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Film sulla 1 guerra mondiale: 5 pellicole da vedere

Sei un appassionato o uno studente di storia alla ricerca di film sulla 1 guerra mondiale?

Allora hai trovato l’articolo che fa al caso tuo. In questa guida, infatti, ti indicheremo le più belle opere cinematografiche e i migliori documentari sulla grande guerra. Andando anche a ricostruire il contesto nel quale i fatti si sono realmente svolti. Anche perché conoscere la storia è fondamentale per svolgere alcune professioni, come lavorare nei musei oppure lavorare in ambasciata. Se poi si può imparare anche in maniera ludica e affascinante, tanto di guadagnato.

Ecco perché, dopo aver dedicato ampio spazio a raccontarti cos’è un romanzo storico, è arrivato il momento di parlare delle più belle pellicole su questo tema. Tra filmografia recente e più antica, perché di film sulle guerre interessanti non ne mancano di certo. Soprattutto per un conflitto mondiale di tale drammatica portata.

Vuoi saperne di più? Allora prepara popcorn e patatine e allaccia bene le cinture: partiamo subito per questo viaggio nel tempo. I migliori film sulla prima guerra mondiale ci attendono.

La grande guerra: i 5 film più interessanti

Abbiamo stilato per te un elenco film storici davvero interessante. Ma prima di andare a svelare i cinque film sulla 1 guerra mondiale che abbiamo scelto, facciamo un piccolo passo indietro cercando di contestualizzare il momento storico nel quale si sono svolti i fatti.

Il contesto storico della grande guerra

Come spiega l’enciclopedia Treccani, quando parliamo di prima guerra mondiale ci riferiamo a quanto segue:

«Conflitto di dimensioni intercontinentali, combattuto dal 1914 al 1918. Innescata dalle pressioni nazionalistiche e dalle tendenze imperialistiche coltivate dalle potenze europee a partire dalla seconda metà del 19° sec., coinvolse 28 paesi e vide contrapposte le forze dell’Intesa (Francia, Gran Bretagna, Russia, Italia e loro alleati) e gli Imperi Centrali (Austria-Ungheria, Germania e loro alleati). Assunse una dimensione mondiale anche dal punto di vista dei teatri degli scontri: si combatté, oltre che in Europa, nell’Impero ottomano, nelle colonie tedesche in Asia e su tutti i mari. Le battaglie decisive si svolsero in Europa, su 5 fronti: quello occidentale, tra Francia e Germania, lungo la Marna e la Somme; l’orientale, o russo, esteso e privo di barriere naturali; il meridionale, o serbo; l’austro-italiano, sulle Alpi orientali e in Carnia; il greco, a N di Salonicco».

La stessa fonte ricostruisce anche che:

«Le origini della Prima guerra mondiale risalgono agli anni Settanta del 19° secolo, cioè all’avvento della cosiddetta età dell’imperialismo. A scatenare il conflitto fu l’attentato di Sarajevo del 28 giugno 1914, che provocò la morte dell’arciduca austriaco Francesco Ferdinando e contrappose fino al 1918 due schieramenti guidati da un lato dalla Germania e dall’Austria-Ungheria e dall’altro dalla Gran Bretagna, dalla Francia e dalla Russia, a cui si aggiunsero l’Italia nel 1915 e gli Stati Uniti nel 1917. Con un bilancio di quasi dieci milioni di morti, la guerra si concluse con la sconfitta degli imperi centrali, ponendo già le premesse dello stesso secondo conflitto mondiale (1939-45)».

Aggiungiamo che si trattò di un conflitto di posizione e di logoramento totale, combattute attraverso le tristemente note trincee prima guerra mondiale.

La grande guerra: film più belli

Il dramma delle trincee, insieme a tutta la ricostruzione storia degli eventi, è ben rappresentato nei filmati sulla prima guerra mondiale.

Ma andiamo adesso a svelare la nostra top 5 tra i film sulla 1 guerra mondiale.

  1. I quattro cavalieri dell’apocalisse. Film muto del 1921 diretto da Rex Ingram. Julio, nipote del ricco latifondista argentino Madariaga, è un pittore follemente innamorato di Marguerite. Lei è una donna sposata e questo rappresenta uno scandalo che fa il paio con il rifiuto di Julio di indossare la divisa e partire per il fronte allo scoppio del conflitto;
  2. La leggenda del Piave. Sottocategoria: film prima guerra mondiale fronte italiano. Uscito nel 1952, è stato diretto da Riccardo Freda. Al centro delle vicende la storia del conte veneto Riccardo Dolfin, che si arruola nell’esercito al solo scopo di portare avanti dei traffici commerciali nelle retrovie e della moglie e patriota Giovanna;
  3. La caduta delle Aquile. Film datato 1966 e diretto da John Guillermin. La trama racconta l’ascesa e la caduta del tenente Bruno Stachel, ma anche arrivista pilota da caccia tedesco, impegnato sul fronte occidentale durante la grande guerra;
  4. Soldato semplice. Ecco un ottimo film prima guerra mondiale per ragazzi. Non a caso il regista è il comico italiano Paolo Cevoli, famoso soprattutto per la sua partecipazione e i suoi personaggi divertenti nella trasmissione Zelig;
  5. Fango e gloria – La grande guerra. Uno dei migliori film prima guerra mondiale recenti. Andato in onda in prima visione su Rai Uno nel 2015, in occasione dei cento anni dell’entrata in guerra dell’Italia. Si tratta di una fiction incentrata sulla storia del Milite Ignoto. La sua particolarità sta nell’essere composto in larga parte da video originali della Grande Guerra, proposti per la prima volta a colori. Ecco perché, più che film vero e proprio, probabilmente sarebbe corretto definirlo documentario prima guerra mondiale.

E con questo si conclude la guida Unicusano sui migliori film sulla 1 guerra mondiale. Non rimane che augurarti buona visione.

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Scoperte scientifiche del 600: ecco le più significative

Curioso di scoprire le più importanti scoperte scientifiche del 600?

Sotto questo punto di vista il diciassettesimo secolo è stato caratterizzato da innovazioni e avvenimenti davvero significativi. A partire da quella che è passata alla storia come rivoluzione scientifica. Evento in grado di definire la scienza moderna e ispirare nuove invenzioni, libri e romanzi storici. Insomma, in poche parole, di cambiare il mondo.

Conoscere tutto questo ha un’utilità fondamentale sotto diversi aspetti, dalla cultura generale all’utilizzo sul lavoro: come lavorare nei musei moderni e contemporanei o naturalmente in contesti fisici, ingegneristici e scientifici più in generale. Per questo esistono anche dei master a Bari dedicati all’approfondimento di tali discipline.

Che ne dici? Abbiamo solleticato la tua curiosità? Se non vedi l’ora di saperne di più, siamo pronti a soddisfare la sua sete di sapere.

Nell’attesa che venga inventata anch’essa, prenderemo virtualmente una macchina del tempo e nei prossimi paragrafi ti guideremo alla ricerca delle scoperte scientifiche del 600 più interessanti.

Il seicento e la scienza moderna

In questo articolo, dunque, andremo a conoscere le invenzioni importanti che hanno segnato il secolo di cui stiamo parlando e il futuro dell’umanità. Partendo proprio dalla rivoluzione iniziata con Copernico e arrivata fino a Newton, passando per Galileo Galieli e il suo metodo scientifico riassunto in poche righe. Per concludere con una lista delle scoperte scientifiche del 600 più significative.

Rivoluzione scientifica del 1600: da Copernico a Newton

Come abbiamo già accennato in precedenza, le scoperte scientifiche del 600 sono state in larga parte segnate dalla cosiddetta rivoluzione scientifica, l’abbattimento delle teorie aristotelico-tolemaiche, l’affermarsi dell’opera scientifica del fisico inglese, nonché filosofo e matematico del 600,  Isaac Newton. Oltre all’imporsi a livello universale del metodo scientifico di Galileo Galilei e di Johannes Kepler.

Non a caso l’enciclopedia Treccani definisce così il termine “rivoluzione scientifica”:

«Trasformazione, tra XVI e XVII secolo, dell’immagine della natura e del cosmo ereditate dall’antichità. Collocata per convenzione tra Le rivoluzioni delle sfere celesti (1543) di N. Copernico e i Principi matematici della filosofia naturale (1687) di I. Newton, è caratterizzata dall’applicazione del calcolo matematico alla fisica e dal ricorso all’indagine sperimentale».

Mentre alla voce “metodo scientifico” si legge:

«Procedimento che si affermò nell’indagine scientifica a partire dagli inizi del 17° secolo. Consiste nel sottoporre le ipotesi scientifiche a procedure di controllo sperimentale, che servono a confermarle (nel qual caso le ipotesi si trasformano in leggi scientifiche) o a confutarle. Teorizzato da F. Bacone e, in modo assai più sistematico, da G. Galilei, il m.s. si è affinato nel 19° e 20° sec., riproponendo la contrapposizione tra una concezione induttiva (sostenuta, per es., da J.S. Mill) e una ipotetico-deduttiva (difesa da W. Whewell). Nel Novecento tale contrapposizione si è rinnovata nella filosofia della scienza con la controversia tra i positivisti logici e la teoria del metodo scientifico di K.R. Popper».

Ma come vedremo nel prossimo paragrafo, la scienza fece grandi passi in avanti anche in anatomia, nel campo matematico, della geologia, della microbiologia, della medicina, della sismologia, della fisica e tanti altri settori.

Fatte queste doverose premesse, entriamo nel merito delle scoperte scientifiche del 600. Non perdere il prossimo paragrafo.

Invenzioni e scoperte del 600

Ecco una lista completa e dettagliata delle più importanti scoperte scientifiche del 600.

  • Si afferma il metodo induttivo baconiano, che prende il nome da uno dei più grandi filosofi del 600: Francesco Bacone;
  • Nasce la politica economica del mercantilismo;
  • Si impone l’opera scientifica di Antoni van Leeuwenhoek (1632-1723), uno dei fondatori della microbiologia;
  • A partire dai Paesi Scandinavi si afferma nelle scienze l’opera del danese Niccolò Stenone (1638-1686), uno dei padri della geologia e della stratigrafia;
  • Nasce la geometria cartesiana;
  • Il fisico britannico William Gilbert conia il termine “elettricità”;
  • Il 1609 è contraddistinto dal telescopio di Galileo Galilei;
  • L’astronomo tedesco Keplero le prime due leggi sul moto dei pianeti;
  • Il matematico scozzese John Napier intoduce logaritmi;
  • Wilhelm Schickard, matematico tedesco, inventa la calcolatrice;
  • Niccolò Longobardi, con il Trattato sui terremoti del gesuita italiano, segna una svolta nella spiegazione scientifica dei fenomeni sismici;
  • Il medico inglese William Harvey, scopre la circolazione sanguigna;
  • Viene inventato il calcolatore meccanico. Detto anche “Pascalina”, dal nome del matematico francese Blaise Pascal;
  • Il fisico italiano Evangelista Torricelli inventa il barometro;
  • Viene inventato e diffuso il primo orologio a pendolo, grazie al fisico olandese Christiaan Huygens;
  • L’astronomo danese Ole Romer effettua la prima misurazione quantitativa della Velocità della luce;
  • Il naturalista olandese Antoni van Leeuwenhoek scopre i batteri;
  • La legge della gravitazione universale di Isaac Newton viene esposta nell’opera Philosophiae Naturalis Principia Mathematica.
Ed eccoci giunti alla conclusione della guida Unicusano sulle più interessanti e rivoluzionarie scoperte scientifiche del 600. Un secolo sgnato da uomini straordinari come Niccolò Copernico, Isaac Newton, Galileo Galilei, Blaise Pascal, Giovanni Keplero e tutti gli altri che abbiamo nominato.
Descrivere tutte le innovazioni dell’epoca sarebbe impossibile, ma abbiamo raccontato e contestualizzate come meritano le più significative. Qual è stata la più importante secondo te?

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Liberismo economico: che cos’è e quali sono le sue caratteristiche

Stai cercando informazioni sul liberismo economico?

Allora hai trovato l’articolo che fa al caso tuo. In questa guida, infatti, scopriremo cos’è e quali sono le sue caratteristiche, la sua storia e la sua dottrina. Senza dimenticare di citare i più importanti studiosi e i migliori scrittori della materia, ma anche quali sono i master a Bari e nel resto d’Italia da seguire per specializzarsi nell’area politica, economico e giuridica attinente.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito. Andiamo a scoprire tutto ciò che c’è da sapere sul liberismo economico.

Liberismo politico ed economico: tutto ciò che devi sapere

Nei prossimo paragrafi andremo a scoprire dunque significato e differenze tra liberismo politico e liberalismo economico. Approfondendo la storia di questa teoria, la definizione di Stato Liberale e quali studi fare per diventare un esperto di queste tematiche. Buona lettura.

Liberismo e liberalismo: differenze

Per prima cosa, cerchiamo di capire cos’è il sistema liberista nella società e nell’economia. Lo facciamo attraverso la definizione di liberismo Treccani:

«In senso ampio, sistema imperniato sulla libertà del mercato, in cui lo Stato si limita a garantire con norme giuridiche la libertà economica e a provvedere soltanto ai bisogni della collettività che non possono essere soddisfatti per iniziativa dei singoli (in tal senso è detto anche liberalismo individualismo economico); in senso specifico, libertà del commercio internazionale o libero scambio, contrapposto a protezionismo».

Il pensiero liberista rappresenta dunque l’emanazione in campo economico del liberalismo, ovvero la dottrina politica liberale, che la stessa fonte descrive così:

«Movimento di pensiero e di azione politica che riconosce all’individuo un valore autonomo e tende a limitare l’azione statale in base a una costante distinzione di pubblico e di privato».

Dunque, seppur strettamente collegati, i due termini liberismo e liberalismo non sono esattamente sinonimi. Il primo identifica una dottrina economica che prevede il disimpegno da parte dello stato nell’economia, mentre liberismo indica un’ideologia politica che sostiene l’esistenza di diritti fondamentali e inviolabili facenti capo all’individuo e l’eguaglianza formale dei cittadini davanti alla legge.

Liberismo: storia da Adam Smith a Von Hayek

Furono le idee di uno scozzese, nel XVIII secolo, ad ispirare la nascita del liberismo economico: Adam Smith. In particolare attraverso il suo libro Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni del 1776.

La storia di questa dottrina attraverserà la Rivoluzione francese, sviluppandosi particolarmente durante l’Illuminismo scozzese. Ma la sua massima espressione la troviamo probabilmente nell’Inghilterra del XIX secolo, grazie alla spinta della Rivoluzione Industriale e delle battaglie per il libero commercio condotte dal pensatore e politico britannico Richard Cobden.

Il periodo più difficile per la storia del liberismo economico fu la grande crisi del 1929. Anche a causa del susseguente espandersi delle teorie keynesiane e delle visioni collettiviste. A ridare forza al movimento e alla corrente di pensiero liberista nel XX secolo, invece, furono l’affermazione della globalizzazione e della scuola austriaca. Da questo contesto prende vita il cosiddetto neoliberismo. Nonostante le differenze di pensiero tra due dei maggiori esponenti di tale dottrina: Murray N. Rothbard e Friedrich von Hayek. Il primo teorizza ad una forma estrema di liberismo, detta anche anarco-capitalismo, mentre il secondo è favorevole che lo stato intraprenda azioni per consentire la concorrenza.

La politica economica ispirata al liberismo economico, può avere quindi diverse chiavi di lettura.

Stato liberale: significato

Sullo base di quanto abbiamo detto sul liberismo economico e politico, possiamo dedurre che per stato Liberale si intende una forma di Stato che pone al centro la tutela per legge delle libertà e diritti inviolabili dei cittadini.

Questa tutela viene normalmente espressa e garantita attraverso una Carta Costituzionale e dalla ripartizione dei poteri dello Stato. Seppur a volte definito anche “Stato minimo”, rappresenta uno Stato di diritto, contrapposto a quelli di tipo autoritario.

Area politologica, giuridica ed economica: studi consigliati

Se ami le discipline politologico giuridiche e vuoi saperne di più sul liberismo economico e altre dottrine contrapposte, devi sapere che esistono alcuni corsi in grado di soddisfare appieno questa tua esigenza.

In questo settore, Unicusano rappresenta un’eccellenza italiana. Dal corso di laurea in Scienze Politiche a quello in Giurisprudenza, fino alla magistrale in Scienze Economiche.

E poi erogando master di I e II livello come:

  1. Diritto amministrativo;
  2. Economia e diritto dei mercati finanziari;
  3. Diritto del lavoro;
  4. Management di impresa internazionale;
  5. Pianificazione fiscale e doganale negli scambi con l’estero e per l’internazionalizzazione delle imprese;
  6. Ordinamento giudiziario e dei servizi della giustizia.

Questi sono solo alcuni dei corsi che possono essere utili a comprendere meglio il liberismo economico e le altre dottrine. Per scoprirli tutti, ti consigliamo di dare un’occhiata all’elenco completo dell’offerta dei corsi di laurea e dei master di Unicusano a Bari e nel resto d’Italia. Perché grazie all’erogazione attraverso il sistema e-learning potrai seguire o rivedere le lezioni direttamente online da dove vuoi e quando vuoi, senza alcun limite al numero di visualizzazioni.

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Piano alimentare settimanale: come costruirne uno su misura per te

Sei alla ricerca di un piano alimentare settimanale personalizzato in base alle tue esigenze?

Ottima idea, perché mangiare sano e bene aiuta a studiare meglio e vivere in salute. E, di conseguenza, ad essere più sicuri di se e avere maggiore autostima. Ma non preoccuparti: basta un pizzico di organizzazione per non dover rinunciare a dei pasti buoni e sfiziosi, magari con l’uso di qualche app promemoria che possa aiutarti a rispettare la tua dieta universitaria. Se poi riesci ad abbinare a questo anche ad un po’ di attività fisica, tanto meglio. A tal proposito puoi leggere la nostra guida su quali sport fare quando si studia.

Ma come fare a scegliere il giusto menù settimanale su misura per te? Dalla classica dieta mediterranea alla tanto criticata dieta Dukan, le possibilità sono tante, ma in questo articolo cercheremo di mettere ordine e darti le migliori dritte per scegliere il giusto programma alimentare per dimagrire o semplicemente mantenerti in forma mangiando sano ed equilibrato.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito, andando a scoprire quali sono i cibi sani da mangiare e quali che sarebbe meglio evitare, secondo le diete settimanali migliori.

Diete settimanali equilibrate: quali scegliere

Nei prossimi paragrafi cercheremo dunque di individuare insieme a te i migliori pasti equilibrati, in modo da poter programmare un regime alimentare sano a tua immagine e somiglianza e quindi anche quale spesa settimanale fare. Buona lettura e…buon appetito.

Esempio dieta mediterranea

La dieta mediterranea è un modello nutrizionale diffusosi negli anni ’50 in alcuni Paesi del bacino mediterraneo (come Italia, Spagna, Grecia, Marocco). L’UNESCO la riconosce come bene protetto nella lista dei patrimoni orali e immateriali dell’umanità.

Paradossalmente, all’origine di questa dieta sana ed equilibrata, vi è stata la difficile contingenza economica e di limitazione delle risorse causata della Seconda guerra mondiale. Questa favorì lo sviluppo di uno stile di vita fisicamente attivo e frugale, ricco di prodotti vegetali e scevro di cibi di origine animale.

Una descrizione di quel contesto l’ha fornita Paolo Sorcinelli in Gli italiani e il cibo: appetiti, digiuni e rinunce dalla realtà contadina alla società del benessere (Bologna, Lexis, 1992):

«La situazione alimentare nelle classi non abbienti dell’Italia meridionale, nel secondo dopoguerra era particolarmente precaria. Contadini e braccianti agricoli calabresi, intervistati da Vito Teti sulle loro abitudini alimentari, hanno permesso di ricostruire alcune combinazioni di cibi che costituivano negli anni Quaranta e Cinquanta la dieta giornaliera delle categorie rurali.

L’elemento principale era sempre il pane (in alcuni casi ancora sostituito da polenta), accompagnato da erbe di campo o olive o patate, cavoli o fagioli. Non ricorrevano piatti che richiedessero una elaborata fase di preparazione a meno che non si voglia considerare tale la cottura di minestra, baccalà, polenta e frittata. La memoria collettiva insiste su pane e companatico (cipolla, formaggio, olive, peperoni) e ancora su grossi piatti di verdura e fagioli.

Una realtà insomma che non conosceva l’abbondanza o comunque dove l’abbondanza era, secondo gli schemi tradizionali, riservata a pochissime persone mentre tutti gli altri potevano soltanto immaginarla, sognarla in termini di pasta e carne tutti i giorni».

Ma noi italiani siamo bravi a fare di necessità virtù e non a caso la nostra cucina è rinomata in tutto il mondo.

Dieta mediterranea settimanale: menu tipico

Le ricette della dieta mediterranea si basano molto sull’utilizzo di cereali, frutta, verdura, semi e olio d’oliva. Ma ammettono anche un moderato consumo di pesce, di carni bianche, legumi, uova, latticini, vino rosso e qualche dolce. Limitano invece il consumo di carni rosse e grassi animali.

Nel concreto, secondo quanto indicato dal più importante studio sulla materia, il Seven Country Study dell’epidemiologo e fisiologo statunitense Ancel Keys, il piano settimanale della dieta mediterranea prevede i seguenti consumi:

  1. Cinque o sei porzioni di pesce;
  2. Tre porzioni di patate;
  3. Quattro porzioni tra carni bianche e pollame;
  4. Tre porzioni di uova;
  5. Quattro porzioni di olive, legumi e noci;
  6. Tre porzioni di dolci.

Prevede inoltre l’assunzione di quattro porzioni di carni rosse al mese. Quindi, volendo dividerle equamente, potresti inserire all’interno del tuo menu settimanale dieta mediterranea anche una porzione di carne.

Schema dieta Dukan

Un’altro piano alimentare settimanale molto ricercato è la nuova dieta Dukan. Va detto però, che essa è stata criticata nel 2010 da un rapporto dell’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare. Sono diverse le controversie che hanno riguardato il suo inventore, Pierre Dunkan. In particolare quella dovuta ad una lettera aperta da egli inviata al Presidente della Repubblica, al fine di promuovere l’istituzione di una opzione “anti-obesità” all’Università, secondo la quale gli studenti avrebbero potuto guadagnare crediti rimanendo in una forbice di peso “normale” dal primo all’ultimo anno di studi. Le polemiche che seguirono furono talmente dure che nel 2012 Dunkan, per sua stessa richiesta, venne addirittura radiato dall’ordine dei medici francese.

Il medico, originariamente neurologo, consigliò ad un suo paziente che voleva perdere peso di mangiare la carne meno grassa possibile e di bere una grande quantità di acqua. Seguendo questa indicazione, il paziente riuscì a perdere ben cinque kg in cinque giorni. Praticamente una settimana, dunque.

Da lì nacque la sua passione per il nutrizionismo, sviluppò il suo piano alimentare settimanale per dimagrire e iniziò una personale battaglia contro l’obesità.

Dieta settimanale ideale: altre opzioni

mangiare sanoUn altro piano alimentare settimanale molto famoso è quello della cosiddetta dieta metabolica. Questa prevede una netta riduzione dei carboidrati e un aumento del consumo proteico. Ciò comporta l’entrata del corpo in uno stato metabolico particolare chiamato chetosi, in cui brucia il proprio grasso come combustibile. Va bene da provare per una settimana, anche se l’ideale per vedere i primi risultati effettivi è quello di prolungarla per almeno 14 giorni.

Ci sono poi le diete ipocaloriche. Potresti provare, ad esempio, una dieta 1400 calorie che preveda un piano alimentare settimanale basato principalmente su verdure dimagranti e carni bianche, accompagnate da almeno 2 litri di acqua minerale al giorno e un po’ di attività fisica.

Nel prossimo paragrafo andremo a conoscere meglio cosa prevede n questo caso il menu della settimana. Fermo restando che, in base alle necessità, può essere tarata anche come dieta 1500 calorie o 1300 calorie.

Esempio dieta ipocalorica

Se decidi di optare per un piano alimentare settimanale ipocalorico, a pranzo potresti far ruotare, nell’arco dei sette giorni:

  1. 60 g di pasta, 150 g di petto di pollo, 200 g di funghi;
  2. 200 g di filetto di pesce, 200 g di zucchine alla griglia e 200 g di pomodoro;
  3. 60 g di pasta con melanzane alla griglia; 70 g di stracchino, insalata mista;
  4. 150 g di carne di maiale magra, un bicchiere di succo d’arancia, 200 g di zucchine panate;
  5. Zuppa di verdure con 50 g riso, 200 g di branzino con insalata verde;
  6. 150 g di petto di pollo alla griglia, insalata di carote, 200 g di melanzane grigliate;
  7. 80 g di fagioli con salsa di pomodoro, 150 g di bistecca alla griglia, 200 g di cetrioli.

Mentre a cena puoi alternare 200 grammi di:

  1. Zuppa di ceci, insalata con lattuga e pomodori;
  2. Fesa di tacchino con aggiunta di 200 g di patate cotte al cartoccio e insalata mista;
  3. Spinaci più 150 g di petto di pollo in padella e peperoni;
  4. Ancora spinaci, ma con aggiunta di 200 g di fagioli e 200 g di bietole bollite;
  5. Pomodori più 200 g di sogliola al vapore e 200 g di carciofi anch’essi al vapore;
  6. Piselli lessati con due uova sode e altri 200 g di spinaci;

Come avrai notato, non abbiamo inserito l’opzione numero sette per la cena. Perché se il settimo giorno Dio si riposò, tu puoi concederti almeno una pizza.

Studi sull’alimentazione a Bari

A questo punto siamo giunti alla fine della nostra guida sul piano alimentare settimanale.

Ma prima di congedarci, abbiamo pensato di darti anche qualche dritta qualora volessi specializzarti nel campo delle scienze dell’alimentazione o cimentarti nel settore della ristorazione.

In tal caso Unicusano eroga diversi corsi che potrebbero fare al caso tuo. Ti raccomandiamo in particolare Management agroalimentare, Diritto della sicurezza alimentare, Nutrizione clinica, Alimentazione vegetariana-vegan, Nutrizione nel fitness e nel recupero funzionale dell’atleta.

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Migliori scrittori contemporanei: 10 nomi da ricordare

Ami leggere e vuoi conoscere i migliori scrittori contemporanei italiani e internazionali?

Che tu preferisca il classico autore da romanzo storico o da racconto narrativo, piuttosto che i più grandi poeti contemporanei famosi o gli scrittori dei libri adottati nei nostri master a Bari, all’interno di questo articolo troverai quello che cerchi.

Andremo infatti a conoscere tutti i nomi e le opere più importanti di questi letterati.

Curioso di saperne di più? Allora non perderti i prossimi paragrafi, perché andremo a svelare tutti i segreti dei migliori scrittori contemporanei, senza tralasciare alcuna categoria. Dal genere noir al pulp, dai gialli agli storici, dalla prosa alla fantascienza.

Concentrati e prepara gli occhiali da lettura, se necessario, perché iniziamo subito.

Autori italiani e stranieri: la nostra top ten

Abbiamo redatto per te una sorta di classifica dei migliori scrittori contemporanei. Comprendente autori stranieri, ma anche scrittori italiani. Una top ten di menti brillanti e narratori straordinari, che con le loro opere e i loro libri da leggere assolutamente sono in grado di farti viaggiare con la fantasia, di farti sognar attraverso le loro poesie, oppure di farti immedesimare in storie avvincenti e appassionanti. Cinque scrittori italiani famosi e cinque autori internazionali: ecco come abbiamo suddiviso la nostra selezioni dei migliori scrittori contemporanei. Scoprila a partire dal prossimo paragrafo.

Scrittori famosi contemporanei stranieri

Iniziamo questo nostro viaggio partendo fuori dai confini nazionali, svelando subito i primi nomi della nostra top ten.

  1. Dan Brown. Scrittore statunitense autore di alcuni tra i migliori thriller di sempre, tanto da aver abbondantemente superato le 200 milioni di copie vendute. Nato e cresciuto a Exeter, nel New Hampshire, ha ereditato l’amore per l’arte dalla mamma musicista e la passione per la scrittura dal padre, che però è stato insegnante e autore di testi di matematica premiato anche con un Presidential Award.
  2. J. K. Rowling. Se pensiamo a scrittori inglesi famosi contemporanei vengono subito in mente Joanne Rowling (nome di battesimo) e George Orwell. Joanne, che in carriera ha spesso utilizzato pseudonimi, nel 2013 ha pubblicato un giallo firmandosi inizialmente come Robert Galbraith. Una volta rivelata la vera identità dell’autrice, le vendite fino ad allora modeste schizzarono alle stelle. Nel 2011 è stata inserita da Forbes nella classifica delle donne più ricche del Regno Unito;
  3. George Orwell. Anche George Orwell, in verità, è uno pseudonimo. Il suo vero nome è Eric Arthur Blair. Uno dei giornalisti scrittori inglesi più apprezzati del XX secolo, anche se nacque a Motihari, Bihar, in India. Le sue opere, ricche di allegorie agrodolci nei confronti dell’uomo e dei totalitarismi, rappresentano fonte di riflessione per milioni di lettori, cittadini e politica;
  4. Gabriel García Márquez. Nome completo di battesimo Gabriel José de la Concordia García Márquez, soprannominato “Gabo”. Scrittore, giornalista e saggista colombiano naturalizzato messicano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1982. Esponente di spicco del realismo magico, i suoi romanzi sono contraddistinti da uno stile scorrevole, ricco e costantemente pervaso di un’amara ironia;
  5. Haruki Murakami. Scrittore, traduttore e saggista giapponese che ha venduto milioni di copie tradotte in 50 lingue.

Scrittori italiani contemporanei: classifica

scrittori italianiMigliori scrittori contemporanei italiani sì, ma noti e molto letti e apprezzati anche all’estero. Questo è l’identikit dei cinque autori contemporanei che mancano per completare la nostra top ten, ovvero gli scrittori di casa nostra.

  1. Pier Paolo Pasolini. Intellettuale e artista a tutto tondo, nato a Bologna nel 1922 e scomparso ad Ostia nel 1975, ha lasciato contributi importanti alla cultura italiana. Sia come poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, drammaturgo e giornalista, ma anche come pittore, romanziere, linguista, traduttore e saggista. Autore di opere prevalentemente in lingua italiana, ma anche in friulano;
  2. Oriana Fallaci. Nata a Firenze nel 1929, prese parte molto giovane alla Resistenza. Fu la prima donna italiana inviata speciale al fronte e dopo la strage alle Twin Towers e gli attentati del ’11 settembre 2011 assunse delle posizioni molto decise e discusse contro l’Islam. All’epoca dei fatti la Fallaci viveva a New York. I suoi libri hanno venduto intorno ai venti milioni di copie in tutto il mondo;
  3. Umberto Eco. Semiologo, filosofo, scrittore, traduttore, accademico e bibliofilo italiano. Non manca nulla nel curriculum di Eco. Scomparso nel 2016, è stato soprattutto un saggista molto prolifico, in particolare nei campi della semiotica, dell’estetica medievale, della linguistica e della filosofia. Ma è stato anche uno dei più grandi scrittori contemporanei di romanzi famosi;
  4. Andrea Camilleri. Nato a Porto Empedocle (Agrigento) il 6 settembre 1925, si tratta senza ombra di dubbio tra i migliori scrittori e poeti siciliani contemporanei. Figlio di Carmelina Fragapane e di Giuseppe Camilleri, ispettore delle compagnie portuali che partecipò alla marcia su Roma, è molto noto anche come sceneggiatore e regista drammaturgo;
  5. Alessandro Baricco. Scrittore e saggista, nonché critico musicale e conduttore televisivo italiano, è stato il vincitore del prestigioso riconoscimento letterario internazionale Premio Viareggio Rèpaci nel 1993. Autore di saggi, romanzi, racconti e sceneggiature di successo.

Top ten libri: i migliori romanzi contemporanei stranieri

Letterati, poeti, romanzieri italiani ed esteri. Non ci siamo fatti mancare davvero nulla e abbiamo svelato i nomi di scrittori famosi che compongono la nostra top ten. Ma qualcosa ancora manca per completare la nostra guida e renderla davvero completa: i consigli su quali libri belli da leggere degli autori di cui abbiamo parlato.

Per fare ciò ti suggeriremo un’opera fra le più importanti per ognuno di essi. Un’altra top ten dunque, ma sui capolavori della letteratura prodotti dai migliori scrittori contemporanei. Iniziamo sempre dall’estero.

  1. Dawn Brown è autore di tanti bestseller, come Crypto, Angeli e demoni, La verità del ghiaccio, Il simbolo perduto, Inferno e Origin. Ma la sua opera più celebre è Il codice da Vinci, non a caso uno dei libri più famosi e venduti al mondo con quasi 90 milioni di copie;
  2. La fama di Joanne Rowling è invece legata alla famosissima saga di romanzi fantasy di Harry Potter, per la quale l’autrice ha utilizzato il suo pseuodonimo più famoso: quel J.K. che rievoca Kathleen, nome della nonna paterna;
  3. Si scrive George Orwell e si legge La Fattoria degli animali. Un’opera il cui successo va di pari passo alla fama del suo geniale autore. Un’allegoria politica intramontabile talmente da contribuire in maniera determinante a coniare l’aggettivo “orwelliano”;
  4. Il romanzo più famoso di Gabriel García Marquez è sicuramente Cent’anni di solitudine. Un libro imperdibile, tanto da essere stato eletto dal Congresso internazionale della Lingua Spagnola, la seconda opera più importante mai scritta in questa lingua;
  5. Di Muramaki scegliamo invece L’uccello che girava le viti del mondo, un romanzo del 1994-1995. Talmente bello che è valso all’autore il prestigioso Premio Yomiuri-bungaku, conferitogli nientepopodimeno che da un premio Nobel, ma soprattutto uno dei suoi più acerrimi critici, ovvero Kenzaburō Ōe.

Top ten libri da leggere: i 5 italiani in classifica

Concludiamo la nostra rassegna di libri dei migliori scrittori contemporanei, con 5 capolavori letteratura italiana.

  1. Una vita violenta è un romanzo scritto da Pier Paolo Pasolini e pubblicato nel 1959. Uno spaccato sulle borgate romane più povere, sull’amore, l’adolescenza e la politica;
  2. Difficile scegliere una sola opera di Oriana Fallaci, ma propendiamo per uno dei più controversi: La rabbia e l’orgoglio. Un vero e proprio pamphlet contro le dittature, il terrorismo, l’estremismo e il fanatismo islamico, ma anche contro la mediocrità dei governanti;
  3. Il nome della Rosa è il primo romanzo di Umberto Eco, un giallo storico e deduttivo che ha riscosso talmente tanto successo da vendere oltre 50 milioni di copie in 30 anni ed essere stato tradotto in 40 lingue;
  4. Come non conoscere i romanzi polizieschi del Commissario Montalbano di Camilleri? Di diritto nella nostra top 10;
  5. Oceano Mare è il testo che ti segnaliamo di Baricco. Storia dalla trama non lineare e poco prevedibile, capace di trasmetterti una serie di emozioni ambientate in luogo magico e poetico: il mare.

E con questo termina la nostra guida sui migliori scrittori contemporanei. Non ci rimane che augurarti buona lettura.

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Contratto di apprendistato professionalizzante: quello che devi sapere

Vorresti imparare un nuovo mestiere e ti è stato proposto un contratto di apprendistato professionalizzante?

In questo articolo scopriremo meglio di cosa si tratta. Perché che tu voglia fare l’apprendista parrucchiera, pasticcere o elettricista, piuttosto che imparare come scrivere un progetto, o più semplicemente acquisire maggiore consapevolezza e come essere sicuri di se, un contratto professionalizzante può essere la soluzione ideale per lanciarti nel mercato del lavoro.

Nei prossimi paragrafi, andremo dunque ad analizzare come viene disciplinata questa materia in Italia, scoprendo nel dettaglio i pro e i contro, se presenti, di questo tipo di rapporto di lavoro.

Curioso? Bene, allora iniziamo subito. Buona lettura e, speriamo presto, buon lavoro.

Apprendistato in Italia: cos’è e come funziona

L’apprendistato viene disciplinato in maniera diversa nei vari Stati del mondo. A tal proposito, l’ordinamento del nostro Paese prevede un contratto di apprendistato professionalizzante, finalizzato alla formazione e all’inserimento nel mondo del lavoro. Il lavoratore che svolge un periodo di prova apprendistato è detto, appunto, apprendista. Ma andiamo a scoprire meglio di cosa si tratta nel dettaglio.

Cos’è l’apprendistato

Prima di andare a vedere le caratteristiche principali di un contratto di apprendistato professionalizzante, è doveroso fare un piccolissimo passo indietro per partire dalle basi. Prima di tutto occorre intendersi su cos’è l’apprendistato.

Ecco la definizione che ne dà il vocabolario Treccani:

«Rapporto di lavoro subordinato di carattere speciale, in base al quale un imprenditore assume nella propria azienda un giovane lavoratore (fino ai 29 anni), allo scopo di fornirgli l’addestramento tecnico necessario ad acquisire una specializzazione, richiedendo come contropartita una prestazione d’opera, che è generalmente anche retribuita».

Qualora non fosse ancora chiaro, aggiungiamo un’altra fonte: Wikipedia. L’enciclopedia collaborativa online ci fornisce la seguente definizione:

«Per apprendistato si intende genericamente un periodo di formazione professionale iniziale, durante il quale si apprende un mestiere osservando ed ascoltando persone già esperte, seguendo specifici percorsi di formazione. Può essere anche la condizione per l’assunzione e la stipula di un contratto di lavoro con un datore di lavoro; tale periodo può anche essere obbligatorio, ove previsto dalla legge».

Il periodo di apprendistato è dunque rappresentata dalla durata di tale rapporto. Chiaro no? Bene, allora possiamo andare avanti.

Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere

Il contratto di apprendistato, nel diritto del lavoro italiano, indica una tipologia di contratto e rapporto di lavoro finalizzato alla formazione professionale ed all’inserimento nel mondo del lavoro.

Secondo il testo unico dei contratti di apprendistato, pubblicato in Gazzetta Ufficiale con il decreto legislativo n.167 del 14 settembre 2011:

«L’apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani. […] La disciplina del contratto di apprendistato è rimessa ad appositi accordi interconfederali ovvero ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale».

Attenzione: bisogna precisare, però, che il contratto di apprendistato è stato suddiviso in tre tipologie di apprendistato:

  1. Per la qualifica professionale;
  2. Di alta formazione e ricerca;
  3. Professionalizzante (detto anche contratto di mestiere).

Ognuno di essi è regolato dalle singole regioni di appartenenza e dai contratti collettivi. Quello a cui siamo maggiormente interessati è il terzo, istituito per la prima volta con il D.Lgs 276/2003, noto anche come Legge Biagi.

apprendistatoIn sintesi, secondo tali norme, per consentire il conseguimento di una qualificazione attraverso una formazione sul lavoro e l’acquisizione di competenze di base, trasversali e tecnico-professionali, possono essere assunti con contratto di apprendistato professionalizzante in tutti i settori, i soggetti di età compresa tra i diciotto anni e i 30 meno un giorno (quindi non compiuti). Per un rapporto di lavoro durevole fino ai 3 o ai 5 anni, in base al settore e alla qualifica esatta di inquadramento.

Questo tipo di contratto deve essere redatto in forma scritta e deve indicare il tipo di prestazione, il piano formativo e l’eventuale qualifica che potrà essere acquisita alla sua conclusione. È fatto infine divieto al datore di lavoro di recedere anticipatamente in assenza di una giusta causa.

Principi direttivi contratto di apprendistato

Come abbiamo già accennato, la regolamentazione del contratto di apprendistato professionalizzante spetta alle regioni (e alle provincie autonome di Trento e Bolzano) all’interno del proprio territorio di competenza.

Il tutto deve avvenire in coerenza con le seguenti linee guida:

  1. Previsione di un monte ore di formazione formale, interna o esterna alla azienda, di almeno centoventi ore per anno, per la acquisizione di competenze di base e tecnico-professionali;
  2. Rinvio ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative per la determinazione, anche all’interno degli enti bilaterali, delle modalità di erogazione e della articolazione della formazione, esterna e interna alle singole aziende, anche in relazione alla capacità formativa interna rispetto a quella offerta dai soggetti esterni;
  3. Riconoscimento sulla base dei risultati conseguiti all’interno del percorso di formazione, esterna e interna alla impresa, della qualifica professionale ai fini contrattuali;
  4. Registrazione della formazione effettuata nel libretto formativo apprendista;
  5. Presenza di un tutore aziendale con formazione e competenze adeguate.

Età apprendistato e lavori per minorenni

Come abbiamo visto, il contratto di apprendistato professionalizzante è stipulabile per lavoratori maggiorenni. Nel caso non avessi ancora compiuto la maggiore età, potrebbe essere dunque più adatto alla tua situazione il cosiddetto contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale.

Quest’ultimo, infatti, si rivolge ai giovani tra i 15 e i 25 anni d’età. Quindi anche, se non in particolare visti i dati, ai minorenni. L’obiettivo è praticamente il medesimo del contratto di apprendistato professionalizzante, sennonché la qualifica professionale potrà essere triennale oppure concludersi con un diploma professionale. Per quanto riguarda la durata apprendistato, il contratto di norma può estendersi fino a 3 anni.

Retribuzione apprendistato

Ci sono ancora alcuni punti di cui non abbiamo parlato in merito al contratto di apprendistato professionalizzante: stipendio, contributi e retribuzione netta su tutti.

In questo senso, bisogna sempre tenere a mente che un rapporto di lavoro di questo tipo si basa su una sorta di scambio fra datore di lavoro e lavoratore dipendente, nel quale al centro non c’è principalmente il guadagno economico. Ne deriva che l’apprendista accetta condizioni contrattuali meno vantaggiose in termini di retribuzione, durata del contratto o ammortizzatori sociali, in cambio di una formazione specializzata tale da garantirgli una cospicua crescita professionale futura. Il principio è dunque: lavorare in cambio di formazione, per imparare un mestiere, più che ricevere subito in cambio dei soldi.

Ad ogni modo, lo stipendio di un apprendista, se così si può definire è da ricercarsi nella retribuzione tabellare della corrispondente categoria (o livello) che verrà raggiunta al termine del periodo di apprendistato. Fermo restando che l’apprendista non può essere retribuito a cottimo.

Per quanto riguarda, invece, la retribuzione apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, essa prevede due diversamente diverse fasce di “stipendio apprendista“:

  • 2 mila euro all’anno nel caso di minorenni;
  • 3 mila per i maggiorenni.

A proposito di contratto di apprendistato e contributi, inoltre, va sottolineato che le aziende hanno vantaggi contributivi e previdenziali, oltre ad incentivi economici, per tutta la durata del contratto di formazione e per il successivo anno di stabilizzazione.

E con queste informazioni, si conclude la nostra guida. Non ci rimane che augurarti buona formazione buon lavoro.

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Idee originali per San Valentino: ecco la nostra top ten

Sei alla disperata ricerca di idee originali per San Valentino?

Ricorda che il primo regalo che puoi fare alla tua dolce metà è: ricordarti di questa ricorrenza. Per cui trova il modo per non dimenticarlo e organizzarti per tempo.

Se proprio hai la testa fra le nuvole, attiva un app promemoria, programmati delle mappe concettuali, ma non farti sfuggire San Valentino. Ciò non significa, ovviamente, che il vostro amore non vada onorato e celebrato durante tutto il resto dell’anno, ma sicuramente un bel regalo, anche simbolico, o una cenetta intima il 14 febbraio, è sempre molto apprezzata. Così come un bel viaggetto romantico o una gita tra i più bei luoghi da visitare in Puglia.

Ecco perché abbiamo deciso di metterti a disposizione una vera e propria guida ai regali San Valentino e non solo.

Curioso di saperne di più? Allora bando alle ciance e iniziamo subito a disegnare una festa degli innamorati coi fiocchi.

Cosa regalare a San Valentino per lei e per lui

Se parliamo di idee originali per San Valentino, non possiamo non pensare ai migliori regali per lui o ai più bei regali per lei, ma è importante anche creare la giusta atmosfera per poterli donare. Non conta solo il lato materiale o economico, ma quanto amore si riesce a trasmettere all’altra persona. Per questo nei prossimi paragrafi stileremo una vera e propria top ten, soffermandoci su diverse tipologie di regali: regali d’amore originali per lui e per lei, ma anche fai da te, economici oppure più costosi. Il filo conduttore? Il romanticismo naturalmente. Buona lettura.

San Valentino: idee regalo per lei

regali san valentinoCome già sottolineato, le idee originali per San Valentino non possono quindi peccare di romanticismo.

Perché, per fare bella figura non non sempre è necessario strafare pensando subito e solo alla cosa più costosa (e quindi più facile, da un certo punto di vista). Molte donne amano essere coccolate e corteggiate, quindi va benissimo l’originalità, ma anche la tradizione in questo caso vuole la sua parte.

Alla luce di queste considerazioni, ecco alcune idee San Valentino per lei:

  1. Organizza una serata intima solo per voi due. Come? Prepara una cenetta romantica a lume di candela, cucinala tu stesso se ne sei capace, oppure ordinala. Ma non dimenticare mai il dolce per San Valentino e una bella scatola di cioccolatini. E a seguire, portala in un posto carino in base alle sue attitudini: a ballare, a guardare le stelle o a fare una semplice passeggiata in un luogo a voi caro. Oppure, se è un’amante del cinema e una persona a cui piace stare a casa a farvi le coccole, apprezzerà sicuramente una bella maratona delle sue commedie romantiche preferite;
  2. I regali orientati alle tendenze make up del momento possono essere tra le migliori idee regalo San Valentino, ma se non hai dimestichezza con lipgloss, creme profumate, pochette e prodotti di questo tipo, è meglio se ti fai consigliare da un’amica fidata;
  3. Regalo di San Valentino sexy.  Un completo intimo è l’ideale per strappare un sorriso e scaldare un po’ l’atmosfera;
  4. Gioielli. Se vuoi comprare qualcosa di più costoso, cosa c’è meglio di un gioiello? Un bracciale, un paio di orecchini o un anello sono l’ideale.

Regalo San Valentino per uomo

Dopo aver visto i regali originali per lei, passiamo adesso ai regali per San Valentino maschili.

Tra regali per lui firmati e più economici, le possibilità sono tante.

Ecco alcuni consigli per individuare il migliore:

  1. Affidati agli e-commerce per comprare direttamente regali San Valentino online, oppure semplicemente per avere un’idea dei prodotti e dei prezzi migliori e poi recati al negozio che hai individuato;
  2. Regalo tecnologico. Specialmente se lui e un po’ nerd, apprezzerà sicuramente un nuovo smarphone o un set per la realtà aumentata;
  3. Regalo vintage o artistico. In questo caso il fascino di una Polaroid, un giradischi o un vinile possono essere idee davvero originali. Così come un set per la barba fai da te.

In tutti e tre i casi, potrebbe trattarsi di un regalo per lui abbastanza costoso, anche se su questi prodotti le occasioni sono spesso dietro l’angolo. Ma se il tuo budget fosse più limitato, non preoccuparti, nel prossimo paragrafo cercheremo una soluzione anche a questo.

Regalo San Valentino per lui 10 euro

Anche con un budget ristretto si possono sviluppare idee originali per San Valentino, oppure più tradizionali.

Te ne suggeriamo due in particolare:

  1. Vai sul sicuro puntando su un portafogli, una cravatta o dei capi d’abbigliamento semplici, ma originali. Possibilmente qualcosa di cui sai ha bisogno. Si tratta di idee forse meno originali, ma sempre utili e apprezzate;
  2. Anziché un nuovo smarphone o pc, punta sui gadget economici: una cover, un caricabatterie portatile, un mouse o un tappetino simpatici, piuttosto che un microfono da doccia.

Ed eccoci quasi arrivati a dieci idee idee originali per San Valentino. Con queste ultime due siamo giunti a quota nove. L’ultima sarà qualcosa di davvero speciale.

Idee romantiche fai da te

Dulcis in fundo, tra le idee originali per San Valentino, abbiamo lasciato il regalo meno costoso di tutti, ma sicuramente il più romantico.

Se vuoi lasciare la tua dolce metà senza fiato senza bisogno di spendere un capitale, tutto quello che devi fare è:

  1. Scegliere le vostre foto più belle;
  2. Procurati del nastro leggero e dei palloncini rossi (oppure colorati uno diverso dall’altro in varie fantasie);
  3. Sviluppa le foto che hai selezionato;
  4. Gonfia i palloncini ad elio;
  5. Attacca ogni singola foto ad un palloncino utilizzando i nastrini;
  6. Posiziona il tutto sopra il suo letto.

Et voilà: ecco un regalo unico e di cuore per il vostro grande amore. Il risultato sarà bellissimo da vedere. Un’emozione degna di voi.

Biglietto di auguri per San Valentino: ecco cosa scrivere

Ed ecco completata la nostra top ten delle idee originali per San Valentino.

Prima di salutarci, però, ti diamo un ultimo consiglio, valido per tutti: non dimenticare il biglietto d’auguri personalizzato o, se è il caso, una lettera d’amore di accompagnamento al regalo.

Ma anche in questo caso puoi dormire sogni tranquilli. Non ci limiteremo, infatti, alla semplice raccomandazione. Piuttosto abbiamo selezionato per te alcune frasi per San Valentino nella speranza che possano esserti d’ispirazione.

  • La felicità è un bene raro e prezioso di cui mi hai fatto dono il giorno in cui per caso ci siamo incontrati. Buon San Valentino;

  • Vorrei darti tutto quello che non hai mai avuto, e neppure così sapresti quanto è meraviglioso amarti (Frida Kahlo);

  • L’amore non consiste nel guardarsi l’un l’altro, ma nel guardare insieme nella stessa direzione (Antoine de Saint Exupéry);

  • La cosa più seria che possiamo fare su questa terra è amare, il resto non conta (Julien Green);

  • Ti amo non per chi sei ma per chi sono io quando sono con te (Gabriel Garcia Marquez);

  • Quando ero una bambina sognavo sovente il principe azzurro. Lo immaginavo dolce, romantico, attento e forte. Oggi i miei sogni sono diventati realtà. Buon San Valentino, Principe Azzurro!

  • I miei San Valentino durano 365 giorni l’anno, perché ogni giorno vissuto con te è un giorno d’amore. Buona festa degli innamorati;

  • Ti amo. Di questa parola so tutto il peso – l’orrore e la meraviglia – eppure te la dico, quasi con tranquillità. L’ho usata così poco nella mia vita, e così male, che è come nuova per me (Cesare Pavese).

E così si conclude la guida Unicusano sulle idee originali per San Valentino. Non ci rimane che augurarti buona festa degli innamorati.

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Lettera di candidatura: che cos’è e come scriverne una

Sei alla ricerca di lavoro e vorresti allegare al tuo curriculum vitae una lettera di candidatura che possa maggiormente caratterizzarti e farti acquisire punti agli occhi del tuo recruiter o potenziale datore di lavoro?

Sappi che si tratta di un’ottima idea, per qualsiasi tipo di occupazione tu ti stia proponendo, per ogni tipo di colloquio o se devi inviare curriculum via mail. Sia che tu debba approcciarti con dei privati oppure nel pubblico.

Spesso e volentieri, infatti, anche diversi bandi pubblici richiedono una presentazione personale e motivazionale per le più disparate professioni, come lavorare nei musei, nella pubblica amministrazione o persino per lavorare in ambasciata.

Ecco perché in questo articolo troverai tanti consigli pratici e utili su come scrivere una lettera di questo tipo in maniera efficace. da allegare al tuo curriculum vitae, così da attirare l’attenzione dei selezionatori.

Curioso di saperne di più? Allora preparati, perché nei prossimi paragrafi andremo a scoprire come strutturare la lettera di candidatura perfetta per te e le tue esigenze.

Tutto ciò che devi sapere per scrivere una lettera di presentazione cv

Abbiamo preparato per te una vera e propria guida su cos’è e come si scrive una lettera di candidatura. Qui troverai tutte le dritte che ti servono per preparare un’autopresentazione curriculum coi fiocchi. O come si dice in inglese: una cover letter davvero professional. Buona lettura.

Perché scrivere una lettera di presentazione per autocandidatura

Iniziamo dalle basi. La prima domanda che devi porre a te stesso, prima ancora di accendere il pc, metterti un bel foglio digitale davanti agli occhi e cominciare a pigiare tasti, è: perché è fondamentale scrivere una lettera motivazionale di presentazione da allegare al curriculum vitae e cosa voglio ottenere attraverso essa?

Se si tratta di un bando pubblico, spesso e volentieri questo documento non solo viene richiesto, ma è anche elemento di valutazione, a volte anche alla pari del cv stesso e di altri requisiti necessari. Ma pure nel privato, anche dove non espressamente richiesto, è sempre ben gradito.

Il semplice curriculum, infatti, aldilà del contenuto che certamente è un primo importante metro di valutazione, viene presentato indistintamente da tutti. Mentre una bella lettera di candidatura, che possa mettere in evidenza le tue motivazioni e magari le tue idee da applicare al lavoro per far ottenere risultati ai potenziali clienti o datori di lavoro, è qualcosa che può colpire in maniera decisiva chi deve valutarti e che non tutti presentano.

Ma per fare tutto ciò, e non sprecare questa opportunità, devi essere bravo nel giocartela nel miglior modo possibile. Ecco perché, una buona lettera di presentazione per autocandidatura deve:

  1. Evitare di essere un’autopresentazione narcisistica o una stucchevole ripetizione del CV, ma uno spazio in più per parlare della tua vita, dei tuoi interessi e delle motivazioni per le quali sei la persona adatta al lavoro oggetto della lettera di presentazione;
  2. Catturare l’attenzione del recruiter per infondergli curiosità nell’approfondire il tuo curriculum e conoscerti meglio;
  3. Essere diretta e di poche righe, né troppo breve né troppo lunga.

Fatte queste doverose premesse, entreremo maggiormente nello specifico già dal prossimo paragrafo. Senza dimenticare di segnalarti anche cosa non va assolutamente scritto in una lettera di candidatura.

Candidatura spontanea: cosa scrivere

lettera di presentazione cvPrima di continuare, mettiamo le mani avanti: se pensi di trovare una lettera di presentazione candidatura spontanea fac simile, buona per tutte le occasioni e per qualsiasi candidato a prescindere dal tipo di occupazione lavorativa, stai commettendo un grosso errore e sprecando tempo. Perché, per fare colpo, devi presentare un documento quanto più originale e personalizzato possibile.

Ciò non significa che non vi siano dei canoni da rispettare e che possiamo suggerirti come esempio lettera di presentazione cv.

L’importante è che tu sappia che si tratta solo di una lettera di presentazione autocandidatura generica, dalla quale partire per prendere spunto e creare qualcosa che sappia trasmettere chi sei, quale valore aggiunto puoi portare all’azienda o ai clienti, quali sono le tue motivazioni.

In sintesi, possiamo dunque affermare che il modello lettera presentazione perfetto deve evidenziare:

  1. Chi sei e perché scrivi. Nell’intestazione lettera devi indicare chiaramente il tuo nome e cognome, la tua qualifica e perché hai deciso di candidarti. Ad esempio, fai un breve storytelling su dove e come hai notato l’annuncio di lavoro e a quale ruolo sei interessato. A quel punto potrai presentare meglio te stesso, specificando qualcosa in più sulla tua professione rispetto a quanto inserito nel semplice CV;
  2. La tua motivazione candidatura. Questa è la parte più importante. Devi far comprendere a chi legge perché le tue prerogative potrebbero apportare un beneficio all’azienda. Cerca di non essere presuntuoso, ma nemmeno modesto. Insomma, non dire bugie, perché hanno le gambe corte;
  3. Sintesi, ringraziamenti e saluti. Prima di firmarti, fai un breve richiamo ad uno o due concetti motivazionali principali e ricorda quanto tieni al lavoro (senza sembrare ripetitivo né alla ricerca di elemosina), ringrazia per l’attenzione concessa augurando buona giornata e buon lavoro.

Impostazione lettera di presentazione: valori aggiunti e errori da evitare

Alcuni elementi che, in base al contesto specifico, potresti mettere in evidenza, oltre al tuo percorso formativo e professionale, potrebbero essere l’aver frequentato un buon Master a Bari (o nella tua città), senza rinunciare ad attività extra, come fare sport quando si studia, in grado di dimostrare la tua capacità di portare avanti diversi progetti contemporaneamente. A proposito: al giorno d’oggi anche sapere come scrivere un progetto lavorativo, oltre che farne parte, può essere un valore aggiunto da sottolineare.

Ma fin qui abbiamo parlato di cosa scrivere per impostare la tua lettera di candidatura per lavoro. Quello che ancora manca è l’altra parte della medaglia, ovvero: cosa evitare di scrivere i sono anche alcune cose che invece è meglio evitare, o meglio dire in un determinato modo.

Tra queste, ad esempio, devi assolutamente cercare di evitare di scrivere. Ecco alcuni consigli, alcuni dei quali li abbiamo già accennati o sottintesi nei paragrafi precedenti.

  1. Non scrivere papelli, cerca di stare al’interno di una pagina utilizzando un carattere di grandezza 12.
  2. Evita di risultare ripetitivo, ma sii chiaro e diretto;
  3. Non dire bugie, perché anche qualora dovessero assumerti, verrebbero subito a galla;
  4. Seppur devi essere sicuro di te, cerca di non apparire arrogante, ma trova il modo di mettere in evidenza tutti i tuoi pregi;
  5. Evita di utilizzare un linguaggio inappropriato o troppo confidenziale, anche se dovesse trattarsi di una candidatura spontanea via mail;
  6. Assolutamente non parlare in terza persona, ma in prima;
  7. Non standardizzare il messaggio. Studia l’azienda per cui scrivi e personalizza il messaggio il più possibile;

E con questi siamo giunti alla conclusione della nostra guida Unicusano su come si scrive una lettera di candidatura.

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App promemoria: ecco quelle da scaricare

Hai spesso la testa fra le nuvole e sei alla ricerca di un app promemoria che ti aiuti a ricordare il tuo piano di studi o cosa prevede oggi la tua dieta universitaria, piuttosto che quali sport fare domani con gli amici o quali luoghi da visitare avevi individuato per  prossimo week end?

Non preoccuparti, perché al giorno d’oggi non mancano di certo software utili come promemoria gratis, o a costi contenuti, in grado di farti da agenda da scaricare.

In questo articolo, andremo proprio a cercare di comprendere insieme quale potrebbe essere l’app agend migliore per le tue esigenze. Ma anche a capire come poter tenere sempre sveglia e allenata la mente, senza assuefarsi alla meccanica.

Perché ricorda, la tecnologia è un mezzo straordinario, ma è l’essere umano che deve essere in grado di guidarlo e utilizzarlo al meglio. Senza degenerare.

Curioso di iniziare la ricerca? Allora non perdiamo tempo e partiamo subito, prima che tu possa dimenticartene (si fa per dire).

App agenda: i promemoria a portata di smartphone

app agendaInsomma, il tuo sogno è avere un app per ricordare gli impegni e che aiuti te e la tua memoria a breve e lungo termine a non andare in sovraccarico. Perché ogni processo mnemonico, cioè concernente la nostra memoria, si articola in tre fasi. In primo luogo necessita di ricevere uno stimolo, con conseguente acquisizione e codificazione dello stesso. Successivamente passa alla ritenzione ed immagazzinamento dell’informazione in memoria per un determinato lasso di tempo. Infine conclude con il riconoscimento o recupero dell’elemento precedentemente codificato. In questo caso, per fare da ulteriore stimolo e sostegno al recupero dell’informazione, cercheremo di affidarci ad una applicazione agenda promemoria. Vediamo a quale, e come, nei paragrafi successivi.

Promemoria iPhone, Android, Windows e non solo: ecco i migliori

Fatte tutte queste doverose premesse e centrato il tema, dirigiamoci adesso dritti dritti al nocciolo della questione.

Abbiamo stilato per te una lista delle migliori app promemoria disponibili per i maggiori sistemi operativi in circolazione. Con tanto di recensione.

  1. Evernote. Se si parla di promemoria con allarme, menzionare questa app è d’obbligo. Utilissima e versatile, è perfetta anche per prendere appunti e pianificare lo studio. Se cerchi una segretaria personale in servizio permanente, è davvero l’ideale. In grado di creare precise liste di cose da fare e ricordartele nel modo e al momento giusto;
  2. Google Calendar. Strumento storico di Google dove poter segnare appuntamenti giorno per giorno, dotato di un veloce promemoria in grado di inviarti comodi avvisi via mail o anche via SMS. Molto utilizzato da PC, ma è probabilmente anche il miglior calendario android, in quanto si sincronizza alla perfezione con Gmail segnando automaticamente eventi e appuntamenti;
  3. Promemoria Calendario parlante. Come puoi intuire si tratta di un app promemoria vocale;
  4. iStudiezPro. Passiamo alle app promemoria pensata specificatamente per gli studenti. Un’agenda completa e facile da utilizzare, nella quale caricare il tuo piano di studi, l’orario delle lezioni, i compiti da svolgere e i tuoi programmi quotidiani. Non manca nulla.
  5. Outliner. Ecco un’altra agenda app che ti consente di organizzare in modo funzionale il tuo studio. Il principio è quello di creare una o più scalette che contengano tutto ciò che hai da fare;
  6. Promemoria con allarme. Anche in questo caso il nome dice tutto. Trattasi di un’ottima app agenda con allarme, appunto. Ottima sopratutto nella versione promemoria android italiano;
  7. MyTherapy – Promemoria pillole e farmaci. Cerchi uno strumento che ti aiuti a gestire la tua assunzione di farmaci e monitorare il tuo stato di salute? Prova l’applicazione promemoria pensata per questo.

App e non solo: come allenare il cervello e aiutare la memoria

Abbiamo avuto modo di spiegare come le app promemoria siano molto utili. Ma, un po’ come per le calcolatrici, è bene non abusarne.

Ricorda, infatti, di tenere sempre ben allenata e stimolata la mente. A questo proposito, ecco alcune piccole cose che puoi fare:

  1. Bere una buona quantità di acqua, perché ti aiuta a mantenere una corretta idratazione  e rafforzare le tue capacità mnemoniche;
  2. Curare la tua alimentazione da studente universitario;
  3. Fare un po’ di attività fisica di tanto in tanto, ma regolarmente;
  4. Dormi regolarmente;
  5. Impara ad organizzare e a gestire il tuo tempo, magari attraverso la realizzazione di mappe concettuali. Queste ultime, infatti, possono aiutarti a memorizzare in modo veloce e schematico.

Inoltre, tornando alle app per ricordare, se proprio sei un appassioanto, puoi sfruttare alcuni giochi per tenere la mente attiva.

Ne citiamo tre come esempio, ma le opzioni potrebbe essere davvero tante. Cominciamo.

  1. Memorado. Consiste in una serie di test, elaborati “nientepopodimenoche” da un apposito comitato scientifico, in grado di aiutarti ad accrescere il tuo quoziente celebrale. Davvero niente male;
  2. NeuroNation. Scopri il potenziale della tua nuroplasticità, allenandoti per mantenere una mente in forma e rendere di ferro la tua memoria;
  3. Peak. Metti alla prova le tue capacità cognitive, con 40 giochi sviluppati da neuroscienziati ed esperti. Non sarai solo, potrai contare sull’aiuto di “Coach”, il personal trainer del tuo cervello.

Oppure, perché no, potresti cimentarti in uno dei tanti indovinelli pensiero laterale. L’importante e tenere sempre la mente impegnata e non diventare un automa. Le app, e la tecnologia più in generale, sono strumenti da sfruttare e non di cui diventare schiavi.

Se invece ti stai chiedendo come aumentare la concentrazione e gestire meglio il tempo, ti consigliamo una ricerca sulle tecniche del mandarino del pomodoro.

L’importanza del servizio e-learnig Unicusano come promemoria

Non ricordi una parte di una determinata lezione di un tuo professore? Sarebbe davvero comodo avere un’app promemoria in grado di registrare e riproporti quanto detto dal docente, vero?

In effetti qualcosa del genere esiste, ed è a disposizione degli studenti Unicusano. Si tratta della piattaforma e-learning attraverso la quale è possibile seguire e rivedere le lezioni direttamente on-line, da dove si vuole e senza alcun limite al numero di visualizzazioni. Un servizio fruibile 24 ore su 24 e che mette a disposizione anche tutte le dispense del caso.

Insomma: è un’opportunità straordinaria, offerta esclusivamente da questo tipo di offerta formativa. Un’opportunità da cogliere al volo.

In questo modo i nostri corsi di laurea online, le Facoltà e i Master diventano accessibili da Bari come nel resto d’Italia. Ma soprattutto, mantengono alti standard di qualità, grazie all’alto profilo dei docenti e degli esperti che li seguono.

Ed ecco giunti alla conclusione della nostra guida. Adesso hai più chiaro quali sono le migliori app promemoria?

Bene, allora cosa aspetti? Scarica il promemoria gratis italiano (o nella lingua che più preferisci più adatto alle tue esigenze e provalo subito. Vedrai che riuscirai a gestire meglio tutti i tuoi impegni legati allo studio, al lavoro o qualsiasi altro tipo di appuntamento.

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Come scrivere un progetto: ecco la guida completa

Vorresti partecipare ad un bando, oppure proporre una tua idea ad un ente pubblico o privato, ma non hai idea di come scrivere un progetto?

Magari legato a sport e università, piuttosto che in partnership con una scuola, un’ambasciata, un Comune, dei musei o altro?

Allora non preoccuparti, perché hai trovato una guida completa che ti aiuterà a capire come fare un progetto e come presentarlo. 

In questo articolo, infatti, ti daremo tutte le informazioni utili del caso.

Se vuoi saperne di più, iniziamo subito a fornirti tutte le dritte di cui hai bisogno, cercando anche di fare qualche pratico esempio di presentazione di un progetto efficace.

Scrittura progetto: come si fa

Prima di tutto, per capire come scrivere un progetto, occorre identificarne l’ambito specifico. Un conto è come scrivere un progetto culturale o artistico, un altro è come scrivere un progetto di lavoro o sociale e via dicendo. Nei prossimi paragrafi cercheremo anche di capire meglio queste differenze.

La stesura di un progetto passo per passo

Perché è importante sapere come scrivere un progetto? La risposta è molto semplice: perché oggi, dal mercato privato al terzo settore, la realizzazione di un obiettivo passa proprio da lì.

Ormai le aziende, le istituzioni, le associazioni o le fondazioni, svolgono tutte la propria attività, o finanziano quelle di terzi, attraverso la predisposizione e il rispetto di progetti.

I primi passi per la stesura progetto, sono quelli di:

  1. Individuare le finalità. Ovvero dichiarare in maniera chiara e sintetica le motivazioni che spingono te e/o la tua organizzazione a voler intraprendere una determinata attività attraverso il progetto in essere. Naturalmente queste cambiano in base alla natura del progetto e del soggetto proponente;
  2. Fissare gli obiettivi. Volti a concretizzare le finalità precedentemente individuate. Essi vanno perseguiti anche in relazione all’analisi del contesto in cui si svolgerà l’attività;
  3. Analizzare il contesto (o il mercato) e gli eventuali competitor. In modo da avere un quadro delineato su come sviluppare una strategia;
  4. Individuare il target di riferimento, quindi i soggetti ai quali si rivolge il progetto;
  5. Sviluppare una strategia, sulla base degli elementi acquisiti grazie ai passaggi precedenti;
  6. Stabilire un cronoprogramma delle attività e delle fasi di sviluppo;
  7. Predisporre azioni di monitoraggio e valutazione, per constatare progressi o lacune del progetto nel tempo;
  8. Delineare la pianificazione economica per la realizzazione del progetto.

Gli ultimi tre punti non sono assolutamente da sottovalutare, come invece spesso accade. Essi sono indispensabili per garantire la buona riuscita dell’intera attività progettuale. Non basta sapere come scrivere un progetto se poi non si sa controllare, indirizzare e realizzare.

Uno dei metodi migliori di pianificazione e monitoraggio dei costi e dei tempi relativi al progetto è senza dubbio il cosiddetto “diagramma di Gantt”.

Progetto aziendale: come scrivere un business plan

scrittura progettoIn molti sono in grado di avere ottime idee imprenditoriali, ma solo in pochi di realizzarle. Per raggiungere il traguardo del secondo step, concretizzando una tua intuizione, devi necessariamente passare per un’organizzazione impeccabile e per le vie formali: mettere la tua idea nero su bianco e trovare il modo di svilupparla concretamente. Se rimane solo nella tua testa, difficilmente avrà successo o attirerà clienti o finanziatori.

E per fare questo, devi inevitabilmente riuscire a comprendere come scrivere un progetto e come si fa un business plan.

Quest’ultimo deve essere parte integrante dell’idea progettuale, proprio perché può dare certezze sulla bontà del progetto stesso ad eventuali investitori. Inoltre, deve essere coerente con la vision, la mission e i valori fondanti specificati nel progetto, di cui deve farsi garante.

Scrivere un progetto di marketing, con tanto di business plan, deve inoltre mettere in evidenza le sue peculiarità e i propri segni distintivi. Compresi il nome, la tipologia di gruppo o società che si occuperà di svolgere l’attività, il logo del marchio e come si intende far conoscere il brand, l’indicazione delle sedi o comunque dei luoghi in cui l’attività si svilupperà. E, soprattutto, un conto economico ipotizzato sulle uscite e le aspettative di entrata.

Progetto culturale: come presentarlo

Andiamo adesso a vedere, invece, come scrivere un progetto artistico o culturale nel dettaglio.

In questo caso è necessario specificare la tipologia specifica del progetto, evidenziando cosa lo contestualizza dal punto vista culturale.  Ad esempio se si tratta di un progetto di ricerca, di promozione del territorio o di un tipo di arte o storia, di formazione o altro.

Inoltre, oltre a rispettare i punti di cui abbiamo già parlato, dall’individuazione delle le finalità e degli obiettivi all’individuazione di target, tempi e budget, vanno definiti eventuali partner. Quest’ultimo è non è un dettaglio da poco e, anche se può valere per altri tipi di progetti, in quelli culturali e sociali assume un’importanza particolarmente rilevante.

In particolare, ai fini della vincita di un bando, sono generalmente tenuti in grande considerazione le collaborazioni e le cooperazioni con enti e istituzioni locali, nazionali e internazionali. Non necessariamente partenariati basati su sostentamenti economici, ma soprattutto dal punto di vista dell’interscambio di competenze e come garanzia di affidabilità.

Un altro aspetto importante da sapere è che , specialmente in ambito europeo, sempre più spesso la presentazione dei progetti viene effettuata via internet. Potresti dunque progettare online la tua idea.

Ma, soprattutto, è sconsigliabile ridursi troppo a ridosso della scadenza dei bandi per l’inserimento dei progetti, in quanto il rischio che il sistema vada in sovraccarico potrebbe anche vanificare tutto il lavoro fatto.

Fac simile presentazione progetto

Più avanti parleremo di bandi locali. Ma per iniziare, prendiamo inizialmente in esame un modello di progetto europeo.

Generalmente ci si trova difronte ad una tabella, nella quale vanno inseriti:

  1. Nome del progetto (o acronimo);
  2. Dati del proponente, coordinatore o leader. Ovvero nome, ragione sociale, settore di attività, eventuale breve descrizione della ditta
  3. Programma europeo al quale si partecipa. Altrimenti, se non necessario o ancora individuato, il settore di riferimento del progetto;
  4. Breve descrizione del progetto, comprensiva di obiettivi generali e specifici che evidenzino la sua dimensione europea, risultati attesi e descrizione delle attività di progetto in correlazione ad un obiettivo specifico;
  5. Durata del progetto espressa solitamente in mesi;
  6. Aspetti finanziari, quindi i costi totali necessari alla realizzazione del progetto;
  7. Partenariati. Per indicare eventuali partnership e collaborazioni con altri soggetti.

In riferimento all’ultimo punto, va sottolineato come le istituzioni e programmi di respiro europeo, tendono quasi sempre a privilegiare partenariati a lungo termine.

Come presentare un progetto al Comune

Il Comune di Bari, così come altri, dispone di una sezione del proprio sito internet dedicato alla pubblicazione dei bandi di gara da esso emanati.

Quale modo migliore per verificare se hai imparato come scrivere un progetto? La loro natura può essere diversa fra loro, potendo riguardare tutti i settori di interesse per l’amministrazione della Città. Pertanto potresti misurarti, ad esempio, su come scrivere un progetto per le scuole piuttosto che su come scrivere un progetto sociale e via dicendo.

E con questo, siamo giunti alla conclusione della nostra guida. Non ci rimane che augurarti buona progettazione.

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