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Cosa fare a Pasqua a Bari? Le attività da non perdere

Se ti stai chiedendo cosa fare a Pasqua a Bari, sappi che la Puglia è una regione ricca di tradizioni, tra cui quelle pasquali, ed anche quest’anno non mancano le idee su cosa fare per trascorrere al meglio questa festività. Processioni, mostre, tour per la città, eventi, il tutto accompagnato dalla possibilità di assaggiare le prelibatezze locali. 

Per cui, se sei indeciso su cosa fare durante le vacanze di Pasqua, non ti resta che prenderti qualche minuto e leggere quello che ti proponiamo in questo articolo. 

Come saprai, Pasqua è una festa cattolica ed è per questo che, nel capoluogo pugliese, potrai trovare diversi eventi religiosi che molto spesso si trasformano in eventi unici. Infatti, non solo a Bari, ma in tutta la Puglia, le celebrazioni della Settimana Santa sono particolarmente sentite.

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Festeggiare pasqua a Bari: eventi e cucina

Che tu sia un barese doc, oppure abbia scelto il capoluogo pugliese come meta per una vacanza pasquale, nei prossimi paragrafi andremo a vedere insieme cosa fare a Bari per Pasqua. Cercheremo di offrirti una panoramica su cosa mangiare a tavola in famiglia e degli eventi caratteristici, così che, grazie anche alla compagnia, tu possa trascorrere la migliore festa o vacanza possibile. Del resto, come si dice: “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi”.

Gli eventi religiosi

Ecco un piccolo elenco degli eventi religiosi che si svolgono durante la Settimana Santa nel barese. Non mancano comunque le visite guidate ai musei e ai monumenti della città, i tour per la città e gli eventi. Luoghi di interesse perfetti se sei un amante dell’arte.

festeggiare pasqua a bari

Se sei indeciso su cosa fare a pasqua a Bari, non tardare a leggere l’articolo.

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Giovedì Santo

Uno degli eventi più suggestivi ed attesi della Settimana Santa è il Pellegrinaggio dei Crociferi per gli altari della reposizione.

Ad appena 16 km da Bari, sorge Noicattaro, antichissima località che, durante la Settimana Santa, di Giovedì, mette in scena il Pellegrinaggio di un gruppo di crociferi che si muove in processione accompagnato da fiaccole e trozzue e che porta con sé la Naka, ovvero il sarcofago funerario a forma di culla in cui viene deposto Cristo.

Il gruppo di crociferi raggiunge i sepolcri attraversando in ginocchio la navata della Chiesa Madonna della Lama, e, dopo aver deposto la croce, fustiga gli omeri con la catena di ferro che per strada, durante la processione, porta legata alla caviglia. 

Venerdì Santo

Giorno importante in cui ricorre la Passione di Cristo.

Per questo, non puoi assolutamente perdere la Processione dei Cinque Misteri a Molfetta:nella notte del Venerdì Santo, la Processione dei Cinque Misteri della Passione di Cristo Gesù parte nel cuore della notte affinché, chi vi partecipa, possa rivivere la Passione di Cristo.

Alle 03.30 del mattino, dal sagrato della chiesa di Santo Stefano, ha inizio la Processione dei cinque misteri: Cristo nell’orto degli Ulivi, la Flagellazione, l’Ecce Homo, il Cristo al Calvario ed il Cristo Morto. Le statue, raffiguranti i misteri, si muovono per le strade del centro fino alle ore 13.00 del giorno stesso, sulle note della marcia funebre. 

Altrettanto ricca di sentimento e tradizione èla Processione Solenne a Bitonto. In occasione del Venerdì Santo, a Bitonto, comune in provincia di Bari, avrà luogo la Solenne Processione. Il lungo corteo partirà dalla chiesa del Purgatorio per poi dipanarsi nei vicoli del centro storico, seguito dal Legno santo, al cui interno una croce in argento dell’800 racchiude due frammenti della croce di Cristo. I confratelli, in mozzetta e guanti neri, portano in processione anche una copia autentica della Sacra Sindone, realizzata a Torino nel 1646. 

Infine, ma non per minore importanza, ti segnaliamola Processione dei Misteri a Corato,lenta e suggestiva, che attraversa il comune di Corato, nella sera del Venerdì Santo. L’evento avrà inizio presso la chiesa di San Giuseppe e culminerà nella preghiera collettiva dei gruppi in piazza Di Vagno, adornata, per l’occasione, di ceri su balconi e terrazze. 

Domenica di Pasqua

Uno degli eventi più legati alla tradizione pasquale, è sicuramente quello che si svolge la Domenica di Pasqua a Ruvo di Puglia, una cittadina della provincia di Bari, che si presta bene a fare dal palcoscenico agli eventi che da anni vengono rappresentati.

Tutti i riti e le processioni della Settimana Santa sono organizzati dalle quattro confraternite cittadine: la Confraternita della Purificazione Addolorata, la Confraternita Opera Pia S. Rocco, l’Arciconfraternita di Maria SS. del Carmine e la Confraternita di Maria SS. del Suffragio.

La Settimana Pasquale si conclude la Domenica con la Processione di Cristo Risorto e lo scoppio delle “quarantane”, che vengono collocate nei diversi punti dell’itinerario il Mercoledì delle Ceneri e rivestite di petardi. Le Quarantane sono bambole interamente vestite di nero, con il capo coperto, un ombrello, un’arancia e un fuso, che prendono il nome dai quaranta giorni che compongono la Quaresima.

La Processione del Cristo Risorto, evento religioso particolarmente sentito a Ruvo, parte dalla Chiesa di San Domenico: alle finestre che si affacciano sull’itinerario della Processione, al posto delle lenzuola bianche esposte al passaggio dei simulacri nel corso della Settimana Santa, vengono esposte delle coperte variopinte, dai colori vivaci, in segno di festa.

Cosa mangiare a Pasqua

Oltre che per i numerosi eventi a cui potrai prendere parte nel periodo pasquale, la Puglia e Bari, nello specifico, sono famose per le molteplici prelibatezze culinarie e per le ricette che ripercorrono la simbologia degli eventi religiosi, come ad esempio le uova, simbolo di fecondità, rinascita e Resurrezione.

cosa fare a bari per pasqua

Le portate principali

Tra i piatti tipici del menù pasquale, non possiamo non citare “il Benedetto”, un antipasto composto da uova sode benedette durante la funzione pasquale, salame, ricotta fresca, su fette d’arancia, carciofi fritti e asparagi.

Inoltre, potresti mangiare i prelibati panzerotti pasquali, fritti e ripieni di ricotta. Seguono le orecchiette col ragù alla barese, preparato con brasciole di carne di cavallo o con un grande brasciolone, sempre di carne equina, farcito con uova sode. In alternativa, alcune famiglie optano per le lasagne o per il tegame di zitoni al forno con polpettine, uova sode e salame.

Per secondo potrai scegliere le brasciole cotte nel ragù o l’agnello preparato in diversi modi: alla brace, al forno con le patate oppure in umido, con piselli e, a volontà, con le uova sbattute. Accompagnano il secondo le verdure tipiche di stagione. 

I dolci

Senza dubbio sono i dolci i protagonisti indiscussi del pranzo pasquale. Vediamo i più famosi.

  • Scarcelle: dolce semplice e genuino, dalle molteplici forme, adornato con animaletti ricoperti di glassa colorata e guarnite con uova sode;
  • Propati della Zita: taralli dolci;
  • Pastatelle: preparate solo con olio locale e marmellate fatte in casa;
  • Mostaccioli: biscotti a base di mandorle coperti da una gustosa glassa al cioccolato;
  • Agnello di pasta di mandorle.

Sebbene non siano tipici della tradizione barese, nel giorno di Pasqua, sulle tavole imbandite, non possono mancare la colomba, la pastiera, la cassata, i cannoli e le uova di cioccolato. Ovviamente non possono mancare i liquori locali, fatti rigorosamente in casa e quindi da preparare per tempo.

Una piccola curiosità: l’agnello di pasta di mandorle e le scarcelle sono i doni tipici che i fidanzati si scambiano per Pasqua. 

Questi sono i nostri consigli su cosa fare a Pasqua a Bari, speriamo di averti dato le informazioni che cercavi. Non ci rimane che porgerti i nostri più calorosi auguri.

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Cosa significa peace-enforcement? Definizione e caratteristiche

Stai cercando informazioni su cos’è il peace enforcement? Che tu sia un appassionato di geopolitica che ambisce a lavorare in ambasciata, uno studente che deve svolgere un tema argomentativo sul tema o un semplice curioso, ti trovi nel posto giusto.

In questo articolo, infatti, parleremo proprio di cos’è il peace enforcing, quali sono le sue caratteristiche e quali studi fare per specializzarsi in questo settore e magari fare carriera in ambienti diplomatici, di politica internazionale o di istituzionali di alto profilo.

Vuoi saperne di più? Molto bene, allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito di questo interessante argomento. Cosa significa peace-enforcement? Scopriamolo insieme. Buona lettura.

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Caschi blu e processi di democratizzazione

Nei paragrafi che seguono, andremo dunque a definire con la massima precisione possibile cosa si intende per peace enforcement. Analizzandone le principali caratteristiche e tipologie, ma anche aprendo un focus sugli studi attinenti, in particolare quelli riguardanti le forze armate e la geopolitica.

Traduzione e significato

Iniziamo chiarendo due punti fondamentali sul peace enforcement: traduzione e significato del termine. Letteralmente peace enforcement equivale all’italiano “imposizione della pace“.

Il significato di peace enforcement è dunque quello fornito dalla Treccani, che nella sezione dedicata al lessico del XXI indica:

«Applicazione di misure coercitive, inclusa la forza militare, per imporre la pace in un determinato Paese o territorio in guerra attraverso specifiche missioni autorizzate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Nell’ambito delle operazioni di peace-enforcing sono previste azioni di difesa della popolazione civile da eventuali aggressioni, creazione e controllo di aree protette e demilitarizzate, contenimento dell’intensità del conflitto, separazione dei belligeranti, liberazione di territori occupati.

Per raggiungere gli obiettivi prefissati le Nazioni Unite possono anche ricorrere all’utilizzo di agenzie e organizzazioni regionali».

signifcato peace enforcementIl peace keeping è invece l’insieme delle operazioni, anche di carattere non strettamente militare, condotte da forze armate multinazionali (proprio come le forze armate dell’Onu) costituite da contingenti messi a disposizione dagli Stati membri di un’organizzazione internazionale, a carattere universale.

Il processo di consolidamento della sicurezza e della pace all’interno di un Paese, o in un’area geografica al confine tra più Paesi, messo in atto dal personale militare e civile delle missioni è detto peace building.

E, per concludere, le attività che si attivano immediatamente dopo l’inizio di un conflitto e che vedono l’impegno principale della diplomazia al fine di stabilire un cessate il fuoco sono definite peacemaking.

Master per comprendere la Geopolitica

Se vuoi approfondire gli argomenti relativi al peace-enforcement, ti consigliamo di prendere in considerazione alcuni master universitari erogati da Unicusano, su tutti Studi strategici e Relazioni Internazionali.

Il primo, in particolare, indipendentemente dalla tua formazione di partenza, è in grado di sviluppare la comprensione dei partecipanti nei confronti delle dinamiche relative ai mutamenti dei giochi di potere e delle relative strategie che caratterizzano la nostra epoca. Ma anche fornirti gli adeguati strumenti di analisi nei confronti delle dinamiche giocate da attori formali e informali che gestiscono il potere sul territorio.

Anche Relazioni Internazionali offre conoscenze multidisciplinari utili a comprendere i processi internazionali e le dinamiche relative ai mutamenti politici, economici, strategici e sociali contemporanei a livello mondiale. Attraverso analisi delle problematiche contemporanee che si trovano a dover fronteggiare gli organismi internazionali e gli enti pubblici. Ma anche le organizzazioni non governative, Istituti di ricerca o aziende di livello internazionale. Grazie a questo percorso didattico sarai in grado di sviluppare analisi sulla politica estera, la cooperazione internazionale e fenomeni di portata globale.

Se invece vuoi comprendere l’argomento da un punto di vista ancor più militare, relativo ad esempio alle peace keeping operation, devi sapere che Unicusano prevedere all’interno della propria offerta formativa anche un’area specifica riservata ai master del settore Forze Armate.

Master Area Forze Armate

In virtù di quanto detto finora, per affrontare il peace enforcement con un taglio più militare, ti consigliamo i nostri master universitari dell’Area Forze Armate. Alcuni dei corsi più importanti in questo settore sono, ad esempio:

  1. Geopolitica della Sicurezza. Questo Master in intelligence e sicurezza nazionale annovera docenti e specialisti del settore altamente qualificati, in grado di fornirti un quadro completo circa le problematiche legate al terrorismo su scala nazionale e internazionale. Tematiche delicate, legate anche agli aspetti più controversi della globalizzazione;
  2. Antiterrorismo internazionale. Ha lo scopo di fornirti un approccio interdisciplinare alla conoscenza del terrorismo internazionale. Una comprensione del fenomeno terrorista internazionale e delle sue evoluzioni, dei metodi di indagine e contrasto al terrorismo internazionale;
  3. Analista del Medio Oriente: politica, economia, sicurezza. Ha l’obiettivo di offrirti una conoscenza interdisciplinare del Medio Oriente. Dalla sue dinamiche economiche a quelle di politica interna ed internazionale. In modo di metterti nelle condizioni di riuscire a fornire analisi critiche della situazione politica e geopolitica dell’area mediorientale che comprendano lo sviluppo di strategie opportune. Oltre che di poter operare in quei territori (o in merito a quei territori) per conto di enti pubblici o privati. Ovvero imprese commerciali, media, organismi governativi, forze armate o servizi di sicurezza;
  4. Operatore esperto nella gestione delle crisi umanitarie – Prevenzione dei conflitti e processi di ricostruzione post-conflitto. Un percorso di alta formazione in grado di farti conoscere e comprendere appieno la normativa e la prassi vigente in materia di gestione delle crisi umanitarie e dei processi di ricostruzione post conflitto. Permette di poter anche assumere ruoli operativi e di supporto presso strutture amministrative o delle forze armate. Oppure diventare membro di organizzazioni non governative che si occupano di questo genere di processi.

Conclusioni

Questi che ti abbiamo presentato sono solo di alcuni dei nostri corsi attinenti al peace enforcement. Per consultare la lista completa, ti consigliamo di visitare l’area didattica del portale Unicusano.it.

E con questo, almeno per il momento, è tutto. La nostra guida sul peace enforcement volge infatti al termine. Adesso è davvero completa ed esaustiva in tutti i suoi punti fondamentali: dalla traduzione e il significato dei termini principali che riguardano questo ambito, fino ai corsi e master più attinenti dal punto di vista geopolitica, diplomatico, strategico, di analisi e militare.
Adesso hai a tua disposizione tutte le informazioni che ti servono per comprendere meglio di cosa si tratta e analizzare i contesti internazionali più complessi. Ora tocca a te farne tesoro e decidere se vuoi specializzarti in queste tematiche. Ormai se non sei un analista esperto di peace enforcement poco ci manca.

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Università online a Bari: le proposte per la tua formazione

Sei alla ricerca di una università online a Bari, perché magari lavori, hai impegni familiari o di altra natura che non ti consentono di frequentare fisicamente tutti i giorni le lezioni?

Allora abbiamo una buona notizia per te. L’Università telematica Niccolò Cusano, infatti, rappresenta una vera eccellenza in questo settore. Grazie ad un’offerta formativa molto ampia e di qualità, che eroga corsi di laurea, master a Bari e corsi di aggiornamento professionali fruibili completamente online, attraverso la FAD (Formazione a distanza) e un rivoluzionario sistema e-learnig.

Tutto quello che devi fare, dunque, è solamente decidere in cosa vuoi laurearti e studiare. A metterti nelle migliori condizioni per farlo online ci pensa Unicusano Bari, una delle migliori Università private in Puglia e non solo.

Vuoi saperne di più? Molto bene, allora non perdiamo tempo ed andiamo subito a conoscere quali sono le migliori facoltà della nostra Università online a Bari e a scoprire meglio come funzionano. Buona lettura.

Università a Bari: come laurearsi online

Seguire un percorso di studi di qualità, senza rinunciare ai tuoi impegni lavorativi o familiari. Oppure tornare sui libri per laurearsi a 40 anni o più. Nulla di tutto questo è impossibile. Basta un pizzico di buona volontà e la capacità di individuare corsi e strumenti giuste per te. La soluzione ideale può essere iscriversi ad una Università online. In questo modo, studiare a Bari piuttosto che ad un Università telematica di Milano o Roma, poco cambia. Perché l’online offerto dal sistema Unicusano abbatte le distanze. Nei prossimi paragrafi andremo a vedere come.

Come funziona il sistema e-learning

università a bariL’e-learning è uno strumento online in grado di facilitare la pianificazione e l’apprendimento nello studio. Grazie ad esso la nostra Università online a Bari e nel resto d’Italia, permette di seguire le lezioni attraverso internet, garantendo ed estendendo davvero a tutti il diritto allo studio. Grazie alla fruibilità h24 delle nostre lezioni online, infatti, non esistono categorie penalizzate.

Anche gli studenti lavoratori o le studentesse madri, ad esempio, possono seguire le lezioni nei momenti per loro migliori della giornata e da dove vogliono. Tutti i nostri studenti possono inoltre rivedere le lezioni più volte, senza perdersene una. Non poniamo alcun limite al numero di visualizzazioni consentite. Perché per noi la cosa più importante è consentire a tutti di poter apprendere, compatibilmente con le proprie esigenze di tempo e le proprie possibilità.

Dulcis in fundo, la piattaforma online influisce anche su altri aspetti legati allo studio presso Unicusano Bari: i costi.  Il materiale didattico è infatti a disposizione del corsista, già caricato nell’area personale riservata. Ciò vuol dire che anche le spese relative a testi o dispense da studiare vengono contenute.

Un sistema davvero flessibile, ma anche dagli elevati standard di qualità, garantiti dall’alto profilo dei docenti degli esperti di settore che seguono ogni singolo corso. Questi sono in grado di fornirti le adeguate conoscenze, sia dal punto di vista pratico che teorico, per indirizzarti verso gli sbocchi lavorativi e le aspirazioni da te auspicate. Oppure, nel caso in cui già lavori, a consentire un salto di qualità alla tua carriera professionale.

Fatte questa doverosa premessa, andiamo a vedere quali sono i corsi di laurea e i master universitari che possono fare al caso tuo.

Lauree scientifiche online: l’offerta Unicusano

Fatte le doverose premesse del caso, andiamo adesso vedere quali sono i corsi di laurea e i master universitari che possono fare al caso tuo.

Iniziamo dalle facoltà messe a disposizione dalla nostra Università online a Bari in ambito scientifico, tecnico, giuridiche ed economico.

Se ad esempio vuoi imparare cosa fa l’ingegnere, ti segnaliamo le lauree triennali in:

  1. Ingegneria Civile;
  2. Ingegneria Agroindustriale;
  3. Biomedica Industriale;
  4. Gestionale Industriale;
  5. Elettronica Industriale;
  6. Meccanica Industriale.

A livello di laurea magistrale in ambito ingegneristico, invece, ecco Meccanica, Civile ed Elettronica.

Se invece fossi interessato a svolgere una professione nel campo economico-giuridico, come diventare Giudice Tributario, ti segnaliamo:

  1. Laurea in Economia Aziendale e Management. Ovvero il corso triennale che offre sbocchi lavorativi in diversi ambiti professionali inerenti l’amministrazione, la contabilità e il controllo nelle imprese private e pubbliche, ma anche la gestione delle risorse umane e il management nelle imprese;
  2. Laurea Magistrale in Scienze Economiche. Una delle lauree magistrali più spendibili nel mercato del lavoro. Si articola in due anni di corso basati sulla preparazione necessaria per intraprendere una carriera manageriale o dirigenziale sia nel pubblico che nel privato, nelle imprese finanziarie e creditizie o di consulenza in ambito economico e finanziario;
  3. Corso di Laurea in Giurisprudenza. Indubbiamente una delle Facoltà più prestigiose. In questo caso la durata del corso è di 5 anni ed è fondamentale per spalancare le porte agli sbocchi professionali legati all’avvocatura, la magistratura o il notariato. Determinante anche nel pubblico impiego, in politica o in organismi istituzionali nazionali e internazionali, associazioni o fondazioni di diversa natura.

Facoltà umanistiche, politologiche e della formazione

Detto delle facoltà tecnico-scientifiche e giuridico-economiche, passiamo adesso alle materie umanistiche, politologiche e della formazione messi a disposizione dalla nostra Università online a Bari.

Qualora volessi trovare lavoro come psicologo, ecco le possibilità ideali per te:

  1. Corso di laurea triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche;
  2. Laurea Magistrale in Psicologia del lavoro e delle organizzazioni;
  3. Magistrale in Psicologia Clinica e della Riabilitazione.

Nel caso in cui la tua vocazione fosse più quella dell’insegnamento, la scelta migliore è certamente studiare Scienze dell’Educazione e Formazione, che prevede la possibilità di scegliere tra due distinti curriculum: cognitivo funzionale o pedagogico sociale.

Si tratta di due corsi collegati da un percorso iniziale di conoscenze teoriche e competenze operative di base. Ma, come intuibile dal nome del curriculum stesso, orientati verso sbocchi occupazionali diversi.

Infine, non certo per importanza, ecco l’area politologica. In quest’ambito spiccano il corso di laurea triennale in Scienze Politiche e la Magistrale in Relazioni Internazionali.

Master online Bari

Università online a Bari vuol dire laurea, ma anche master universitari.

Anche in questo caso la scelta è davvero ampia e di qualità. In particolare per quanto riguarda il master di giornalismo, quello in criminologia, quelli in economia e finanza, ingegneria e psicologia. Ma le possibilità sono davvero tante. Per consultare la lista completa dei corsi, ti consigliamo di visitare l’area didattica del portale Unicusano.it.

E con questo, almeno per il momento, è tutto. Adesso la nostra guida sull’Università online a Bari è davvero completa ed esaustiva in tutte le sue parti. Ti abbiamo raccontato come funziona la formazione a distanza attraverso il sistema e-learning e consigliato quali possono essere i migliori corsi di laurea e master ai quali puoi iscriverti in base al settore che maggiormente ti interessa. Adesso tocca a te: scegli quello che fa per te. A noi non rimane che augurarti buono studio.

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Trovare lavoro come psicologo: ecco i passaggi da seguire

Ti piacerebbe trovare lavoro come psicologo? Allora ecco una buona notizia per te: sei nel posto giusto.

In questo articolo, infatti, ti guideremo alla scoperta di questa professione: da cosa fa lo psicologo a quale può essere il percorso di studi più adatto per poter arrivare a svolgere questa professione, che rappresenta uno dei lavori più richiesti dei nostri giorni.

Cercando di mettere ordine tra le diverse offerte di lavoro psicologi e psicoterapeuti, che non sono esattamente la stessa cosa. Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel dettaglio di questo argomento. Buona lettura.

Tutto quello che devi sapere per diventare psicologo

Nei paragrafi che seguono, capiremo meglio chi è lo psicologo e cosa fa, ma soprattutto come diventarlo. Analizzeremo le caratteristiche e le competenze necessarie per esercitare questa professione e come acquisirle. Il tutto al fine di individuare il percorso migliore per lavorare come psicologo.

Chi è e cosa fa lo psicologo

Per trovare lavoro come psicologo, occorre naturalmente essere a conoscenza per filo e per segno, e in maniera chiara, in cosa consiste realmente questa professione.

Per sgombrare il campo da ogni dubbio o equivoco, partiamo dalla definizione di psicologia fornita dall’autorevole enciclopedia Treccani:

«Scienza che studia i processi psichici, coscienti e inconsci, cognitivi (percezione, attenzione, memoria, linguaggio, pensiero ecc.) e dinamici (emozioni, motivazioni, personalità ecc.)».

Ne consegue, che lo psicologo è lo studioso della psicologia. Dunque, colui il quale esercita la psicologia come professione in determinati ambiti e campi di applicazione. O meglio, per essere ancora più precisi, come indica Wikipedia (che a sua volta cita autorevoli fonti di settore):

«Lo psicologo è un professionista sanitario che svolge attività di prevenzione, diagnosi, intervento, promozione della salute, abilitazione-riabilitazione, sostegno e consulenza (counseling) in ambito psicologico, rivolte al singolo individuo, alla coppia, al gruppo e altri organismi sociali o comunità.

Lo psicologo studia, valuta e tratta gli stati mentali normali e anormali dei processi cognitivi, emotivi, sociali e comportamentali osservando, interpretando e registrando come gli individui si relazionano tra loro e nei loro contesti.

Sono specifici della professione di psicologo tutti gli strumenti e le tecniche conoscitive e di intervento relative a processi psichici (relazionali, emotivi, cognitivi, comportamentali) basati sull’applicazione di principi, conoscenze, modelli o costrutti psicologici».

La differenza con lo psicoterapeuta risiede nel modo di approcciarsi ai processi psicologici: da una parte un approccio più curativo (psicoterapia), dall’altro di studio (psicologia).

Tutto chiaro fin qui? Molto bene, allora fatte queste doverose premesse, andiamo a vedere cosa studiare per trovare lavoro come psicologo.

Laurea triennale e magistrale in psicologia

Per ambire a svolgere un lavoro come psicologo, è necessario innanzitutto studiare psicologia.

Per fortuna in questo settore Unicusano rappresenta una vera e propria eccellenza. All’interno della nostra offerta formativa, trovano spazio corsi di laurea come Scienze e Tecniche Psicologiche. Un corso triennale, l’ideale per trasmetterti le competenze e i titoli giusti per operare in piena autonomia professionale nell’ambito dei servizi alle persone, ma anche a gruppi e comunità.

Ma non è tutto, perché costruite delle solide basi, puoi anche specializzarti in un settore più specifico. In questo caso puoi scegliere tra due lauree magistrali in psicologia, che si differenziano per in:

  1. Curriculum in psicologia Clinica e della Riabilitazione. Ti consente di acquisire le necessarie conoscenze da applicare nei diversi contesti in cui opera uno psicologo. Dalle attività professionali autonome di valutazione e sostegno psicologico rivolto a singoli individui, famiglie o gruppi fino alle scuole, le Asl e gli ospedali. Passando per il Terzo Settore e i programmi di prevenzione o contrasto del disagio. La durata del corso è biennale;
  2. Curriculum in psicologia del lavoro e delle organizzazioni. In gradi di infonderti tutte le conoscenze releaive ai modelli teorici connessi all’interazione dell’individuo nel contesto professionale. Anche questa magistrale ha una durata di due anni.

Inoltre la laurea in psicologia, e più in generale i Corsi di Studi Unicusano, sono fruibili online e, attraverso i servizi aggiuntivi, in presenza presso il campus Unicusano.

Master area psicologica: l’offerta Unicusano

L’offerta Unicusano non si limita solo alla laurea triennale in psicologia e alla magistrale. Perché a fare la differenza tra te e gli altri nel trovare lavoro come psicologo, può esserci un master di qualità e dedicato a settori specifici. Pensiamo ad esempio ai nostri master di I livello in Psicologia clinica e scienza della complessità o in Psicologia dello Sport. Oppure quelli di II livello, che vanno da Psicologia Pediatrica fino a Psicodiagnostica clinica e forense passando da Psicologia della Salute organizzativa – Teorie, strumenti e metodologie per la valutazione del rischio Stress Lavoro Correlato.

Ma questi sono solo alcuni dei corsi disponibili nella nostra ricca offerta formativa. Per consultare l’elenco completo, ti suggeriamo di visitare l’area didattica del portale Unicusano.it.

E con questo, la nostra guida su come trovare lavoro come psicologo è davvero completa e dunque volge al termine. Ora hai tutte le informazioni del caso per dare il via alla tua carriera professionale o per consolidarla con studi di aggiornamento o settorializzazione specifici e qualificanti.

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5 giochi di concentrazione per studiare e lavorare meglio

Sei alla ricerca di nuovi stimolanti giochi di concentrazione che ti aiutino a rendere meglio nello studio o nel lavoro?

Puoi affrontare questi impegni nel modo più classico, aiutandoti utilizzando app promemoria o programmi per mappe concettuali, ma anche allenando la tua mente in modo ludico e divertente.

E proprio di questo parliamo all’interno di questo articolo, in cui abbiamo selezionato e recensito per te 5 giochi di concentrazione da provare assolutamente.  In questa guida, infatti, ti proporremo tantissimi giochi di memoria e attenzione di ogni genere e grado di difficoltà. Dagli indovinelli per bambini agli esercizi per l’attenzione e allenare il cervello.

Non vedi l’ora di conoscerli e metterti alla prova? Molto bene: allora non perdiamo tempo e iniziamo subito con il più classico dei countdown: pronti, partenza, via!

LEGGI ANCHE – Indovinelli pensiero laterale: i giochi che stimolano la creatività.

Come concentrarsi giocando

Una grande massima attribuita al filosofo greco Platone, recita “si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco, che in un anno di conversazione”. Ed allora cerchiamo di aiutarti a scoprire qualcosa in più su te stesso andando a vedere come essere concentrati attraverso l’utilizzo di alcuni interessanti giochi di attenzione e tecniche di concentrazioni divertenti. Buona lettura e buona partita, dunque.

Il nome dei colori

Inauguriamo la nostra top five dei migliori giochi di concentrazione, con “il nome dei colori”.

In che consiste? Per prima cosa scrivi su un cartoncino dodici nomi di colori, ma senza associare mai il colore esatto al nome che lo descrive.  Ad esempio potresti scrivere “blu” in nero, “rosso” in verde o viceversa. E via dicendo.

Una volta fatto questo, puoi stimolare la tua concentrazione provando a leggere i nomi dei colori in maniera sempre più rapida, cercando di non sbagliare, né tentare di correggere mancata sincronia tra il nome del colore e la tonalità con cui è scritto.

Memory: concentrazione e osservazione

come concentrarsiTra i giochi per il cervello più simpatici e conosciuti di sempre, che necessita della massima concentrazione, osservazione e memorizzazione, vi è senza dubbio Memory.

Questo gioco, infatti, consiste nel disporre delle carte a dorso coperto sul tavolo senza un ordine preciso. Ogni carta ha un doppione, quindi sul tavolo ne esistono due identiche. I partecipanti devono riuscire ad individuare il doppione di ogni carta sul tavolo.

Come? Semplice: per ogni turno ogni giocatore, a rotazione, può girare due carte, finché non trova la coppia esatta. Dopo ogni tentativo fallito, le carte si ricoprono, rimanendo nella stessa posizione.

Per riuscire ad avere la meglio sugli altri giocatori, bisogna quindi essere in grado di ricordare quali carte sono state già scoperte nei tentativi precedenti e dove si trovano esattamente. In questo modo, qualora nel corso della partita dovesse venire scoperto il doppione della carta che stavi cercando, da te o un avversario, potrai facilmente ricomporre l’accoppiata. Capisci l’importanza della concentrazione per vincere a questo gioco?

Inoltre, esistono diverse versioni di Memory sottoforma di app per smartphone e sul web sono presenti diverse community che si cimentano in giochi di concentrazione online di questo genere.

La tecnica del mandarino

Uno degli esercizi più utilizzati per trovare la giusta concentrazione nello studio e nel lavoro, è la cosiddetta “tecnica del mandarino“. Se applicata con costanza, questa tecnica ti aiuterà a focalizzarti sulle cose da studiare senza far attenzione a nessuna fonte di distrazione.

Per sperimentare nel modo più corretto ed efficace possibile questa tecnica, ti consigliamo di eseguire alla lettera sei passaggi:

  1. Siediti su una sedia;
  2. Controlla la tua respirazione e rilassati;
  3. Immagina di stringere nella tua mano destra un mandarino e di percepirne la consistenza e l’aspetto;
  4. Passa il mandarino immaginario da una mano all’altra, sforzandoti di percepirne il peso e il colore;
  5. Prendi il mandarino e posizionalo sulla tua testa;
  6. Rimani fermo immobile e concentrato in modo da non far cadere il mandarino. Più tempo rimarrai concentrato, maggiore sarà il periodo in cui il mandarino resterà in equilibrio.

Facile no? Ma soprattutto utile. Provare per credere.

Giochi per bambini: il tesoro degli abissi

Rimanendo sul target relativo ai giochi per aumentare la concentrazione nei bambini e negli adulti, ecco un altro esempio decisamente calzante, molto bello anche da fare insieme.

Per mettere in pratica questo gioco di concentrazione, occorre:

  1. Procurare una piccola vasca;
  2. Inserire all’interno di essa diversi oggetti;
  3. Riempirla d’acqua.

Tra gli oggetti da poter inserire, pensiamo ad esempio ad una matita, un bicchiere, una moneta, un sacco o un pennarello. Ecco perché si tratta di uno dei più praticati giochi per l’attenzione nella scuola primaria: tutti oggetti facilmente reperibili in un ambente del genere.

Una volta predisposto tutto ciò, i concorrenti bendati dovranno riuscire ad individuare, riconoscere e ricordare gli oggetti in che si trovano in fondo al “mare”.

Giochi di concentrazione per bambini iperattivi

Ed eccoci la quinto gioco di concentrazione della nostra raccolta. Si tratta di “Legolino” e possiamo considerarlo in particolare tra i migliori giochi di concentrazione per bambini di 6 anni, nonché uno dei più consigliati per giovani iperattivi, ma non solo.

Legolino è un gioco delle forme ispirato ad un antico rompicapo cinese di nome Tangram, fondato sulla composizione e scomposizione di figure sulle carte modello proposte, utilizzando i sette pezzi a disposizione.

Questo gioco contribuisce in particolare allo sviluppo della creatività, della fantasia e dell’immaginazione dei bambini, stimola lo sviluppo della concentrazione e del gioco autonomo, aiuta l’apprendimento delle forme geometriche e dei concetti matematici di frazionamento, suddivisione delle parti, nonché il coordinamento oculo-manuale.

Tutto ciò perché per essere risolto necessita di qualità indispensabili per riuscire a completare tutte le immagini proposte da questo bellissimo gioco da tavolo, come pazienza e spirito d’osservazione.

Altri giochi ed esercizi di concentrazione

Ed eccoci giunti alla conclusione della nostra guida sui cinque giochi di concentrazione più in voga ed interessanti. Ma prima di lasciarti, vogliamo ancora suggerirti degli altri esercizi per la concentrazione per i più piccoli, che non saranno giochi per sviluppare la concentrazione nei bambini fatti di faccine felici o attrezzature da tavolo, ma che possono essere altrettanto utili, ludici e divertenti.

Facciamo riferimento allo studiare e imparare testi, canzoni o poesie a memoria, oppure comporre puzzle, mosaici e collage con pezzetti di carta colorati. Ideali prima di iniziare la scuola e tenere la mente sveglia prima di cominciare a studiare. Mentre per i più grandi, ma non solo, giocare a dama e a scacchi tiene sempre alto il livello di concentrazione. Per tutto il resto, il web è pieno di giochi di concentrazione dei bambini e degli adulti e giochi per la mente gratis online.

E con questo la nostra guida è davvero completa in ogni suo dettaglio. Giunti a questi punto non ci rimane che augurarti buon divertimento. Scegli da quale gioco iniziare e divertiti a stimolare la tua concentrazione.

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Abbigliamento per un esame: ecco come vestirsi all’Università

Stai cercando qual è l’abbigliamento per un esame impeccabile?

Ottima idea, perché anche come ci si presenta in un contesto del genere è importante e può aiutarti a fare bella figura. Al contrario, vestirti in maniera inadeguata potrebbe danneggiarti, facendoti vanificare ore e ore di studio. Non tanto perché bisogna fissarsi sulle apparenze, ma perché sapersi presentare in modo consono e rispettoso, rappresenta già di per sé un banco di maturità e intelligenza. Importante tanto quanto saper parlare in pubblico senza emozionarsi, essere sicuri di se e, naturalmente, avere voglia di studiare.

Ecco perché anche il dress code esame, fa parte a tutti gli effetti della prova, da quella scritta all’outfit esame orale. E ancor di più in seduta di discussione della tesi di laurea.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo e andiamo subito a scoprire il look universitario perfetto per presentarsi ad un esame.

Come vestirsi per un esame: dalle medie all’Università

Certo, l’abbigliamento esame orale per l’universitaria è più importante rispetto a come vestirsi per un esame di terza media. Per la scuola secondaria di primo grado siamo ancora molto giovani e quindi ci è concesso un po’ di tutto, ma dalla maturità in poi è naturale chiederci qualcosa in più anche dal punto di vista della serietà, dei comportamenti e degli atteggiamenti da tenere. Nei prossimi paragrafi approfodiremo proprio questo argomento. Non perderli.

Come vestirsi per un esame di maturità

Non siamo ancora al livello di abbigliamento per un esame universitario nelle varie date appelli, ma se si chiama “di maturità” ci sarà un motivo. Prima ancora di dimostrare di essere preparato, o comunque contestualmente, devi far vedere che sai essere una persona che sa presentarsi al posto giusto nel modo giusto.

Va bene che è estate, o quasi, e che non si tratta di una sfilata di moda in abito da sera, ma presentarsi in canottiera, bermuda, sandali o infradito non è certamente una bella mossa, né tantomeno indice di maturità. Consiglio utile, questo, anche su come vestirsi esame università estate.

Eppure come abbigliamento per un esame basta un minimo di sobrietà ed eleganza. Puoi indossare anche abiti che ti facciano stare comodo e a tuo agio, come un paio di jeans (non strappati), una camicia (semplice, magari unico colore) o una polo e sfoggiare una pettinatura sobria, se sei un ragazzo.

Per le ragazze, invece, va bene il trucco pur senza esagerare e che sembri più naturale possibile, evitando make up troppo forti e pettinatura eccessive. Calzare un tacco (comunque non vertiginoso), se non fa stare a disagio, si può, ma vanno bene anche un paio di ultraflat, ballerine o scarpe da ginnastica. Come abiti si consiglia un jeans, un abitino semplice oppure un completo gonna e giacca in lino.

Vestitino e camicia esame università

come vestirsi per un esame

Le indicazioni date finora sull’abbigliamento per un esame orale maturità, in linea di massima, è possibile seguirle anche in ambito universitario.

Per i ragazzi vestirsi in jeans e camicia rappresenta un binomio di sicura affidabilità. In inverno, magari, basta aggiungere un maglioncino in tono. La giacca non è indispensabile, ma valuta di caso in caso, situazione per situazione. Per la laurea, certamente, occorrerà essere più eleganti, se non bisogna portare una divisa o una tunica prestabilita.

Ai piedi vanno bene anche con un paio di scarpe da ginnastica semplici e ben allacciate. Niente calzoni a vita o cavallo super bassi e braghe calanti: non dimenticare la cintura.

Per ragazze vestite benissimo per la circostanza, può bastare anche un vestito abbastanza coprente e non eccessivamente appariscente, magari accompagnato da foulard, un girocollo, un braccialetto o un orologio. Insomma: accessori sobri ed eleganti. Inoltre, per apparire ancora più in ordine, può essere utile raccogliere i capelli in una coda o in uno chignon. Ecco come vestirsi bene ragazza.

Come vestirsi esame avvocato giurisprudenza

Entriamo ora nel dettaglio dell’abbigliamento per un esame parlando di come vestirsi alla laurea in Giurisprudenza in particolare.

Per un avvocato o magistrato, infatti, serietà e rigore sono due stelle polari. Un abbigliamento per un esame perfetto e davvero elegante per una ragazza potrebbe essere costituito da una camicia di chiffon abbinata ad una gonna longuette, da indossare con un blazer minimale e, se piace, una cravatta o un papillon femminili e dallo stile professionale, naturalmente. Oppure un classico tailleur.

Giacca, pantalone e camicia sono l’ideale invece per i prossimi avvocati. Per quanto riguarda le scarpe, un mocassino classico lascia sempre un’impronta di eleganza da non sottovalutare.

Più in generale, per tutte le Facoltà,  il consiglio migliore è quello di scegliere comunque uno stile distinto, sobrio ed elegante, ma non da cerimonia stile matrimonio, per intenderci. Evita fronzoli eccessivi, perché la seduta di laurea, così come gli esami, si svolgono in un ambiente di studio. Per andare sul sicuro prediligi i colori e i toni classici e neutri, come il nero, il blu scuro, il rosso non troppo accesso o il grigio. Senza fantasia troppo stravaganti.

Come vestirsi per assistere ad una laurea

Chiudiamo con l’abbigliamento per un esame non vostro o per assistere ad una laurea. Naturalmente un conto è accompagnare un o una collega o conoscente per dare sostegno in occasione di un esame importante o difficile, dove i look può essere più casual, altra cosa è essere invitati alla sua laurea.

In quest’ultimo caso, prima di decidere cosa indossare, prendi in considerazione alcune variabili:

  1. In cosa si laurea la persona che ti ha invitato?
  2. Che tipo di rapporto vi lega (amicizia, amore, parentela, studi in comune)?
  3. È previsto un rinfresco o una festa in un locale dopo la cerimonia?

Queste domande ti aiutano a comprendere che grado di eleganza è opportuno tenere.  In linea di massima, però, possiamo suggerire per le donne look di questo tipo:

  1. Pantalone a palazzo, camicia, blazer, tacchi sobri;
  2. Gonna fino al ginocchio a vita alta e camicia colorata con maniche o collo particolari;
  3. Pantalone aderente e camicia particolare;
  4. Abitino e tacchi;
  5. Tuta (non quella da palestra ovviamente, ma l’abito intero che va di moda ultimamente).

Se invece sei un uomo, anche in base alle domande che ti abbiamo suggerito in apertura di questo paragrafo, e alle relative risposte, puoi optare per un abito spezzato, specialmente se vuoi dare un tocco più sbarazzino rispetto a quello più classico. Ad esempio un pantalone beige, blu o grigio da abbinare ad una camicia che ben si intona con la tonalità del pantalone scelta e alla giacca, nel caso in dovessi decidere di indossare anche quella. Se è richiesta maggiore eleganza, puoi aggiungere un fazzoletto da taschino, una cravatta o un papillon.

Altrimenti, per un look più sportivo, affidati ancora una volta ad un jeans abbinato ad una polo elegante o, meglio ancora, ad una camicia. Aggiungi un con pullover in inverno.

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Cosa scrivere quando si allega un curriculum? 5 modelli da utilizzare

Non sai cosa scrivere quando si allega un curriculum?

Allora ecco subito una buon notizia per te: in questo momento ti trovi nel posto giusto. In questo articolo, infatti, parleremo proprio di come scrivere una mail di questo genere. Fornendoti tanti consigli utili ed esempi pratici utilizzabili direttamente o comunque adattabili al caso specifico.

Perché preparare una perfetta email per inviare curriculum è importante tanto quanto una lettera di candidatura vecchio stampo, seppur con le immaginabili differenze tra due sistemi: uno più smart e uno più tradizionale.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito del tema centrale di questa vera e propria guida su cosa scrivere quando si allega un curriculum. Buona lettura.

LEGGI ANCHE – Come scrivere una raccomandata: quello che devi sapere.

Lettera di presentazione CV via mail: cosa devi sapere

Se la domanda “come invio in allegato il mio curriculum vitae” ti tormenta non preoccuparti. Nei paragrafi che seguono, daremo infatti risposta, ma soprattutto ti forniremo esempi concreti, su cosa scrivere quando si invia un curriculum per email. Per qusto ti consigliamo di continuare a leggere questo articolo.

Cosa scrivere nell’oggetto di una mail

La prima cosa da prendere in considerazione quando ci si preoccupa di cosa scrivere quando si allega un curriculum, prima ancora del corpo della mail vero e proprio, è naturalmente l’oggetto.

In questo, è importante fare riferimento alla posizione per la quale ti stai candidando tramite, appunto l’invio del CV.

Ecco subito tre esempi di cosa scrivere come oggetto:

  1. Invio curriculum per candidatura a segretaria/o;
  2. Invio candidatura per impiegato contabile;
  3. Candidatura per impiegato contabile (rif. annuncio del …).

Si tratta naturalmente di esempi adattabili alle diverse posizioni lavorative di turno.

In caso di oggetto mail candidatura spontanea in inglese, basterebbe tradurre quanto scritto in:

  1. Sending curriculum for candidacy to secretary;
  2. Sending application for accounting clerk;
  3. Application for accounting clerk (announce announcement of …).

Fatte queste doverose premesse, entriamo nello specifico di cosa scrivere quando si allega un curriculum nel corpo della mail.

Mail presentazione curriculum: esempio 1

Iniziamo con gli esempi di lettera di presentazione via mail vere e proprie.

Spett.le …,

In relazione all’offerta di collaborazione da Voi pubblicata sul numero … di…, mi permetto di sottoporre alla Vs. Cortese Attenzione il mio Curriculum Vitae, corredato da una breve scheda tecnica relativa alle competenze da me acquisite in ambito di…, attività che svolgo in proprio da molti anni.

Sono attualmente alla ricerca di una Azienda con la quale collaborare stabilmente, e la mia disponibilità per una collaborazione professionale è immediata.

Rendendomi a Voi disponibile per un colloquio presso i Vostri Uffici, Vi ringrazio fin d’ora per la Cortese Attenzione e resto in attesa di un Vostro riscontro.

FIRMA

Mail candidatura spontanea: esempio 2

Gent.mo/a Responsabile del personale,

Mi chiamo …, ho … anni e sono laureato in … a … con ottimi voti.
Nel … ho conseguito il diploma di Master in … presso l’Istituto…
Attualmente lavoro come freelance nel campo del…

Mi ritengo una persona determinata e capace di organizzare il proprio lavoro in modo autonomo, ma credo soprattutto nelle potenzialità del lavoro di squadra.
Potrete trovare tutte le informazioni sul mio percorso formativo e professionale nel Curriculum Vitae allegato alla presente.

Nella speranza di potervi incontrare per un colloquio, porgo Cordiali saluti.

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Cosa scrivere nella mail per inviare un curriculum: esempio 3

mail presentazione curriculum esempioEgregio/a Responsabile del personale,

con la presente, desidero sottoporre alla Sua attenzione il mio curriculum vitae.
Sono laureata in … e già durante la formazione accademica e post laurea ho mostrato particolare interesse per il …

Ho successivamente sviluppato esperienze professionali nell’ambito …
Spero che la mia formazione e le mie esperienze lavorative possano interessarLa e resto a Sua disposizione per ogni chiarimento in merito alla mia candidatura.

Nell’attesa di un Suo cenno di riscontro, porgo i miei migliori saluti.

FIRMA

Lettera di presentazione autocandidatura: esempio 4

Buongiorno,

in riferimento al vostro annuncio di Addetta mensa che ho letto sul vostro sito, mi permetto di sottoporre il mio curriculum alla vostra attenzione per candidarmi a tale posizione.

Pur non avendo esperienza diretta nella mansione ritengo che le mie doti caratteriali, la mia disponibilità e la mia forte motivazione per lavorare nel settore, possano essere di vostro interesse.

Vi informo che risiedendo a …, località vicina a molti dei vostri ristoranti, rimango disponibile anche per lavorare in più luoghi di lavoro, secondo le vostre esigenze.

FIRMA

Lettera di presentazione curriculum: esempio 5

Buongiorno,
Mi permetto di inviarLe in allegato il mio curriculum per candidarmi come addetta mensa nei vostri ristoranti della provincia di Milano.

Ho lavorato nel settore della ristorazione per circa 10 anni, ricoprendo diversi ruoli sia in cucina che nel servizio ai tavoli e alla distribuzione dei pasti.

Sono disponibile fin da subito, nella fascia oraria 8.30-15.30. Le segnalo che sono in mobilità fino al …

In attesa di un Vostro gentile riscontro, si saluta cordialmente.

FIRMA

Lettera presentazione curriculum via mail: motivazioni

Adesso hai più chiaro come scrivere una lettera di presentazione?

In realtà abbiamo ancora alcuni consigli da darti. Ricorda che una lettera accompagnamento cv è anche una lettera motivazionale.

Il semplice curriculum, infatti, aldilà del contenuto che certamente è un primo importante metro di valutazione della tua candidatura, viene presentato indistintamente da tutti. Mentre una bella lettera di candidatura, che possa mettere in evidenza le tue motivazioni e magari le tue idee da applicare al lavoro per far ottenere risultati ai potenziali clienti o datori di lavoro, è qualcosa che può colpire in maniera decisiva chi deve valutarti e che non tutti presentano.

Non solo curriculum vitae e frasi fatte, dunque, ecco cosa scrivere quando si allega un curriculum per posta elettronica.

Chiusura della lettera motivazionale

Prima di chiudere questa guida Unicusano su cosa scrivere quando si allega un curriculum, spostiamo l’attenzione su come concludere una mail / lettera motivazionale.

Avrai notato che in ogni lettera motivazionale esempio che ti abbiamo proposto all’interno di questo articolo, molta enfasi è riservata ai ringraziamenti ed ai saluti finali.

È molto importante, infatti, utilizzare frasi come “Ringraziandovi per questa opportunità, si saluta cordialmente”, oppure “Confidando nella possibilità di incontrarvi personalmente per un colloquio conoscitivo, porgo cordiali saluti”. Nonché sottolineare la tua disponibilità a rimanere a disposizione per qualsivoglia dubbio, richiesta o necessità.

Inoltre, dopo la firma, consigliamo di ricordare i propri contatti: numero di telefono, cellulare, indirizzo/i email, nome dell’eventuale ditta o, se opportuno, numero di Partita Iva.

E con questo, almeno per il momento, è tutto. La nostra guida su cosa scrivere quando si allega un curriculum, almeno per il momento, si conclude qui. Sperando di esserti stati di aiuto, non ci rimane che augurarti di ricevere tante risposte per fissare dei colloqui e, soprattutto, di trovare presto un’occupazione in grado di soddisfare le tue ambizioni e aspirazioni. Buon lavoro.

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Caratteri tesi di laurea: come e quale scegliere

Quali font utilizzare come caratteri la tesi di laurea? E come conciliare il tutto con l’impaginazione generale della tesi di laurea?

Se pensi che queste siano delle domande poco importanti o addirittura da non porti minimamente, sei in errore. Perché oltre i contenuti, anche l’occhio e la forma vogliono giustamente la loro parte. Anche questo è sinonimo di responsabilità e maturità: la tesi non è un documento serio ed importante e la sua impaginazione non può essere lasciato al caso, ma piuttosto l’elaborato va presentato in maniera adeguata e consono al contesto nel quale viene presentato. Non è solo una questione estetica e soggettiva, dunque. Un elaborato di fine laurea fatto come si deve, merita di essere curato anche nei particolari: caratteri scrittura, spazio per dedica tesi e naturalmente la disposizione dei numeri di pagina.

Ma non preoccuparti, se hai bisogno di consigli utili e pratici su questo tema, ecco subito una buona notizia per te: sei nel posto giusto. Dopo la nostra precedente guida su come si scrive la bibliografia, all’interno di questo articolo, parleremo invece proprio dei caratteri tesi di laurea.

Vuoi saperne di più? Molto bene, allora non perdiamo tempo e andiamo subito a scoprire insieme come fare per produrre un elaborato finale davvero perfetto. Caratteri tesi di laurea compresi.

Come si scrive una tesi di laurea: caratteri e impaginazione

Nei paragrafi che seguono andremo dunque a scoprire quali sono i caratteri tesi di laurea più adatti e come utilizzarli al fine di un impaginazione e, più in generale, un elaborato nel suo insieme, davvero perfetto. Buona lettura.

Modello tesi Word: font da utilizzare

Iniziamo subito dai migliori font da utilizzare come caratteri tesi di laurea. Premessa e consiglio numero uno: non pensare solo al tuo gusto estetico, specialmente se generico e astratto, cioè che prescinde dal contesto del documento che stai scrivendo. Esistono infatti delle regole, una prassi, insomma delle linee guida dettate dalla necessità di favorire la leggibilità del testo e rendere il contenuto della tesi facilmente fruibile.

Per tali ragioni, i tipi di font raccomandabili a tal fine, specialmente se usi un modello indice tesi di laurea Word, sono ad esempio questi cinque:

  1. Arial
  2. Calibri
  3. Palatino
  4. Times New Roman
  5. Verdana

Font che hanno in comune una caratteristica ben precisa: la leggibilità. Senza troppi fronzoli né ghirigori.

Più in generale, ai fini di stampa, sono consigliabili font con le cosiddetta grazie. Di cosa si tratta? Hai presenti quegli allungamenti presenti alla estremità delle lettere? Ecco: sono proprio loro ad assegnare ai caratteri tesi di laurea quel senso di eleganza e autorevolezza adatto al contesto. Niente Comic Sans, per intenderci. Bello, ma troppo giocoso, per così dire.

Ultima raccomandazione di questo paragrafo: evita le sottolineature e non abusare di corsivi e grassetti. Va bene utilizzare questi ultimi due per mettere in evidenza e distinguere citazioni e alcune parole, non interi periodi e senza esagerare.

Tesi: carattere 12 o 14?

Chiariti quali sono i font migliori da utilizzare per i caratteri tesi di laurea, passiamo ad un secondo punto chiave da affrontare: la grandezza dei caratteri stessi. Dodici o quattordici? Questo è il dilemma che solitamente ci si pone.

Cerchiamo di fare chiarezza anche su questo dunque. Diciamo che solitamente per quanto riguarda i titoli, si possono utilizzare anche 16 o 18 pt, mentre 14 pt è l’ideale per sottotitoli.

Per il corpo del testo vero e proprio, invece, le dimensioni più adatte sono quelle attorno ai 12pt. Di conseguenza, per le note a fondo pagina meglio non superare un valore di 10 pt.

L’importante è che tutto sia gerarchicamente armonizzato. È logico e naturale, insomma, che i titoli devono essere la parte scritta più in grande, a seguire i sottotitoli e il corpo del testo, per chiudere con le note a piè di pagina.

Interlinee, margini e testo giustificato

Oltre a font e dimensione dei caratteri tesi di laurea, un’impaginazione perfetta prevede anche la cura delle interlinee, ovvero lo spazio da lasciare tra una riga e l’altra, e dei margini laterali.

Nel primo caso, il nostro consiglio è quello di usare un’interlinea compresa tra 1,5 e massimo 2, in modo da rendere il testo più facile da leggere e alleggerire l’impatto alla vista.

Anche i margini sono importanti, in quanto sono determinanti per dare un ordine estetico e visivo all’intero elaborato, rendendolo più gradevole e predisposto alla lettura. Ecco le due regole che consigliamo di applicare in questo caso:

  1. Margine superiore ed inferiore 3 cm ciascuno (quindi 3 sopra e 3 sotto rispetto al testo);
  2. Margine destro e sinistro 3/4cm ciascuno (3 da una parte e 3 dall’altra).

Dulcis in fundo, ultimissimo consiglio che ti invitiamo a seguire: usa il testo giustificato. Questo naturalmente vale allo stesso modo per tutto il contenuto. Testo, note e bibliografia del tuo elaborato vanno “giustificate” ovvero allineate perfettamente in egual maniera.

E con questo, almeno per il momento è tutto. Si conclude qui questa guida Unicusano Bari sui caratteri tesi di laurea. Ora tocca a te: buono studio.

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Come parlare in pubblico senza emozionarsi: 5 consigli utili

Vuoi scoprire come parlare in pubblico senza emozionarsi? La paura del giudizio degli altri o il timore di sbagliare e che le emozioni ti blocchino prendendo il sopravvento, ti terrorizzano?

Calma, fermati un attimo, fai un bel respiro e leggi questo articolo. Al suo intero, infatti, troverai una vera e propria guida su come superare questo tipo di difficoltà, che a dir la verità è abbastanza comune. Sarà come una seduta dallo psicologo. E cosa fa lo psicologo? Naturalmente studia la psicologia e le implicazioni che essa ha sul tuo modo di essere e di esprimerti.

Ma non è tutto: ti forniremo consigli, suggeriremo esercizi per parlare in pubblico, forniremo trucchi per aiutarti a superare il problema. Se di problema si tratta, ovviamente.

Vuoi saperne di più? Allora non perdiamo tempo ed entriamo subito nel merito. Andiamo a scoprire come parlare in pubblico senza emozionarsi. Buona lettura.

Imparare a parlare bene in pubblico: ecco come fare

Nei paragrafi che seguono, affronteremo sotto diversi aspetti la paura di parlare in pubblico. Troverai in particolare informazioni sul perché questo risulta difficile a molti e cinque consigli pratici da seguire per arginare o superare tale difficoltà. Perché il nostro obiettivo è proprio quello di aiutare e te, e tutti coloro che ci leggono, a capire come parlare in pubblico senza emozionarsi.

Parlare o leggere in pubblico: fobia

Non si può cercare di capire come parlare in pubblico senza emozionarsi, non citando quelle che vengono chiamate convinzioni condizionali. Si tratta di ipotesi o timori che possono innescarsi inconsciamente nella tua sfera emotiva basate sulla classica forma de SE > ALLORA. Delle deduzioni pretestuose o dovute a un disagio o timore che finiscono per inibire la persona.

Per intenderci, i se potrebbero equivalere, ad esempio a “Se si notasse che sono in ansia” o “se mi bloccassi”, “se commettessi qualche errore o mostrassi incertezza”. Mentre gli allora sono legati al terrore che queste situazioni ipotetiche possano determinare una brutta figura, risultando non all’altezza della situazione e simili.

Ma non è tutto, perché a loro volta le convinzioni condizionali possono anche provocare la comparsa di pensieri automatici negativi. Come ad esempio preoccupazioni legate alla possibilità che tremi la voce, che possa balbettare, dire cose che non interessano a nessuno o addirittura essere colti da un attacco di panico, fare la figura del fallito. 

Capita anche a te? Allora potresti rientrare in questa casistica. Il primo consiglio è proprio questo: cerca di capire se la tua è una vera e propria fobia oppure no. Ma anche qualora si configurasse il primo scenario, nessun dramma. Esistono infatti esercizi per parlare in pubblico e terapie specifiche per il superamento di questa fobia. Dalle pratiche di meditazione alla respirazione, fino alla postura, possono aiutarti a fare progressi e superare questa difficoltà. E questo era il consiglio utile numero due.

Parlare in pubblico: trucchi

A quest punto, è giunto il caso di svelarti altri consigli su come parlare in pubblico senza emozionarsi, o quantomeno avere il controllo su se stessi. Perché un minimo di emozione è naturale che possa esserci sempre, l’importante è cercare di gestirla.

  1. Preparati ed esercitati: organizza gli argomenti in mappe mentali o concettuali, ripeti il discorso allo specchio o registrati in modo da riascoltarti e perfezionarlo;
  2. Cerca di parlare di arogmenti che conosci o che vivi in prima persona;
  3. Per superare l’imbarazzo che ti da la presenza del pubblico, prova a fissare un punto nella platea, o oltre, e concentra lì il tuo sguardo.

Si tratta di tecniche per parlare in pubblico che possono anche sembrare scontate, ma ti assicuriamo che non sono mai banali. Anzi, vengono spesso ed erroneamente sottovalutate.

Ricapitolando ecco i nostri 5 consigli per riuscire a parlare in pubblico: respirazione ed esercizi pratici, prepararsi, padroneggiare gli argomenti trattati, fissare un punto nella platea, ma prima di tutto comprendere la natura e l’entità del problema.

Il panico del microfono

Prima di concludere questa guida di Unicusano Bari su come parlare in pubblico senza emozionarsi, poniamo l’accento su una particolare situazione legata a questo contesto: la paura di parlare al microfono. Una situazione che spesso conduce a posizionare questo strumento di amplificazione in posizioni che rendono difficile, a chi ascolta, comprendere quello che si sta dicendo. L’esempio più classico è quello di parlare con il microfono attaccato alla bocca oppure, in casi più rari, troppo distante. Questo va evitato, perché se il pubblico non capisce quello che dici, potresti sentirti a disagio.

Per evitare questo errore, prova a ricordare che l’importante non è il microfono, ma quello che dici. E se ti sei preparato o padroneggi l’argomento in ballo, puoi farcela. E se ti trovassi a dover improvvisare? Mantieni la calma, parla un po’ più lentamente e non cercare di strafare, limitati a dire ciò che realmente sai. La semplicità e la sincerità pagano anche più spesso di quanto si possa pensare.

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Scrittori russi: la nostra top ten

Leggere e la tua passione e vuoi conoscere i più importanti scrittori russi di sempre? Ottima idea.

La letteratura russa, infatti, annovera al suo interno alcuni tra i migliori scrittori contemporanei e della storia. Sono diversi gli autori russi che hanno lasciato il segno in diverse epoche, soprattutto moderne, dalla poesia al romanzo storico, dagli scritti religiosi a quelli politici, dai libri sulla vita ai grandi classici da leggere. Un’arte che ha accompagnato le controverse vicende storiche del Paese, che si intreccia con le traduzioni bizantine, i rivoluzionari sovietici, il regime comunista, i pittori futuristi, la guerra. Fino ad arrivare ai giorni nostri.

Ed è proprio dei migliori scrittori russi che parliamo in questo articolo. Se sei affascinato da tutto questo, non perderti il resto di questa e vera propria guida sul tema.

Autori russi da leggere

Nei paragrafi che seguono, andremo dunque a conoscere più da vicino dieci scrittori russi famosi e magari qualcuno anche meno noto, ma che merita assolutamente di essere letto. Per farlo abbiamo stilato una top ten, nella quale abbiamo cercato di comprendere nomi che provenissero dalle più diverse fasi storiche e influenze letterarie possibili. Buona lettura.

Daniil Palomnik: uno dei primi autori russi della storia

Iniziamo dalla storia: la letteratura russa antica proviene principalmente dalla Rus’ di Kiev, un entità monanarchica medioevale considerata il più antico Stato organizzato slavo-orientale.

Questa era prevalentemente rappresentata dalla traduzione in paleoslavo di letteratura bizantina. Si tratta soprattutto di testi religiosi e che generalmente risultano essere anonimi. Forse il primo di cui si conoscere l’autore è invece il racconto del Pellegrinaggio in Palestina del priore Daniil Palomnik, datato 1107. Palomnik, che in italiano significa “il viaggiatore” o “il pellegrino”, è stato un monaco cristiano e scrittore russo, ricordato per essere stato il primo pellegrino in Terrasanta proveniente proprio dalla Rus’ di Kiev che abbiamo citato in precedenza, nonché uno dei primi autori in lingua russa.

Nikolaj Gogol’ e l’epoca d’oro

Il vero punto di svolta per la letteratura russa è avvenuto all’inizio del XIX secolo. Un periodo storico che ha visto sbocciare attraverso il Romanticismo una generazione di grandi scrittori russi, passata agli annali come epoca d’oro. Fra questi Nikolaj Vasil’evič Gogol’ (1809-1852).

Di lui, un altro grande artista di cui parleremo tra poco, Dostoevskij, raccontava:

«Siamo tutti usciti da Il cappotto di Gogol’».

Già questo rende l’idea di quanto la sua figura e le sue opere siano state di ispirazione per la letteratura russa venuta dopo di lui. Dal suo genio sono nate opere straordinarie come Le anime morte,  La confessione dell’autore e tantissimi altri capolavori.

Fëdor Dostoevskij (1821-1881)

Ed eccoci al già citato, non a caso, Fëdor Michajlovič Dostoevskij, considerato insieme a Tolstoj uno dei più grandi pensatori, intellettuali, romanzieri e scrittori russi della storia.

I suoi sono certamente tra i romanzi russi più belli di sempre. Tra questi ricordiamo:

  1. Povera gente (1844);
  2. Il sosia (1845);
  3. Il giocatore (1866);
  4. Delitto e castigo (1866);
  5. L’idiota (1869);
  6. L’adolescente (1875);
  7. I fratelli Karamazov (1878-1880).

Tra i racconti più affascinanti, citiamo anche:

  1. Il signor Procharčin (1846);
  2. La padrona (1847);
  3. Il ladro onesto (1848);
  4. Le notti bianche (1848);
  5. Un piccolo eroe (1849);
  6. Note invernali su impressioni estive (1863);
  7. La mite (1876);
  8. Il sogno di un uomo ridicolo (1877).

Ma l’elenco completo delle opere che merita almeno una menzione sarebbe davvero lungo.

Lev Tolstoj (1828-1910)

Tra i libri scrittori russi più belli di sempre, troviamo anche quelli di un altro grandissimo autore che non abbiamo potuto fare a meno di menzionare già all’interno di questo articolo. E questo la dice lunga sulla sua importanza per tutto il movimento e la storia della letteratura russa.

Stiamo parlando di Lev Tolstoj (nome completo Lev Nikolàevič Tolstòj), autore di romanzi dal successo internazionale come Guerra e pace e Anna Karenina. Ma i suoi scritti hanno segnato la storia anche da un altro punto di vista: i suoi scritti furono fonte di ispirazione per la lotta non-violenta dei cosiddetti tolstoiani e del Mahatma Gandhi.

Anton Čechov (1860-1904)

Altro autore russo che ha contribuito all’epoca d’oro è senza dubbio Anton Pavlovič Čechov.

Di lui ricordiamo in particolare la sua opera teatrale essenziale, ma anche una serie di racconti brevi che lo hanno reso uno degli scrittori russi più importanti di tutti i tempi.

Aleksandr Blok e il simbolismo russo

Facciamo adesso un salto dall’epoca d’oro a quella del simbolismo russo, un movimento che cambierà con la rivoluzione del 1905.

In questo contesto spicca la figura di Aleksandr Blok (1880-1921), per il quale la Sofia di Solov’ëv è diventata una donna da bettola, una “Sconosciuta”, che è vista come la stessa Russia.

Vladimir Vladimirovič Majakovskij

Eccoci giunti alla categoria scrittori russi 900.

Partiamo da Majakovskij: cantore della rivoluzione d’ottobre, poeta futurista, ma anche drammaturgo, regista teatrale, attore, artista a tutto tondo.

Le sue opera vanno dal teatro ai cinescenari, dalle poesie ai poemi. Come All’amato me stessoLa Cimice (1928), La nuvola in calzoni (1915) e Di questo (1923).

Sergej Esenin, i poeti-contadini e l’epoca d’argento (1895-1925)

Dopo l’epoca d’oro, ecco quella d’argento. Questa annovera fra i suoi principali protagonisti Esenin, scrittore dotato di una personalità talmente romantica da innamorarsi frequentemente e avere tre mogli e molte amanti. un poeta contadino che ci ha lasciato in eredità opere come Confessioni di un teppista (1924) o L’uno nero.

Vladimir Nabokov (1899-1977)

Proseguiamo sul solco degli scrittori russi contemporanei chiamando in causa Vladimir Vladimirovič Nabokov

Tra i suoi temi preferiti la frammentazione sociale, il sesso (è lui, ad esempio, l’autore di Lolita), la distopia, l’entomologia e gli scacchi. Uno dei più grandi scrittori russi tra prima guerra mondiale e seconda.

Aleksandr Solženicyn (1918-2008)

Concludiamo questo nostro viaggio tra gli scrittori russi, con un autore scomodo. Solženicyn è stato costretto all’illegalità o all’esilio, a causa dei suoi scritti di denuncia contro i crimini del comunismo. È soprattuto grazie a questo Premio Nobel per la letteratura nel 1970 che conosciamo la verità sui gulag e tante altre atrocità del regime sovietico.

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