci. Bello, ma troppo giocoso, per così dire.

Ultima raccomandazione di questo paragrafo: evita le sottolineature e non abusare di corsivi e grassetti. Va bene utilizzare questi ultimi due per mettere in evidenza e distinguere citazioni e alcune parole, non interi periodi e senza esagerare.

Tesi: carattere 12 o 14?

Chiariti quali sono i font migliori da utilizzare per i caratteri tesi di laurea, passiamo ad un secondo punto chiave da affrontare: la grandezza dei caratteri stessi. Dodici o quattordici? Questo è il dilemma che solitamente ci si pone.

Cerchiamo di fare chiarezza anche su questo dunque. Diciamo che solitamente per quanto riguarda i titoli, si possono utilizzare anche 16 o 18 pt, mentre 14 pt è l’ideale per sottotitoli.

Per il corpo del testo vero e proprio, invece, le dimensioni più adatte sono quelle attorno ai 12pt. Di conseguenza, per le note a fondo pagina meglio non superare un valore di 10 pt.

L’importante è che tutto sia gerarchicamente armonizzato. È logico e naturale, insomma, che i titoli devono essere la parte scritta più in grande, a seguire i sottotitoli e il corpo del testo, per chiudere con le note a piè di pagina.

Interlinee, margini e testo giustificato

Oltre a font e dimensione dei caratteri tesi di laurea, un’impaginazione perfetta prevede anche la cura delle interlinee, ovvero lo spazio da lasciare tra una riga e l’altra, e dei margini laterali.

Nel primo caso, il nostro consiglio è quello di usare un’interlinea compresa tra 1,5 e massimo 2, in modo da rendere il testo più facile da leggere e alleggerire l’impatto alla vista.

Anche i margini sono importanti, in quanto sono determinanti per dare un ordine estetico e visivo all’intero elaborato, rendendolo più gradevole e predisposto alla lettura. Ecco le due regole che consigliamo di applicare in questo caso:

  1. Margine superiore ed inferiore 3 cm ciascuno (quindi 3 sopra e 3 sotto rispetto al testo);
  2. Margine destro e sinistro 3/4cm ciascuno (3 da una parte e 3 dall’altra).

Dulcis in fundo, ultimissimo consiglio che ti invitiamo a seguire: usa il testo giustificato. Questo naturalmente vale allo stesso modo per tutto il contenuto. Testo, note e bibliografia del tuo elaborato vanno “giustificate” ovvero allineate perfettamente in egual maniera.

E con questo, almeno per il momento è tutto. Si conclude qui questa guida Unicusano Bari sui caratteri tesi di laurea. Ora tocca a te: buono studio.

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Come parlare in pubblico senza emozionarsi: 5 consigli utili

Vuoi scoprire come parlare in pubblico senza emozionarsi? La paura del giudizio degli altri o il timore di sbagliare e che le emozioni ti blocchino prendendo il sopravvento, ti terrorizzano?

Calma, fermati un attimo, fai un bel respiro e leggi questo articolo. Al suo intero, infatti, troverai una vera e propria guida su come superare questo tipo di difficoltà, che a dir la verità è abbastanza comune. Sarà come una seduta dallo psicologo. E cosa fa lo psicologo? Naturalmente studia la psicologia e le implicazioni che essa ha sul tuo modo di essere e di esprimerti.

Ma non è tutto: ti forniremo consigli, suggeriremo esercizi per parlare in pubblico, forniremo trucchi per aiutarti a superare il problema. Se di problema si tratta, ovviamente.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito. Andiamo a scoprire come parlare in pubblico senza emozionarsi. Buona lettura.

Imparare a parlare bene in pubblico: ecco come fare

Nei paragrafi che seguono, affronteremo sotto diversi aspetti la paura di parlare in pubblico. Troverai in particolare informazioni sul perché questo risulta difficile a molti e cinque consigli pratici da seguire per arginare o superare tale difficoltà. Perché il nostro obiettivo è proprio quello di aiutare e te, e tutti coloro che ci leggono, a capire come parlare in pubblico senza emozionarsi.

Parlare o leggere in pubblico: fobia

Non si può cercare di capire come parlare in pubblico senza emozionarsi, non citando quelle che vengono chiamate convinzioni condizionali. Si tratta di ipotesi o timori che possono innescarsi inconsciamente nella tua sfera emotiva basate sulla classica forma de SE > ALLORA. Delle deduzioni pretestuose o dovute a un disagio o timore che finiscono per inibire la persona.

Per intenderci, i se potrebbero equivalere, ad esempio a “Se si notasse che sono in ansia” o “se mi bloccassi”, “se commettessi qualche errore o mostrassi incertezza”. Mentre gli allora sono legati al terrore che queste situazioni ipotetiche possano determinare una brutta figura, risultando non all’altezza della situazione e simili.

Ma non è tutto, perché a loro volta le convinzioni condizionali possono anche provocare la comparsa di pensieri automatici negativi. Come ad esempio preoccupazioni legate alla possibilità che tremi la voce, che possa balbettare, dire cose che non interessano a nessuno o addirittura essere colti da un attacco di panico, fare la figura del fallito. 

Capita anche a te? Allora potresti rientrare in questa casistica. Il primo consiglio è proprio questo: cerca di capire se la tua è una vera e propria fobia oppure no. Ma anche qualora si configurasse il primo scenario, nessun dramma. Esistono infatti esercizi per parlare in pubblico e terapie specifiche per il superamento di questa fobia. Dalle pratiche di meditazione alla respirazione, fino alla postura, possono aiutarti a fare progressi e superare questa difficoltà. E questo era il consiglio utile numero due.

Parlare in pubblico: trucchi

A quest punto, è giunto il caso di svelarti altri consigli su come parlare in pubblico senza emozionarsi, o quantomeno avere il controllo su se stessi. Perché un minimo di emozione è naturale che possa esserci sempre, l’importante è cercare di gestirla.

  1. Preparati ed esercitati: organizza gli argomenti in mappe mentali o concettuali, ripeti il discorso allo specchio o registrati in modo da riascoltarti e perfezionarlo;
  2. Cerca di parlare di arogmenti che conosci o che vivi in prima persona;
  3. Per superare l’imbarazzo che ti da la presenza del pubblico, prova a fissare un punto nella platea, o oltre, e concentra lì il tuo sguardo.

Si tratta di tecniche per parlare in pubblico che possono anche sembrare scontate, ma ti assicuriamo che non sono mai banali. Anzi, vengono spesso ed erroneamente sottovalutate.

Ricapitolando ecco i nostri 5 consigli per riuscire a parlare in pubblico: respirazione ed esercizi pratici, prepararsi, padroneggiare gli argomenti trattati, fissare un punto nella platea, ma prima di tutto comprendere la natura e l’entità del problema.

Il panico del microfono

Prima di concludere questa guida di Unicusano Bari su come parlare in pubblico senza emozionarsi, poniamo l’accento su una particolare situazione legata a questo contesto: la paura di parlare al microfono. Una situazione che spesso conduce a posizionare questo strumento di amplificazione in posizioni che rendono difficile, a chi ascolta, comprendere quello che si sta dicendo. L’esempio più classico è quello di parlare con il microfono attaccato alla bocca oppure, in casi più rari, troppo distante. Questo va evitato, perché se il pubblico non capisce quello che dici, potresti sentirti a disagio.

Per evitare questo errore, prova a ricordare che l’importante non è il microfono, ma quello che dici. E se ti sei preparato o padroneggi l’argomento in ballo, puoi farcela. E se ti trovassi a dover improvvisare? Mantieni la calma, parla un po’ più lentamente e non cercare di strafare, limitati a dire ciò che realmente sai. La semplicità e la sincerità pagano anche più spesso di quanto si possa pensare.

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Scrittori russi: la nostra top ten

Leggere e la tua passione e vuoi conoscere i più importanti scrittori russi di sempre? Ottima idea.

La letteratura russa, infatti, annovera al suo interno alcuni tra i migliori scrittori contemporanei e della storia. Sono diversi gli autori russi che hanno lasciato il segno in diverse epoche, soprattutto moderne, dalla poesia al romanzo storico, dagli scritti religiosi a quelli politici, dai libri sulla vita ai grandi classici da leggere. Un’arte che ha accompagnato le controverse vicende storiche del Paese, che si intreccia con le traduzioni bizantine, i rivoluzionari sovietici, il regime comunista, i pittori futuristi, la guerra. Fino ad arrivare ai giorni nostri.

Ed è proprio dei migliori scrittori russi che parliamo in questo articolo. Se sei affascinato da tutto questo, non perderti il resto di questa e vera propria guida sul tema.

Autori russi da leggere

Nei paragrafi che seguono, andremo dunque a conoscere più da vicino dieci scrittori russi famosi e magari qualcuno anche meno noto, ma che merita assolutamente di essere letto. Per farlo abbiamo stilato una top ten, nella quale abbiamo cercato di comprendere nomi che provenissero dalle più diverse fasi storiche e influenze letterarie possibili. Buona lettura.

Daniil Palomnik: uno dei primi autori russi della storia

Iniziamo dalla storia: la letteratura russa antica proviene principalmente dalla Rus’ di Kiev, un entità monanarchica medioevale considerata il più antico Stato organizzato slavo-orientale.

Questa era prevalentemente rappresentata dalla traduzione in paleoslavo di letteratura bizantina. Si tratta soprattutto di testi religiosi e che generalmente risultano essere anonimi. Forse il primo di cui si conoscere l’autore è invece il racconto del Pellegrinaggio in Palestina del priore Daniil Palomnik, datato 1107. Palomnik, che in italiano significa “il viaggiatore” o “il pellegrino”, è stato un monaco cristiano e scrittore russo, ricordato per essere stato il primo pellegrino in Terrasanta proveniente proprio dalla Rus’ di Kiev che abbiamo citato in precedenza, nonché uno dei primi autori in lingua russa.

Nikolaj Gogol’ e l’epoca d’oro

Il vero punto di svolta per la letteratura russa è avvenuto all’inizio del XIX secolo. Un periodo storico che ha visto sbocciare attraverso il Romanticismo una generazione di grandi scrittori russi, passata agli annali come epoca d’oro. Fra questi Nikolaj Vasil’evič Gogol’ (1809-1852).

Di lui, un altro grande artista di cui parleremo tra poco, Dostoevskij, raccontava:

«Siamo tutti usciti da Il cappotto di Gogol’».

Già questo rende l’idea di quanto la sua figura e le sue opere siano state di ispirazione per la letteratura russa venuta dopo di lui. Dal suo genio sono nate opere straordinarie come Le anime morte,  La confessione dell’autore e tantissimi altri capolavori.

Fëdor Dostoevskij (1821-1881)

Ed eccoci al già citato, non a caso, Fëdor Michajlovič Dostoevskij, considerato insieme a Tolstoj uno dei più grandi pensatori, intellettuali, romanzieri e scrittori russi della storia.

I suoi sono certamente tra i romanzi russi più belli di sempre. Tra questi ricordiamo:

  1. Povera gente (1844);
  2. Il sosia (1845);
  3. Il giocatore (1866);
  4. Delitto e castigo (1866);
  5. L’idiota (1869);
  6. L’adolescente (1875);
  7. I fratelli Karamazov (1878-1880).

Tra i racconti più affascinanti, citiamo anche:

  1. Il signor Procharčin (1846);
  2. La padrona (1847);
  3. Il ladro onesto (1848);
  4. Le notti bianche (1848);
  5. Un piccolo eroe (1849);
  6. Note invernali su impressioni estive (1863);
  7. La mite (1876);
  8. Il sogno di un uomo ridicolo (1877).

Ma l’elenco completo delle opere che merita almeno una menzione sarebbe davvero lungo.

Lev Tolstoj (1828-1910)

Tra i libri scrittori russi più belli di sempre, troviamo anche quelli di un altro grandissimo autore che non abbiamo potuto fare a meno di menzionare già all’interno di questo articolo. E questo la dice lunga sulla sua importanza per tutto il movimento e la storia della letteratura russa.

Stiamo parlando di Lev Tolstoj (nome completo Lev Nikolàevič Tolstòj), autore di romanzi dal successo internazionale come Guerra e pace e Anna Karenina. Ma i suoi scritti hanno segnato la storia anche da un altro punto di vista: i suoi scritti furono fonte di ispirazione per la lotta non-violenta dei cosiddetti tolstoiani e del Mahatma Gandhi.

Anton Čechov (1860-1904)

Altro autore russo che ha contribuito all’epoca d’oro è senza dubbio Anton Pavlovič Čechov.

Di lui ricordiamo in particolare la sua opera teatrale essenziale, ma anche una serie di racconti brevi che lo hanno reso uno degli scrittori russi più importanti di tutti i tempi.

Aleksandr Blok e il simbolismo russo

Facciamo adesso un salto dall’epoca d’oro a quella del simbolismo russo, un movimento che cambierà con la rivoluzione del 1905.

In questo contesto spicca la figura di Aleksandr Blok (1880-1921), per il quale la Sofia di Solov’ëv è diventata una donna da bettola, una “Sconosciuta”, che è vista come la stessa Russia.

Vladimir Vladimirovič Majakovskij

Eccoci giunti alla categoria scrittori russi 900.

Partiamo da Majakovskij: cantore della rivoluzione d’ottobre, poeta futurista, ma anche drammaturgo, regista teatrale, attore, artista a tutto tondo.

Le sue opera vanno dal teatro ai cinescenari, dalle poesie ai poemi. Come All’amato me stessoLa Cimice (1928), La nuvola in calzoni (1915) e Di questo (1923).

Sergej Esenin, i poeti-contadini e l’epoca d’argento (1895-1925)

Dopo l’epoca d’oro, ecco quella d’argento. Questa annovera fra i suoi principali protagonisti Esenin, scrittore dotato di una personalità talmente romantica da innamorarsi frequentemente e avere tre mogli e molte amanti. un poeta contadino che ci ha lasciato in eredità opere come Confessioni di un teppista (1924) o L’uno nero.

Vladimir Nabokov (1899-1977)

Proseguiamo sul solco degli scrittori russi contemporanei chiamando in causa Vladimir Vladimirovič Nabokov

Tra i suoi temi preferiti la frammentazione sociale, il sesso (è lui, ad esempio, l’autore di Lolita), la distopia, l’entomologia e gli scacchi. Uno dei più grandi scrittori russi tra prima guerra mondiale e seconda.

Aleksandr Solženicyn (1918-2008)

Concludiamo questo nostro viaggio tra gli scrittori russi, con un autore scomodo. Solženicyn è stato costretto all’illegalità o all’esilio, a causa dei suoi scritti di denuncia contro i crimini del comunismo. È soprattuto grazie a questo Premio Nobel per la letteratura nel 1970 che conosciamo la verità sui gulag e tante altre atrocità del regime sovietico.

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Come diventare giudice tributario: studi e possibilità

Vuoi sapere come diventare giudice tributario?

Si tratta di prendere una decisione importante, ma del resto anche di uno dei lavori più richiesti e autorevoli che esistano. Ad ogni modo, abbiamo una buona notizia per te: in questo momento ti trovi nel posto giusto.

In questo articolo, infatti, approfondiremo proprio quali sono gli studi attinenti utili a perseguire un percorso indirizzato verso questo tipo di carriere e quali sono le possibilità offerte dallo svolgere una professione in questo ambito che va dalle giustizia tributaria al concorso magistratura.

Se ti interessa saperne di più, non perderti i prossimi paragrafi di questa vera e propria guida su come diventare giudice tributario.

LEGGI ANCHE – Decreto anticorruzione: ecco tutto quello che devi sapere.

Dalle competenze al concorso Giustizia tributaria: cosa devi sapere

All’interno di questa pagina, andremo dunque a sviscerare tutti gli aspetti utili su come diventare giudice tributario. Senza tralasciare di chiarire di cosa si occupa, questa importante figura giuridica, quali competenze deve avere e come acquisirle. Buona lettura.

Chi è il giudice tributario

Per comprendere fino in fondo come diventare giudice tributario, è necessario partire dalle basi. Ovvero: chi è e cosa fa?

Cerchiamo di rispondere a questa domanda prendendo a riferimento la definizione di Giustizia Tributaria fornita da Wikipedia, che cita a sua volta delle autorevoli fonti del settore.

«Col termine giustizia tributaria si fa riferimento all’insieme di mezzi che l’ordinamento giuridico predispone a tutela delle situazioni giuridiche dei soggetti nei confronti delle pubbliche amministrazioni impositrici di prestazioni tributarie.

La giustizia tributaria può essere considerata un particolare settore della giustizia amministrativa. Come avviene per questa, la tutela delle situazioni giuridiche nei confronti della pubblica amministrazione può essere demandata ad un organo della stessa pubblica amministrazione, adito dal soggetto leso mediante un ricorso amministrativo, oppure ad un giudice investito della controversia a seguito dell’esercizio di un’azione da parte del soggetto leso».

Nel dettaglio, le Commissioni Tributarie si occupano dei ricorsi di tutti i contribuenti che ritengono infondate le richieste dell’amministrazione finanziaria e di altri enti impositori.

Queste si dividono in:

  1. Commissioni Tributarie Provinciali, che sono competenti per le controversie proposte nei confronti degli Uffici delle Entrate o del territorio del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ovvero degli enti locali ovvero dei concessionari del servizio di riscossione che hanno sede nella loro circoscrizione;
  2. Commissioni Tributarie Regionali, che sono competenti per le impugnazioni avverso le decisioni delle Commissioni Tributarie Provinciali, che hanno sede nella loro circoscrizione.

Ed eccoci al Giudice Tributario. Egli risolve in via incidentale ogni questione da cui dipende la decisione delle controversie rientranti nella propria giurisdizione, fatta eccezione per le questioni in materia di querela di falso e sullo stato o la capacità delle persone, diversa dalla capacità di stare in giudizio.

Concorso giudice tributario e graduatorie

concorso giustiziaA questo punto ti starai probabilmente chiedendo: come diventare giudice tributario concretamente?

Per rimanere sempre aggiornato sui bandi in merito, puoi seguire il portale del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria nella sua sezione concorsi.

Tutti i bandi e le graduatorie più importanti sono passano da lì, dal concorso giudici tributari 960 posti del 2011 al concorso giudice tributario 2018 per posti vacanti.

Altre info possono essere ricercate all’interno di veri e propri concorso giudice tributario forum come Minintero.net.

Consiglio Presidenza Giustizia Tributaria: di cosa si occupa

Il Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria si occupa di adottare tutti i provvedimenti relativi ai componenti delle commissioni tributarie.

Le sue attribuzioni vengono elencate all’interno del D. Lvo n.545/1992, per l’esattezza nell’art. 24, comma 1. ecco i punti salienti:

  1. Verifica i titoli di ammissione dei propri componenti e decide sui reclami attinenti alle elezioni;
  2. Disciplina con regolamento interno il proprio funzionamento;
  3. Delibera sulle nomine e su ogni altro provvedimento riguardante i componenti delle commissioni tributarie;
  4. Formula al Ministro delle finanze proposte per l’adeguamento e l’ammodernamento delle strutture e dei servizi, sentiti i presidenti delle commissioni;
  5. Predispone elementi per la redazione della relazione del Ministro delle finanze di cui all’art. 29, comma 2, anche in ordine alla produttività comparata delle commissioni;
  6. Stabilisce i criteri di massima per la formazione delle sezioni e dei collegi giudicanti;
  7. Stabilisce i criteri di massima per la ripartizione dei ricorsi nell’ambito delle commissioni tributarie divise in sezioni;
  8. Promuove iniziative intese a perfezionare la formazione e l’aggiornamento professionale dei giudici tributari;
  9. Esprime parere sugli schemi di regolamento e di convenzioni previsti dal presente decreto o che comunque riguardano il funzionamento delle commissioni tributarie;
  10. Esprime parere sulla ripartizione fra le commissioni tributarie dei fondi stanziati nel bilancio del Ministero delle finanze per le spese di loro funzionamento;
  11. Dispone, in caso di necessità, l’applicazione di componenti presso altra commissione tributaria o sezione staccata, rientrante nello stesso ambito regionale, per la durata massima di un anno;
  12. Esprime parere sul decreto di cui all’articolo 13, comma 1;
  13. Delibera su ogni altra materia ad esso attribuita dalla legge.

Inoltre vigila sul funzionamento dell’attività giurisdizionale delle commissioni tributarie, avendo facoltà di disporre anche eventuali ispezioni nei confronti del personale giudicante, affidandone l’incarico ad uno dei suoi componenti.

Giudice tributario: stipendio

La corte d’appello di milano, in una sentenza del 2016 ha stabilito che il vero parametro di riferimento per stabilire la retribuzione non è una sterile discettazione se il compenso sia o meno indennitario e corrispettivo, ma quello generale della posizione giuridica sostanziale dedotta in giudizio.

Sussiste quindi il diritto dei giudici appartenenti alle sezioni distaccate della commissione centrale di percepire il compenso fisso giudice tributario.

Cosa studiare per diventare giudice tributario

Eccoci giunti all’ultimo paragrafo della nostra guida su come diventare Giudice Tributario. Ovvero quello dedicato al miglior percorso di studi consigliato per acquisire le competenze e i titoli necessari.

Per quanto riguarda i corsi di laurea, certamente le basi e le ossa per diventare giudice tributario, non possono che provenire da Giurisprudenza. Il corso quinquennale che da sempre da accesso alle diverse posizioni professionali nell’ambito del Diritto. E in questo settore Unicusano rappresentante certamente un’eccellenza.

Per quanto riguarda le specializzazioni post-laurea e i master, hai veramente l’imbarazzo della scelta. Ecco alcuni corsi che potrebbero fare al caso tuo:

  1. Master I Livello in Amministrazione giudiziaria di aziende e beni sequestrati e confiscati;
  2. Master I Livello in Diritto amministrativo;
  3. Corso di perfezionamento e aggiornamento professionale in Esperto paghe e contributi;
  4. Master I Livello in Curatore fallimentare.

E con questo è veramente tutto. Si conclude qui la nostra guida su come diventare Giudice Tributario.

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Allenarsi a casa tutti i giorni: consigli ed esercizi

Pensi che allenarsi a casa tutti i giorni con costanza sia possibile?

Se vuoi scoprirlo sei nel posto giusto. In questo articolo, infatti, ci occuperemo proprio di comprendere quali sport fare quando si studia da casa. Perché fare attività fisica e seguire una dieta universitaria equilibrata, può rivelarsi molto utile per rafforzare la memoria e stimolare le funzioni cognitive utili nello studio, nel lavoro e in tante altre faccende quotidiane. Come ci hanno insegnato i latini, infatti, il vecchio detto è sempre attuale: mens sana in corpore sano.

Ma come allenarsi a casa? Che tipo piano di allenamento giornaliero bisogna perseguire? Se hai voglia di trovare una risposta concreta a queste domande, non perdere i prossimi paragrafi di questa vera e propria guida sul tema.

Allenamento domestico: tutto quello che devi sapere

Nei paragrafi che seguono, andremo dunque a scoprire come fare per allenarsi a casa tutti i giorni in modo corretto ed efficace. Dagli esercizi a corpo libero alla ginnastica per dimagrire, senza dimenticare l’aerobica e come fare gli addominali. In poche parole: come avere un fisico perfetto. Iniziamo subito. Buona lettura e, speriamo presto, buon allenamento.

Esercizi per dimagrire a casa

Iniziamo il nostro tutorial per allenarsi a casa tutti i giorni, dagli esercizi per dimagrire.

Un programma di allenamento a casa per dimagrire non può che partire da due attività fondamentali:

  1. Corsa
  2. Addominali

La prima può essere eseguita anche sul posto ed è fondamentale per fare cardio. Ovvero a prepararti a raggiungere un certo battito e continuare a bruciare calorie anche durante gli esercizi da fare a casa per dimagrire. Inizia camminando, per poi passare ad una leggere corsa di cinque minuti.

L’ideale per tonificare la pancia e dimagrire, è poi passare appunto agli addominali. Ma ricorda: se vuoi ottenere degli addominali davvero scolpiti, devi riuscire ad allenate tutte le fasce. Quindi gli addominali alti, quelli bassi, ma anche gli obliqui.

Se invece hai bisogno di esercizi per dimagrire le braccia, devi programmare delle attività che prevedano innanzitutto di alzare le braccia, fare piegamenti su di esse. Correre, inoltre, torna sempre utile anche a questo fine.

Allenamento corpo libero

Continuiamo questo nostro viaggio su come allenarsi a casa tutti i giorni, passando alla categoria esercizi corpo libero.

Come per ogni attività fisica, è consigliabile dedicarsi precedentemente ad una adeguata fase di stretching e riscaldamento. E naturalmente, a monte, indossare degli indumenti adeguati al corretto svolgimento di tali esercizi.

Per riscaldarti puoi partire con la consueta camminata veloce o corsa dal posto della durata di una decina di minuti circa. Subito dopo, l’ideale è fare un po’ di allungamento muscolare, in modo da allontanare lo stress e sciogliere tutte le tensioni accumulate dal tuo fisico. Ma fa attenzione, soprattuto in questa fase e per il proseguo dell’allenamento, ad evitare i movimenti bruschi e gli eccessivi allungamenti.

Tornando all’abbigliamento, è consigliabile indossare vestiti comodi, come una tuta, che favoriscano certi movimenti. Ovviamente anche preparare l’ambiente nel quale svolgere ginnastica in casa riveste un ruolo molto importante. Esso deve essere quanto più accogliente, spazioso, luminoso, arieggiato e rilassante possibile.

Dopo il riscaldamento, allenarsi tutti i giorni a corpo libero può dare ottimi risultati seguendo questo piano di attività:

  1. Step. Ovvero simulare la salita e la discesa da un gradino. Molto utilizzati per allenarsi a casa dalle donne, ma utili anche come esercizi glutei uomo;
  2. Salti con la corda. Può permetterti di baciare 200 calorie in quarto d’ora;
  3. Addominali. Alti, bassi e obliqui;
  4. Bastone per spalle e schiena.
  5. Squat. Aiuta di tonificare cosce e glutei;
  6. Cyclette leggera, come fase di scarico tra i 10 minuti e il quarto d’ora.

Dopo le prime settimane, quando sarai più in forma, potrai gradualmente aggiungere qualche esercizio in più, fino ad ad aggiungere al programma 100 flessioni.

Palestra tutti i giorni: risultati

Fare ginnastica, palestra o comunque allenarsi a casa tutti i giorni porta certamente a dei risultati concreti. A seconda del tipo di attività che viene svolta e dalla sua intensità, si possono ovviamente perseguire obiettivi di versi.

Naturalmente esista una grande differenza tra allenarsi tutti i giorni o a giorni alterni. Un conto poi è fare della ginnastica semplice e leggera per rilassarsi, un altro ancora è allenarsi tutti i giorni al bodybuilding.

In sintesi possiamo dire che è importante scegliere il tuo piano di allenamento, una sorta di palestra in casa scheda, in base a quello che da esso vuoi ottenere. Ovvero dimagrire, tonificare il corpo, migliorare la tua flessibilità, oppure ridurre lo stress.

E con questo è tutto: siamo giunti alla conclusione della guida Unicusano Bari su come allenarsi a casa tutti i giorni. Ma prima di lasciarti, ti consigliamo di dare un’occhiata ai nostri master universitari legati proprio al mondo dello sport: da Nutrizione nel fitness e nel recupero funzionale dell’atletaGestione e organizzazione di attività sportive. Passando per il master in Procuratore sportivo e quello in Psicologia dello sport oppure in Management sportivo e molti altri. Per visualizzare la lista completa, visita l’area didattica del portale Unicusano.

Nel frattempo, non rimane che allenarsi a casa tutti i giorni come si deve.

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Come scrivere una raccomandata: quello che devi sapere

Hai bisogno di imparare come scrivere una raccomandata?

Allora sei nel posto giusto. In questo articolo, infatti, ti guideremo passo passo sul da farsi. Così come in precedenti guide ti abbiamo aiutato a capire come scrivere un progetto, piuttosto che una lettera di candidatura o come si scrive la bibliografia.

Questa volta è il turno di come scrivere una lettera, più precisamente una raccomandata a r.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo temp ed entriamo subito nel merito.

Tutto quello che devi sapere sulle raccomandate

In virtù di quanto già accennato, nei paragrafi che seguono, andremo dunque a vedere cosa sono queste particolari spedizioni postali e come scrivere una raccomandata. Buona lettura.

Cos’è la posta raccomandata

Posta raccomandata è il nome dato al servizio di spedizioni postali che usufruiscono di raccomandazione accessoria.

Si tratta ormai di un tipo di spedizione tracciabile. È infatti possibile seguirne il percorso online, in modo da controllare in tempo reale dove si trova grazie ad un codice alfanumerico riportato sul pacco. Quest’ultimo, per giungere a destinazione ed essere così essere consegnato, richiede tra i tre e i cinque giorni lavorativi.

Il servizio è condotto da Poste Italiane e viene soprattutto utilizzato per la spedizione di documenti. Questo perché il destinatario è soggetto ad essere identificato con certezza, oppure può delegare con firma un incaricato alla ricezione. Inoltre rubare o aprire una raccomandata senza autorizzazione rappresenta a norma di legge un grave reato.

Il prezzo per l’invio di una raccomandata varia in base al peso della busta e alla tipologia del suo contenuto.

Busta per raccomandata

Chiarito di cosa si tratta e quali sono i suoi principali vantaggi e modalità di utilizzo, iniziamo adesso a vedere come preparare e come scrivere una raccomandata.

Ecco i passaggi corretti da seguire:

  1. Prepara il documento, o comunque il contenuto, da inviare;
  2. Scegli una busta idonea e proporzionata per la spedizione in base al contenuto;
  3. Inserisci il contenuto nella busta selezionata;
  4. Sigilla attentamente la busta con il contenuto all’interno;
  5. Scrivi tutti i dati necessari sulla busta.

Ma come compilare la busta? È presto detto:

  1. Scrivi nella parte centrale il nome del destinatario, persona fisica o istituzione, a cui intendi indirizzare la raccomandata
  2. Aggiungi anche i tuoi dati sul lato di chiusura della busta in alto a sinistra, preceduti dalla sigla “MITT”, che sta a dire “mittente”, cioè colui il quale effettua la spedizione. Dunque il tuo nome e cognome, l’indirizzo compreso di CAP (codice di avviamento postale), città e provincia di appartenenza.
  3. Gira la busta e scrivi, in basso a destra, i dati del destinatario.

Non dimenticare di scrivere anche la dicitura “Raccomandata A/R“. Ed ecco svelato come si fa una raccomandata a mano. Ma non è ancora tutto. Scopriamo cos’altro fare, una volta preparata la busta, nel prossimo paragrafo.

Raccomandata con ricevuta di ritorno mittente e destinatario

Adesso che sai dove scrivere mittente e destinatario su una busta raccomandata, non ti resta che recarti presso un ufficio postale.

Dopo aver compilato come si deve la busta infatti, bisogna chiedere i due moduli per raccomandata con ricevuta di ritorno. In entrambe le ricevute ricorda di scrivere la data di invio e di farlo utilizzando dei caratteri a stampatello.

Si tratta della classica ricevuta in copia carbone, un fogliettino scritto in blu dove vanno nuovamente inseriti i dati del mittente e del destinatario. Infine, nella sezione relativa ai servizi accessori, devi barrare la sigla A/R (andata e ritorno).

Il secondo modulo, invece, altro non è che la ricevuta di ritorno vera e propria a tutti gli effetti. Si tratta di un cartoncino bianco diviso in due parti:

  1. Da un lato, contraddistinto dalla dicitura “da restituire”, devi indicare i dati e l’indirizzo del mittente;
  2. Dall’altro quelli del destinatario.

Ma a cosa serve questo cartoncino? Perché compilare anch’esso? Perché è proprio lui ad accompagnare la raccomandata e a venire firmato da chi riceve la raccomandata. Una volta che avviene ciò, il cartoncino viene nuovamente inviato (da parte delle poste), facendo il percorso inverso. Torna cioè al mittente (in questo caso tu), in modo da poter constatare che la busta o il pacco. effettivamente arrivato a destinazione ed è stato ritirato. al mittente che avrà così l’attestazione che la sua missiva è stata recepita dal destinatario.

Cosa succede in caso di assenza destinatario

Ed eccoci quasi giunti alla conclusione di questa guida Unicusano su come scrivere una raccomandata. Ma prima di lasciarti, dobbiamo vedere un ultimo aspetto riguardo a questa tema. Ovvero: cosa succede nel caso di assenza del destinatario?

Se ciò dovesse accadere, la raccomandata in questione finirà in giacenza nell’ufficio postale di competenza (solitamente il più vicino al destinatario, oppure quello principale della sua città) per un periodo di trenta giorni. Se nell’arco di questo periodo non viene prelevata dal destinatario, questa verrà rispedita al mittente.

E con questo è tutto: adesso come scrivere una raccomandata non dovrebbe più avere misteri per te. Se avessi ancora qualche dubbio puoi sempre rileggere questo articolo o richiedere assistenza presso l’ufficio postale a te più vicino.

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Serie TV comiche: le 10 da vedere assolutamente

Sei un appassionato di fiction alla ricerca di nuove serie TV comiche da poter guadare?

Se oltre ai grandi colossal o ai film sulla 1 guerra mondiale, ogni tanto preferisci  guardare qualcosa di più leggero e simpatico, allora hai trovato la guida che fa per te. Questo articolo, infatti, è dedicato proprio a questo. Perché decidere la giusta serie tv da vedere equivale a prendere una decisione importante.

Questo vale soprattutto se si tratta di scegliere una serie tv divertente in grado di distrarre e rilassare la mente durante qualche piccola pausa dallo studio o dal lavoro. Anche questo può aiutare a donare una maggiore freschezza ed elasticità mentale. E quindi aiutarti a studiare meglio.

Inoltre “divertente”, non significa per forza “demenziale”. Anzi, la comicità delle dotcom più simpatiche nasce spesso da battute brillanti e basi intellettuali da non sottovalutare. Dalle commedie americane ai migliori telefilm made in Italy.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito: lanciamoci subito alla scoperta delle più belle serie tv comiche da vedere assolutamente. Prepara il telecomando, il pc o il lettore dvd e non dimenticare i popcorn.

Serie tv da vedere: ecco le più divertenti

Nei prossimi paragrafi, sveleremo una sorta di top ten composta da serie tv comiche, le fiction più divertenti del piccolo schermo, commedie streaming, telefilm che più esilaranti non si può. Buona lettura e, speriamo presto, buona visione.

The office: le migliori gag sul lavoro

Una delle commedie americane divertenti in versione serie televisiva più interessante è senza dubbio The Office. In realtà, per essere più precisi, la serie è girata come fosse un reality show, un documentario attraverso il quale scoprire i protagonisti e le dinamiche per non perdere il lavoro di un gruppo di lavoratori all’interno di un’azienda di distribuzione di carta in Pennsylvania, la Dunder Mifflin.

A renderla una serie tv comica a tutti gli effetti è l’umorismo quasi vessatorio esercitato nei loro confronti da Michael Scott, il capo, interpretato da Steve Carrel, attore, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense, noto soprattutto per i suoi ruoli comici.

Nata negli USA nel 2005 e andata avanti per ben nove stagioni fino al 2013, in Italia ha debuttato come serie tv comedy su Fox nel marzo del 2006.

Serie tv commedia Netflix e Fox: New Girl

New Girl è una serie tv statunitense che racconta la parte divertente della vita fra coinquilini a Los Angeles.

Tutto ha inizio quando la bella e simpatica, ma soprattutto eccentrica e un po’ goffa, ragazzi di nome Jess si ritrova a vivere in un nuovo appartamento dopo la traumatica rottura di una lunga storia d’amore. Nello stesso appartamento vivono anche tre bizzarri ragazzi, al cui vita verrà stravolta dal ciclone Jess, interpretata da Zooey Deschanel, e dalla sua migliore amica: la bellissima modella indiana Cece. Una commedia ricca di intrecci e battute degne delle migliori serie tv comiche Netflix attualmente, anche se nasce su Fox.

Friends: una delle più belle di sempre

Tra le serie tv più simpatiche è impossibile non citare una delle più importanti pietre miliari del genere: Friends. Precorritrice di tante sitcom moderne e delle migliori serie tv Netflix, si tratta di un telefilm che ha segnato al storia della tv con episodi inediti dal 1994 al 2004, ma che tutt’oggi continua ad appassionare milioni di spettatori e appassionati.

La trama è ambientata a Manhattan, dove vive un gruppo di simpatici amici molto affiato, formato da Ross, Chandler, Joey, Monica (sorella di Ross) e Phoebe. A loro si aggiunge fin da subito anche Rachel, amica della stessa Monica ai tempi del liceo e di cui Ross era segretamente innamorato nello stesso periodo. Le due si incontrano casualmente, quando Rachel (interpretata da Jennifer Aniston), ancora in abito da sposa, aveva da poco lasciato il suo promesso sposo all’altare. Nasceranno situazioni comiche ricche dall’humor sottile e tagliente.

How I Met Your Mother: chi ha sposato Ted?

serie tv divertenteUna storia a ritroso. Siamo nell’anno 2030 e l’architetto Ted Mosby ripercorre tappe ed eventi degli ultimi 25 anni, per raccontare ai propri figli la storia d’amore tra lui e la loro madre. Nove stagioni avvolta dal mistero: chi sarà la sua futura moglie? Lo storico amore Robin Scherbatsky, parte integrante del suo simpaticissimo gruppo di amici, o un’altra donna incontrata durante quegli anni?

Tra i personaggi più divertenti di How I Met Your Mother, che contribuisce a dare alla sitcom quel tratto decisivo da serie tv comiche, è il latin lover Burney Stinson. A completare questa bizzarra comitiva la coppia composta dagli innamorati Marshall e Lily.

Serie tv divertenti 2018: l’ultima stagione di The Big Bang Theory

Unire scienza e risate per dar vita a delle serie tv comiche di successo si può. La dimostrazione è The Big Bang Theory (TBBT).

Racconta la vita di quattro brillanti giovani che lavorano presso il California Institute of Tecnology di Pasadena. Tanto intelligenti e dediti al mondo nerd, quanto socialmente inetti. Finché a stravolgere le loro abitudini non irrompe la bellissima Penny: una bionda tutto pepe trasferitasi dal Nebraska col sogno di diventare attrice.

Una divertentissima commedia americana, talmente di successo da fare del proprio cast uno tra i più apprezzati e pagati di sempre. Ecco i dieci interpreti e personaggi principali:

  1. Johnny Galecki (interpreta Leonard Hofstadter)
  2. Jim Parsons (Sheldon Cooper)
  3. Kaley Cuoco (Penny)
  4. Simon Helberg (Howard Wolowitz)
  5. Kunal Nayyar (Raj Koothrappali)
  6. Melissa Rauch (Bernadette Rostenkowski)
  7. Mayim Bialik (Amy Farrah Fowler)
  8. Kevin Sussman (Stuart Bloom)
  9. Sara Gilbert (Leslie Winkle)
  10. Laura Spencer (Emily Sweeney)

La prima stagione ha visto esordire la serie nel 2007, mentre quella finale vede realizzate le riprese nel 2018-2019.

Young Sheldon: le origini di TBBT

Spin-off e prequel di The Big Bang Theory incentrato sull’infanzia di Sheldon Cooper, il personaggio probabilmente più divertente, e allo stesso tempo indisponente, tra gli scienziati di Pasadena protagonisti del telefilm precedente. Una delle serie tv comiche 2017 più simpatiche e divertenti.

Modern Family

Per descrivere questa sitcom girata sul modello del “falso documentario”, citiamo la recensione fatta da una delle più importanti riviste statunitensi di intrattenimento, cultura di massa, cinema e televisione: Entertainment Weekly (EW).

Ecco cosa dice la rivista d’oltreoceano:

«Modern Family è una sitcom molto divertente, dotata di personaggi vividi e complessi, riuscendo a raggiungere un ampio target tra gli spettatori»

Nonostante sia molto simpatica e la facciamo rientrare a pieno titolo tra le serie tv comiche, questa fiction racconta tematiche delicate, seppure in modo semplice e appunto divertente. Si tratta infatti delle vicende di una famiglia allargata, soggetta a diversi cambiamenti e contraddistinti da diversità caratteriali, sessuali, etniche e culturali.

Will & Grace

Tra le nostre serie tv comiche, trova spazio anche questa situation comedy che vede come protagonisti principali sono i coinquilini di Manhattan: Will Truman e Grace Adler.

Il primo è un avvocato omosessuale, Grace è invece un’arredatrice di interni, nonché migliore amica dello stesso Will. Un’amicizia e una convivenza tutta da ridere.

Scrubs: medici ai primi ferri

Come si fa a non annoverare tra le serie tv comiche una il cui titolo è già un simpatico gioco di parole?

Con “scrubs” e “to scrub”, infatti, è possibile intendere quattro cose, alcune attinenti fra loro, altre completamente diverse:

  1. La divisa indossata da medici e infermieri;
  2. La pratica chirurgica di lavarsi accuratamente le mani prima di un intervento;
  3. Una persona insignificante o di poco conto;
  4. Un principiante.

Di tutto questo, in verità parla ironicamente questa serie televisiva, che vede come protagonisti un gruppo di bizzarri medici alle prime armi.

Family Guy: I Griffin

Concludiamo la nostra carrellata con una serie tv divertenti per ragazzi e non solo, trattandosi da un cartone animato per adolescenti e adulti.

la famiglia Griffin rappresenta in maniera irriverente e dissacrante la famiglia tipo all’americana. Gli episodi della trama non seguono sempre un senso logico e sono ricchi di flashback. Ma il vero filo conduttore è la forte vena umoristico-demenziale.

E con questo si conclude la guida Unicusano alle serie tv comiche.

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Dominio di una funzione: ecco che cos’è

Sai cos’è e come si definisce il dominio di una funzione?

Se hai bisogno di capirci di più, non preoccuparti: sei nel posto giusto. In questo articolo, infatti, ti diremo tutto quello che c’è da sapere sulla definizione di funzione e campi di esistenza.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito. Lanciamoci insieme alla scoperta del dominio di una funzione.

LEGGI ANCHE – Scoperte scientifiche del 600: ecco le più significative

Dominio e codominio di una funzione: ecco cosa sapere

Nei prossimi paragrafi andremo dunque a capire meglio cos’è il dominio di una funzione semplice, fratta o esponenziale. Buona lettura.

Definizione dominio e condominio

Iniziamo dalle basi del dominio di una funzione: la definizione. A seguito della quale, andremo pian piano ad entrare il più possibile nel dettaglio.

Ecco quanto dice sul dominio di una funzione Wikipedia:

«In matematica il dominio e il codominio di una funzione sono gli insiemi su cui è definita la funzione, che associa ad ogni elemento del dominio uno e un solo elemento del codominio».

Per essere ancora più precisi, prendiamo a modello anche la definizione riportata sull’Enciclopedia Treccani alla voce dominio di una funzione:

«Termine utilizzato in matematica con diversi significati; in generale, si riferisce comunque a un ambiente in cui si opera.

In algebra e analisi, il dominio di una funzione ƒ: X → Y (e più in generale di una corrispondenza da X in Y o anche di una relazione definita in X) è l’insieme X; i valori che la funzione in corrispondenza assume costituiscono il codominio della funzione.

Il sottoinsieme di X costituito dai valori su cui la funzione ƒ è effettivamente definita è invece detto insieme di definizione di ƒ (o, con obsoleta terminologia, campo di esistenza).

In questa accezione, l’insieme di definizione di ƒ non coincide in generale con il suo dominio: per esempio, la funzione ƒ: R → R definita da y = √(x) ha come dominio R, ma come insieme di definizione l’insieme {x ∈ R: x ≥ 0}».

A quanto detto finora, bisogna tuttavia aggiungere, come la stessa fonte del resto fa, che esiste anche diversa accezione del termine.

Altre accezioni del termine dominio

Secondo un’altra accezione del termine, il dominio di una funzione o di una corrispondenza è costituito dai soli elementi per i quali esistono elementi corrispondenti.

Ad oggi, l’opinione più diffusa, e che risolve questa discordanza sul significato del termine dominio, propende per lo spazio ambiente che include l’insieme dove la funzione resta definita.

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora andiamo avanti.

Formula dominio funzione esponenziale

In matematica, la funzione esponenziale è l’elevamento a potenza con base il numero di Eulero.

La formula tipica del dominio di una funzione esponenziale è: y = a×.

Ovvero: y è uguale ad (base della potenza, che in questo caso è una costante) elevato ad (esponente variabile). Ecco perché la funzione viene detta funzione esponenziale a base costante.

Per quanto riguarda, invece, il dominio di una funzione fratta, occorre dire che se esso coincide con l’asse reale, privato dei punti per i quali si annulla il denominatore, le caratteristiche ed il grafico di una funzione algebrica razionale fratta variano a seconda del grado del numeratore e del denominatore.

E con questo siamo quasi giunti alla conclusione di questa guida sul dominio di una funzione. Prima di chiudere, però, abbiamo ancora in serbo una chicca per te: una guida ai migliori corsi che hanno a che fare con le scienze matematiche.

Ami la matematica? Ecco i corsi che fanno per te

Se cerchi informazioni sul dominio di una funzione perché la tua passione sono i vari rami della matematiche, devi sapere che ci sono dei corsi di laurea e master universitari che che potrebbero interessarti particolarmente.

Stiamo parlando dei corsi Unicusano dell’area ingegneristica, informatica ed economica. Nel primo caso, ad esempio, facciamo riferimento ai seguenti corsi di laurea:

  1. Ingegneria Civile;
  2. Magistrale in Ingegneria Civile;
  3. Ingegneria Elettronica Industriale;
  4. Magistrale in Ingegneria Elettronica;
  5. Meccanica Industriale;
  6. Magistrale in Ingegneria Meccanica;
  7. Biomedica;
  8. Agroindustriale;
  9. Ingegneria Gestionale.

LEGGI ANCHE – Cosa fa l’ingegnere elettronico: mansioni e compiti.

Se invece fossi orientato verso un Master in Ingegneria o informatica, potresti dare un’occhiata a:

  1. Sistemi di gestione aziendale e gestione di impresa (Master di I livello);
  2. Sicurezza delle reti informatiche (I livello).
  3. Gestione, controllo e manutenzione dei processi industriali (II livello):
  4. Innovazione, sviluppo e gestione di reti energetiche basate su energie rinnovabili (II livello);

Per quanto riguarda la lepre in ambito economico, consigliamo Economia Aziendale e Management come triennale e Scienze Economiche come specializzazione magistrale. Tra i maser, invece, ti segnaliamo: Data Analyst (I livello), Redazione bilancio d’esercizio (I livello), Banca e Finanza (II livello).

E con questo è tutto: la nostra guida sul dominio di una funzione e studi attinenti è giunta al termine. Ti è stata utile?

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere da noi comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che nessuna diffusione è prevista di tali dati personali a soggetti indeterminati. Tali soggetti verranno nominati responsabile del trattamento. Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

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