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Scrittori russi: la nostra top ten

Leggere e la tua passione e vuoi conoscere i più importanti scrittori russi di sempre? Ottima idea.

La letteratura russa, infatti, annovera al suo interno alcuni tra i migliori scrittori contemporanei e della storia. Sono diversi gli autori russi che hanno lasciato il segno in diverse epoche, soprattutto moderne, dalla poesia al romanzo storico, dagli scritti religiosi a quelli politici, dai libri sulla vita ai grandi classici da leggere. Un’arte che ha accompagnato le controverse vicende storiche del Paese, che si intreccia con le traduzioni bizantine, i rivoluzionari sovietici, il regime comunista, i pittori futuristi, la guerra. Fino ad arrivare ai giorni nostri.

Ed è proprio dei migliori scrittori russi che parliamo in questo articolo. Se sei affascinato da tutto questo, non perderti il resto di questa e vera propria guida sul tema.

Autori russi da leggere

Nei paragrafi che seguono, andremo dunque a conoscere più da vicino dieci scrittori russi famosi e magari qualcuno anche meno noto, ma che merita assolutamente di essere letto. Per farlo abbiamo stilato una top ten, nella quale abbiamo cercato di comprendere nomi che provenissero dalle più diverse fasi storiche e influenze letterarie possibili. Buona lettura.

Daniil Palomnik: uno dei primi autori russi della storia

Iniziamo dalla storia: la letteratura russa antica proviene principalmente dalla Rus’ di Kiev, un entità monanarchica medioevale considerata il più antico Stato organizzato slavo-orientale.

Questa era prevalentemente rappresentata dalla traduzione in paleoslavo di letteratura bizantina. Si tratta soprattutto di testi religiosi e che generalmente risultano essere anonimi. Forse il primo di cui si conoscere l’autore è invece il racconto del Pellegrinaggio in Palestina del priore Daniil Palomnik, datato 1107. Palomnik, che in italiano significa “il viaggiatore” o “il pellegrino”, è stato un monaco cristiano e scrittore russo, ricordato per essere stato il primo pellegrino in Terrasanta proveniente proprio dalla Rus’ di Kiev che abbiamo citato in precedenza, nonché uno dei primi autori in lingua russa.

Nikolaj Gogol’ e l’epoca d’oro

Il vero punto di svolta per la letteratura russa è avvenuto all’inizio del XIX secolo. Un periodo storico che ha visto sbocciare attraverso il Romanticismo una generazione di grandi scrittori russi, passata agli annali come epoca d’oro. Fra questi Nikolaj Vasil’evič Gogol’ (1809-1852).

Di lui, un altro grande artista di cui parleremo tra poco, Dostoevskij, raccontava:

«Siamo tutti usciti da Il cappotto di Gogol’».

Già questo rende l’idea di quanto la sua figura e le sue opere siano state di ispirazione per la letteratura russa venuta dopo di lui. Dal suo genio sono nate opere straordinarie come Le anime morte,  La confessione dell’autore e tantissimi altri capolavori.

Fëdor Dostoevskij (1821-1881)

Ed eccoci al già citato, non a caso, Fëdor Michajlovič Dostoevskij, considerato insieme a Tolstoj uno dei più grandi pensatori, intellettuali, romanzieri e scrittori russi della storia.

I suoi sono certamente tra i romanzi russi più belli di sempre. Tra questi ricordiamo:

  1. Povera gente (1844);
  2. Il sosia (1845);
  3. Il giocatore (1866);
  4. Delitto e castigo (1866);
  5. L’idiota (1869);
  6. L’adolescente (1875);
  7. I fratelli Karamazov (1878-1880).

Tra i racconti più affascinanti, citiamo anche:

  1. Il signor Procharčin (1846);
  2. La padrona (1847);
  3. Il ladro onesto (1848);
  4. Le notti bianche (1848);
  5. Un piccolo eroe (1849);
  6. Note invernali su impressioni estive (1863);
  7. La mite (1876);
  8. Il sogno di un uomo ridicolo (1877).

Ma l’elenco completo delle opere che merita almeno una menzione sarebbe davvero lungo.

Lev Tolstoj (1828-1910)

Tra i libri scrittori russi più belli di sempre, troviamo anche quelli di un altro grandissimo autore che non abbiamo potuto fare a meno di menzionare già all’interno di questo articolo. E questo la dice lunga sulla sua importanza per tutto il movimento e la storia della letteratura russa.

Stiamo parlando di Lev Tolstoj (nome completo Lev Nikolàevič Tolstòj), autore di romanzi dal successo internazionale come Guerra e pace e Anna Karenina. Ma i suoi scritti hanno segnato la storia anche da un altro punto di vista: i suoi scritti furono fonte di ispirazione per la lotta non-violenta dei cosiddetti tolstoiani e del Mahatma Gandhi.

Anton Čechov (1860-1904)

Altro autore russo che ha contribuito all’epoca d’oro è senza dubbio Anton Pavlovič Čechov.

Di lui ricordiamo in particolare la sua opera teatrale essenziale, ma anche una serie di racconti brevi che lo hanno reso uno degli scrittori russi più importanti di tutti i tempi.

Aleksandr Blok e il simbolismo russo

Facciamo adesso un salto dall’epoca d’oro a quella del simbolismo russo, un movimento che cambierà con la rivoluzione del 1905.

In questo contesto spicca la figura di Aleksandr Blok (1880-1921), per il quale la Sofia di Solov’ëv è diventata una donna da bettola, una “Sconosciuta”, che è vista come la stessa Russia.

Vladimir Vladimirovič Majakovskij

Eccoci giunti alla categoria scrittori russi 900.

Partiamo da Majakovskij: cantore della rivoluzione d’ottobre, poeta futurista, ma anche drammaturgo, regista teatrale, attore, artista a tutto tondo.

Le sue opera vanno dal teatro ai cinescenari, dalle poesie ai poemi. Come All’amato me stessoLa Cimice (1928), La nuvola in calzoni (1915) e Di questo (1923).

Sergej Esenin, i poeti-contadini e l’epoca d’argento (1895-1925)

Dopo l’epoca d’oro, ecco quella d’argento. Questa annovera fra i suoi principali protagonisti Esenin, scrittore dotato di una personalità talmente romantica da innamorarsi frequentemente e avere tre mogli e molte amanti. un poeta contadino che ci ha lasciato in eredità opere come Confessioni di un teppista (1924) o L’uno nero.

Vladimir Nabokov (1899-1977)

Proseguiamo sul solco degli scrittori russi contemporanei chiamando in causa Vladimir Vladimirovič Nabokov

Tra i suoi temi preferiti la frammentazione sociale, il sesso (è lui, ad esempio, l’autore di Lolita), la distopia, l’entomologia e gli scacchi. Uno dei più grandi scrittori russi tra prima guerra mondiale e seconda.

Aleksandr Solženicyn (1918-2008)

Concludiamo questo nostro viaggio tra gli scrittori russi, con un autore scomodo. Solženicyn è stato costretto all’illegalità o all’esilio, a causa dei suoi scritti di denuncia contro i crimini del comunismo. È soprattuto grazie a questo Premio Nobel per la letteratura nel 1970 che conosciamo la verità sui gulag e tante altre atrocità del regime sovietico.

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Come diventare giudice tributario: studi e possibilità

Vuoi sapere come diventare giudice tributario?

Si tratta di prendere una decisione importante, ma del resto anche di uno dei lavori più richiesti e autorevoli che esistano. Ad ogni modo, abbiamo una buona notizia per te: in questo momento ti trovi nel posto giusto.

In questo articolo, infatti, approfondiremo proprio quali sono gli studi attinenti utili a perseguire un percorso indirizzato verso questo tipo di carriere e quali sono le possibilità offerte dallo svolgere una professione in questo ambito che va dalle giustizia tributaria al concorso magistratura.

Se ti interessa saperne di più, non perderti i prossimi paragrafi di questa vera e propria guida su come diventare giudice tributario.

LEGGI ANCHE – Decreto anticorruzione: ecco tutto quello che devi sapere.

Dalle competenze al concorso Giustizia tributaria: cosa devi sapere

All’interno di questa pagina, andremo dunque a sviscerare tutti gli aspetti utili su come diventare giudice tributario. Senza tralasciare di chiarire di cosa si occupa, questa importante figura giuridica, quali competenze deve avere e come acquisirle. Buona lettura.

Chi è il giudice tributario

Per comprendere fino in fondo come diventare giudice tributario, è necessario partire dalle basi. Ovvero: chi è e cosa fa?

Cerchiamo di rispondere a questa domanda prendendo a riferimento la definizione di Giustizia Tributaria fornita da Wikipedia, che cita a sua volta delle autorevoli fonti del settore.

«Col termine giustizia tributaria si fa riferimento all’insieme di mezzi che l’ordinamento giuridico predispone a tutela delle situazioni giuridiche dei soggetti nei confronti delle pubbliche amministrazioni impositrici di prestazioni tributarie.

La giustizia tributaria può essere considerata un particolare settore della giustizia amministrativa. Come avviene per questa, la tutela delle situazioni giuridiche nei confronti della pubblica amministrazione può essere demandata ad un organo della stessa pubblica amministrazione, adito dal soggetto leso mediante un ricorso amministrativo, oppure ad un giudice investito della controversia a seguito dell’esercizio di un’azione da parte del soggetto leso».

Nel dettaglio, le Commissioni Tributarie si occupano dei ricorsi di tutti i contribuenti che ritengono infondate le richieste dell’amministrazione finanziaria e di altri enti impositori.

Queste si dividono in:

  1. Commissioni Tributarie Provinciali, che sono competenti per le controversie proposte nei confronti degli Uffici delle Entrate o del territorio del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ovvero degli enti locali ovvero dei concessionari del servizio di riscossione che hanno sede nella loro circoscrizione;
  2. Commissioni Tributarie Regionali, che sono competenti per le impugnazioni avverso le decisioni delle Commissioni Tributarie Provinciali, che hanno sede nella loro circoscrizione.

Ed eccoci al Giudice Tributario. Egli risolve in via incidentale ogni questione da cui dipende la decisione delle controversie rientranti nella propria giurisdizione, fatta eccezione per le questioni in materia di querela di falso e sullo stato o la capacità delle persone, diversa dalla capacità di stare in giudizio.

Concorso giudice tributario e graduatorie

concorso giustiziaA questo punto ti starai probabilmente chiedendo: come diventare giudice tributario concretamente?

Per rimanere sempre aggiornato sui bandi in merito, puoi seguire il portale del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria nella sua sezione concorsi.

Tutti i bandi e le graduatorie più importanti sono passano da lì, dal concorso giudici tributari 960 posti del 2011 al concorso giudice tributario 2018 per posti vacanti.

Altre info possono essere ricercate all’interno di veri e propri concorso giudice tributario forum come Minintero.net.

Consiglio Presidenza Giustizia Tributaria: di cosa si occupa

Il Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria si occupa di adottare tutti i provvedimenti relativi ai componenti delle commissioni tributarie.

Le sue attribuzioni vengono elencate all’interno del D. Lvo n.545/1992, per l’esattezza nell’art. 24, comma 1. ecco i punti salienti:

  1. Verifica i titoli di ammissione dei propri componenti e decide sui reclami attinenti alle elezioni;
  2. Disciplina con regolamento interno il proprio funzionamento;
  3. Delibera sulle nomine e su ogni altro provvedimento riguardante i componenti delle commissioni tributarie;
  4. Formula al Ministro delle finanze proposte per l’adeguamento e l’ammodernamento delle strutture e dei servizi, sentiti i presidenti delle commissioni;
  5. Predispone elementi per la redazione della relazione del Ministro delle finanze di cui all’art. 29, comma 2, anche in ordine alla produttività comparata delle commissioni;
  6. Stabilisce i criteri di massima per la formazione delle sezioni e dei collegi giudicanti;
  7. Stabilisce i criteri di massima per la ripartizione dei ricorsi nell’ambito delle commissioni tributarie divise in sezioni;
  8. Promuove iniziative intese a perfezionare la formazione e l’aggiornamento professionale dei giudici tributari;
  9. Esprime parere sugli schemi di regolamento e di convenzioni previsti dal presente decreto o che comunque riguardano il funzionamento delle commissioni tributarie;
  10. Esprime parere sulla ripartizione fra le commissioni tributarie dei fondi stanziati nel bilancio del Ministero delle finanze per le spese di loro funzionamento;
  11. Dispone, in caso di necessità, l’applicazione di componenti presso altra commissione tributaria o sezione staccata, rientrante nello stesso ambito regionale, per la durata massima di un anno;
  12. Esprime parere sul decreto di cui all’articolo 13, comma 1;
  13. Delibera su ogni altra materia ad esso attribuita dalla legge.

Inoltre vigila sul funzionamento dell’attività giurisdizionale delle commissioni tributarie, avendo facoltà di disporre anche eventuali ispezioni nei confronti del personale giudicante, affidandone l’incarico ad uno dei suoi componenti.

Giudice tributario: stipendio

La corte d’appello di milano, in una sentenza del 2016 ha stabilito che il vero parametro di riferimento per stabilire la retribuzione non è una sterile discettazione se il compenso sia o meno indennitario e corrispettivo, ma quello generale della posizione giuridica sostanziale dedotta in giudizio.

Sussiste quindi il diritto dei giudici appartenenti alle sezioni distaccate della commissione centrale di percepire il compenso fisso giudice tributario.

Cosa studiare per diventare giudice tributario

Eccoci giunti all’ultimo paragrafo della nostra guida su come diventare Giudice Tributario. Ovvero quello dedicato al miglior percorso di studi consigliato per acquisire le competenze e i titoli necessari.

Per quanto riguarda i corsi di laurea, certamente le basi e le ossa per diventare giudice tributario, non possono che provenire da Giurisprudenza. Il corso quinquennale che da sempre da accesso alle diverse posizioni professionali nell’ambito del Diritto. E in questo settore Unicusano rappresentante certamente un’eccellenza.

Per quanto riguarda le specializzazioni post-laurea e i master, hai veramente l’imbarazzo della scelta. Ecco alcuni corsi che potrebbero fare al caso tuo:

  1. Master I Livello in Amministrazione giudiziaria di aziende e beni sequestrati e confiscati;
  2. Master I Livello in Diritto amministrativo;
  3. Corso di perfezionamento e aggiornamento professionale in Esperto paghe e contributi;
  4. Master I Livello in Curatore fallimentare.

E con questo è veramente tutto. Si conclude qui la nostra guida su come diventare Giudice Tributario.

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Allenarsi a casa tutti i giorni: consigli ed esercizi

Pensi che allenarsi a casa tutti i giorni con costanza sia possibile?

Se vuoi scoprirlo sei nel posto giusto. In questo articolo, infatti, ci occuperemo proprio di comprendere quali sport fare quando si studia da casa. Perché fare attività fisica e seguire una dieta universitaria equilibrata, può rivelarsi molto utile per rafforzare la memoria e stimolare le funzioni cognitive utili nello studio, nel lavoro e in tante altre faccende quotidiane. Come ci hanno insegnato i latini, infatti, il vecchio detto è sempre attuale: mens sana in corpore sano.

Ma come allenarsi a casa? Che tipo piano di allenamento giornaliero bisogna perseguire? Se hai voglia di trovare una risposta concreta a queste domande, non perdere i prossimi paragrafi di questa vera e propria guida sul tema.

Allenamento domestico: tutto quello che devi sapere

Nei paragrafi che seguono, andremo dunque a scoprire come fare per allenarsi a casa tutti i giorni in modo corretto ed efficace. Dagli esercizi a corpo libero alla ginnastica per dimagrire, senza dimenticare l’aerobica e come fare gli addominali. In poche parole: come avere un fisico perfetto. Iniziamo subito. Buona lettura e, speriamo presto, buon allenamento.

Esercizi per dimagrire a casa

Iniziamo il nostro tutorial per allenarsi a casa tutti i giorni, dagli esercizi per dimagrire.

Un programma di allenamento a casa per dimagrire non può che partire da due attività fondamentali:

  1. Corsa
  2. Addominali

La prima può essere eseguita anche sul posto ed è fondamentale per fare cardio. Ovvero a prepararti a raggiungere un certo battito e continuare a bruciare calorie anche durante gli esercizi da fare a casa per dimagrire. Inizia camminando, per poi passare ad una leggere corsa di cinque minuti.

L’ideale per tonificare la pancia e dimagrire, è poi passare appunto agli addominali. Ma ricorda: se vuoi ottenere degli addominali davvero scolpiti, devi riuscire ad allenate tutte le fasce. Quindi gli addominali alti, quelli bassi, ma anche gli obliqui.

Se invece hai bisogno di esercizi per dimagrire le braccia, devi programmare delle attività che prevedano innanzitutto di alzare le braccia, fare piegamenti su di esse. Correre, inoltre, torna sempre utile anche a questo fine.

Allenamento corpo libero

Continuiamo questo nostro viaggio su come allenarsi a casa tutti i giorni, passando alla categoria esercizi corpo libero.

Come per ogni attività fisica, è consigliabile dedicarsi precedentemente ad una adeguata fase di stretching e riscaldamento. E naturalmente, a monte, indossare degli indumenti adeguati al corretto svolgimento di tali esercizi.

Per riscaldarti puoi partire con la consueta camminata veloce o corsa dal posto della durata di una decina di minuti circa. Subito dopo, l’ideale è fare un po’ di allungamento muscolare, in modo da allontanare lo stress e sciogliere tutte le tensioni accumulate dal tuo fisico. Ma fa attenzione, soprattuto in questa fase e per il proseguo dell’allenamento, ad evitare i movimenti bruschi e gli eccessivi allungamenti.

Tornando all’abbigliamento, è consigliabile indossare vestiti comodi, come una tuta, che favoriscano certi movimenti. Ovviamente anche preparare l’ambiente nel quale svolgere ginnastica in casa riveste un ruolo molto importante. Esso deve essere quanto più accogliente, spazioso, luminoso, arieggiato e rilassante possibile.

Dopo il riscaldamento, allenarsi tutti i giorni a corpo libero può dare ottimi risultati seguendo questo piano di attività:

  1. Step. Ovvero simulare la salita e la discesa da un gradino. Molto utilizzati per allenarsi a casa dalle donne, ma utili anche come esercizi glutei uomo;
  2. Salti con la corda. Può permetterti di baciare 200 calorie in quarto d’ora;
  3. Addominali. Alti, bassi e obliqui;
  4. Bastone per spalle e schiena.
  5. Squat. Aiuta di tonificare cosce e glutei;
  6. Cyclette leggera, come fase di scarico tra i 10 minuti e il quarto d’ora.

Dopo le prime settimane, quando sarai più in forma, potrai gradualmente aggiungere qualche esercizio in più, fino ad ad aggiungere al programma 100 flessioni.

Palestra tutti i giorni: risultati

Fare ginnastica, palestra o comunque allenarsi a casa tutti i giorni porta certamente a dei risultati concreti. A seconda del tipo di attività che viene svolta e dalla sua intensità, si possono ovviamente perseguire obiettivi di versi.

Naturalmente esista una grande differenza tra allenarsi tutti i giorni o a giorni alterni. Un conto poi è fare della ginnastica semplice e leggera per rilassarsi, un altro ancora è allenarsi tutti i giorni al bodybuilding.

In sintesi possiamo dire che è importante scegliere il tuo piano di allenamento, una sorta di palestra in casa scheda, in base a quello che da esso vuoi ottenere. Ovvero dimagrire, tonificare il corpo, migliorare la tua flessibilità, oppure ridurre lo stress.

E con questo è tutto: siamo giunti alla conclusione della guida Unicusano Bari su come allenarsi a casa tutti i giorni. Ma prima di lasciarti, ti consigliamo di dare un’occhiata ai nostri master universitari legati proprio al mondo dello sport: da Nutrizione nel fitness e nel recupero funzionale dell’atletaGestione e organizzazione di attività sportive. Passando per il master in Procuratore sportivo e quello in Psicologia dello sport oppure in Management sportivo e molti altri. Per visualizzare la lista completa, visita l’area didattica del portale Unicusano.

Nel frattempo, non rimane che allenarsi a casa tutti i giorni come si deve.

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Come scrivere una raccomandata: quello che devi sapere

Hai bisogno di imparare come scrivere una raccomandata?

Allora sei nel posto giusto. In questo articolo, infatti, ti guideremo passo passo sul da farsi. Così come in precedenti guide ti abbiamo aiutato a capire come scrivere un progetto, piuttosto che una lettera di candidatura o come si scrive la bibliografia.

Questa volta è il turno di come scrivere una lettera, più precisamente una raccomandata a r.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo temp ed entriamo subito nel merito.

Tutto quello che devi sapere sulle raccomandate

In virtù di quanto già accennato, nei paragrafi che seguono, andremo dunque a vedere cosa sono queste particolari spedizioni postali e come scrivere una raccomandata. Buona lettura.

Cos’è la posta raccomandata

Posta raccomandata è il nome dato al servizio di spedizioni postali che usufruiscono di raccomandazione accessoria.

Si tratta ormai di un tipo di spedizione tracciabile. È infatti possibile seguirne il percorso online, in modo da controllare in tempo reale dove si trova grazie ad un codice alfanumerico riportato sul pacco. Quest’ultimo, per giungere a destinazione ed essere così essere consegnato, richiede tra i tre e i cinque giorni lavorativi.

Il servizio è condotto da Poste Italiane e viene soprattutto utilizzato per la spedizione di documenti. Questo perché il destinatario è soggetto ad essere identificato con certezza, oppure può delegare con firma un incaricato alla ricezione. Inoltre rubare o aprire una raccomandata senza autorizzazione rappresenta a norma di legge un grave reato.

Il prezzo per l’invio di una raccomandata varia in base al peso della busta e alla tipologia del suo contenuto.

Busta per raccomandata

Chiarito di cosa si tratta e quali sono i suoi principali vantaggi e modalità di utilizzo, iniziamo adesso a vedere come preparare e come scrivere una raccomandata.

Ecco i passaggi corretti da seguire:

  1. Prepara il documento, o comunque il contenuto, da inviare;
  2. Scegli una busta idonea e proporzionata per la spedizione in base al contenuto;
  3. Inserisci il contenuto nella busta selezionata;
  4. Sigilla attentamente la busta con il contenuto all’interno;
  5. Scrivi tutti i dati necessari sulla busta.

Ma come compilare la busta? È presto detto:

  1. Scrivi nella parte centrale il nome del destinatario, persona fisica o istituzione, a cui intendi indirizzare la raccomandata
  2. Aggiungi anche i tuoi dati sul lato di chiusura della busta in alto a sinistra, preceduti dalla sigla “MITT”, che sta a dire “mittente”, cioè colui il quale effettua la spedizione. Dunque il tuo nome e cognome, l’indirizzo compreso di CAP (codice di avviamento postale), città e provincia di appartenenza.
  3. Gira la busta e scrivi, in basso a destra, i dati del destinatario.

Non dimenticare di scrivere anche la dicitura “Raccomandata A/R“. Ed ecco svelato come si fa una raccomandata a mano. Ma non è ancora tutto. Scopriamo cos’altro fare, una volta preparata la busta, nel prossimo paragrafo.

Raccomandata con ricevuta di ritorno mittente e destinatario

Adesso che sai dove scrivere mittente e destinatario su una busta raccomandata, non ti resta che recarti presso un ufficio postale.

Dopo aver compilato come si deve la busta infatti, bisogna chiedere i due moduli per raccomandata con ricevuta di ritorno. In entrambe le ricevute ricorda di scrivere la data di invio e di farlo utilizzando dei caratteri a stampatello.

Si tratta della classica ricevuta in copia carbone, un fogliettino scritto in blu dove vanno nuovamente inseriti i dati del mittente e del destinatario. Infine, nella sezione relativa ai servizi accessori, devi barrare la sigla A/R (andata e ritorno).

Il secondo modulo, invece, altro non è che la ricevuta di ritorno vera e propria a tutti gli effetti. Si tratta di un cartoncino bianco diviso in due parti:

  1. Da un lato, contraddistinto dalla dicitura “da restituire”, devi indicare i dati e l’indirizzo del mittente;
  2. Dall’altro quelli del destinatario.

Ma a cosa serve questo cartoncino? Perché compilare anch’esso? Perché è proprio lui ad accompagnare la raccomandata e a venire firmato da chi riceve la raccomandata. Una volta che avviene ciò, il cartoncino viene nuovamente inviato (da parte delle poste), facendo il percorso inverso. Torna cioè al mittente (in questo caso tu), in modo da poter constatare che la busta o il pacco. effettivamente arrivato a destinazione ed è stato ritirato. al mittente che avrà così l’attestazione che la sua missiva è stata recepita dal destinatario.

Cosa succede in caso di assenza destinatario

Ed eccoci quasi giunti alla conclusione di questa guida Unicusano su come scrivere una raccomandata. Ma prima di lasciarti, dobbiamo vedere un ultimo aspetto riguardo a questa tema. Ovvero: cosa succede nel caso di assenza del destinatario?

Se ciò dovesse accadere, la raccomandata in questione finirà in giacenza nell’ufficio postale di competenza (solitamente il più vicino al destinatario, oppure quello principale della sua città) per un periodo di trenta giorni. Se nell’arco di questo periodo non viene prelevata dal destinatario, questa verrà rispedita al mittente.

E con questo è tutto: adesso come scrivere una raccomandata non dovrebbe più avere misteri per te. Se avessi ancora qualche dubbio puoi sempre rileggere questo articolo o richiedere assistenza presso l’ufficio postale a te più vicino.

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Serie TV comiche: le 10 da vedere assolutamente

Sei un appassionato di fiction alla ricerca di nuove serie TV comiche da poter guadare?

Se oltre ai grandi colossal o ai film sulla 1 guerra mondiale, ogni tanto preferisci  guardare qualcosa di più leggero e simpatico, allora hai trovato la guida che fa per te. Questo articolo, infatti, è dedicato proprio a questo. Perché decidere la giusta serie tv da vedere equivale a prendere una decisione importante.

Questo vale soprattutto se si tratta di scegliere una serie tv divertente in grado di distrarre e rilassare la mente durante qualche piccola pausa dallo studio o dal lavoro. Anche questo può aiutare a donare una maggiore freschezza ed elasticità mentale. E quindi aiutarti a studiare meglio.

Inoltre “divertente”, non significa per forza “demenziale”. Anzi, la comicità delle dotcom più simpatiche nasce spesso da battute brillanti e basi intellettuali da non sottovalutare. Dalle commedie americane ai migliori telefilm made in Italy.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito: lanciamoci subito alla scoperta delle più belle serie tv comiche da vedere assolutamente. Prepara il telecomando, il pc o il lettore dvd e non dimenticare i popcorn.

Serie tv da vedere: ecco le più divertenti

Nei prossimi paragrafi, sveleremo una sorta di top ten composta da serie tv comiche, le fiction più divertenti del piccolo schermo, commedie streaming, telefilm che più esilaranti non si può. Buona lettura e, speriamo presto, buona visione.

The office: le migliori gag sul lavoro

Una delle commedie americane divertenti in versione serie televisiva più interessante è senza dubbio The Office. In realtà, per essere più precisi, la serie è girata come fosse un reality show, un documentario attraverso il quale scoprire i protagonisti e le dinamiche per non perdere il lavoro di un gruppo di lavoratori all’interno di un’azienda di distribuzione di carta in Pennsylvania, la Dunder Mifflin.

A renderla una serie tv comica a tutti gli effetti è l’umorismo quasi vessatorio esercitato nei loro confronti da Michael Scott, il capo, interpretato da Steve Carrel, attore, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense, noto soprattutto per i suoi ruoli comici.

Nata negli USA nel 2005 e andata avanti per ben nove stagioni fino al 2013, in Italia ha debuttato come serie tv comedy su Fox nel marzo del 2006.

Serie tv commedia Netflix e Fox: New Girl

New Girl è una serie tv statunitense che racconta la parte divertente della vita fra coinquilini a Los Angeles.

Tutto ha inizio quando la bella e simpatica, ma soprattutto eccentrica e un po’ goffa, ragazzi di nome Jess si ritrova a vivere in un nuovo appartamento dopo la traumatica rottura di una lunga storia d’amore. Nello stesso appartamento vivono anche tre bizzarri ragazzi, al cui vita verrà stravolta dal ciclone Jess, interpretata da Zooey Deschanel, e dalla sua migliore amica: la bellissima modella indiana Cece. Una commedia ricca di intrecci e battute degne delle migliori serie tv comiche Netflix attualmente, anche se nasce su Fox.

Friends: una delle più belle di sempre

Tra le serie tv più simpatiche è impossibile non citare una delle più importanti pietre miliari del genere: Friends. Precorritrice di tante sitcom moderne e delle migliori serie tv Netflix, si tratta di un telefilm che ha segnato al storia della tv con episodi inediti dal 1994 al 2004, ma che tutt’oggi continua ad appassionare milioni di spettatori e appassionati.

La trama è ambientata a Manhattan, dove vive un gruppo di simpatici amici molto affiato, formato da Ross, Chandler, Joey, Monica (sorella di Ross) e Phoebe. A loro si aggiunge fin da subito anche Rachel, amica della stessa Monica ai tempi del liceo e di cui Ross era segretamente innamorato nello stesso periodo. Le due si incontrano casualmente, quando Rachel (interpretata da Jennifer Aniston), ancora in abito da sposa, aveva da poco lasciato il suo promesso sposo all’altare. Nasceranno situazioni comiche ricche dall’humor sottile e tagliente.

How I Met Your Mother: chi ha sposato Ted?

serie tv divertenteUna storia a ritroso. Siamo nell’anno 2030 e l’architetto Ted Mosby ripercorre tappe ed eventi degli ultimi 25 anni, per raccontare ai propri figli la storia d’amore tra lui e la loro madre. Nove stagioni avvolta dal mistero: chi sarà la sua futura moglie? Lo storico amore Robin Scherbatsky, parte integrante del suo simpaticissimo gruppo di amici, o un’altra donna incontrata durante quegli anni?

Tra i personaggi più divertenti di How I Met Your Mother, che contribuisce a dare alla sitcom quel tratto decisivo da serie tv comiche, è il latin lover Burney Stinson. A completare questa bizzarra comitiva la coppia composta dagli innamorati Marshall e Lily.

Serie tv divertenti 2018: l’ultima stagione di The Big Bang Theory

Unire scienza e risate per dar vita a delle serie tv comiche di successo si può. La dimostrazione è The Big Bang Theory (TBBT).

Racconta la vita di quattro brillanti giovani che lavorano presso il California Institute of Tecnology di Pasadena. Tanto intelligenti e dediti al mondo nerd, quanto socialmente inetti. Finché a stravolgere le loro abitudini non irrompe la bellissima Penny: una bionda tutto pepe trasferitasi dal Nebraska col sogno di diventare attrice.

Una divertentissima commedia americana, talmente di successo da fare del proprio cast uno tra i più apprezzati e pagati di sempre. Ecco i dieci interpreti e personaggi principali:

  1. Johnny Galecki (interpreta Leonard Hofstadter)
  2. Jim Parsons (Sheldon Cooper)
  3. Kaley Cuoco (Penny)
  4. Simon Helberg (Howard Wolowitz)
  5. Kunal Nayyar (Raj Koothrappali)
  6. Melissa Rauch (Bernadette Rostenkowski)
  7. Mayim Bialik (Amy Farrah Fowler)
  8. Kevin Sussman (Stuart Bloom)
  9. Sara Gilbert (Leslie Winkle)
  10. Laura Spencer (Emily Sweeney)

La prima stagione ha visto esordire la serie nel 2007, mentre quella finale vede realizzate le riprese nel 2018-2019.

Young Sheldon: le origini di TBBT

Spin-off e prequel di The Big Bang Theory incentrato sull’infanzia di Sheldon Cooper, il personaggio probabilmente più divertente, e allo stesso tempo indisponente, tra gli scienziati di Pasadena protagonisti del telefilm precedente. Una delle serie tv comiche 2017 più simpatiche e divertenti.

Modern Family

Per descrivere questa sitcom girata sul modello del “falso documentario”, citiamo la recensione fatta da una delle più importanti riviste statunitensi di intrattenimento, cultura di massa, cinema e televisione: Entertainment Weekly (EW).

Ecco cosa dice la rivista d’oltreoceano:

«Modern Family è una sitcom molto divertente, dotata di personaggi vividi e complessi, riuscendo a raggiungere un ampio target tra gli spettatori»

Nonostante sia molto simpatica e la facciamo rientrare a pieno titolo tra le serie tv comiche, questa fiction racconta tematiche delicate, seppure in modo semplice e appunto divertente. Si tratta infatti delle vicende di una famiglia allargata, soggetta a diversi cambiamenti e contraddistinti da diversità caratteriali, sessuali, etniche e culturali.

Will & Grace

Tra le nostre serie tv comiche, trova spazio anche questa situation comedy che vede come protagonisti principali sono i coinquilini di Manhattan: Will Truman e Grace Adler.

Il primo è un avvocato omosessuale, Grace è invece un’arredatrice di interni, nonché migliore amica dello stesso Will. Un’amicizia e una convivenza tutta da ridere.

Scrubs: medici ai primi ferri

Come si fa a non annoverare tra le serie tv comiche una il cui titolo è già un simpatico gioco di parole?

Con “scrubs” e “to scrub”, infatti, è possibile intendere quattro cose, alcune attinenti fra loro, altre completamente diverse:

  1. La divisa indossata da medici e infermieri;
  2. La pratica chirurgica di lavarsi accuratamente le mani prima di un intervento;
  3. Una persona insignificante o di poco conto;
  4. Un principiante.

Di tutto questo, in verità parla ironicamente questa serie televisiva, che vede come protagonisti un gruppo di bizzarri medici alle prime armi.

Family Guy: I Griffin

Concludiamo la nostra carrellata con una serie tv divertenti per ragazzi e non solo, trattandosi da un cartone animato per adolescenti e adulti.

la famiglia Griffin rappresenta in maniera irriverente e dissacrante la famiglia tipo all’americana. Gli episodi della trama non seguono sempre un senso logico e sono ricchi di flashback. Ma il vero filo conduttore è la forte vena umoristico-demenziale.

E con questo si conclude la guida Unicusano alle serie tv comiche.

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Dominio di una funzione: ecco che cos’è

Sai cos’è e come si definisce il dominio di una funzione?

Se hai bisogno di capirci di più, non preoccuparti: sei nel posto giusto. In questo articolo, infatti, ti diremo tutto quello che c’è da sapere sulla definizione di funzione e campi di esistenza.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito. Lanciamoci insieme alla scoperta del dominio di una funzione.

LEGGI ANCHE – Scoperte scientifiche del 600: ecco le più significative

Dominio e codominio di una funzione: ecco cosa sapere

Nei prossimi paragrafi andremo dunque a capire meglio cos’è il dominio di una funzione semplice, fratta o esponenziale. Buona lettura.

Definizione dominio e condominio

Iniziamo dalle basi del dominio di una funzione: la definizione. A seguito della quale, andremo pian piano ad entrare il più possibile nel dettaglio.

Ecco quanto dice sul dominio di una funzione Wikipedia:

«In matematica il dominio e il codominio di una funzione sono gli insiemi su cui è definita la funzione, che associa ad ogni elemento del dominio uno e un solo elemento del codominio».

Per essere ancora più precisi, prendiamo a modello anche la definizione riportata sull’Enciclopedia Treccani alla voce dominio di una funzione:

«Termine utilizzato in matematica con diversi significati; in generale, si riferisce comunque a un ambiente in cui si opera.

In algebra e analisi, il dominio di una funzione ƒ: X → Y (e più in generale di una corrispondenza da X in Y o anche di una relazione definita in X) è l’insieme X; i valori che la funzione in corrispondenza assume costituiscono il codominio della funzione.

Il sottoinsieme di X costituito dai valori su cui la funzione ƒ è effettivamente definita è invece detto insieme di definizione di ƒ (o, con obsoleta terminologia, campo di esistenza).

In questa accezione, l’insieme di definizione di ƒ non coincide in generale con il suo dominio: per esempio, la funzione ƒ: R → R definita da y = √(x) ha come dominio R, ma come insieme di definizione l’insieme {x ∈ R: x ≥ 0}».

A quanto detto finora, bisogna tuttavia aggiungere, come la stessa fonte del resto fa, che esiste anche diversa accezione del termine.

Altre accezioni del termine dominio

Secondo un’altra accezione del termine, il dominio di una funzione o di una corrispondenza è costituito dai soli elementi per i quali esistono elementi corrispondenti.

Ad oggi, l’opinione più diffusa, e che risolve questa discordanza sul significato del termine dominio, propende per lo spazio ambiente che include l’insieme dove la funzione resta definita.

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora andiamo avanti.

Formula dominio funzione esponenziale

In matematica, la funzione esponenziale è l’elevamento a potenza con base il numero di Eulero.

La formula tipica del dominio di una funzione esponenziale è: y = a×.

Ovvero: y è uguale ad (base della potenza, che in questo caso è una costante) elevato ad (esponente variabile). Ecco perché la funzione viene detta funzione esponenziale a base costante.

Per quanto riguarda, invece, il dominio di una funzione fratta, occorre dire che se esso coincide con l’asse reale, privato dei punti per i quali si annulla il denominatore, le caratteristiche ed il grafico di una funzione algebrica razionale fratta variano a seconda del grado del numeratore e del denominatore.

E con questo siamo quasi giunti alla conclusione di questa guida sul dominio di una funzione. Prima di chiudere, però, abbiamo ancora in serbo una chicca per te: una guida ai migliori corsi che hanno a che fare con le scienze matematiche.

Ami la matematica? Ecco i corsi che fanno per te

Se cerchi informazioni sul dominio di una funzione perché la tua passione sono i vari rami della matematiche, devi sapere che ci sono dei corsi di laurea e master universitari che che potrebbero interessarti particolarmente.

Stiamo parlando dei corsi Unicusano dell’area ingegneristica, informatica ed economica. Nel primo caso, ad esempio, facciamo riferimento ai seguenti corsi di laurea:

  1. Ingegneria Civile;
  2. Magistrale in Ingegneria Civile;
  3. Ingegneria Elettronica Industriale;
  4. Magistrale in Ingegneria Elettronica;
  5. Meccanica Industriale;
  6. Magistrale in Ingegneria Meccanica;
  7. Biomedica;
  8. Agroindustriale;
  9. Ingegneria Gestionale.

LEGGI ANCHE – Cosa fa l’ingegnere elettronico: mansioni e compiti.

Se invece fossi orientato verso un Master in Ingegneria o informatica, potresti dare un’occhiata a:

  1. Sistemi di gestione aziendale e gestione di impresa (Master di I livello);
  2. Sicurezza delle reti informatiche (I livello).
  3. Gestione, controllo e manutenzione dei processi industriali (II livello):
  4. Innovazione, sviluppo e gestione di reti energetiche basate su energie rinnovabili (II livello);

Per quanto riguarda la lepre in ambito economico, consigliamo Economia Aziendale e Management come triennale e Scienze Economiche come specializzazione magistrale. Tra i maser, invece, ti segnaliamo: Data Analyst (I livello), Redazione bilancio d’esercizio (I livello), Banca e Finanza (II livello).

E con questo è tutto: la nostra guida sul dominio di una funzione e studi attinenti è giunta al termine. Ti è stata utile?

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Prendere una decisione importante: ecco come fare

Devi prendere una decisione importante, ma non sai come fare?

Non preoccuparti: con questo articolo vogliamo aiutarti a superare indecisioni e paure. Spiegando come combattere l’insicurezza, come essere sicuri di se e avere maggiore autostima, come comprendere cosa fare di fronte a scelte difficili o comunque importanti decisioni da prendere.

Perché le decisioni importanti nella vita, dipendono soprattutto dal saper gestire certe situazioni, saperne valutare i pro e i contro, magari organizzando mappe concettuali, essere forti e determinati. Ma anche dal saper ascoltare consigli e opinioni altrui, senza però lasciarsi condizionare in maniera eccessiva (se non ossessiva) dalla paura del giudizio degli altri. E poi, sicuramente, bisogna cercare di essere organizzati per ogni evenienza, farsi trovare pronti soprattutto mentalmente.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed andiamo subito a vedere come prendere una decisione importante.

Come prendere decisioni

Nei prossimi paragrafi, andremo dunque a vedere come fare a prendere una decisione importante nel modo più corretto possibile. Se pensi di essere un’eterno indeciso, non temere: non esiste l’incapacità di prendere decisioni. Tutti possiamo farcela, anche tu. Certo, esistono varie sfaccettature, in base alla situazione specifiche e alle persone in gioco. Un conto è prendere una decisione importante in amore, un altro è decidere quali sport fare o un altro ancora quale film vedere in tv.

Prendere decisioni: psicologia

Anche se a volte può essere utile prendere decisioni seguendo l’istinto, solitamente è bene essere preparati, anche psicologicamente, prima di fare una scelta. Questo processo, si chiama psicologia della scelta.

Per fare ciò, ecco dieci semplici passi che puoi fare per giungere ad una decisione consapevole, sia che si tratti di prendere una decisione in amore, che nello studio o nella vita in generale.

  1. Mettere preventivamente in conto che la decisione perfetta non esiste;
  2. Informarti. Raccogliendo maggiori informazioni possibili sull’oggetto (o il soggetto) della tua scelta;
  3. Confrontati con altre persone che hanno hanno già affrontato situazioni simili;
  4. Tieni in considerazione la cosiddetta “dissonanza cognitiva post-decisionale”. Ovvero la possibilità di vedere il percorso scelto più positivamente una volta intrapreso;
  5. Ascolta pure opinioni altrui, ma chiediti anche cosa sceglieresti se nessuno si intromettesse;
  6. Non lasciarti guidare dalla paura di decidere, ma non ignorarla. Usala a tuo vantaggio come ulteriore spunto di riflessione costruttiva;
  7. Valuta quali sono le alternative, con i loro pro e i loro contro;
  8. Smetti di pensarci per un po’ e rivaluta il tutto a distanza di tempo per vedere se giungi alle stesse conclusioni;
  9. Metti alla prova ogni opzione, cercando di immaginare cosa può scaturire da una scelta piuttosto che un’altra, anche nel lungo periodo;
  10. Se pensi che sia quella giusta, porta avanti la tua scelta anche se non vedrai risultati immediati, ma valuta il suo andamento cercando di essere obiettivo e realista. Torna sui tuoi passi se è davvero necessario o hai cambiato idea per motivi veramente validi e non per una  insicurezza generale, valutando ancora una volta pro e contro.

Alcuni di questi punti possono anche sembrare scontati, ma sorvolare o prendere sotto gamba questi aspetti è un errore molto comune quando si deve prendere una decisione importante.

Prendere una decisione: frasi

Dopo averti fornito quale spunto dal punto di vista pratico e psicologico, abbiamo pensato di stimolare la tua mente e le tue emozioni, cercando di darti la carica necessaria per prendere una decisione importante attraverso alcune frasi su scelte di vita ad hoc. Ecco una top ten di pensieri sul prendere una decisione:

  1. «Secondo gli antichi, una decisione andrebbe presa entro sette respiri» – Dal film Ghost Dog – Il codice del samurai;
  2. «È meglio prendere decisioni imperfette che essere alla continua ricerca di decisioni perfette che non si troveranno mai» – Charles de Gaulle;
  3. «Nel momento della decisione, la cosa migliore che puoi fare è la cosa giusta, la seconda cosa migliore che puoi fare è la cosa sbagliata, mentre la cosa peggiore che puoi fare è non fare nulla» – Theodore Roosevelt;
  4. «Eppure le decisioni vanno prese e anche non prendere decisioni, in fondo, è una decisione» – Johann Wolfgang Goethe;
  5. «L’uomo deve scegliere. In questo sta la sua forza: il potere delle sue decisioni» – Paulo Coelho;
  6. «Niente è più difficile, e pertanto più prezioso, della capacità di decidere» – Napoleone Bonaparte;
  7. «La decisione più importante della mia vita è stata la decisione di vivere obbedendo ai miei desideri, alle mie idee e ai miei sogni» – Reinhold Massner;
  8. «Tu smetti di essere mediocre il giorno in cui decidi di diventare un Campione, perché la persona mediocre non prenderà quella decisione» – Tom Hopkins;
  9. «Dietro ogni impresa di successo c’è qualcuno che ha preso una decisione coraggiosa» – Peter Druker;
  10. «Esitare, è già prendere una decisione» – Stanisław Jerzy Lec.

E con queste frasi sulla scelta giusta, si conclude questa guida Unicusano sul prendere una decisione importante. Adesso tocca a te: ormai hai tutti gli elementi utili per fare le tue scelte.

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Caduta del muro di Berlino: quello che devi sapere

Sei uno studente o un’appassionato di storia, alla ricerca di maggiori informazioni sulla caduta del muro di Berlino?

Che la tua sia semplice curiosità, sete di sapere o necessità svolgere una tesi o un tema argomentativo sul crollo del muro di Berlino, in questo articolo troverai tutte le informazioni di cui hai bisogno.

Affronteremo, infatti, un viaggio nel tempo alla scoperta delle motivazioni che portarono alla realizzazione e alla fine del simbolo della divisione dell’Europa (e del mondo) all’epoca della cosiddetta cortina di ferro e con la guerra fredda alle porte.

Andremo dunque ad analizzare gli avvenimenti e i fattori storici che condussero al dramma della costruzione del muro. Ma anche quale mondo si configurava attraverso questa divisione. Fino a giungere alla sua caduta e alla riunificazione della Germania e dei due mondi che essa rappresentava.

Vuoi saperne di più? Allora entriamo subito nel merito. Ma prima, se ami la storia, ti consigliamo di leggere anche le nostre guide sui film sulla 1 guerra mondiale e su cos’è un romanzo storico.

Dalla costruzione muro di Berlino alla caduta

Nei prossimi paragrafi, andremo dunque a ripercorrere le tappe fondamentali che portarono all’innalzamento, ma soprattutto alla caduta del muro di Berlino. Lo faremo in maniera semplice, ma allo stesso tempo completa e dettagliata. In modo che tu possa avere tutte le informazioni del caso, ma anche la possibilità, qualora ne avessi bisogno, di riassumere in maniera concisa l’argomento. Oppure di affrontare situazioni in cui occorre cimentarsi con il muro di Berlino spiegato ai bambini.

Cos’era e perché fu costruito il muro di Berlino

Per poter comprendere tutto ciò che ha portato alla caduta del muro di Berlino, occorre prima capire cosa esso rappresentasse, quando e perché è stato costruito. Per facilitarti nell’immaginare il contesto storico nel quale esso venne alla luce, partiamo dalla definizione fornita dall’Enciclopedia Treccani, che parla in questi termini del Muro, il cui nome originale era Antifaschistischer Schutzwall, ovvero “Barriera di protezione antifascista”:

«Alla fine della Seconda guerra mondiale, Berlino divenne il simbolo della divisione del mondo in due blocchi: i regimi comunisti a Est e i paesi democratici a Ovest. Nel 1961 le autorità comuniste della Germania dell’Est costruirono in mezzo alla città un Muro che, per ventotto anni, contrappose due modelli di vita diametralmente contrari: una città vivace, libera e consumista a ovest, una città tetra e oppressa a est».

In poche parole, un sistema di fortificazione, che per 28 anni (dal 13 agosto del 1961 fino al 9 novembre 1989) ha diviso la Germania (e simbolicamente il mondo), impedendo la libera circolazione delle persone fra i due territori.

Non a caso è stato il più grande simbolo della cortina di ferro, la linea di confine europea tra la zona d’influenza statunitense e quella sovietica durante la guerra fredda.

Guerra fredda e caduta del muro di Berlino

La storia della costruzione e della caduta del muro di Berlino, si intreccia inevitabilmente con quella della cosiddetta “guerra fredda”. Una definizione, questa, coniata da George Orwell e ripresa nel 1947  dal giornalista Walter Lippmann e dal consigliere presidenziale Bernard Baruchda. Essa fu scelta per descrivere l’alta tensione venutasi a creare tra i due vecchi grandi e vittoriosi alleati della Seconda Guerra Mondiale: Stati Uniti e Unione Sovietica.

Orwell era stato profetico, in quanto, riflettendo sulla bomba atomica, ipotizzava uno scenario in cui le due superpotenze, non potendo affrontarsi direttamente per il rischio di distruzione mondiale, o comunque reciproco, avrebbero finito per sfidarsi a distanza dominando e opprimendo tutti gli altri. Naturale per Lippmann rifarsi a questo concetto per descrivere una contrapposizione tale da non essere più risolvibile attraverso una guerra frontale, in quanto un ricorso alle armi nucleari avrebbe appunto costituito un pericolo su scala globale per l’intera umanità.

Tra le tensioni più importanti venutesi a creare in quegli anni ricordiamo ad esempio:

  1. La crisi missilistica di Cuba del 1962
  2. Guerre vere e proprie in campo “neutro”. Ovvero a sostegno di diversi alleati o con differenti piani espansionistici, come le guerre di Corea (1950-53) o del Vietnam (conclusa nel 1975);

Ma il confronto a distanza invase diversi settori strategici, come la tecnologia o la “conquista” dello spazio.

In questo quadro, la cortina di ferro era il simbolo della divisione del mondo in due blocchi contrapposti. Da una parte i Paesi controllati dall’URSS, dall’altra quelli sotto influenza USA. Una situazione che si concluse proprio con la caduta del muro di Berlino. Questa avvenne nel 1989 sotto i colpi delle dimostrazioni di massa contro il governo di Berlino Est.

Per questo possiamo parlare di abbattimento muro di Berlino. Una delle conseguenze più importanti fu lo scioglimento dell’Unione Sovietica nel 1991.

Appassionato di storia e politica? Ecco gli studi che fanno per te

Ti interessa la storia della caduta del muro di Berlino perché sei un’appassionato di storia e politica? Allora devi sapere che ci sono dei corsi Unicusano che fanno decisamente al caso tuo. Questo perché sono in grado di soddisfare completamente la tua sete di conoscenza su questi argomenti.

Primi fra tutti i corsi di laurea in Scienze politiche o la Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali, fino ai master universitari dell’area politologica e geopolitica.

E con questo siamo giunti alla conclusione della nostra guida sulla caduta del muro di Berlino. Oggi questa bellissima città tedesca è la capitale della Germania unita e non più divisa tra Berlino Est e Ovest. Per un mondo migliore.

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Cosa fa l’ingegnere elettronico: mansioni e compiti

Sai cosa fa l’ingegnere elettronico? Vorresti saperne di più?

Se sei un’appassionato di componenti, circuiti, apparati e sistemi elettronici, questa è la professione che fa per te. Oltre ad essere uno dei lavori più richiesti e, di conseguenza, uno dei master a Bari più spendibili nel mercato del lavoro. Così come, del resto, in tutta Italia.

L’ingegnere elettronico è un professionista esperto nel ramo dell’applicazione di principi di elettrologia, elettrotecnica, elettronica, elettromagnetismo e di altre discipline collegate alla progettazione dei componenti che abbiamo elencato in apertura.

In questo articolo approfondiremo in maniera più dettagliata cosa fa l’ingegnere elettronico e quali competenze e basi di elettronica occorre avere per diventare tale. Una vera e propria guida su studi, sbocchi lavorativi, competenze e mansioni legati a questa figura altamente professionalizzata.

Lavoro ingegnere elettronico: tutto quello che devi sapere

Nei prossimi paragrafi, andremo dunque a scoprire cosa fa l’ingegnere meccanico e la differenza tra i vari rami dell’ingegneria. Facciamo subito, invece, qualche nome di ingegneri elettronici famosi, come Nikola Tesla o il noto imprenditore statunitense Michael Bloomberg. Centrato così il focus di ciò di cui andremo a parlare, non perdiamo tempo e iniziamo subito il nostro viaggio. Buona lettura.

Ingegneria elettronica: definizione

Per capire cosa fa l’ingegnere elettronico, non possiamo che partire dalle basi. Ovvero spiegare cosa si intende per ingegneria in senso lato, e pi specificatamente per quella elettronica.

Secondo la definizione data dall’Enciclopedia Treccani, l’ingegneria altro non è che:

«L’insieme di studi e tecniche che utilizzano le conoscenze delle varie branche delle scienze (fisica, chimica ecc.), unite a quelle tecnologiche (per esempio materiali), per risolvere problemi applicativi e per progettare e realizzare opere di diversa natura (edili, meccaniche ecc.). I campi di applicazione dell’ingegneria si sono allargati da quelli tradizionali della costruzione di manufatti e di trasformazione della materia alla soluzione di problemi aventi per oggetto sia la materia organica e inorganica sia processi di carattere più teorico e astratto».

Ne consegue, che, tra le varie branche dell’ingegneria possiamo annoverare, tra le altre, quella aeronautica, chimica, civile, dei materiali, delle telecomunicazioni, edile, elettrica, elettronica, gestionale, informatica, meccanica, navale, nucleare, per l’ambiente e il territorio ecc.

Come avrai dunque ormai capito, l’ingegneria elettronica è quella branca dell’ingegneria che studia l’applicazione e l’integrazione dell’elettronica e dei suoi metodi alla risoluzione di problemi in vari campi. Questi possono variare dalla progettazione di apparati radio e TV alla programmazione e gestione di computer e reti informatiche. Ma anche dalla robotica al controllo automatico. Oppure dal controllo di processo alla bioingegneria. Dalla simulazione al controllo della qualità. E così via.

Cosa fa un ingegnere informatico: ecco la differenza

lavoro ingegnere elettronicoAttenzione a non fare confusione tra cosa fa l’ingegnere elettronico e uno informatico, seppur il ramo di quest’ultimo è in parte derivato dal primo. Esso, però, applica esclusivamente i principi dell’informatica pura alla progettazione di sistemi e soluzioni al fine di ricavare ed elaborare dati e informazioni.

Anche se è naturale che gli ingegneri informatici abbiano delle conoscenze almeno di base dell’elettronica e sono quindi spesso in grado anche di studiare, progettare e gestire hardware.

Ingegnere meccanico: cosa fa di diverso

Cosa fa l’ingegnere elettronico di diverso rispetto ad uno meccanico? Questo è un altro equivoco che spesso rischia di insinuarsi nella mente di chi non conosce bene l’ingegneria. Citanto ancora l’Enciclopedia Treccani, possiamo affermare che l’ingegneria meccanica è:

«La branca dell’ingegneria che si occupa della progettazione, produzione, installazione e manutenzione dei motori, delle macchine, dei processi di produzione e dei sistemi meccanici in genere».

Adesso che abbiamo sgombrato il campo da ogni possibile equivoco vediamo quali sono gli sbocchi lavorativi legati all’ingegneria elettronica.

Ingegneria elettronica: cosa si studia

Se ti interessa cosa fa l’ingegnere elettronico così tanto da volerlo diventare, devi sapere cosa studiare per perseguire questo sogno.

In questo settore Unicusano rappresenta un’eccellenza, potendo vantare l’erogazione in modalità e-learning di alcuni corsi di ingegneria che fanno decisamente al caso tuo. Due in particolare:

  1. Corso di laurea in Ingegneria industriale elettronica;
  2. Laurea magistrale in Ingegneria Elettronica.

Ma si tratta solo di due editanti corsi e master Unicusano. Per visualizzare la lista completa, visita l’area didattica del sito Unicusno.it.

Ingegneria elettronica: materie di studio

Gli studi di base per questa disciplina sono fondamentalmente materie come:

  1. Antenne, Radiopropagazione e Compatibilità elettromagnetica;
  2. Comunicazioni Elettriche via cavo e via onde convogliate;
  3. Calcolatori;
  4. Controlli automatici;
  5. Elettromagnetismo e la propagazione delle onde;
  6. Elettronica analogica;
  7. Fisica tecnica;
  8. Elettronica applicata a componenti e circuiti;
  9. Struttura della materia e quanto concerne lo studio dell’elettronica dello stato solido;
  10. Elettronica digitale;
  11. Sistemi digitali;
  12. Teoria dei sistemi e analisi degli stessi;
  13. Elettrotecnica;
  14. Teoria dei segnali e quanto riguarda le comunicazioni elettriche;
  15. Elettrotecnica.

E con questo siamo quasi giunti alla conclusione della nostra guida su cosa fa un ingegnere elettronico. Non prima di aver analizzato gli ultimi due aspetti.

Ingegnere elettronico: sbocchi lavorativi

Gli studi in ingegneria elettronica Unicusano, sono in grado di fornirti le competenze necessarie per poter intraprendere attività professionali in diversi ambiti.

Per fare qualche esempio, si può spaziare dalla progettazione alla gestione, dalla produzione all’assistenza delle strutture tecnico-commerciali.

Per non parlare dell’analisi del rischio, la gestione della sicurezza in fase di prevenzione ed emergenza. Il tutto sia come ingegnere elettronico in proprio, che all’interno di aziende private e pubbliche, imprese manifatturiere e di servizi.

Ingengere elettronico: stipendio

Senza voler essere veniali, c’è da dire che un buon motivo per intraprendere questi studi e questa professione, oltre alla passione vera e propria per cosa fa l’ingegnere elettronico, può essere la gratificazione economica.

Alcuni autorevoli studi, infatti, rivelano che lo stipendio medio per Ingegnere Elettronico in Italia è circa 1.6 volte più alto rispetto allo stipendio medio del paese. Sempre secondo questi studi, basati sull’analisi di un certo numero di stipendi offerti negli annunci di lavoro, i professionisti con più esperienza in questo settore possono arrivare a guadagnare intorno fino a 36.000 €.

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Cosa fa lo psicologo: mansioni e compiti

Ti sei mai chiesto cosa fa lo psicologo? Ovvero in come modo svolge la tua attività di prevenzione, diagnosi, intervento, promozione della salute, abilitazione-riabilitazione e sostegno in ambito psicologico. Oppure cosa dire allo psicologo e se realmente può essere d’aiuto per superare problemi come la paura del giudizio degli altri o molti altri.

O magari che differenza c’è tra psicoterapeuta, psichiatra e, appunto, psicologo clinico. E ancora: quale master o corso di laurea in psicologia scegliere a Bari o nel resto d’Italia?

A tutte queste domande, e molte altre in tema, cercheremo di dare risposte precise e definitive all’interno di questo articolo, che vuole rappresentare una vera e propria guida su questo argomento.

Se ti interessa saperne di più, non perdere i prossimi paragrafi, perché entreremo nel merito di tutte queste vicende cercando di mettere ordine e darti tutte le informazioni del caso di cui hai bisogno. Buona lettura.

A cosa serve lo psicologo: tutto ciò che devi sapere

Se vuoi capire cosa fa uno psicologo nel concreto, iniziamo con il dire che in tanti casi lo psicologo fa bene e che non c’è assolutamente nulla di male o di strano nel rivolgersi ad uno specialista in questo settore. Questa figura professionale può, ad esempio, aiutare ad imparare come essere sicuri di se, in quanto studia e interagisce con gli stati mentali dei processi cognitivi, emotivi, sociali e comportamentali degli individui suoi pazienti. Ecco spiegato a grandi linee cosa succede dallo psicologo. Ma nelle prossime righe andremo ancor più nello specifico. Per questo ti consigliamo di non perderle assolutamente.

Cosa cura lo psicologo

Cerchiamo adesso di definire chi è lo psicologo esattamente.

Secondo Wikipedia, che raccoglie come fonti quanto sostenuto dal vocabolario Treccani, i Dizionari Corriere.it e il Department of Labor:

«Lo psicologo è un professionista sanitario che svolge attività di prevenzione, diagnosi, intervento, promozione della salute, abilitazione-riabilitazione e sostegno in ambito psicologico, rivolte al singolo individuo, alla coppia, al gruppo e altri organismi sociali o comunità.

Uno psicologo studia gli stati mentali normali e anormali dei processi cognitivi, emotivi, sociali e comportamentali osservando, interpretando e registrando come gli individui si relazionano tra loro e nei loro contesti».

Chiarito cosa fa lo psicologo, ti sarà semplice comprendere quando può essere opportuno andare dallo psicologo e perché

Psicoterapeuta cosa fa

Fin qui abbiamo cercato di chiarire cosa fa uno psicologo. Ma che differenza c’è tra psicologo e psicoterapeuta? E cosa fa lo psicologo clinico?

Lo psicoterapeuta è un professionista – medico o psicologo – autorizzato all’esercizio della psicoterapia dall’Ordine professionale di appartenenza. Il suo intervento mutua le tecniche dai numerosi modelli applicativi della psicologia, ed ha lo scopo di curare i disturbi di origine psichica. Una sorta di psicologo medico.

Possiamo dunque sintetizzare dicendo che mentre uno ha una formazione specifica sulla psicologia, lo psicoterapeuta proviene invece da un percorso più vicino alla medicina.

La psicologia clinica, invece, è una delle principali branche della psicologia.

Quanto costa uno psicologo

Quello dello psicologo è uno dei lavori più richiesti. Trattandosi di un professionista, le sue tariffe son soggette a variazioni in base al tipo di intervento richiesto e se esso è individuale, di coppia o familiare. Esiste comunque un tariffario indicativo generico approvato nel 2007 dall’Ordine Nazionale degli Psicologi, che però non rappresenta alcun obbligo. Ciò nonostante, quindi, è consigliato richiedere informazioni in merito, o un preventivo, direttamente allo psicologo a cui intendi eventualmente rivolgerti.

Come diventare psicologo: studi consigliati

Ed eccoci giunti all’ultimo argomento della nostra guida. Dopo averti spiegato per filo e per segno cosa fa lo psicologo, vorremmo concludere questo articolo indicandoti anche come fare per diventare un professionista in questo ambito.

Naturalmente è fondamentale studiare e formarti in maniera specifica e approfondita. Per fare ciò, la cosa migliore da fare è iscriverti ad un Corso di Laurea o un Master in psicologia. E in questo settore Unicusano rappresenta una vera e propria eccellenza.

Per quanto riguarda le lauree, ad esempio, potresti optare tra:

  1. Laurea triennale in Scienze e tecniche psicologiche;
  2. Magistrale in Psicologia clinica e della riabilitazione;
  3. Psicologia del lavoro e delle organizzazioni.

Per quanto riguarda i Master, invece, ci sentiamo di consigliarti una scelta tra:

  1. Counseling Psicologico e Counseling relazionale (I livello);
  2. Medicina, psicologia e biofisica nelle scienze umane (I livello);
  3. Psicologia dello Sport (I livello);
  4. Salute Organizzativa (II livello);
  5. Psicologia Pediatrica (II livello).

È necessario ricordare che si tratta di corsi erogati attraverso il sistema e-learning, in grado di metterti subito a disposizione tutto il materiale didattico necessario per prepararti, direttamente attraverso una tua piattaforma web personale dedicata.

Inoltre, ciò ti consente di seguire le lezioni direttamente online quando vuoi, da dove vuoi e tutte le volte che vuoi. Infatti è possibile rivedere i video, per intero o solo per la parte che vuoi ripassare, senza alcun limite al numero di visualizzazioni.

E con questo si conclude il nostro approfondimento su cosa fa lo psicologo e come diventarlo. Non ci rimane che ringraziarti per l’attenzione e sperare di esserti stati di aiuto. Ricordati di questa guida, suggeriscila ai tuoi contatti interessati, e torna pure a consultarla nuovamente ogni qual volta che ne avrai bisogno. Appuntati il link così saprai sempre dove trovarla. È qui apposta.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere da noi comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che nessuna diffusione è prevista di tali dati personali a soggetti indeterminati. Tali soggetti verranno nominati responsabile del trattamento. Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

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