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Lavoro nell’arte: quello che c’è da sapere

Sei un’artista o un’amante di arte che vorrebbe fare di questa passione un mestiere?  Se cerchi lavoro nell’arte sei nel posto giusto.

In questo articolo, infatti, ti sveleremo come lavorare nei musei o più in generale nel mondo dell’arte. Le opportunità in questo settore, infatti , sono diverse e veramente variegate.

Oltre a lavorare nei musei, puoi cercare ad esempio lavoro nei beni culturali, nelle fondazioni pubbliche o private, nelle associazioni che organizzano eventi o rassegne, ma anche nell’insegnamento della storia dell’arte, per farla conoscere dalle origini fino ai pittori futurisi, moderni o contemporanei.

In questa guida cercheremo di mettere ordine e di saperne di più su come trovare lavoro nell’arte. Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito. Buona lettura.

Lavoro arte e cultura: tutte le opportunità possibili

Artisti, disegnatori, pittori, writers, musicisti, attori, direttori culturali, curatori museali, creativi della comunicazione. Insomma il lavoro nell’arte non manca. Inoltre, se lo desideri, può prometterti di girare il mondo. Bari è già un centro culturale importante, ma non mancano offerte di lavoro arte a Milano o diverse opportunità di lavoro nei beni culturali a Bologna. Mentre molti sognano di lavorare a Parigi nell’arte. Nei prossimi paragrafi andremo a conoscere meglio le varie possibilità.

Mestieri legati all’arte: museologia e non solo

Quando si pensa al lavoro nell’arte, viene quasi automatico pensare ad un impiego come museologo. Ma, come abbiamo già accennato, non si tratta degli unici mestieri praticabili in questo settore. Tra i più richiesti, infatti, figurano anche archivisti, restauratori, personale d’accoglienza o dedicato ai rapporti con il pubblico, insegnanti, educatori museali, addetti alla biglietteria, bibliotecari, responsabili amministrativi, personale di segreteria, addetti stampa e comunicazione creativa, web master, social media manager con conoscenza del settore, responsabili della sicurezza, responsabili degli allestimenti di spazi museali e mostre. E poi, naturalmente, ci sono glia artisti veri e propri.

Come vedi, gli impieghi riconducibili al lavoro nell’arte, direttamente o indirettamente, sono davvero moltissimi e abbracciano tante aree professionali.

Offerte lavoro arte: musei

Entriamo adesso nel dettaglio del lavoro nell’arte per eccellenza.

Di norma le offerte lavoro musei e gallerie pubbliche prevedono assunzioni che passino giustamente dal superamento di concorsi di carattere nazionale indetti dal ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ovvero il MIBAC.

In alternativa, possono essere indetti concorsi anche da altri enti che tra le loro prerogative hanno quella di pubblicare avvisi in Gazzetta Ufficiale.

Molte sono anche le opportunità offerte sotto forma di stage. Se sei interessato ad un’esperienza di questo tipo, basta dare un’occhiata e tenere monitorati i bandi del Ministero o dell’ente locale, nazionale o internazionale che ti interessa. Nonché delle varie fondazioni, musei e gallerie. Questi puoi trovarli anche sui rispettivi siti ufficiali.

Lavoro beni culturali: studi consigliati

Per trovare lavoro nell’arte, occorre avere delle competenze specifiche e certamente poter vantare dei titoli di studio attinenti e di alto valore formativo aiuta eccome. A tal proposto, in considerazione di tutte le possibilità professionali di cui abbiamo parlato, ecco alcuni corsi che potrebbero fare al caso tuo:

  1. Museologia, gestione e valorizzazione dei beni culturali. Master di I livello focalizzato sull’utilizzo delle tecnologie applicate in ambito museale;
  2. Curatore museale. Corso di Perfezionamento e aggiornamento sulla progettazione museale, l’organizzazione e l’allestimento di esposizioni temporanee e permanenti;
  3. Arts communication – L’arte di comunicare l’arte. Altro Master di I livello, ma dedicato alla comunicazione in ambito artistico. Rivolto alla valorizzazione creativa dei beni culturali.

Interessanti vero? Ma questi sono solo alcuni dei corsi utili per trovare lavoro nell’arte, quelli più strettamente collegati. Per consultare la lista completa della nostra offerta, che presenta varie opportunità collaterali come Comunicazione nella P.A.Security Manager, ti consigliamo di visitare l’area didattica del sito Unicusano.it.

Lavoro storia dell’arte

Altra competenza interessante e molto richiesta, è quella dello storico dell’arte. Una figura che può trovare lavoro nell’arte sia come critico che nel campo dell’insegnamento.

Ma di cosa si occupa esattamente la storia dell’arte? Ecco la definizione fornita dal vocabolario Treccani:

«Lo studio storico che ha per oggetto lo svolgimento delle arti figurative, ossia la valutazione estetica delle singole opere e dei singoli maestri, l’identificazione, la classificazione, il succedersi delle varie scuole, la ricostruzione delle singole personalità artistiche e l’apprezzamento storico della loro influenza, l’iconografia, lo sviluppo della tecnica, ecc…».

Per sapere come nasce questa disciplina, e quali sono le sue ramificazioni, citiamo Venturi (1964):

«Nel 1842 Franz Theodor Kugler scrisse il primo libro sulla storia dell’arte al quale si deve la partizione della storia dell’arte in quattro momenti (pre-ellenico o dei popoli primitivi, classico o dell’antichità greca e romana, “romantico” o dell’arte medievale e islamica, moderno dal rinascimento al XIX secolo), seguito nel 1855 dal diffusissimo manuale di Anton Heinrich Springer».

E con questo si conclude la nostra guida sul lavoro nell’arte. Adesso sai tutto quello che c’è da sapere per trovare un’occupazione in questo settore. Buona fortuna.

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Decreto anticorruzione: ecco quello che devi sapere

Conosci la normativa prevista dal decreto anticorruzione in Italia?

La cosiddetta legge Severino numero 190 del 2012, è una normativa che disciplina l’anticorruzione e trasparenza dell’operato della pubblica amministrazione. Conoscerla è dunque molto importante per tutti, in particolare per coloro che hanno ricoprono cariche pubbliche o hanno legami, anche professionali con esse. Dai politici ai dipendenti pubblici e non. Questi ultimi in particolare, infatti, sono generalmente soggetti ad un apposito codice comportamento dipendenti.

Per maggiori approfondimenti in questo senso, ti consigliamo di dare un’occhiata anche alle nostre guide su come diventare assessore, ma anche su come lavorare nei musei piuttosto che in ambasciata.

Ma tornando al merito delle leggi anticorruzione, in questo articolo andremo a scoprire meglio di cosa tratta, oltre che a vedere dove e come consultare il testo ufficiale e definitivo della norma.

Ti interessa saperne di più? Allora non perdiamo tempo e iniziamo subito. Buona lettura.

Legge anticorruzione: sintesi

Nei prossimi paragrafi di questa vera e propria guida, quindi, andremo a parlare di tutto quello che c’è da sapere in merito al decreto anticorruzione e in tutta la normativa collaterale in questo ambito.

Legge 190 2012: cos’è e cosa prevede

Ma cos’è più esattamente questo decreto anticorruzione e cosa contiene? Per chiarirti un po’ le idee, partiamo dalla definizione che ne da Wikipedia:

«La legge 6 novembre 2012, n. 190 (nota anche come legge Severino dal nome del Ministro della giustizia del governo Monti, Paola Severino) è una legge della Repubblica Italiana in tema di prevenzione e repressione della corruzione.

I successivi decreti legislativi 235/2012, 33/2013 e 39/2013 furono emanati dal governo Monti sulla base della legge delega 28 giugno 2012, n.110, già in parte predisposta durante il governo Berlusconi IV, approvata, dopo varie modifiche parlamentari, dalla maggioranza parlamentare che sosteneva l’esecutivo».

Va detto, inoltre, che l’attuazione del decreto è passato attraverso l’emanazione di quattro decreti attuativi. Eccoli riepilogati:

  1. dicembre 2012, decreto legislativo n. 235;
  2. marzo 2013, decreto legislativo n. 33;
  3. aprile 2013, decreto legislativo n. 39;
  4. aprile 2013 decreto del Presidente della Repubblica n. 62.

Quello che abbiamo appena ricostruito è il contesto all’interno del quale si è sviluppato il decreto anticorruzione. In merito al contenuto dello stesso, invece, la stessa fonte spiega che:

«La legge, oltre ad avere un contenuto dispositivo immediato, come l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di redigere un piano di prevenzione per la corruzione e il conferimento alla CiVIT del ruolo di “Autorità Nazionale Anticorruzione“, conferiva sette deleghe al governo italiano per redigere delle misure per la prevenzione e la repressione della corruzione nella pubblica amministrazione. Di queste deleghe solo quattro furono attuate, mentre le altre tre decaddero».

Più approfonditamente, oltre le già citate deleghe al governo, la normativa introduce o si occupa di atri tre aspetti fondamentali:

  1. Misure per la prevenzione della corruzione;
  2. Modifiche al codice penale;
  3. Modifiche al codice civile.

Detto questo, cominci ad avere un quadro più chiaro in merito a ciò che riguarda il decreto anticorruzione? Molto bene, allora andiamo avanti.

Trasparenza pubblica amministrazione: la legge Madia

Successivamente al decreto anticorruzione a firma Severino, è il decreto Legislativo 25 maggio 2016, n. 97, entrato in vigore il 23 giugno 2016, recante “Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza”.

Si tratta di uno dei decreti attuativi della delega della cosiddetta Legge Madia ed ha apportato alcune modifiche, tra le altre, alla stessa legge Severino.

In particolare viene attribuito all’ANAC il compito di adottare piani di durata triennale. Inoltre introduce una ridefinizione dei ruoli e dei poteri dell’organo di indirizzo politico, del RPCC e dell’organismo indipendente di valutazione.

Detto questo, devi sapere che se vuoi specializzarti nel settore di riferimento del decreto anticorruzione, esistono di versi corsi di laurea e soprattutto master universitari che possono fare al caso tuo. Andiamo a conoscerli nel prossimo ed ultimo paragrafo.

Cosa studiare e dove scaricare legge anticorruzione pdf

La lauree più affini in questo senso sono sicuramente quelle appartenenti all’area giuridica e delle scienze politiche. Il corso perfetto per operare in questo settore, però, è senza ombra di dubbio il Master in “La nuova legge anticorruzione nella Pubblica Amministrazione”. Un titolo che dice davvero tutto: più chiaro e attinente di così non si può.

Altri master che hanno decisamente a che fare con questa tematica possono essere:

  1. Responsabilità amministrativa – Mira a formare professionisti e politici altamente specializzati nel settore della responsabilità giuridica e disciplinare delle amministrazioni pubbliche;
  2. Gestione degli appalti pubblici.- Questo corso ti permetterà di acquisire il know-how necessario nel settore della gestione degli appalti pubblici;
  3. Governance e management – Si propone di formare figure in grado di aiutare le amministrazioni a risolvere le proprie lacune nel campo della progettazione e della gestione di politiche pubbliche;
  4. Strategie di innovazione nella P.A. – L’innovazione nella pubblica amministrazione può essere uno degli aspetti più danneggiati dalla corruzione;
  5. Fare politica etica – Se vuoi avere le consocenze necessarie per mantenere una condotta impeccabile nell’esercizio di funzioni pubbliche. Dai principi costituzionali, ai rapporti con l’U.E. Questo master ti aiuterà ad attuare e far rispettare i giusti modelli comportamentali, i Codici etici, la deontologia e la trasparenza negli uffici pubblici. Saprai sempre come comportarti, dinanzi ad ogni situazione;
  6. Diritto amministrativo – Corso che rivolge particolare attenzione ai rapporti tra pubblica amministrazione e giurisdizione del giudice ordinario.

Puoi visionare le schede complete di questi e di tutti gli altri master universitari e corsi di laurea nell’area didattica del sito istituzionale Unicusano.it.

Mentre sui siti del Ministero della Giustizia o dell’ANAC è possibile trovare la normativa in materia di anticorruzione e trasparenza pdf.

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Come si fa l’analisi del testo: la guida completa

Stai cercando informazioni su come si fa l’analisi del testo?

Allora hai trovato la guida che fa per te. Dopo averti spiegato cos’è e come si scrive un tema argomentativo un precedente articolo, questa volta ci concentriamo proprio sull’analisi testuale, che spesso costituisce anche una delle possibili tipologie di svolgimento della prima prova agli esami di maturità, generalmente in riferimento alle opere dei migliori scrittori contemporanei, ma non solo.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito. Comprendere come si fa l’analisi del testo non può aspettare.

Analisi del testo: esempio e spiegazione

Nei prossimi paragrafi, dunque, andremo a spiegare come si fa un’analisi del testo come si deve. Cercheremo di fare qualche piccolo distinguo tra analisi del testo narrativo da una parte e analisi testo poetico dall’altra.

Cos’è l’analisi del testo narrativo

L’analisi del testo poetico o narrativo che sia, serve ad esaminare un brano o una poesia di un determinato autore. Al centro di ciò ci sono quattro scopi principali:

  1. Mettere alla prova il tuo grado di conoscenza della lingua e della grammatica, nonché doti di scrittura ad essa orientata
  2. Lasciarti esprimere le tue opinioni in modo logico e coerente;
  3. Verificare la tua preparazione in letteratura;
  4. Valutare se hai sviluppato e possiedi competenze idonee ad interpretare la natura di un testo, il suo stile e la sua forma grammaticale.

Ma andiamo per gradi: come si fa l’analisi del testo narrativo?

All’interno della voce “narratologia” su Wikipedia, troviamo le seguenti indicazioni:

«Per compiere un’analisi del testo, o analisi testuale bisogna, per prima cosa, dividere il testo in segmentazioni o sequenze che possono essere lineari o linguistico-funzionali.

Cesare Segre ha individuato nel proposito della segmentazione due obiettivi principali, quello di preparare le sequenze che, riorganizzate secondo la cronologia del contenuto, andranno a costituire la fabula e quello di individuare le zone di convergenza tra i vari tipi di funzioni discorsive e di linguaggio.

Preparando le sequenze si individuano tutti quei blocchi unitari che sono segnati da delimitazioni temporali, spaziali, contenutistiche e, nell’individuare le zone di convergenza, le sequenze narrative vengono rilevate in base alle loro caratteristiche linguistiche, come la narrazione, la descrizione, la riflessione».

Analisi del testo: schema narrativo

Ecco la prassi da seguire per eseguire un’analisi del testo corretto.

  1. Introduci il brano, specificando l’autore e l’eventuale opera da cui è stato tratto;
  2. Riassumi il contenuto o svolgi la parafrasi del brano, ovvero esponi il testo con parole tue;
  3. Analizza il testo, la forma e il suo stile, rispondendo a tutte le domande relative ad esso ed evitando di finire fuori tema;
  4. Fornisci un interpretazione e gli approfondimenti del caso, facendo magari riferimento ad altre opere dello stesso autore o di altri.

Passiamo adesso, più specificatamente, all’analisi di un testo poetico.

Analisi del testo poetico: esempio

Chiarita la parte narrativa e più generale, apriamo un focus anche su come si fa l’analisi del testo poetico.

Ecco i giusti passi da compiere per svolgerla correttamente:

  1. Leggi la poesia e cerca di comprenderla;
  2. Una volta letta e compresa, passa all’introduzione Essa deve comprendere titolo, anno di composizione, nome dell’autore e raccolta di riferimento;
  3. Passa alla parafrasi, utilizzando vocaboli di uso comune al posto delle parole o rime poetiche, in modo da chiarire il senso e il significato dell’analisi poesia.
  4. Inserisci un commento su tutti gli elementi che consideri rilevanti, esprimendoti in terza persona;
  5. Analizza la struttura metrica di una poesia, le rime, le figure retoriche e il linguaggio;
  6. Evidenzia gli argomenti trattati e il loro significato.

E così, seguendo questo schema, il gioco è fatto. Avrai compreso anche come si fa l’analisi del testo poetico in maniera completa e corretta. Se non è un’analisi del testo svolta poco ci manca.

Analisi del testo: esercizi Montale maturità 2012

Se vuoi esercitarti per verificare se hai effettivamente capito come si fa l’analisi del testo, puoi fare riferimento ad uno degli esercizi più esemplificativi ed istruttivi degli ultimi anni. Di cosa stiamo parlando? Della prova di maturità 2012 (clicca per vedere l’allegato), che prende in esame il testo di Eugenio Montale “Ammazzare il tempo” (tratto da da Auto da fé. Cronache in due tempi, Il Saggiatore, Milano 1966). La prova è suddivisa in tre punti.

  1. Comprensione del testo: Riassumi tesi e argomenti principali.
  2. Analisi del testo: Quali sono i problemi risolvibili secondo Montale? Spiega il significato che Montale attribuisce all’espressione “ammazzare il tempo”. Perché si accrescono i “bisogni inutili” e si inventeranno “nuovi tipi di lavoro inutile”? Noti nel testo la presenza dell’ironia? Argomenta la tua risposta. Esponi le tue osservazioni in un commento personale di sufficiente ampiezza.
  3. Interpretazione complessiva ed approfondimenti: Sulla base dell’analisi condotta, ricerca la “visione del mondo” espressa nel testo e approfondisci la ricerca con opportuni collegamenti ad altri testi di Montale. Alternativamente, soffermati sul grado di attualità / inattualità dei ragionamenti di Montale sul lavoro e sul tempo.

E con questo siamo giunti alla conclusione della guida Unicusano su come si fa l’analisi del testo. Adesso ti senti più preparato?

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Paura del giudizio degli altri: come imparare a fregarsene

La paura del giudizio degli altri condiziona in maniera eccessiva la tua vita?

Allora calma, fai un bel respiro e goditi questa guida perché è a te dedicata.

In questo articolo, infatti, cercheremo di capire come essere sicuri di se in modo da limitare questo tipo di complesso, se è possibile definirlo in questo modo. In questo caso, anche lo sport e la socializzazione possono essere d’aiuto. L’attività fisica, infatti, aiuta a combattere l’ansia e a dare maggiore consapevolezza del proprio essere. A tal proposito, ti consigliamo di leggere anche la nostra guida su quali sport fare quando si studia.

Non ci limiteremo a dire che bisogna fregarsene degli altri o a preoccuparsi di come essere divertenti e piacere agli altri. Perché il punto vero sul quale lavorare è l’autostima, non pensare sempre e solo a ciò che gli altri vogliono. In questo senso, occorre essere anche un pizzico “egoisti”, senza esagerare ovviamente. Bisogna rovesciare la prospettiva, cercando di affermare in maniera consona e nel rispetto degli altri, la propria visione delle cose e le proprie opinioni.

L’argomento ti intriga e ti interessa? Molto bene, allora al sodo e andiamo subito a scoprire come superare la paura del giudizio degli altri.

Giudizio della gente: come conviverci e farne tesoro

Il giudizio degli altri non deve costituire un’ossessione, ma qualora esso fosse negativo, non bisogno drammatizzare. Esso, se preso con la giusta filosofia, può essere utile a migliorarti. L’importante è non mettere totalmente in dubbio te stesso o buttarti giù. Il primo lavoro da fare, dunque, è quello sulla tua autostima. Nei prossimi paragrafi lavoreremo su questo, sulla tua emotività e le tue eventuali fobie. Ciò ti condurrà a comprendere come non dare peso al giudizio degli altri. Buona lettura.

Da Schopenhauer alla psicologia moderna: la paura degli altri

Iniziamo cercando di capire cosa si intende e si cela davvero dietro alla paura del giudizio degli altri.

Secondo la psicologia, la paura del giudizio degli altri è una forma di ansia sociale. Non a caso sul Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali di Masson, uno dei sistemi nosografici per i disturbi mentali o psicopatologici più utilizzati al mondo da medici, psichiatri e psicologi di ogni dove, sia nella pratica clinica sia nell’ambito della ricerca, leggiamo che:

La fobia sociale, detta anche sociofobia o disturbo di ansia sociale, è la paura intensa e pervasiva di trovarsi in una particolare situazione sociale, o di eseguire un tipo di prestazione, che non siano, a chi ne è affetto, familiari e da cui possa derivare la possibilità di subire un giudizio altrui.

Wikipedia, citando e commentando il manuale stesso, noto anche con la sigla DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), aggiunge che:

Si tratta di un particolare stato ansioso nel quale il contatto con gli altri è segnato dalla paura di essere malgiudicati e dalla paura di comportarsi in maniera imbarazzante ed umiliante. La fobia spinge il soggetto ad evitare situazioni spiacevoli, aumenta il disagio nel caso debba affrontarle.

Della paura del giudizio degli altri, si è occupato in modo particolare il filosofo tedesco Arthur Schopenhauer, uno dei maggiori pensatori del XIX secolo. A tal proposito ti consigliamo di leggere la sua opera dal titolo “Il giudizio degli altri”, nota anche come “L’arte di ignorare il giudizio degli altri”. Un titolo che è tutto un programma.

Paura del giudizio degli altri: aforismi per superarla

Adesso ti sarà chiaro perché riteniamo che, per contrastare la paura del giudizio degli altri, è fondamentale rafforzare la fiducia in se stessi.

Per stimolarti a fare questo, abbiamo stilato per te una raccolta di citazioni sulla pauraaforismi sul giudicare.

  • «Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore» – Charlie Chaplin;
  • «Sono poche le persone che pensano, però tutte vogliono giudicare» – Re Federico il Grande;
  • «Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido» – Albert Einstein;
  • «Non possiamo mai giudicare le vite degli altri, perché ogni persona conosce solo il suo dolore e le sue rinunce. Una cosa è sentire di essere sul giusto cammino, ma un’altra è pensare che il tuo sia l’unico cammino» – Paulo Coelho;
  • «È sbagliato giudicare un uomo dalle persone che frequenta. Giuda, per esempio, aveva degli amici irreprensibili» – Marcello Marchesi;
  • «Non si devono giudicare gli uomini come si giudica un quadro o una statua, a un primo e unico sguardo. C’è un’interiorità e un animo che occorre approfondire» – Jean de La Bruyère;
  • «È molto più difficile giudicare se stessi che giudicare gli altri» – Antoine de Saint-Exupery;
  • «La gente che non fa niente, è sempre la prima che fa delle critiche a tutto» – Charles Spurgeon.

E con questa rassegna di frasi sulla gente e aforismi su chi giudica speriamo di essere riusciti a farti superare una volta per tutte la paura del giudizio degli altri. Se vuoi conoscere i migliori studi sulle fobie sociali, dai un’occhiata alla lista completa dei Corsi di Laurea e dei Master area psicologia Unicusano.

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Pittori futuristi: ecco i 10 più importanti

Sei un’amante dell’arte alla ricerca dei migliori pittori futuristi?

Allora stai leggendo l’articolo giusto. In questa guida, infatti, andremo alla scoperta dei migliori artisti del futurismo, ovvero degli appartenenti a questa straordinaria e controversa avanguardia culturale europea. La corrente artistica di Carrà e Soffici, solo per anticipare due dei più famosi pittori del 900.

Un movimento che ha anche coinvolto anche alcuni tra i migliori scrittori contemporanei e certamente ispirato più di un romanzo storico.

Hai voglia di saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito: il dinamismo dei pittori futuristi ci attende.

Arte futurista: dalla letteratura alla pittura

Il futurismo abbracciò diverse discipline artistiche e culturali: dalla pittura alla scultura, dal mosaico all’architettura, dalla ceramica alla musica e alla letteratura. Ma anche cinema, teatro o gastronomia. Nei prossimi paragrafi, come annunciato, ci concentreremo soprattutto sulla pittura futurista. Buona lettura.

Futurismo definizione e sintesi

Prima di conoscere i nomi e le opere d’arte dei più grandi pittori futuristi, facciamo un piccolo ma doveroso passo indietro per partire dalle basi.

Cos’è il futurismo? Questa è la domanda dalla quale partire. Per trovare una risposta esaustiva, prendiamo a riferimento la definizione che ne da l’Enciclopedia Treccani:

«Movimento letterario, artistico e politico, fondato nel 1909 da F. T. Marinetti in reazione, oltre che alla letteratura borghese dell’Ottocento, alla magniloquenza e all’estetismo dannunziani. Attraverso tutta una serie di “manifesti” e di clamorose polemiche, propugnava un’arte e un costume che avrebbero dovuto fare tabula rasa del passato e di ogni forma espressiva tradizionale e informarsi al dinamismo della vita moderna, della civiltà meccanica, proiettandosi verso il futuro, nel tripudio dei sensi, obbedendo allo slancio vitale e alla volontà di potenza, individuale e nazionale: in Italia si espresse politicamente schierandosi con il partito interventista in occasione della prima guerra mondiale e si confuse, in taluni suoi esponenti, col fascismo stesso».

Inoltre, la stessa fonte, entrando ancora più nel dettaglio, precisa anche che:

«I manifesti programmatici e l’attività, insieme dissolutrice e vitalistica, del futurismo riguardarono, oltre che la letteratura, la politica e il costume, anche la pittura, la scultura, l’architettura, la musica, il teatro, il cinema e le arti decorative, ponendo il movimento nel novero delle grandi correnti artistiche contemporanee».

Nel prossimo paragrafo andremo a scoprire come gli stessi futuristi definivano il loro modo di fare pittura.

Manifesto futurismo pittura

Per quanto riguarda più specificatamente il manifesto della pittura futurista, tra le altre cose, esso sanciva che le caratteristiche di tale arte avrebbero dovuto riguardare l’abolizione della prospettiva tradizionale e il moltiplicarsi dei punti di vista per esprimere il dinamico interagire del soggetto con lo spazio circostante. Pertanto si proponeva di portare avanti otto punti, che citiamo testualmente:

  1. Distruggere il culto del passato, l’ossessione dell’antico, il pedantismo e il formalismo accademico;
  2. Disprezzare profondamente ogni forma d’imitazione;
  3. Esaltare ogni forma di originalità, anche se temeraria, anche se violentissima;
  4. Trarre coraggio ed orgoglio dalla facile faccia di pazzia con cui si sferzano e s’imbavagliano gl’innovatori;
  5. Considerare i critici d’arte come inutili e dannosi;
  6. Ribellarci contro la tirannia delle parole: armonia e di buon gusto, espressioni troppo elastiche, con le quali si potranno facilmente demolire l’opera di Rembrandt, quella di Goya e quella di Rodin;
  7. Spazzar via dal campo ideale dell’arte tutti i motivi, tutti i soggetti già sfruttati;
  8. Rendere e magnificare la vita odierna, incessantemente e tumultuosamente trasformata dalla scienza vittoriosa. Siano sepolti i morti nelle più profonde viscere della terra! Sia sgombra di mummie la soglia del futuro! Largo ai giovani, ai violenti, ai temerari!

Fatte tutte le premesse del caso, andiamo adesso a conoscere i migliori pittori futuristi.

Futuristi italiani

quadri futuristiIl Manifesto tecnico della pittura futurista venne pubblicato l’11 aprile 1910, firmato da artisti del 900 e pittori del calibro di Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Giacomo Balla e Gino Severini.

Anche se, il primo Manifesto dei pittori futuristi era stato pubblicato l’11 febbraio dello stesso anno come volantino della rivista Futurismo Poesia. In quel caso, tra i firmatari comparivano anche Aroldo Bonzagni e Romolo Romani, poi sostituiti dagli stessi Gino Severini e Giacomo Balla.

Le prime opere futuriste appartenenti alla pittura italiana vennero esposte a Milano alla “Mostra d’arte libera”, tenutasi presso la fabbrica Ricordi nel 1912. Il fascino rivoluzionario dei quadri futuristi fu subito evidente.

A volte si tende a fare confusione fra cubismo e futurismo. In realtà, il già citato Boccioni si occupò principalmente del dinamismo plastico e sintetico e proprio del superamento del cubismo.

Artisti del novecento: dal futurismo francese a quello russo

Tra i maggiori pittori futuristi esteri, ci furono i francesi, come Valentine de Saint-Point, che rispose a Marinetti con un manifesto della donna futurista, ma anche i grandi pittori del futurismo russo come Natal’ja Sergeevna Gončarova, Michail Fëdorovič Larionov, Vladimir Vladimirovič Majakovskij (noto soprattutto come poeta, ma frequentò l’Accademia di pittura di Mosca), Kazimir Severinovič Malevič e Aleksandr Michajlovič Rodčenko.

E con questo si conclude lo speciale Unicusano sui pittori futuristi. Ma ricorda: se cerchi un corso di arte o curatore museale, leggi anche la nostra guida su come lavorare nei musei. Lì trovi i migliori master in Museologia, gestione e valorizzazione dei beni culturali.

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Tema argomentativo: che cos’è e come si scrive

Sai cos’è un tema argomentativo e come si scrive?

In questo articolo ti sveleremo di cosa si tratte e ti forniremmo anche tutti i trucchi e i consigli utili per poterlo redigere. Così come, in una precedente guida, avevamo fatto chiarezza su cos’è un romanzo storico. E chissà, magari entrerai anche tu a far parte dei migliori scrittori contemporanei.

Ti mostreremo dei concreti esempi di testi argomentativi di diverso genere, soffermandoci su come strutturarli in maniera perfetta.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo e andiamo subito a cercare di capire come scrivere un tema di questo tipo, che può tornare utile in diverse circostanza: dalla stesura della scaletta della tesi a come scrivere un progetto sviluppando una teoria tramite una catena di ragionamenti legati tra loro e supportati da dati e motivazioni valide.

In parole povere: andiamo a scoprire come fare un testo argomentativo.

Come scrivere un testo argomentativo

Partiamo da una premessa: un tema argomentativo non è un comune testo informativo. Nei paragrafi che seguono andremo a scoprire perché in maniera esaustiva e dettagliata. Andando inizialmente a definire di cosa si tratta e poi a vedere in modo pratico me scriverlo. Buona lettura.

Cos’è un testo argomentativo

Il tema argomentativo si pone come obiettivo principale quello di convincere il lettore della validità e dell’efficacia delle idee in esso presentate e non di quella opposta, ovvero l’antitesi. Si tratta, dunque, di esporre una tesi su un dato argomento, facendo leva su un ragionamento logico e dei riscontri tangibili.

Esempi di testo argomentativo, infatti, possono essere ad esempio:

  1. Diversi testi giornalistici come gli articoli di fondo;
  2. I testi polemici;
  3. Le lettere aperte.

Il tipo di argomentazione utilizzata per dimostrare una tesi, inoltre, può essere di quattro tipi:

  1. Deduttiva. Giunge alla conclusione partendo da una premessa maggiore per poi passare ad altre premesse minori;
  2. Induttiva. Nel caso in cui si ricavi una regola generale a seguito di una serie di casi specifici;
  3. Ipotetica. Quando le premesse e le conclusioni sono, appunto, ipotetiche;
  4. Analogica. Se si confronta una situazione iniziale con una nuova che le si accosta per somiglianza.

Riassumendo, possiamo affermare che la struttura testo argomentativo è sempre la stessa e prevede:

  1. Una tesi;
  2. La presentazione di argomenti a sostegno della tesi;
  3. Una conclusione tema a conferma di quanto sostenuto.

Naturalmente l’efficacia dipende dal grado di convincimento che esso riesce ad infondere al lettore. E ciò è strettamente legato alla validità degli argomenti addotti a sostegno della tesi esposta.

Testo argomentativo: esempio semplice

Vuoi un pratico esempio di testo argomentativo?

Prendiamo in esame un ipotetico testo argomentativo sull’immigrazione e il razzismo. Ponendo il caso di dover confutare le tesi discriminatorie, potresti seguire il seguente schema argomentativo:

  1. Parti sempre dall’introduzione di un tema. In questo caso che gli esseri umani sono tutti uguali e non discriminabili in razze. Che non ci possano essere degli orientamenti o delle leggi che tendano a discriminarne un’etnica o un’appartenenza rispetto ad un’altra. Fai qualche cenno storico, per comprendere le origini del razzismo e spiega perché è un tema ancora attuale;
  2. Esponi la tesi sul tema. Esprimi dunque qual è la tua percezione del fenomeno, chiarendo a chi legge da che parte stai;
  3. Spiega perché secondo te il razzismo è sbagliato e perché dovrebbe esserlo in senso assoluto. Per fare ciò potresti fare riferimento ad approcci metodologici come la genetica delle popolazioni, che stabiliscono che il razzismo è una teoria scientificamente errata;
  4. Illustra tesi e antitesi, cercando di confutare quest’ultima. Potresti puntare sulla disinformazione o sugli errori fatti da chi le sostiene, cogliendo l’occasione per mettere nuovamente in risalto le tue argomentazioni;
  5. Giungi verso la conclusione testo argomentativo attraverso delle riflessioni finali. Approfittane per ribadire le tue ragioni, avvalorate dall’aver smontato quelle opposte, e possibilmente avanzando delle proposte su quali potrebbero essere iniziative di contrasto o di risoluzione del fenomeno.

Altri classici campi nei quali potresti applicare questa modalità di scrittura potrebbero essere un tema sulla droga oppure un testo argomentativo sul bullismo.

Adesso tocca a te: dimostra la tua tesi

E con questo ti abbiamo di fatto fornito un tema argomentativo svolto, con tutti i crismi che lo rendono tale: descrizione del problema, esposizione della tesi, sviluppo argomenti a suo favore, confutazione dell’antitesi e conclusioni. Un bell’aiuto, non credi?

Adesso sei sicuramente pronto a cimentarti nella stesura di un testo di questo genere. Fai pure qualche test sulle tracce argomentative esemplificative che ti abbiamo suggerito nel precedente paragrafo o anche su altre su preferisci.

Pertanto, almeno per il momento, si conclude qui la guida Unicusano sul tema argomentativo: abbiamo visto di cosa si tratta, che caratteristiche deve avere la sua struttura e come scriverne correttamente uno. Ricordati di consultare tranquillamente questo articolo ogni qual volta che avrai dubbi o necessità in merito e magari consigliala anche ai tuoi amici, compagni di scuola e colleghi universitari o di lavoro. Sai dove trovarla, ora tocca a te.

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Lavori più richiesti: ecco quali devi assolutamente conoscere

Hai bisogno di un’occupazione e vorresti conoscere i lavori più richiesti in Italia e non solo?

Se cerchi qualcosa di più di un semplice contratto di apprendistato professionalizzante, allora inizia pure a preparare la tua lettera di candidatura: in questo articolo troverai tutte le informazioni e i consigli utili su quali sono le professioni più richieste e i lavori del futuro. Perché uno dei trucchi migliori per trovare un’occupazione risiede nell’essere in grado di leggere bene i tempi in cui viviamo e comprendere in anticipo le nuove esigenze del mercato del lavoro.

Inoltre, proprio al fine di perseguire in pieno questo obiettivo, dedicheremo anche un focus sui corsi di laurea e i master a Bari e nel resto d’Italia che sono i più spendibili lavorativamente parlando. Perché uno studio più specifico, e attinente alla professione desiderata, è in grado di fornirti quelle competenze necessarie a ricoprire ruoli migliori e più redditizi.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo e andiamo subito a scoprire quali sono i lavori più richiesti e pagati di oggi e di domani.

Mestieri più richiesti: dai più classici ai lavori innovativi

Quella che segue nei prossimi paragrafi di questo articolo, vuole dunque essere una vera e propria guida sui lavori più richiesti, utile a scegliere quale carriera o percorso di studi possa essere più adatto alle tue ambizioni e aspirazioni, compatibilmente con le esigenze del mercato del lavoro. Come avrai modo di vedere, tra le professioni più redditizie ci sono sia mestieri più antichi che nuovi lavori emergenti.

Ecco le figure professionali più richieste

Secondo quando rivelato da un’indagine riportata dall’autorevole giornale Il Sole 24 ore, nei prossimi anni i mestieri più pagati e ricercati faranno riferimento a professioni legate al settore economico-statistico e ingegneristico, ai lavori biologia, all’insegnamento e alle professioni sanitarie più richieste.

Si stima (fonte Unioncamere) che a breve oltre 2,5 milioni di personale qualificato troverà impiego in questi ambiti occupazionali.

Evidentemente stiamo parlando di professioni che necessitano di competenze specifiche. A tal proposito, sono consigliati percorsi di studi inerenti:

  1. Economia Aziendale, Management o Scienze Economiche;
  2. Giurisprudenza;
  3. Ingegneria. Da quella Civile all’Agroindustriale, dalla Biomedica alla Gestionale Industriale, dall’Elettronica alla Meccanica;
  4. Scienze e Tecniche Psicologiche, Psicologia Clinica e della Riabilitazione o Psicologia del lavoro e delle organizzazioni;
  5. Scienze dell’Educazione e della Formazione, in particolare orientata ad un Curriculum Cognitivo Funzionale o Pedagogico Sociale.

Si tratta non solo di settori non in crisi, ma addirittura di settori lavorativi in crescita.

Professioni del futuro: i lavori emergenti

Andiamo adesso a scoprire quali saranno i 10 lavori più richiesti nel mondo, Europa e Italia comprese, nel prossimo futuro. Anche se già oggi rappresentano attività che non conoscono crisi.

Ecco una vera e propria classifica professioni più richieste:

  1. Export manager;
  2. Operatore import-export;
  3. Addetto alla dogana;
  4. Traduttore e interprete;
  5. E-Commerce manager;
  6. Ingegnere informatico;
  7. Mobile Developer;
  8. Responsabile Vendite;
  9. Spedizioniere;
  10. Ingegnere energetico.

A questa top ten, possiamo aggiungere più a lungo termine altre cinque professioni, indicate da uno studio di Linkedin diffuso da Forbes. Tale ricerca sostiene che nella prima parte degli anni ’20 di questo secolo, saranno quasi 12 milioni i lavoratori che troveranno occupazione in questi settori:

  1. Machine learning engineer;
  2. Data scientist;
  3. Responsabili sviluppo delle vendite;
  4. Customer success manager;
  5. Big data developer.

Per machine learning engineer, si intende colui il quale è in grado di progettare macchine in grado di apprendere, attraverso conoscenze di algoritmi, software, deep e machine learning, ricerca.

Al data scientist, invece, sono richieste particolari competenze nell’ambito dei linguaggi di programmazione,  data science e data mining, machine learning e analytics.

Il responsabile sviluppo delle vendite deve essere un esperto di pianificazione finanziaria, sviluppo del business e delle start up.

Un customer success manager, si occupa anche di seguire il cliente passo dopo passo nel tempo per verificare il grado di soddisfazione di un prodotto o di un servizio. Quali competenze deve avere? Certamente nell’ambito delle vendite, del management e del software d’impresa.

Infine, il big data developer è uno sviluppatore esperto di big data, hadoop, java, hive, start-up.

Studiare per anticipare la concorrenza: la proposta Unicusano

Ed ecco svelati quali saranno, molto probabilmente, i lavori più richiesti nei prossimi anni che caratterizzeranno i maggiori business del futuro. Attenzione però: si tratta già di professioni e mercati in forte espansione. Ecco perché, come anticipato nella parte introduttiva di questo articolo, è indispensabile acquisire per tempo le competenze necessarie prima che possano farlo dei tuoi potenziali competitor.A tal proposito, esistono alcuni master di I e II livello in grado di preparati a dovere. Ad esempio:

  1. Data Analyst;
  2. Sicurezza delle reti informatiche;
  3. Sistemi di gestione aziendale e gestione di impresa;
  4. Gestione, controllo e manutenzione dei processi industriali;
  5. Innovazione, sviluppo e gestione di reti energetiche basate su energie rinnovabili.

Si tratta solo di alcuni tra i corsi più utili per ambire a trovare occupazione nei lavori più richiesti in Europa, in Italia e all’estero. Ti consigliamo di consultare l’elenco completo all’interno dell’area didattica del portale Unicusano.

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Film sulla 1 guerra mondiale: 5 pellicole da vedere

Sei un appassionato o uno studente di storia alla ricerca di film sulla 1 guerra mondiale?

Allora hai trovato l’articolo che fa al caso tuo. In questa guida, infatti, ti indicheremo le più belle opere cinematografiche e i migliori documentari sulla grande guerra. Andando anche a ricostruire il contesto nel quale i fatti si sono realmente svolti. Anche perché conoscere la storia è fondamentale per svolgere alcune professioni, come lavorare nei musei oppure lavorare in ambasciata. Se poi si può imparare anche in maniera ludica e affascinante, tanto di guadagnato.

Ecco perché, dopo aver dedicato ampio spazio a raccontarti cos’è un romanzo storico, è arrivato il momento di parlare delle più belle pellicole su questo tema. Tra filmografia recente e più antica, perché di film sulle guerre interessanti non ne mancano di certo. Soprattutto per un conflitto mondiale di tale drammatica portata.

Vuoi saperne di più? Allora prepara popcorn e patatine e allaccia bene le cinture: partiamo subito per questo viaggio nel tempo. I migliori film sulla prima guerra mondiale ci attendono.

La grande guerra: i 5 film più interessanti

Abbiamo stilato per te un elenco film storici davvero interessante. Ma prima di andare a svelare i cinque film sulla 1 guerra mondiale che abbiamo scelto, facciamo un piccolo passo indietro cercando di contestualizzare il momento storico nel quale si sono svolti i fatti.

Il contesto storico della grande guerra

Come spiega l’enciclopedia Treccani, quando parliamo di prima guerra mondiale ci riferiamo a quanto segue:

«Conflitto di dimensioni intercontinentali, combattuto dal 1914 al 1918. Innescata dalle pressioni nazionalistiche e dalle tendenze imperialistiche coltivate dalle potenze europee a partire dalla seconda metà del 19° sec., coinvolse 28 paesi e vide contrapposte le forze dell’Intesa (Francia, Gran Bretagna, Russia, Italia e loro alleati) e gli Imperi Centrali (Austria-Ungheria, Germania e loro alleati). Assunse una dimensione mondiale anche dal punto di vista dei teatri degli scontri: si combatté, oltre che in Europa, nell’Impero ottomano, nelle colonie tedesche in Asia e su tutti i mari. Le battaglie decisive si svolsero in Europa, su 5 fronti: quello occidentale, tra Francia e Germania, lungo la Marna e la Somme; l’orientale, o russo, esteso e privo di barriere naturali; il meridionale, o serbo; l’austro-italiano, sulle Alpi orientali e in Carnia; il greco, a N di Salonicco».

La stessa fonte ricostruisce anche che:

«Le origini della Prima guerra mondiale risalgono agli anni Settanta del 19° secolo, cioè all’avvento della cosiddetta età dell’imperialismo. A scatenare il conflitto fu l’attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914, che provocò la morte dell’arciduca austriaco Francesco Ferdinando e contrappose fino al 1918 due schieramenti guidati da un lato dalla Germania e dall’Austria-Ungheria e dall’altro dalla Gran Bretagna, dalla Francia e dalla Russia, a cui si aggiunsero l’Italia nel 1915 e gli Stati Uniti nel 1917. Con un bilancio di quasi dieci milioni di morti, la guerra si concluse con la sconfitta degli imperi centrali, ponendo già le premesse dello stesso secondo conflitto mondiale (1939-45)».

Aggiungiamo che si trattò di un conflitto di posizione e di logoramento totale, combattute attraverso le tristemente note trincee prima guerra mondiale.

La grande guerra: film più belli

Il dramma delle trincee, insieme a tutta la ricostruzione storia degli eventi, è ben rappresentato nei filmati sulla prima guerra mondiale.

Ma andiamo adesso a svelare la nostra top 5 tra i film sulla 1 guerra mondiale.

  1. I quattro cavalieri dell’apocalisse. Film muto del 1921 diretto da Rex Ingram. Julio, nipote del ricco latifondista argentino Madariaga, è un pittore follemente innamorato di Marguerite. Lei è una donna sposata e questo rappresenta uno scandalo che fa il paio con il rifiuto di Julio di indossare la divisa e partire per il fronte allo scoppio del conflitto;
  2. La leggenda del Piave. Sottocategoria: film prima guerra mondiale fronte italiano. Uscito nel 1952, è stato diretto da Riccardo Freda. Al centro delle vicende la storia del conte veneto Riccardo Dolfin, che si arruola nell’esercito al solo scopo di portare avanti dei traffici commerciali nelle retrovie e della moglie e patriota Giovanna;
  3. La caduta delle Aquile. Film datato 1966 e diretto da John Guillermin. La trama racconta l’ascesa e la caduta del tenente Bruno Stachel, ma anche arrivista pilota da caccia tedesco, impegnato sul fronte occidentale durante la grande guerra;
  4. Soldato semplice. Ecco un ottimo film prima guerra mondiale per ragazzi. Non a caso il regista è il comico italiano Paolo Cevoli, famoso soprattutto per la sua partecipazione e i suoi personaggi divertenti nella trasmissione Zelig;
  5. Fango e gloria – La grande guerra. Uno dei migliori film prima guerra mondiale recenti. Andato in onda in prima visione su Rai Uno nel 2015, in occasione dei cento anni dell’entrata in guerra dell’Italia. Si tratta di una fiction incentrata sulla storia del Milite Ignoto. La sua particolarità sta nell’essere composto in larga parte da video originali della Grande Guerra, proposti per la prima volta a colori. Ecco perché, più che film vero e proprio, probabilmente sarebbe corretto definirlo documentario prima guerra mondiale.

E con questo si conclude la guida Unicusano sui migliori film sulla 1 guerra mondiale. Non rimane che augurarti buona visione.

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Scoperte scientifiche del 600: ecco le più significative

Curioso di scoprire le più importanti scoperte scientifiche del 600?

Sotto questo punto di vista il diciassettesimo secolo è stato caratterizzato da innovazioni e avvenimenti davvero significativi. A partire da quella che è passata alla storia come rivoluzione scientifica. Evento in grado di definire la scienza moderna e ispirare nuove invenzioni, libri e romanzi storici. Insomma, in poche parole, di cambiare il mondo.

Conoscere tutto questo ha un’utilità fondamentale sotto diversi aspetti, dalla cultura generale all’utilizzo sul lavoro: come lavorare nei musei moderni e contemporanei o naturalmente in contesti fisici, ingegneristici e scientifici più in generale. Per questo esistono anche dei master a Bari dedicati all’approfondimento di tali discipline.

Che ne dici? Abbiamo solleticato la tua curiosità? Se non vedi l’ora di saperne di più, siamo pronti a soddisfare la sua sete di sapere.

Nell’attesa che venga inventata anch’essa, prenderemo virtualmente una macchina del tempo e nei prossimi paragrafi ti guideremo alla ricerca delle scoperte scientifiche del 600 più interessanti.

Il seicento e la scienza moderna

In questo articolo, dunque, andremo a conoscere le invenzioni importanti che hanno segnato il secolo di cui stiamo parlando e il futuro dell’umanità. Partendo proprio dalla rivoluzione iniziata con Copernico e arrivata fino a Newton, passando per Galileo Galieli e il suo metodo scientifico riassunto in poche righe. Per concludere con una lista delle scoperte scientifiche del 600 più significative.

Rivoluzione scientifica del 1600: da Copernico a Newton

Come abbiamo già accennato in precedenza, le scoperte scientifiche del 600 sono state in larga parte segnate dalla cosiddetta rivoluzione scientifica, l’abbattimento delle teorie aristotelico-tolemaiche, l’affermarsi dell’opera scientifica del fisico inglese, nonché filosofo e matematico del 600,  Isaac Newton. Oltre all’imporsi a livello universale del metodo scientifico di Galileo Galilei e di Johannes Kepler.

Non a caso l’enciclopedia Treccani definisce così il termine “rivoluzione scientifica”:

«Trasformazione, tra XVI e XVII secolo, dell’immagine della natura e del cosmo ereditate dall’antichità. Collocata per convenzione tra Le rivoluzioni delle sfere celesti (1543) di N. Copernico e i Principi matematici della filosofia naturale (1687) di I. Newton, è caratterizzata dall’applicazione del calcolo matematico alla fisica e dal ricorso all’indagine sperimentale».

Mentre alla voce “metodo scientifico” si legge:

«Procedimento che si affermò nell’indagine scientifica a partire dagli inizi del 17° secolo. Consiste nel sottoporre le ipotesi scientifiche a procedure di controllo sperimentale, che servono a confermarle (nel qual caso le ipotesi si trasformano in leggi scientifiche) o a confutarle. Teorizzato da F. Bacone e, in modo assai più sistematico, da G. Galilei, il m.s. si è affinato nel 19° e 20° sec., riproponendo la contrapposizione tra una concezione induttiva (sostenuta, per es., da J.S. Mill) e una ipotetico-deduttiva (difesa da W. Whewell). Nel Novecento tale contrapposizione si è rinnovata nella filosofia della scienza con la controversia tra i positivisti logici e la teoria del metodo scientifico di K.R. Popper».

Ma come vedremo nel prossimo paragrafo, la scienza fece grandi passi in avanti anche in anatomia, nel campo matematico, della geologia, della microbiologia, della medicina, della sismologia, della fisica e tanti altri settori.

Fatte queste doverose premesse, entriamo nel merito delle scoperte scientifiche del 600. Non perdere il prossimo paragrafo.

Invenzioni e scoperte del 600

Ecco una lista completa e dettagliata delle più importanti scoperte scientifiche del 600.

  • Si afferma il metodo induttivo baconiano, che prende il nome da uno dei più grandi filosofi del 600: Francesco Bacone;
  • Nasce la politica economica del mercantilismo;
  • Si impone l’opera scientifica di Antoni van Leeuwenhoek (1632-1723), uno dei fondatori della microbiologia;
  • A partire dai Paesi Scandinavi si afferma nelle scienze l’opera del danese Niccolò Stenone (1638-1686), uno dei padri della geologia e della stratigrafia;
  • Nasce la geometria cartesiana;
  • Il fisico britannico William Gilbert conia il termine “elettricità”;
  • Il 1609 è contraddistinto dal telescopio di Galileo Galilei;
  • L’astronomo tedesco Keplero le prime due leggi sul moto dei pianeti;
  • Il matematico scozzese John Napier intoduce logaritmi;
  • Wilhelm Schickard, matematico tedesco, inventa la calcolatrice;
  • Niccolò Longobardi, con il Trattato sui terremoti del gesuita italiano, segna una svolta nella spiegazione scientifica dei fenomeni sismici;
  • Il medico inglese William Harvey, scopre la circolazione sanguigna;
  • Viene inventato il calcolatore meccanico. Detto anche “Pascalina”, dal nome del matematico francese Blaise Pascal;
  • Il fisico italiano Evangelista Torricelli inventa il barometro;
  • Viene inventato e diffuso il primo orologio a pendolo, grazie al fisico olandese Christiaan Huygens;
  • L’astronomo danese Ole Romer effettua la prima misurazione quantitativa della Velocità della luce;
  • Il naturalista olandese Antoni van Leeuwenhoek scopre i batteri;
  • La legge della gravitazione universale di Isaac Newton viene esposta nell’opera Philosophiae Naturalis Principia Mathematica.
Ed eccoci giunti alla conclusione della guida Unicusano sulle più interessanti e rivoluzionarie scoperte scientifiche del 600. Un secolo sgnato da uomini straordinari come Niccolò Copernico, Isaac Newton, Galileo Galilei, Blaise Pascal, Giovanni Keplero e tutti gli altri che abbiamo nominato.
Descrivere tutte le innovazioni dell’epoca sarebbe impossibile, ma abbiamo raccontato e contestualizzate come meritano le più significative. Qual è stata la più importante secondo te?

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Liberismo economico: che cos’è e quali sono le sue caratteristiche

Stai cercando informazioni sul liberismo economico?

Allora hai trovato l’articolo che fa al caso tuo. In questa guida, infatti, scopriremo cos’è e quali sono le sue caratteristiche, la sua storia e la sua dottrina. Senza dimenticare di citare i più importanti studiosi e i migliori scrittori della materia, ma anche quali sono i master a Bari e nel resto d’Italia da seguire per specializzarsi nell’area politica, economico e giuridica attinente.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito. Andiamo a scoprire tutto ciò che c’è da sapere sul liberismo economico.

Liberismo politico ed economico: tutto ciò che devi sapere

Nei prossimo paragrafi andremo a scoprire dunque significato e differenze tra liberismo politico e liberalismo economico. Approfondendo la storia di questa teoria, la definizione di Stato Liberale e quali studi fare per diventare un esperto di queste tematiche. Buona lettura.

Liberismo e liberalismo: differenze

Per prima cosa, cerchiamo di capire cos’è il sistema liberista nella società e nell’economia. Lo facciamo attraverso la definizione di liberismo Treccani:

«In senso ampio, sistema imperniato sulla libertà del mercato, in cui lo Stato si limita a garantire con norme giuridiche la libertà economica e a provvedere soltanto ai bisogni della collettività che non possono essere soddisfatti per iniziativa dei singoli (in tal senso è detto anche liberalismo individualismo economico); in senso specifico, libertà del commercio internazionale o libero scambio, contrapposto a protezionismo».

Il pensiero liberista rappresenta dunque l’emanazione in campo economico del liberalismo, ovvero la dottrina politica liberale, che la stessa fonte descrive così:

«Movimento di pensiero e di azione politica che riconosce all’individuo un valore autonomo e tende a limitare l’azione statale in base a una costante distinzione di pubblico e di privato».

Dunque, seppur strettamente collegati, i due termini liberismo e liberalismo non sono esattamente sinonimi. Il primo identifica una dottrina economica che prevede il disimpegno da parte dello stato nell’economia, mentre liberismo indica un’ideologia politica che sostiene l’esistenza di diritti fondamentali e inviolabili facenti capo all’individuo e l’eguaglianza formale dei cittadini davanti alla legge.

Liberismo: storia da Adam Smith a Von Hayek

Furono le idee di uno scozzese, nel XVIII secolo, ad ispirare la nascita del liberismo economico: Adam Smith. In particolare attraverso il suo libro Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni del 1776.

La storia di questa dottrina attraverserà la Rivoluzione francese, sviluppandosi particolarmente durante l’Illuminismo scozzese. Ma la sua massima espressione la troviamo probabilmente nell’Inghilterra del XIX secolo, grazie alla spinta della Rivoluzione Industriale e delle battaglie per il libero commercio condotte dal pensatore e politico britannico Richard Cobden.

Il periodo più difficile per la storia del liberismo economico fu la grande crisi del 1929. Anche a causa del susseguente espandersi delle teorie keynesiane e delle visioni collettiviste. A ridare forza al movimento e alla corrente di pensiero liberista nel XX secolo, invece, furono l’affermazione della globalizzazione e della scuola austriaca. Da questo contesto prende vita il cosiddetto neoliberismo. Nonostante le differenze di pensiero tra due dei maggiori esponenti di tale dottrina: Murray N. Rothbard e Friedrich von Hayek. Il primo teorizza ad una forma estrema di liberismo, detta anche anarco-capitalismo, mentre il secondo è favorevole che lo stato intraprenda azioni per consentire la concorrenza.

La politica economica ispirata al liberismo economico, può avere quindi diverse chiavi di lettura.

Stato liberale: significato

Sullo base di quanto abbiamo detto sul liberismo economico e politico, possiamo dedurre che per stato Liberale si intende una forma di Stato che pone al centro la tutela per legge delle libertà e diritti inviolabili dei cittadini.

Questa tutela viene normalmente espressa e garantita attraverso una Carta Costituzionale e dalla ripartizione dei poteri dello Stato. Seppur a volte definito anche “Stato minimo”, rappresenta uno Stato di diritto, contrapposto a quelli di tipo autoritario.

Area politologica, giuridica ed economica: studi consigliati

Se ami le discipline politologico giuridiche e vuoi saperne di più sul liberismo economico e altre dottrine contrapposte, devi sapere che esistono alcuni corsi in grado di soddisfare appieno questa tua esigenza.

In questo settore, Unicusano rappresenta un’eccellenza italiana. Dal corso di laurea in Scienze Politiche a quello in Giurisprudenza, fino alla magistrale in Scienze Economiche.

E poi erogando master di I e II livello come:

  1. Diritto amministrativo;
  2. Economia e diritto dei mercati finanziari;
  3. Diritto del lavoro;
  4. Management di impresa internazionale;
  5. Pianificazione fiscale e doganale negli scambi con l’estero e per l’internazionalizzazione delle imprese;
  6. Ordinamento giudiziario e dei servizi della giustizia.

Questi sono solo alcuni dei corsi che possono essere utili a comprendere meglio il liberismo economico e le altre dottrine. Per scoprirli tutti, ti consigliamo di dare un’occhiata all’elenco completo dell’offerta dei corsi di laurea e dei master di Unicusano a Bari e nel resto d’Italia. Perché grazie all’erogazione attraverso il sistema e-learning potrai seguire o rivedere le lezioni direttamente online da dove vuoi e quando vuoi, senza alcun limite al numero di visualizzazioni.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. 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Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

I dati personali da Lei inseriti saranno comunicati dall'Università ai propri uffici per iniziative formative mediante l'invio di informative promozionali