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Come studiare velocemente e bene: 4 tecniche da provare

L’apprendimento fa parte della vita quotidiana, a prescindere dal numero di esami da sostenere. Dovremmo sempre sforzarci di imparare, ma ci vuole tempo e il tempo è prezioso.

Quindi, come puoi sfruttare al massimo il tuo tempo accelerando il processo di apprendimento? Grazie alle neuroscienze, ora abbiamo una migliore comprensione di come apprendiamo e dei modi più efficaci in cui il nostro cervello elabora e mantiene le informazioni.

Se desideri studiare velocemente e bene ecco le 4 tecniche comprovate per iniziare ad espandere le tue conoscenze.

Impara le stesse informazioni in vari modi

Concentrati sull’apprendimento in più di un modo. La ricerca (Willis, J. 2008) mostra che media diversi stimolano diverse parti del cervello per memorizzare informazioni su quell’argomento. Più aree del cervello vengono attivate, più è probabile che capirai e conserverai quanto appreso. Ciò rende tali informazioni più interconnesse e integrate nel cervello, aiutandoti a imparare veramente le informazioni e non solo a memorizzarle.

Puoi farlo usando diversi media per stimolare diverse parti del cervello, come leggere note, leggere il libro di testo, guardare un video e ascoltare un podcast o un file audio sull’argomento. Più risorse usi, più velocemente imparerai. Naturalmente, non sarai in grado di fare tutte queste cose in una sola sessione di studio. Ma, ogni volta che rivedi l’argomento, puoi utilizzare tutte queste modalità a tuo vantaggio per studiare più velocemente.

Migliora le tue capacità di prendere appunti

Anche se potrebbe sembrare che scrivere gli appunti su un laptop durante una conferenza o una lezione possa velocizzare lo studio, in realtà non è così. Per accelerare il tuo apprendimento, evita il laptop e prendi appunti alla vecchia maniera, con carta e penna. Diversi studi hanno dimostrato che coloro che scrivono a tastiera gli appunti delle lezioni, elaborano e conservano le informazioni a un livello inferiore. Coloro che prendono appunti a mano, in realtà consolidano più facilmente l’apprendimento.

Mentre prendere appunti a mano è più lento e più complicato rispetto alla digitazione, l’atto di scrivere le informazioni favorisce la comprensione e la memorizzazione. Inoltre, la modifica delle informazioni con le tue parole ti aiuterà a conservare le informazioni più a lungo.

Migliori sono le tue note, più velocemente imparerai. Saper prendere appunti accurati ti aiuterà a ricordare i concetti, acquisire una comprensione più profonda dell’argomento e sviluppare capacità di apprendimento significative. Quindi, prima di imparare un nuovo argomento, assicurati di apprendere diverse strategie per prendere appunti, come il Metodo Cornell, che ti aiuta a organizzare gli appunti presi durante la lezione in riassunti facilmente schematizzabili.

Qualunque sia il metodo utilizzato, alcuni suggerimenti di base per prendere appunti includono:

  • Ascoltare e prendere appunti con le proprie parole.
  • Lasciare spazi e linee tra le idee principali in modo da poterle rivisitare in un secondo momento e aggiungere informazioni.
  • Sviluppare un sistema coerente di abbreviazioni e simboli per risparmiare tempo.
  • Imparare ad estrarre informazioni importanti e a ignorare informazioni banali.

Prova un metodo mnemonico

Uno dei modi migliori per memorizzare rapidamente una grande quantità di informazioni è utilizzare una tecnica mnemonica: un modello di lettere, suoni o altre associazioni che aiutano ad imparare qualcosa. Uno dei metodi mnemonici più popolari è quello che abbiamo imparato all’asilo: la canzone dell’alfabeto. Questa canzone aiuta i bambini a ricordare le loro “ABC”, e rimane profondamente radicata nella nostra memoria da adulti.

Le tecniche mnemoniche ti aiutano a semplificare, riepilogare e archiviare le informazioni per facilitarne l’apprendimento. Possono essere davvero utili per gli studenti delle facoltà di medicina o della facoltà di giurisprudenza a Bari, o per le persone che studiano una nuova lingua. Quindi, se hai bisogno di memorizzare e archiviare grandi quantità di nuove informazioni, prova un metodo mnemonico e ti accorgerai di ricordare le informazioni con meno difficoltà di quanto non ti aspettassi.

Un altro ottimo modo per studiare più velocemente è quello di utilizzare l’apprendimento relazionale, che comporta il collegamento di nuove informazioni con argomenti già appresi. Ad esempio, se stai imparando qualcosa su Romeo e Giulietta, potresti associare ciò che apprendi sull’opera teatrale a una conoscenza precedente di Shakespeare, il periodo storico in cui l’autore ha vissuto e altre informazioni pertinenti. Trovando modi per adattare le nuove informazioni alle conoscenze preesistenti, troverai molti collegamenti nel nuovo materiale. Questo ti aiuterà a capirlo fondamentalmente meglio e sarai in grado di richiamarlo in modo più accurato.

Ricorri a pause e piccole sessioni di studio

Per molti anni si è pensato che il multitasking potesse dare un vantaggio significativo rispetto allo svolgere una singola attività alla volta. Tuttavia, la ricerca ora suggerisce che il multitasking può effettivamente rendere l’apprendimento meno efficace: passando rapidamente da un’attività all’altra, imparerai più lentamente, diventerai meno efficiente e commetterai più errori. Come evitare i pericoli del multitasking? Inizia concentrando la tua attenzione sul compito da svolgere e continua a lavorare per un periodo di tempo prestabilito.

L’uso di sessioni di studio brevi e distanziate incoraggerà l’apprendimento significativo, al contrario di lunghe sessioni che promuovono solo l’apprendimento meccanico. Il sovraccarico di informazioni è un rischio reale. Per imparare qualcosa di nuovo, il nostro cervello deve inviare segnali ai nostri recettori sensoriali per salvare le nuove informazioni, ma lo stress e il sovraccarico impediranno al cervello di elaborare e archiviare le informazioni in modo efficace.

Quando siamo confusi, ansiosi o ci sentiamo sopraffatti, il nostro cervello smette di memorizzare. Puoi vederlo accadere quando gli studenti ascoltano lezioni lunghe e dettagliate e smettono di prestare attenzione a ciò che viene detto. Distanziare le sessioni è molto efficace, perché è più facile memorizzare con piccole sessioni di studio e restare motivato per imparare. Anche una pausa di cinque minuti può alleviare l’affaticamento del cervello e aiutarti a rifocalizzare.

Tutte queste tecniche e suggerimenti sono orientati ad aiutarti a studiare meglio, più velocemente. Ma per essere un vero maestro dell’apprendimento devi giocare sul lungo termine. Inizia col trasformare ogni suggerimento in un abitudine di studio coerente: concentrati solo su un nuovo metodo a settimana per consolidarlo, perché non è necessario implementare tutto in un colpo solo.

L’aspetto principale dello studio non è studiare per un periodo di tempo più lungo, ma studiare in modo più intelligente.

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Cos’è e a cosa serve il cloud computing?

Pur sembrando un concetto in apparenza nuovo, il termine “cloud computing” è in realtà in circolazione da molto tempo.

Già negli anni Sessanta gli uffici informativi offrivano alle aziende la possibilità di affittare “tempo” su un mainframe, piuttosto che acquistarne uno da soli. Questi servizi di “time-sharing” sono stati in gran parte superati dall’ascesa del PC, che ha reso il possesso di un computer molto più conveniente, e poi a sua volta dall’aumento dei data center aziendali in cui le aziende avrebbero archiviato grandi quantità di dati.

Ma il concetto di affittare l’accesso alla potenza di calcolo è riapparso ancora: nei fornitori di servizi applicativi, nei servizi di pubblica utilità e nel grid computing della fine degli anni ’90 e dei primi anni 2000. Da qui l’ascesa del cloud computing, che ha davvero preso piede con l’emergere dell’infrastruttura SaaS e di provider di cloud computing come Amazon Web Services.

Che cos’è il cloud computing, in termini semplici?

Il cloud computing è la fornitura di servizi in cloud su richiesta – dalle applicazioni alla potenza di archiviazione e di elaborazione – in genere su Internet e in modalità pay-as-you-go. Praticamente qualsiasi servizio che non richiede la presenza fisica nell’hardware del computer in uso può ora essere erogato tramite il cloud.

In parole povere, il cloud computing permette di archiviare e accedere a dati e programmi su Internet anziché sul disco rigido del computer. Il cloud è solo una metafora di Internet.

Come funziona il cloud computing?

Invece di possedere la propria infrastruttura informatica o data center, le aziende possono noleggiare l’accesso a qualsiasi cosa, dalle applicazioni allo storage da un fornitore di servizi cloud.

Uno dei vantaggi dell’utilizzo dei servizi di cloud computing è che le aziende possono ridurre i costi iniziali e la complessità della proprietà e della manutenzione della propria infrastruttura IT, e invece semplicemente pagare per ciò che usano, quando lo usano.

A loro volta, i fornitori di servizi di cloud computing possono beneficiare di notevoli entrate su scala offrendo gli stessi servizi a una vasta gamma di clienti.

Quali sono esempi di cloud computing?

Il cloud computing è alla base di numerosi servizi. Ciò include servizi per i consumatori come Gmail o il backup su cloud delle foto sullo smartphone, oltre ai servizi che consentono alle grandi aziende di ospitare tutti i loro dati ed eseguire tutte le loro applicazioni nel cloud. Netflix si affida ai servizi di cloud computing per eseguire il suo servizio di streaming video. Oggi una varietà di organizzazioni che vanno dalle piccole startup alle multinazionali sta abbracciando questa tecnologia.

Il cloud computing sta diventando l’opzione predefinita per molte app: i fornitori di software offrono sempre più le loro applicazioni come servizi su Internet piuttosto che come prodotti autonomi nel tentativo di passare a un modello di abbonamento. Tuttavia, esiste un potenziale svantaggio del cloud computing, in quanto può anche introdurre nuovi costi e nuovi rischi a livello di sicurezza per le aziende che lo utilizzano.

I servizi basati sul cloud computing

I servizi di cloud computing rientrano in 4 categorie: infrastruttura come servizio (IaaS), piattaforma come servizio (PaaS) e software come servizio (SaaS). Questi sono talvolta chiamati stack di cloud computing, perché si costruiscono uno sopra l’altro.

Che cos’è l’Infrastruttura come servizio (IaaS)?

L’nfrastructure-as-a-Service (IaaS) è la categoria più elementare di servizi di cloud computing che consente di noleggiare l’infrastruttura IT (server o VM) da un provider cloud in base al principio del pagamento in base al consumo. L’uso dell’infrastruttura Iaas semplifica l’innovazione, riduce i tempi di implementazione di nuove applicazioni e servizi e riduce i costi di manutenzione in corso. Tuttavia, non è abbastanza sicura per la maggior parte dei dati critici.

Che cos’è la Piattaforma come servizio (Paas)?

Platform-as-a-service (PaaS) si riferisce alla fornitura di un ambiente su richiesta per lo sviluppo, il test, la consegna e la gestione di applicazioni software. È progettato per creare rapidamente app Web o mobili, senza preoccuparsi di configurare o gestire l’infrastruttura sottostante di server, archiviazione, rete e database necessari per lo sviluppo.

Cos’è il Software come servizio (SaaS)?

Software-as-a-service (SaaS) è ​​un metodo per fornire applicazioni software su Internet in base alla domanda e in base ad un abbonamento. SaaS ti aiuta a ospitare e gestire l’applicazione software e l’infrastruttura sottostante e gestire qualsiasi manutenzione (aggiornamenti software e patch di sicurezza).

Probabilmente la versione del cloud computing a cui la maggior parte delle persone è abituata quotidianamente: l’hardware e il sistema operativo sottostanti sono irrilevanti per l’utente finale, che accederà al servizio tramite un browser Web o un’app.

 I diversi tipi di cloud computing

A seconda del tipo di dati con cui si lavora, si può ricorrere a cloud pubblici, privati e ibridi, che si differenziano tra loro per diversi livelli di sicurezza e gestione.

  • Cloud pubblico: l’intera infrastruttura informatica si trova nei locali di una società di cloud computing che offre il servizio cloud. Si tratta del classico modello di cloud computing, in cui gli utenti possono accedere a un ampio pool di potenza di elaborazione su Internet (sia IaaS, PaaS o SaaS). Motivo per cui viene spesso utilizzato per applicazioni meno sensibili che richiedono una quantità variabile di risorse.
  • Cloud privato: ospita da solo un’intera infrastruttura informatica e non è condivisa. Il livello di sicurezza e controllo è massimo durante l’utilizzo di una rete privata. Le aziende possono controllare esattamente dove vengono conservati i loro dati e possono costruire l’infrastruttura nel modo che desiderano, in gran parte per i progetti IaaS o PaaS, per fornire agli sviluppatori l’accesso a un pool di potenza di elaborazione che si ridimensiona su richiesta senza mettere a rischio la sicurezza.
  • Cloud ibrido: utilizza cloud pubblici e privati, a seconda del loro scopo. Può ospitare le applicazioni più importanti sui tuoi server per mantenerle più sicure e applicazioni secondarie altrove.
  • Community Cloud: è un tipo di cloud condiviso tra le organizzazioni con un obiettivo comune o adatto a una gruppo specifico.

I vantaggi del cloud computing

I vantaggi esatti variano in base al tipo di servizio cloud utilizzato ma, fondamentalmente, l’utilizzo dei servizi cloud significa che le aziende non devono acquistare o mantenere la propria infrastruttura informatica.

Non è più necessario acquistare server, aggiornare applicazioni o sistemi operativi o smantellare e smaltire hardware o software quando non bisogna aggiornare il sistema, poiché è tutto a carico del fornitore. Per le applicazioni di largo consumo, come la posta elettronica, può avere senso passare a un fornitore di servizi cloud, piuttosto che fare affidamento su competenze interne.

Inoltre, le aziende pagano solo per i servizi che effettivamente utilizzano. Se un’applicazione viene utilizzata solo in un determinato momento della settimana o dell’anno, può avere senso finanziario averla su cloud, piuttosto che disporre di hardware e software dedicati inattivi per la maggior parte del tempo.

Mentre può essere facile iniziare a utilizzare una nuova applicazione cloud, la migrazione di dati o app esistenti sul cloud può essere piuttosto complicata e costosa. Soprattutto se si considera che i professionisti specializzati in questo settore sono un numero particolarmente esiguo. Il master di II livello in Digital leadership in Government &Public Sector, offre anche un focus sul cloud computing come mezzo per innovare la Pubblica Amministrazione. Essendo un servizio nuovo ed in continua evoluzione, iniziare un percorso di formazione nelle nuove tecnologie cloud può aprire interessanti scenari lavorativi.

 

 

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Come si è evoluta la libertà di informazione nell’era di internet?

La libertà di informazione o il diritto all’informazione possono essere definiti come il diritto di accedere alle informazioni detenute da enti pubblici. È parte integrante del diritto fondamentale alla libertà di espressione, come riconosciuto dalla risoluzione 59 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite adottata nel 1946, nonché dall’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948).

In Italia, il diritto alla libertà di espressione è stabilito dall’articolo 11, che prevede quanto segue:

1. Ogni persona ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.

2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.

Negli ultimi 10 anni, il diritto all’informazione è stato riconosciuto da un numero crescente di paesi, compresi quelli in via di sviluppo, attraverso l’adozione di un’ondata di leggi FOI.

Internet ha rivoluzionato il diritto alla libertà di espressione. Da un lato, autorizza la libertà di espressione fornendo agli utenti nuovi mezzi di espressione. D’altra parte, il libero flusso di informazioni ha sollevato la richiesta
regolamentazione dei contenuti, non ultimo per limitare l’accesso dei minori a contenuti potenzialmente dannosi e arginare la diffusione di fake news.

INTERNET COME PRINCIPALE FONTE DI INFORMAZIONE

Ciò che era semplicemente una previsione alcuni anni fa è quasi diventato una realtà. Il pubblico richiede informazioni personalizzate, disponibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7, ovunque. Internet ha completamente cambiato la realtà dei media e si è posizionata come un metamedia, in cui gruppi di media e altre piattaforme con la loro rispettiva selezione di contenuti, pubblicano e interagiscono con il pubblico.

Con questa nuova fonte di informazione virtuale e dinamica, i supporti di stampa hanno subito un drastico calo del numero di lettori e in termini di investimenti da parte degli inserzionisti. Nel frattempo, i media digitali si sono evoluti rapidamente e prolifera l’accesso alle informazioni attraverso vari dispositivi, in particolare i dispositivi mobili. Questa varietà di dispositivi che abbiamo continuamente a nostra disposizione sta creando un nuovo fenomeno chiamato media meshing, che prevede la fruizione di media diversi contemporaneamente. Ad esempio, rafforzando l’esperienza di un programma televisivo tramite un’app mobile.

L’ascesa dei media digitali e dei social media ha portato il consumatore a richiedere contenuti personalizzati e informazioni localizzate. Le informazioni personalizzate hanno portato, da un lato, a una proliferazione dei media focalizzata su ciascun obiettivo e, dall’altro, alla segregazione degli utenti in piccoli gruppi. Il consumo dei media è stato frammentato in modo che gli utenti possano preselezionare ciò che vogliono leggere, ascoltare o vedere.

IL POTERE DELL’INFORMAZIONE DIGITALE

Disinformazione e propaganda diffuse online hanno avvelenato la sfera pubblica. La raccolta sfrenata di dati personali ha ristabilito l’importanza della privacy. Una minoranza di paesi si sta muovendo verso l’autoritarismo digitale abbracciando il modello cinese basato sulla censura e i sistemi di sorveglianza automatizzata. Come risultato di queste tendenze, la libertà di informazione su Internet è diminuita per l’ottavo anno consecutivo nel 2019.

Gli eventi degli ultimi anni hanno confermato che Internet può essere usato per sconvolgere le democrazie tanto quanto per destabilizzare le dittature. Nell’aprile 2018, il fondatore e amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg ha testimoniato in due sedute congressuali sul ruolo della sua società nello scandalo Cambridge Analytica, in cui è stato rivelato che Facebook aveva sfruttato i dati di 87 milioni di utenti a scopi politici.

Il caso è diventato un precedente di come le informazioni personali siano sempre più utilizzate per influenzare i risultati elettorali. Gli hacker russi hanno preso di mira le liste elettorali statunitensi in diversi stati, come parte degli sforzi più ampi del Cremlino per minare l’integrità delle elezioni del 2016 e da allora, i tecnici in materia di sicurezza hanno scoperto ulteriori violazioni dei dati che colpiscono 198 milioni di americani, 93 milioni di messicani, 55 milioni di filippini, e 50 milioni di elettori turchi.

Con o senza intenzioni maligne, Internet e i social media in particolare possono influenzare i cittadini, politicamente e socialmente, alimentando l’ostilità tra le diverse comunità. Negli ultimi 12 mesi in Bangladesh, India, Sri Lanka e Myanmar, voci false e propaganda odiosa, diffuse online, hanno portato allo scoppio di esplosioni violente contro le minoranze etniche e religiose. Tali fratture spesso servono gli interessi delle forze antidemocratiche nella società, nel governo o in stati stranieri ostili, che le incoraggiano attivamente attraverso la manipolazione dei contenuti.

Mentre le società democratiche lottano con le sfide di una sfera online più pericolosa e contestata, i leader di Pechino hanno intensificato gli sforzi per utilizzare i media digitali per aumentare il proprio potere, sia in patria che all’estero. La Cina è stata ancora una volta il peggior violatore della libertà di Internet nel 2018 e, nell’ultimo anno, il suo governo ha ospitato funzionari dei media di decine di paesi per seminari di due e tre settimane sul suo tentacolare sistema di censura e sorveglianza. Inoltre, le sue società hanno fornito hardware di telecomunicazione, tecnologia avanzata di riconoscimento facciale e strumenti di analisi dei dati a una varietà di governi con scarsi dati sui diritti umani, che potrebbero essere di beneficio ai servizi di intelligence cinesi e alle autorità repressive locali. L’autoritarismo digitale viene promosso come un modo per i governi di controllare i propri cittadini attraverso la tecnologia,

LE RESTRIZIONI DEGLI AUTORITARISMI

In una sola generazione Internet ha cambiato il modo in cui produciamo e sperimentiamo quasi tutti i media.

I governi di paesi autoritari, come l’Egitto e l’Iran, hanno imposto leggi sui media restrittive da applicare agli utenti dei social media, bloccando alcune piattaforme e limitando i servizi di comunicazione stranieri. La Cina, la Russia e altri stati repressivi chiedono anche alle aziende di archiviare i dati dei loro cittadini all’interno dei loro confini, in modo che le agenzie di sicurezza possano accedere alle informazioni.

Garantire la libertà di Internet contro l’ascesa dell’autoritarismo digitale è fondamentale per proteggere la democrazia nel suo insieme. La tecnologia dovrebbe consentire ai cittadini di fare le proprie scelte sociali, economiche e politiche senza coercizione o manipolazione nascosta. Internet è diventato la sfera pubblica moderna e i social media e i motori di ricerca hanno sia un potere sconfinato che una pesante responsabilità nel garantire che le loro piattaforme possano essere messe al servizio del bene pubblico.

Se gli organismi antidemocratici continuano a sfruttare il potere di internet, ai cittadini verrà negato uno spazio per articolare i valori condivisi, discutere le questioni politiche e risolvere pacificamente le controversie sociali.

Se la democrazia deve sopravvivere nell’era digitale, le aziende tecnologiche, i governi e la società civile devono lavorare insieme per trovare soluzioni reali ai problemi della manipolazione dei social media e della raccolta di dati personali. Quando si tratta di proteggere i dati, gli utenti devono avere il potere di scongiurare indebite intrusioni nella loro vita personale da parte sia del governo che delle società. La libertà globale di Internet può e dovrebbe essere l’antidoto all’autoritarismo digitale. La salute delle democrazie del mondo dipende dalla libertà di informazione.

Chi desidera intraprendere un percorso professionale nel mondo della comunicazione, può iscriversi al Masteri di I livello in “Professione Reporter“, istituito da Unicusano per i laureati che desiderano approfondire i media in tutte le loro forme.

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Come prendere appunti di ingegneria? La guida completa

Essere uno studente di ingegneria è una sfida, ma ne vale la pena. Con la tua laurea in ingegneria, puoi trovare una carriera appagante in un campo che ti entusiasma. Sui banchi, è importante affinare le tue abilità in matematica e fisica; questi campi sono necessari indipendentemente dal tipo di percorso in ingegneria che hai intrapreso.

Poiché i programmi di ingegneria sono rigorosi, è importante frequentare ogni lezione e dedicare molto tempo allo studio fuori dall’aula. Una volta affinate le tue capacità di studio, sarai in grado di completare test e progetti.

Trovare un proprio metodo di studio è di fondamentale importanza per riuscire in questo campo. Prendere appunti è una parte importante di questo processo. Di seguito alcuni consigli su come studiare ingegneria e imparare a prendere appunti.

Prendere appunti in modo efficace

Annota tutte le formule che il tuo professore ritiene importanti da sapere. Ma abbi cura di annotare più della semplice matematica. Le tue note dovrebbero anche includere informazioni su come applicare le regole e la logica dietro di esse. Non preoccuparti di cercare di scrivere ogni singola parola del professore: concentrati invece sui concetti.

Se i professori sono soliti pubblicare presentazioni su PowerPoint online, puoi utilizzarle per integrarli con le tue note. Tieni un taccuino separato con le informazioni importanti per poterle reperire in maniera facile e veloce. Esistono alcuni concetti e formule chiave che verranno utilizzati in più corsi. Copiali nei tuoi quaderni di appunti, ma annotali anche in un taccuino separato. In questo modo, puoi facilmente trovare tutte le tue informazioni più importanti.

Prima che inizi la lezione, cerca di procurarti eventuali dispense didattiche riguardanti l’argomento del giorno. Avere questo materiale guida minimizza il rischio di perdere informazioni importanti e può aiutarti a capire meglio cosa sta dicendo il professore.

Rileggi immediatamente i tuoi appunti. Dopo la lezione o l’incontro, rivedi i tuoi appunti appena puoi. Annota eventuali punti che richiedono chiarimenti o che non capisci. Revisionare rapidamente i tuoi appunti dopo averli scritti ti permette di capire cosa hai compreso e cosa invece necessita di approfondimento.

Copia le tue note in una versione in bella per memorizzare il materiale. Ogni 2-3 settimane, copia gli appunti che hai preso durante la lettura e la partecipazione alle lezioni. Ogni copia dovrebbe essere un po’ più breve. Man mano che acquisisci familiarità con il materiale, non ti sembrerà di dover scrivere ogni singolo dettaglio. Ogni volta che copi le tue note, scrivi un sommario di 1-2 pagine delle informazioni. Puoi usarlo per prepararti in vista degli esami. Se hai un’ottima memoria visiva, potresti scrivere diversi concetti utilizzando colori diversi, per separare anche cromaticamente soggetti o idee.

Mantieni i tuoi appunti organizzati scrivendo dettagli importanti nella parte superiore di ogni pagina. Includi informazioni come la data, le informazioni bibliografiche e il numero di pagina delle tue note. Annotare i dettagli può semplificarti la ricerca di informazioni specifiche. 

Approfondisci le capacità di problem solving

Quasi tutti i programmi di ingegneria richiederanno diversi semestri di corsi di matematica, per non parlare degli esami di fisica. La matematica e la fisica dipendono entrambe fortemente dall’apprendimento e dall’uso delle formule. Lavora per memorizzare quelli più comunemente usate e capire come applicarle.

Sviluppare abilità di problem solving permette di migliorare le capacità di pensiero critico. Una carriera nel campo dell’ingegneria basa tutto sulla risoluzione di problemi, sia che si tratti di capire come progettare un ponte più sicuro o di capire le procedure di sicurezza per maneggiare i prodotti chimici.

Chiedi ad altri studenti del tuo programma o delle tue lezioni se vogliono unirsi al tuo gruppo di studio. I gruppi di studio sono utili per tutti gli studenti, ma sono particolarmente utili per gli studenti di ingegneria. Alcuni dei vantaggi di lavorare in gruppo includono:

  • Imparare nuovi metodi di studio;
  • Esposizione al problem solving creativo;
  • Esperienza di lavoro con un team, come fanno molti ingegneri;
  • Studiare divertendosi.

Insegnare il materiale a qualcun altro per padroneggiarlo è considerato uno dei modi migliori per memorizzare le informazioni. Essere in grado di insegnare qualcosa significa comprendere a fondo la materia. Esercitati a insegnare a qualcun altro come utilizzare una formula, ad esempio. Ripassa il materiale fino a quando il tuo “studente” non dimostrerà una buona comprensione. Questa è un’ottima attività da provare nel tuo gruppo di studio.

Estendi le tue competenze in altri campi

Segui le lezioni non particolarmente affini alla tua area di studio, in particolare le lezioni di progettazione. Gli ingegneri di maggior successo sono studenti insaziabili, quindi cerca di ampliare le tue abilità in generale. Un corso di progettazione può insegnarti come rappresentare visivamente le informazioni e come esporre un’idea da una prospettiva generale. Un corso di scrittura può affinare le tue abilità nel comunicare le tue idee agli altri. Una business class può prepararti per compiti organizzativi e ruoli di leadership che ti troverai a ricoprire più avanti nella tua carriera.

Affina le tue abilità comunicative, tra cui conversazione, scrittura e presentazione. Le idee migliori e più innovative al mondo non hanno alcuna speranza di superare il tavolo da disegno se non si è in grado di comunicarle in modo efficace. E oggi, la maggior parte delle comunicazioni tecniche tra i membri del team e la leadership avviene tramite e-mail, che è una forma di scrittura. Impara a presentare un argomento in modo semplice e senza agenda e leggi sempre le e-mail una o due volte prima di inviarle.

Imparare un’altra lingua è quasi d’obbligo per un ingegnere. L’ingegneria non conosce confini politici o culturali: gli ingegneri sono richiesti in tutto il mondo. Aumenta il tuo valore diventando bravo in un’altra lingua e non aver paura di pensare alla tua carriera a livello globale.

La formazione extra universitaria

Alcune delle migliori lezioni si svolgono fuori dal campus. Che tu faccia uno stage o semplicemente un hobby che mette alla prova le tue abilità, è importante mettere in pratica la tua formazione. Non capirai mai completamente alcune delle cose che stai studiando fino a quando non le metterai alla prova. Trova uno sbocco pratico per i tuoi studi teorici che ti piace fare.

I datori di lavoro attribuiscono enorme valore all’esperienza pratica. Cerca opportunità di stage attivamente sin dall’inizio della tua carriera accademica. Cerca di dimostrare attraverso i tuoi stage una serie le tue capacità di leadership e usa gli stage per costruire il tuo portfolio di progetti. I neolaureati che dimostrano un serio impegno nell’apprendimento extracurricolare, sono visti con maggiore interesse da un potenziale datore di lavoro.

L’aspetto pratico ha una grande importanza nella didattica di Unicusano, che permette sin da subito agli studenti di dimostrare le competenze acquisite sul campo. Se desideri diventare un ingegnere elettronico, il percorso triennale ti permette di diventare un professionista nel settore dell’elettronica e dell’automazione applicata in campo industriale. Contattaci per richiedere informazioni gratuite senza impegno.

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Dove andare per imparare l’inglese? Perché è utile viaggiare

Esplorare un nuovo Paese e tutti i luoghi e le esperienze emozionanti che ha da offrire è qualcosa che tutti dovrebbero provare almeno una volta nella vita – preferibilmente più di una volta, però!

Imparare l’inglese all’estero è descritto da migliaia di studenti ogni anno come una delle esperienze più arricchenti che si possano intraprendere. Diamo una rapida occhiata ai motivi per cui vale la pena viaggiare all’estero per imparare l’inglese, e dove sia meglio farlo.

Perché imparare l’inglese all’estero?

Il motivo principale per cui vale la pena imparare l’inglese ce lo dicono le statistiche: dopo il mandarino, l’inglese è la lingua più parlata al mondo. In quanti lingua ufficiale in 53 Paesi, è parlata da oltre 400 milioni di persone come prima lingua.

Imparare una lingua parlata da così tante persone in tutto il mondo significa che potrai accedere a un gran bagaglio di cultura, opportunità e potenziali amicizie che altrimenti ti perderesti.

Considerando inoltre che l’inglese è la lingua degli affari internazionali, parlarla in maniera fluida può essere un enorme vantaggio da aggiungere al tuo curriculum. L’inglese è la lingua a più rapida diffusione nella storia umana e offre un’interessante gamma di vantaggi lavorativi, come la capacità di comunicare con clienti, fornitori e altri partner commerciali in tutto il mondo.

Una cosa è però imparare le regole grammaticali di una lingua e studiare il vocabolario da un libro di testo, ma una cosa completamente diversa è studiare all’estero e trascorrere ogni giorno facendo pratica sul campo. E, mentre entrambi questi metodi possono aiutarti a acquisire preziose competenze linguistiche, l’ultimo è imprescindibile per consolidare l’apprendimento delle lingue. Imparare questa lingua all’estero aggiunge all’elenco molti altri vantaggi:

  • Crea amicizie durature. Se decidi di praticare l’inglese all’estero puoi aspettarti di incontrare altri studenti provenienti da tutto il mondo! Conoscerai nuove persone da luoghi interessanti, allargherai i tuoi orizzonti culturali, costruirai nuove amicizie e creerai ricordi che dureranno una vita.
  • Full immersion = risultati reali. Imparare una lingua immersi nella cultura in cui è nata e circondati dalle persone che la parlano è sicuramente il modo migliore per migliorare le tue abilità e acquisire più fiducia nelle tue capacità linguistiche.
  • Migliora le capacità cognitive. Alcuni studi suggeriscono che le persone in grado di parlare due o più lingue, sviluppano meglio le abilità cognitive del cervello e sono generalmente più brave in cose come la risoluzione dei problemi e la pianificazione.
  • Insegna frasi colloquiali e di uso comune. I libri di testo e le lezioni didattiche non ti terranno aggiornato con il gergo o ti eviteranno modi per metterti in imbarazzo davanti ai tuoi nuovi amici. Il modo migliore per essere socialmente esperti in un’altra lingua è viverla.
  • Esplora una nuova destinazione. Imparare l’inglese all’estero significa che avrai il tempo di entrare a far parte della vita locale, ovunque tu sia. Trova il parco perfetto per una passeggiata pomeridiana, vedi alcuni dei luoghi più iconici in giro, fai amicizia con la gente del posto e scopri i posti migliori in cui mangiare e bere durante il tuo viaggio: rimarrai sorpreso da quanto velocemente ti sentirai come a casa.

Dove imparare l’inglese all’estero?

Se si parla di apprendimento dell’inglese, molte persone potrebbero pensare di andare in grandi città in Inghilterra o negli Stati Uniti d’America come Londra o New York. Ma ci sono molte destinazioni in questi Paesi e molti altri stati nel mondo che ti consentono di viaggiare e coltivare le tue abilità linguistiche allo stesso tempo.

Bristol, Inghilterra

Dimentica Londra e parti alla volta della parte occidentale del Paese. Bristol, è un importante centro per molte istituzioni linguistiche garantite. Inoltre, ci sono diversi corsi tra i quali gli studenti possono scegliere, dall’inglese colloquiale alla preparazione per i test di inglese. Inoltre, non mancano alloggi e programmi di apprendimento a contatto con madrelingua, in cui gli studenti possono imparare efficacemente l’inglese.

I punti di forza che rendono Bristol così popolare, a parte i costi contenuti e la posizione non lontana da Londra, sono un ambiente che facilita gli incontri tra i turisti della nuova generazione che amano viaggiare e le culture locali. Questo perché Bristol ospita innumerevoli festival ogni anno e il suo festival musicale è molto noto. Dopo la chiusura del semestre, gli studenti possono visitare città come Bath e Cardiff, ben collegate e ricche di storia.

Auckland, Nuova Zelanda

Non così distante dalla Thailandia, la Nuova Zelanda è un’altra potenziale opzione per i visitatori che desiderano imparare e viaggiare. Questo Paese è ricco di bellissimi luoghi turistici naturali che sono un ambiente favorevole per l’apprendimento.

Inoltre, la grande qualità di alloggi e servizi pubblici è un altro punto di forza della Nuova Zelanda. Qui troverete isole, golfi e spiagge a perdita d’occhio. Il luogo clou che i viaggiatori non dovrebbero perdere, è la location delle riprese del famoso film Lord of The Rings, una gita che può essere organizzata nel corso di una giornata. Ci sono anche sentieri che permettono di apprezzare gli scenari dell’Oceano Pacifico e del Mare di Tasman o vedere le cime di 53 vulcani che si trovano non lontano l’uno dall’altro.

Brisbane, Australia

Brisbane è una città nello stato australiano del Queensland che viene spesso definita “Sunshine State” in Australia perché il Queensland è esposto alla luce solare più di 300 giorni all’anno, tanto che difficilmente si registrano temperature al di sotto dei 21 gradi. Pertanto, i turisti non dovranno temere temperature rigide e venti gelidi. Inoltre, il clima è perfetto per attività all’aperto, sia su terra che su acqua.

Il periodo migliore per visitare Brisbane sarebbe durante la pausa del semestre scolastico in ottobre, in cui cade la stagione primaverile. Inoltre, Brisbane offre ostelli per studenti di qualità migliore e più convenienti rispetto ad altre città in Australia. Le istituzioni linguistiche di solito offrono programmi di studio insieme a alloggi per studenti per facilitare in particolare gli studenti stranieri.

Ultimo ma non meno importante, Brisbane attira ogni anno milioni di turisti grazie alla presenza della “Grande barriera corallina”, che è una delle più grandi riserve di coralli del mondo.

San Francisco, Stati Uniti

San Francisco, lungo la costa occidentale dell’America, gode di un’atmosfera confortevole particolarmente adatta all’apprendimento delle lingue. Essendo una terra di madrelingua inglese, non vi è dubbio che sia tra i posti più appropriati per studiare l’inglese con accento americano.

A parte questo, San Francisco è considerata una delle città in America con la migliore qualità della vita, merito anche delle tante attività culturali che permettono di far pratica con le abilità linguistiche, come festival musicali, festival d’arte e commistioni di sapori multiculturali.

Se qualcuno è alla ricerca di un colpo di fortuna per la propria carriera, San Francisco potrebbe essere un buon posto da visitare in quanto è ospita molte sedi di aziende moderne. Facebook, Airbnb, Google, Twitter, Yahoo, Youtube, comprese le società tecnologiche come Tesla Motors, svolgono qui la loro attività.

Cebu, Filippine

Questa è la destinazione più vicina alla Thailandia che viene spesso sottovalutata. Le Filippine sono divenute popolari tra gli asiatici che vogliono risparmiare sui costi, in particolare giapponesi. Questi ultimi infatti, in vista dei giochi Olimpici 2020 che saranno ospitati in Giappone, giungono nelle Filippine per prepararsi al nuovo esame di ammissione che si concentrerà maggiormente sull’abilità nel parlare questa lingua.Ciò sottolinea la qualità dell’istruzione dell’inglese nelle Filippine che non è seconda a nessuno pur prevedendo costi di molto inferiori.

La città che offre interessanti spunti turistici e linguistici è Cebu. Allo stesso modo, Boracay, una famosa località turistica costiera delle Filippine, ha iniziato a rafforzare la sua reputazione per attrarre turisti dall’Asia del Pacifico a studiare l’inglese.

Anche se potresti non avere abbastanza tempo per viaggiare e studiare l’inglese, con un minimo di determinazione, anche un breve soggiorno all’estero potrà effettivamente aiutarti a coltivare le tue abilità linguistiche.

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Come diventare console onorario: studi e possibilità

I consoli onorari possono dare un contributo sostanziale agli aspetti delle singole relazioni bilaterali, soprattutto se il Paese che rappresentano non mantiene la rappresentanza diplomatica nello Stato ospitante.

Generalmente, un console onorario si occupa di:

  • fornire servizi consolari e / o assistenza ai cittadini dello Stato rappresentato;
  • sostenere gli sforzi della comunità locale dello Stato rappresentato;
  • assistere allo sviluppo delle relazioni economiche e commerciali con il Paese o la regione interessati.

Chi è il console onorario?

La nomina a console onorario si basa su un accordo formale tra il governo del Paese rappresentato e il governo ospitante, come indicato nella Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari (VCCR).

I consoli onorari non sono diplomatici di carriera dello Stato rappresentato. Di solito, sono impiegati a livello locale per rappresentare il Paese da cui vengono inviati, in città piccole o molto distanti dalle missioni diplomatiche a tempo pieno. Nei posti in un governo straniero ritiene necessaria una qualche forma di rappresentanza, può nominare una persona che finora non ha fatto parte del proprio servizio diplomatico per svolgere il ruolo di console onorario.

Tale console può benissimo combinare il lavoro con le sue attività private (spesso commerciali) e, in alcuni casi, potrebbe non essere nemmeno un cittadino del paese rappresentato. Le nomine dei consoli onorari sono sempre soggette all’approvazione del governo del paese ospitante, tenuto conto delle sue regole e procedure.

Di cosa si occupa un console onorario?

Sebbene i ruoli e le funzioni svolti dai consoli onorari possano variare, essi sono generalmente nominati per fornire servizi consolari e assistenza ai cittadini della patria rappresentata in una specifica area geografica, in particolare nei paesi in cui non vi è alcuna ambasciata.

La protezione e l’assistenza che un console onorario può fornire, è di carattere meramente politico ed amministrativo e non giudiziario, finalizzato alla tutela degli individui per l’incolumità dei loro diritti ed interessi anche contro eventuali vessazioni ad opera delle autorità locali. Gli aiuti possono spaziare dai sussidi finanziari ai rimpatri gratuiti.

Le decisioni sull’istituzione dei consolati onorari sono prese dal Ministro degli affari esteri, tenendo conto dei diversi obiettivi.Tra le funzioni principali dell’attività del console onorario vi sono:

  • Funzioni a carattere politico. Tutte le attività finalizzate a tutelare gli interessi del Paese rappresentato, a livello commerciale e industriale, per mezzo di azioni di vigilanza, osservazione ed informazione. In questi casi, il console onorario è tenuto ad informare costantemente il Governo estero mediante atti, registri e relazioni annuali.
  • Funzioni a carattere giurisdizionale. Il console onorario può svolgere un’attività giudiziaria in delega oppure tramite attribuzione propria, per esempio nel rilascio di certificati di buona condotta, stati di famiglia, dichiarazioni di affidavit e simili, per finire con una particolare giurisdizione a carattere volontario in base alla quale il console può occuparsi della tutela dei minori, di provvedimenti per l’eventuale infermità mentale di un residente, la conciliazione di liti e controversie.
  • Funzioni di pubblico ufficio. Tra le attività del console onorario rientrano anche le funzioni di pubblico ufficio, come ad esempio la leva qualora in patria sussista l’obbligo di leva militare, rilascio di passaporti, istruzione pubblica, tutela degli operai; funzioni in materia di marina mercantile come il commercio marittimo, la navigazione o naufragi, per chiudere con le funzioni di assistenza e protezione.
  • Funzioni di promozione culturale. Il console onorario può promuovere le più disparate iniziative nell’ambito della cultura, dell’arte, dello sport e della beneficenza, che possano mantenere vivo negli individui stranieri il sentimento di nazionalità o tenere alto il prestigio del loro Paese.

Inoltre, il console onorario può anche tenere un registro dei nazionali residenti della regione, utile per il riconoscimento immediato dell’iscritto in quanto cittadino e beneficiario della protezione consolare. Si tratta di un aspetto importante nei Paesi orientali, in cui esistono ancora consolati con giurisdizione che sottraggono quindi i nazionali alla giurisdizione locale.

Come si diventa console onorario?

Come quella dell’ambasciatore, la figura del console onorario viene eletta direttamente dallo Stato, che seleziona un uomo o una donna in grado di rappresentarlo in un Paese estero.

Dal momento che al console onorario spettano privilegi, garanzie e immunità, oltre alla rappresentanza ufficiale dello Stato da cui è stato inviato, deve soddisfare dei requisiti piuttosto rigidi, tra i quali l’età, l’attività professionale, il censo, la notorietà, le onorificenze, la consistenza patrimoniale, possa avere o aver avuto rapporti professionali, commerciali, culturali con lo Stato di designazione. Tra i requisiti base richiesti ad un console onorario vi sono:

  • L’assenza di carichi pendenti, soprattutto con il Fisco.
  • La cittadinanza italiana.
  • Conoscenze specifiche all’interno del paese dove si intende candidare la propria proposta (ad esempio esperienze professionali sul territorio).

Per svolgere questa professione, non esiste un percorso stabilito o un concorso cui poter partecipare, tanto meno la possibilità di presentare una candidatura personale.

L’istituzione di un nuovo consolato onorario italiano all’estero prevede un preciso iter diplomatico, in cui la Missione Diplomatica sceglie di presentare una richiesta al Ministero degli Esteri, inviando tutta la documentazione necessaria. In caso di esito positivo la conferma della disponibilità alla nomina di console onorario sarà inviata tramite posta, sotto tempistiche di attesa particolarmente lunghe.

Una volta accettata la nomina, il Ministro degli Affari Esteri dello Stato “di invio”, dota il console delle cosiddette lettere patenti, con le quali si richiede allo Stato nel quale si vuole istituire la nuova sede consolare di ammettere il Console al libero esercizio delle sue funzioni. A questo punto, spetta al Ministero degli Esteri dello Stato ospitante verificare l’esistenza di eventuali incompatibilità tra il cittadino italiano e gli eventuali interessi dello Stato, portando avanti una serie di indagini anche molto approfondite.

Solo dopo aver acquisito il benestare delle Autorità competenti, il console onorario viene ufficialmente riconosciuto e messo nelle condizioni per adempiere ai suoi doveri.

Entrambi gli Stati possono porre fine all’attività del console onorario, a causa della guerra o per l’avanzare dell’età del console. Le sue funzioni possono dunque essere cedute: normalmente lo Stato ospitate si fida del parere del vecchio console nella scelta del nuovo (che, anche se non sancito dalla carta, spesso di fatto si eredita di padre in figlio), tuttavia anche quest’ultimo sarà sottoposto al controllo da parte delle Autorità estere, e non potrà esercitare fino all’approvazione della nomina.

Quali studi intraprendere per diventare console onorario?

Il console onorario è dunque una persona che per le sue qualità viene scelta per rappresentare uno Stato all’estero. Come già detto, non esiste un percorso specifico per poter svolgere questa professione: bisogna rispettare certi parametri e avere alcuni meriti.

Certo è che una solida preparazione universitaria nel capo della giurisprudenza, delle relazioni internazionali e delle scienze politiche, può spianare la strada alla carriera nell’ambito dello sviluppo economico e sociale. In particolare, per gli studenti pugliesi, è stato attivato uno specifico corso di studi in scienze politiche a Bari, articolato in triennale e magistrale, finalizzato a formare specialisti in grado di analizzare criticamente i sistemi politici.

Non basta però avere un’ottima preparazione universitaria e post universitaria, ma bisogna avere specifiche competenze tecniche, umane e linguistiche. Disponibilità a trasferirsi in contesti nazionali e culturali molto diversi da quelli di nascita e comprendere la gestione delle relazioni internazionali, sono solo alcuni dei requisiti essenziali per poter intraprendere una carriera diplomatica nell’ambito del consolato.

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Come funziona il sistema elettorale italiano?

Nel 2018, gli elettori italiani hanno espresso il loro voto nell’ambito di un nuovo sistema elettorale. Tuttavia, questa è la quarta volta in 25 anni che il parlamento italiano modifica la riforma legislativa.

Per capire come funzionano oggi la politica e le elezioni italiane, è necessario prima partire dallo sviluppo politico e dalla storia dell’Italia post-Seconda Guerra Mondiale.

La nascita della Repubblica

Dopo gli eccessi del fascismo sotto Mussolini e il trauma della seconda guerra mondiale, l’Italia si trasformò da monarchia in repubblica optando per un sistema parlamentare bicamerale, composto da una Camera dei deputati (con 630 membri eletti) e da un Senato (315 membri eletti). Affinché qualsiasi legge venga approvata in Italia, ha bisogno dell’approvazione di entrambe queste camere.

Il sistema è progettato per mitigare un controllo eccessivo da parte di qualsiasi leader: il primo ministro che guida il governo ha bisogno del sostegno di entrambe le camere.

Mentre la maggior parte del potere spetta al Parlamento, l’Italia mantiene un presidente della Repubblica che viene eletto da un collegio elettorale speciale per 7 anni. Il ruolo è in pratica principalmente cerimoniale, ma ha ancora importanti responsabilità come nominare il primo ministro e garantire che la costituzione sia rispettata.

L’instabilità diventa la nuova normalità

Per decenni dopo la seconda guerra mondiale, l’Italia è stata rinomata tra le democrazie occidentali per l’instabilità dei suoi governi. Il sistema di voto è stato per lungo tempo strettamente proporzionale e, data la significativa frammentazione degli elettori in molti partiti, nessun partito a partire dagli anni ’50 in poi poteva raggiungere una maggioranza elettorale a sé stante.

Tra il 1946 e il 1994 si sono succeduti più di 60 governi. Le notizie quotidiane erano in genere focalizzate sulla crisi politica, sui governi in bilico e sulla complicata costituzione di coalizioni multipartitiche instabili.

La coalizione più conosciuta di quell’epoca è forse il cosiddetto Pentapartito – una complessa coalizione a cinque partiti che si estendeva dal Partito socialista di centrosinistra al Partito liberale conservatore. Eppure, durante tutto questo tempo, vi fu una relativa stabilità: la Democrazia Cristiana spopolava e furono fatti molti sforzi per tenere il governo nazionale fuori dalle mani del Partito Comunista Italiano (PCI).

La crisi in parlamento fu accompagnata tafferugli in strada – e la fine degli anni ’60 e gli anni ’80 furono anni difficili contrassegnati violenza politica e terrorismo. In questo contesto si inserisce il rapimento e l’assassinio dell’ex primo ministro Aldo Moro nel 1978 da parte delle Brigate Rosse, un’organizzazione terroristica di estrema sinistra.

La Seconda Repubblica

All’inizio degli anni ’90, stufi delle turbolenze politiche e dello scandalo di Tangentopoli, gli italiani hanno votato per una significativa riforma nel 1993, portando a quello che è considerato l’inizio della seconda Repubblica italiana nel 1994.

È stato introdotto un nuovo sistema di voto per ridurre l’instabilità e vecchi partiti come i Democratici Cristiani e il Partito Socialista, in gran parte spazzati via. Iniziò un significativo processo di significativo riallineamento politico. Di conseguenza, anche il Partito comunista italiano si dissolse in gran parte attraverso una serie di trasformazioni e divisioni tra puristi della dottrina e una più ampia base più socialdemocratica.

Il più grande successore del partito può ora essere identificato con il Partito Democratico di centrosinistra al potere.

Un nuovo sistema elettorale

Nel perseguimento di governi più stabili, l’Italia ha attuato una serie di riforme elettorali dall’inizio della sua seconda Repubblica. L’ultima di queste è stata un’importante riforma approvata nel 2017, che ha creato un nuovo sistema di voto. Il risultato è “Rosatellum bis“, un nome che deriva da Ettore Rosato, membro della Camera dei Deputati, e leader del Partito Democratico.

Il Rosatellum sostituisce la precedente legge elettorale italiana del 2015, nota come Italicum (valida solo per la Camera dei deputati) e la previgente legge Calderoli (in vigore per il Senato della Repubblica, non abrogata dall’Italicum), ambedue soggette a pronunce di parziale incostituzionalità da parte della Corte costituzionale.

Con questa nuova riforma elettorale, in ciascuno dei due rami del Parlamento, il 37% dei seggi assembleari è attribuito con un sistema maggioritario uninominale a turno unico, mentre il 61% degli scranni viene ripartito fra le liste concorrenti mediante un meccanismo proporzionale corretto con diverse clausole di sbarramento. Le candidature per quest’ultima componente sono presentate nell’ambito di collegi plurinominali, a ognuno dei quali spetta un numero prefissato di seggi; l’elettore non dispone del voto di preferenza né del voto disgiunto. La Costituzione stabilisce altresì che dodici deputati e sei senatori debbano essere prescelti dai cittadini italiani residenti all’estero.

Per ottenere i seggi assegnati tramite rappresentanza proporzionale, i partiti devono ottenere almeno il 3 % dei voti in entrambe le camere. Al contrario, se un numero maggiore di partiti decide di formare una coalizione, deve raggiungere una soglia minima del 10%. Se un partito all’interno di una coalizione non raggiunge la soglia, gli altri partiti alleati divideranno i voti tra di loro.

Le nuove circoscrizioni

La legge stabilisce una nuova suddivisione del territorio nazionale in circoscrizioni: 20 per il Senato della Repubblica (coincidenti con le regioni come nelle precedenti leggi elettorali) e 28 per la Camera dei deputati (una in più, in Lombardia). Ciascuna circoscrizione è a sua volta suddivisa in collegi uninominali ed in collegi plurinominali:

  • per il Senato della Repubblica sono previsti, ripartiti nelle venti circoscrizioni senatoriali proporzionalmente alla popolazione di ciascuna, sulla base dell’ultimo censimento generale, 116 collegi uninominali. I restanti collegi sono plurinominali e vengono costituiti mediante aggregazione di collegi uninominali contigui in modo tale da esprimere un numero di seggi non inferiore a due e non superiore a otto.
  • Per la Camera dei deputati sono previsti – ripartiti nelle ventotto circoscrizioni proporzionalmente alla popolazione di ciascuna, sulla base dell’ultimo censimento generale – 232 collegi uninominali. I restanti collegi sono plurinominali e sono costituiti, di norma, dall’aggregazione di collegi uninominali contigui e tali che a ciascuno di essi sia assegnato, di norma, un numero di seggi non inferiore a tre e non superiore a otto.
  • il Molise dispone di tre collegi uninominali: due per la Camera ed uno per il Senato.
I collegi elettorali uninominali e plurinominali per l’elezione del Senato della Repubblica

Il Governo si avvalgono di una commissione composta dal presidente dell’ISTAT e da dieci esperti in materia elettorale; il termine per il parere parlamentare da parte delle commissioni competenti per materia è di 15 giorni (dalla data di trasmissione da parte del Governo).

Liste corte bloccate

I partiti o i gruppi politici possono presentarsi (così alla Camera come al Senato) come lista singola o in coalizione unica a livello nazionale. I partiti in coalizione presentano candidati unitari nei collegi uninominali.

Nei collegi plurinominali ciascuna lista è composta da un elenco di candidati, presentati secondo un determinato ordine numerico: il numero dei candidati della lista non può essere inferiore alla metà, con arrotondamento all’unità superiore, dei seggi assegnati al collegio plurinominale, né può essere superiore al limite massimo di seggi assegnati al collegio plurinominale.

In tal modo, con l’intento di superare le censure della Corte costituzionale alla legge Calderoli, si prevede che i candidati nei collegi plurinominali proporzionali siano di fatto indicati in liste corte (appunto tra i 2 e i 4 nominativi) in modo da essere singolarmente riconoscibili dall’elettore.

Non è prevista l’espressione di voti di preferenza, cosicché nei collegi plurinominali, determinato il numero degli eletti che spettano a ciascuna lista, i candidati vengono eletti secondo l’ordine fissato al momento della presentazione della lista stessa.

Conseguire una laurea in scienze politiche a Bari con Unicusano può essere di fondamentale importanza per comprendere i mutamenti non soltanto politici, ma anche sociali ed economici della nostra società.

 

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Macroeconomia: definizione e principi di base

Le teorie economiche possono offrire spunti illuminanti sul funzionamento dei sistemi economici e sulle conseguenze a lungo termine di determinate politiche e decisioni.

In particolar modo, la macroeconomia tenta di misurare il rendimento di un’economia, capire quali forze la guidano e come migliorarne l’andamento. La teoria macroeconomica può anche aiutare le singole imprese e gli investitori a prendere decisioni migliori attraverso una comprensione più approfondita delle dinamiche economiche.

Alcune delle domande chiave poste dalla macroeconomia includono: Cosa causa la disoccupazione? Cosa causa l’inflazione? Cosa crea o stimola la crescita economica?

Cos’è la macroeconomia

La macroeconomia è una branca dell’economia che studia come si comporta un’economia globale – ovvero i sistemi di mercato che operano su larga scala. La macroeconomia prende in considerazione fenomeni economici come l’inflazione, i livelli dei prezzi, il tasso di crescita economica, il reddito nazionale, il prodotto interno lordo (PIL) e le variazioni della disoccupazione.

I macroeconomisti sviluppano modelli che spiegano le relazioni tra questi fattori. Tali modelli macroeconomici, e le relative previsioni prodotte, sono utilizzati da entità governative per aiutare nella costruzione e valutazione della politica economica, monetaria e fiscale; dalle imprese per stabilire la strategia nei mercati nazionali e globali; fino agli investitori per prevedere e pianificare i movimenti in varie classi di attività.

Aree di ricerca macroeconomica

La macroeconomia è un campo piuttosto ampio, ma due aree specifiche di ricerca sono rappresentative di questa disciplina. La prima area riguarda i fattori che determinano la crescita economica a lungo termine o gli aumenti del reddito nazionale. L’altra riguarda le cause e le conseguenze delle fluttuazioni a breve termine del reddito e dell’occupazione nazionali, noto anche come ciclo economico.

La crescita economica si riferisce ad un aumento della produzione aggregata in un’economia. I macroeconomisti cercano di comprendere i fattori che promuovono o ritardano la crescita economica al fine di sostenere le politiche economiche in grado di promuovere lo sviluppo, il progresso e l’innalzamento del tenore di vita.

Sovrapposti alle tendenze di crescita macroeconomica a lungo termine, i livelli e i tassi di variazione delle principali variabili macroeconomiche come l’occupazione e la produzione nazionale subiscono fluttuazioni, espansioni e recessioni, in un fenomeno noto come il ciclo economico. La crisi finanziaria del 2008 è un chiaro esempio recente e la Grande Depressione degli anni ’30 fu in realtà lo slancio per lo sviluppo della più moderna teoria macroeconomica.

Scuole di pensiero macroeconomico

Il campo della macroeconomia è organizzato in molte diverse scuole di pensiero, con opinioni diverse su come operano i mercati e i loro partecipanti.

  • Classica. Gli economisti classici ritengono che prezzi, salari e tariffe siano flessibili e che i mercati siano sempre chiari, basandosi sulle teorie originali di Adam Smith.
  • Keynesiana. I keynesiani, che riconducono la loro dottrina all’opera di Maynard Keynes, si concentrano sulla domanda aggregata come fattore principale in questioni come la disoccupazione e il ciclo economico. Gli economisti keynesiani ritengono che il ciclo economico possa essere gestito mediante un intervento attivo del governo attraverso la politica fiscale (spendendo di più in recessioni per stimolare la domanda) e la politica monetaria (stimolando la domanda con tassi più bassi). Gli economisti keynesiani ritengono inoltre che vi siano alcune rigidità nel sistema, che impediscono la corretta compensazione dell’offerta e della domanda.
  • Monetarista. La scuola monetaria è in gran parte attribuita alle opere di Milton Friedman. Gli economisti monetaristi ritengono che il ruolo del governo sia tenere a bada l’inflazione controllando l’offerta di moneta. I monetaristi credono che i mercati siano generalmente chiari e che i partecipanti abbiano aspettative razionali. I monetaristi respingono l’idea keynesiana secondo cui i governi possono “gestire” la domanda e che i tentativi di farlo sono destabilizzanti e probabilmente portano all’inflazione.
  • Nuova keynesiana. La nuova scuola keynesiana tenta di aggiungere basi microeconomiche alle tradizionali teorie economiche keynesiane. Mentre i nuovi keynesiani ritengono che le famiglie e le imprese operino sulla base di aspettative razionali, continuano a sostenere l’esistenza di una varietà di fallimenti del mercato, inclusi prezzi e salari non adeguati. A causa di questa “viscosità”, il governo può migliorare le condizioni macroeconomiche attraverso la politica fiscale e monetaria.
  • Neoclassica. L’economia neoclassica presuppone che le persone abbiano aspettative razionali e si sforzino di massimizzare la loro utilità. Questa scuola presume che le persone agiscano in modo indipendente sulla base di tutte le informazioni che possono ottenere. L’idea di marginalismo e massimizzazione dell’utilità marginale è attribuita alla scuola neoclassica, così come l’idea che gli agenti economici si muovano sulla base di aspettative razionali. Poiché gli economisti neoclassici ritengono che il mercato sia sempre in equilibrio, la macroeconomia si concentra sulla crescita dei fattori di offerta e sull’influenza dell’offerta della moneta sui livelli dei prezzi.
  • Nuova classica. La nuova scuola classica è costruita in gran parte sulla scuola neoclassica. La nuova scuola classica sottolinea l’importanza della microeconomia e dei modelli basati su tale comportamento. I nuovi economisti classici ritengono che tutti gli agenti cerchino di massimizzare la loro utilità e abbiano aspettative razionali. Ritengono inoltre che la disoccupazione sia in gran parte volontaria e che la politica fiscale discrezionale stia destabilizzante, mentre l’inflazione può essere controllata con la politica monetaria.
  • Austriaca. La scuola austriaca è una vecchia scuola di economia che sta riscuotendo un certo risveglio di popolarità. Gli economisti scolastici austriaci ritengono che il comportamento umano sia troppo idiosincratico da carpire con le analisi e che l’intervento del governo sia inevitabile. La scuola austriaca ha fornito utili teorie e spiegazioni sul ciclo economico, sulle implicazioni dell’intensità di capitale e sull’importanza dei tempi e dei costi di opportunità nella determinazione del consumo e del valore.

Distinguere la microeconomia dalla macroeconomia

Ci sono due lati nello studio dell’economia: la macroeconomia e la microeconomia. Come suggerisce il termine, la macroeconomia prende in considerazione lo scenario complessivo generale dell’economia. In parole povere, si concentra sul modo in cui l’economia si comporta nel suo insieme e quindi analizza come i diversi settori dell’economia si relazionano tra loro per capire come funziona nell’insieme. Ciò include l’esame di variabili quali disoccupazione, PIL e inflazione.

Al contrario, la microeconomia si focalizza sulle scelte economiche che muovono gli individui, generalmente classificati in sottogruppi, come acquirenti, venditori e imprenditori. Questi attori interagiscono tra loro secondo le leggi della domanda e dell’offerta di risorse, usando i tassi di denaro e di interesse come meccanismi di determinazione del prezzo.

I fattori studiati sia in microeconomia che in macroeconomia in genere si influenzano a vicenda. Ad esempio, il livello di disoccupazione nell’economia nel suo insieme ha un effetto sull’offerta di lavoratori che un’azienda può assumere.

Una distinzione chiave tra micro e macroeconomia è che gli aggregati macroeconomici possono talvolta comportarsi in modi molto diversi o addirittura al contrario di come facciano le variabili microeconomiche analoghe. Ad esempio, Keynes ha proposto il cosiddetto Paradox of Thrift, il quale sostiene che, mentre per un individuo il risparmio di denaro può essere la chiave per la creazione di ricchezza, se questa dinamica diventasse collettiva, si verificherebbe un rallentamento nell’economia.

Se stai appena iniziando a conoscere la teoria economica, comprendere la macroeconomia è il primo passo per avere una panoramica globale di come funziona effettivamente l’intera economia.

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I 6 migliori libri sui sogni da leggere

Tutti sognano, e tutti i sogni hanno un significato preciso a livello inconscio. L’idea alla base dell’interpretazione dei sogni, che è stata sostenuta all’inizio da studiosi del calibro di Sigmund Freud e Carl Jung, è che se si riesce a registrare e interpretare i sogni, è possibile aiutare consapevolmente a capire eventuali conflitti e traumi. I sogni, come concordano molti psicologi, scienziati e teorici, sono importanti meccanismi di elaborazione che le nostre menti hanno sviluppato per aiutarci a gestire le nostre emozioni, conflitti e stress quotidiani. Comprendere i sogni è la chiave per capire l’inconscio. 

Nel corso del secoli, la letteratura ha approfondito tecniche, simboli e pratiche per l’interpretazione dei sogni. I libri possono dare le basi per decifrarli, ma soltanto uno studio accademico specifico, come quello della facoltà di psicologia di Bari, può fornire gli strumenti per l’analisi dell’inconscio.

Sigmund Freud – L’interpretazione dei sogni

L’opera fondamentale di Freud, pubblicata nel 1900 per inaugurare il nuovo secolo, espone la sua nota teoria e analisi dei sogni facendo affidamento su ricerche e casi di studio per descrivere come funzionano e come interpretarliIl lavoro trasmette non solo la comprensione dei sogni di Freud, ma anche le sue idee preliminari sul funzionamento mentale. Esamina le complessità strutturate del pensiero inconscio e la complessa relazione tra sogno e pensiero razionale. Per Freud, “l’interpretazione dei sogni era la strada reale per la conoscenza delle attività inconsce della mente”. Sebbene l’interpretazione dei sogni potrebbe non essere la lettura più semplice, fornirà una solida base di conoscenza sull’argomento.

Carl Jung – Il libro rosso

Pubblicato postumo nel 2019, il Libro Rosso raccoglie i pensieri e le esperienze oniriche dello psichiatra svizzero. In queste pagine, Carl Jung ha ampliato la nozione dell’inconscio oltre il personale per includere l’universale, o ciò che ha chiamato l’inconscio collettivo. L’analisi del sogno junghiano implica il dialogo tra l’ego e l’inconscio, usando tecniche di interpretazione e immaginazione. L'”immaginazione attiva”, una tecnica sviluppata da Jung, dà voce alle immagini dei sogni usando forme di auto-espressione come il disegno, il movimento o la scrittura. 

Alice Robb – Perché sogniamo: il potere trasformativo del nostro viaggio notturno  

In questo libro del 2018, la giornalista scientifica Alice Robb accompagnerà i lettori in un viaggio per scoprire perché sogniamo, perché sognare è importante e come possiamo migliorare la nostra vita onirica – e perché dovremmo. Dopo un viaggio di ricerca in Perù, Alice Robb è rimasta affascinata dai sogni lucidi e ha iniziato a studiare perché i sogni sono vitali per la nostra salute emotiva e fisica. Attraverso i suoi incontri con scienziati all’avanguardia nella ricerca dei sogni, rivela come i sogni possano essere potenti strumenti per aiutarci a elaborare il dolore di una rottura della relazione, il dolore di perdere una persona cara e il trauma dopo un evento drammatico. Analogamente, gli incubi possono essere il sistema di allarme del nostro corpo per le malattie fisiche e mentali. Robb approfondisce anche l’affascinante scienza alla base del sogno lucido.

James Hillman – The Dream and the Underworld

Il libro di James Hillman, The Dream and the Underworld, espone la sua teoria radicale sui sogni. La sua scrittura è decostruttiva e destabilizzante, stimolando l’immaginazione del lettore ad apprendere il linguaggio dei sogni. Sentiva che sia Freud che Jung avevano trascurato il carattere sovversivo dei sogni, tanto da affermare: “Dobbiamo invertire la nostra solita procedura di traduzione del sogno in linguaggio ego e invece tradurre l’ego in linguaggio dei sogni. Questo significa fare un lavoro onirico sull’ego”. Hillman considera il sogno uno strumento per insegnare all'”ego eroico” come sognare e, nel farlo, come vivere il mondo in modo più completo.

Stephen Laberge e Howard Rheingold – Exploring the World of Lucid Dreaming

L’atto del sogno lucido, che è quello di avere una consapevolezza cosciente dello stato del sogno mentre dormi, è un’abilità che può essere formata con la pratica. Questo libro esplora i benefici del sogno lucido e fornisce gli strumenti necessari per iniziare a influenzare consapevolmente i risultati dei sogni, basandosi sugli studi condotti da LaBerge e Rheingold presso la Stanford University. LaBerge spera che le persone, applicando le tecniche del sogno lucido, possano sentirsi più forti, sicure e creative nella loro vita cosciente. 

Gordon Lawrence – Il sogno sociale

Il sogno sociale è un modo di lavorare con i sogni in gruppi sviluppati da Gordon Lawrence. Qui descrive le basi teoriche del sogno sociale e le sue applicazioni pratiche alla consulenza organizzativa, alla risoluzione dei conflitti e alle attività creative collaborative. Ha coniato il termine social dreaming matrix per evidenziare il potere generativo del lavoro collaborativo dei sogni e per differenziarlo dai gruppi che si concentrano sulle dinamiche interpersonali e dai tradizionali gruppi di sogni che lavorano su sogni singoli. In una social dreaming matrix, tutti i partecipanti possono condividere i sogni. Questo è un modo per abbandonare la proprietà individuale del sogno e diffondere i confini tra sé e l’altro. Attraverso la condivisione e l’associazione con le immagini dei sogni, emergono significati che allargano la dimensione personale di un sogno e approfondiscono la propria connessione con gli altri.

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Cos’è e cosa disciplina il diritto bancario

Non sorprenderà che il mondo bancario sia un settore altamente regolamentato. Quando si tratta di gestire denaro per conto di milioni di persone, le banche sono (ovviamente) obbligate dalla legge a seguire rigide regole e linee guida per proteggere i beni dei clienti.

Naturalmente, queste leggi differiscono da Paese a Paese. Stati come Regno Unito, Germania, Italia, Spagna e Francia hanno tutti sistemi abbastanza simili, ma non sono identici. Sta all’avvocato di diritto bancario destreggiarsi tra leggi e normative per tutelare l’interesse della banca o del suo cliente. Ma vediamo cos’è e come funziona il diritto bancario.

Cos’è il diritto bancario?

Il diritto bancario è l’insieme delle leggi che regolano il modo in cui le banche e gli altri istituti finanziari svolgono attività commerciali. Le banche devono rispettare una miriade a livello europeo, statale e persino locale. I legislatori creano regolamenti bancari al fine di garantire che le banche agiscano in modo equo e trasparente. Le normative bancarie sono in genere soggette ad aggiornamenti frequenti. Gli avvocati che si esercitano in quest’area della legge gestiscono diverse problematiche, dalle controversie con i clienti e i reclami contro una banca, alle controversie complesse tra istituzioni nazionali e straniere, i loro investitori, il governo e altre parti. Tuttavia, la maggior parte degli avvocati di diritto bancario viene assunta per fornire consulenza in merito alla conformità normativa. Le banche possono scegliere di mantenere un consulente interno a tale scopo o di chiedere assistenza presso uno studio legale indipendente.

Cosa regola il diritto bancario?

Gli obiettivi della regolamentazione bancaria variano a seconda delle giurisdizioni. Quelli più comuni sono:
  • Ridurre il livello di rischio a cui sono esposti i creditori bancari (vale a dire proteggere i depositanti) e contenere condizioni commerciali sfavorevoli per le banche in grado di causare gravi fallimenti bancari. 
  • Mettere freno al terrorismo e al riciclaggio di denaro. 
  • Proteggere la riservatezza bancaria.
  • Allocare il credito.
  • Consentire ai consumatori di effettuare operazioni bancarie con riservatezza e la massima trasparenza.
  • Fornire servizi bancari equi e pari opportunità per il settore bancario.

Il diritto bancario in Europa

A livello europeo, l’EBA vigila sul rispetto del diritto bancario per aumentare la trasparenza del sistema finanziario europeo e identificare i punti deboli nelle strutture di capitale delle banche. L’Autorità Bancaria Europea, che ha sede a Parigi, stabilisce gli standard tecnici vincolanti e le linee guida che tutti gli istituti finanziari dell’Unione devono rispettare. Queste norme, racchiuse nel Testo Unico Bancario favoriscono la creazione di condizioni di parità, offrendo al contempo un’elevata protezione a depositanti, investitori e consumatori. Anche l’azione della Banca d’Italia è regolamentata da questo testo. Un altro compito dell’EBA è quello di valutare i rischi e le vulnerabilità nel settore bancario europeo al fine di prevenire situazioni di crisi. Ha anche il potere di scavalcare i regolatori nazionali se non riescono a regolare correttamente le loro banche. Anche la BCE, la Banca Centrale Europea che gestisce la politica monetaria all’interno dell’Eurozona, può emanare norme giuridicamente vincolanti, sanzionando gli stati che non si adeguano a questi requisiti.

Di cosa si occupa un avvocato bancario?

Il diritto bancario è costituito da molteplici aree tecnicamente complesse e in costante evoluzione. Di conseguenza, gli avvocati in questo campo spesso si specializzano in una particolare area. Un avvocato bancario rappresenterà il mutuatario o il prestatore, e la sua azione si concentrerà sugli elementi transazionali di organizzazione delle transazioni. Indipendentemente dall’area specifica del settore bancario, gli avvocati in questo campo supportano le negoziazioni, la strutturazione e la gestione degli accordi finanziari e la conduzione con la dovuta diligenza. Un avvocato bancario dovrà bilanciare la conformità aderendo a tutte le leggi e i regolamenti applicabili (che spesso si trovano in più giurisdizioni) e mediare le parti aiutandole a raggiungere termini reciprocamente soddisfacenti. Quali sono le doti richieste ad un avvocato che si occupa di diritto bancario?
  • Buona conoscenza dei diversi tipi di prestito e del modo in cui le banche li strutturano;
  • La capacità di comprendere le ambizioni e gli obiettivi del cliente al fine di consigliarlo se i rischi e i benefici di un accordo sono utili e, in definitiva, indirizzarli verso i loro interessi;
  • Buone capacità personali per costruire e mantenere relazioni con i clienti, oltre a essere in grado di condensare informazioni complesse in consigli pratici che un cliente può comprendere e agire.

Chiunque voglia intraprendere questa strada, può frequentare la facoltà di giurisprudenza a Bari, che permette di specializzarsi nel settore del diritto bancario con interessanti sbocchi professionali.

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