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Cosa sancisce la convenzione di New York?

Nel 1989, i leader mondiali hanno assunto un impegno storico a favore dei bambini del mondo adottando la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, un accordo internazionale sull’infanziaÈ diventato il trattato sui diritti umani più ratificato della storia e ha contribuito a trasformare la vita dei bambini in tutto il mondo. 

La Convenzione, sancita dalle Nazioni Uniti, stabilisce i diritti civili, politici, economici, sociali, sanitari e culturali dei bambini. Le nazioni che hanno ratificato questa convenzione o vi hanno aderito sono vincolate dal diritto internazionale e, il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, ha il compito di vigilare sull’attuazione della Convenzione da parte degli Stati che l’hanno ratificata.

Ma perché rappresenta un punto di svolta per i bambini di tutto il mondo?

Che cos’è la Convenzione sui diritti del fanciullo?

La Convenzione sui diritti dell’infanzia è un trattato internazionale che riconosce i diritti umani dei bambini, definiti come persone fino all’età di 18 anni. È stata la prima volta nella storia che gli Stati hanno assunto un impegno formale per garantire la realizzazione dei diritti dei bambini e monitorare i progressi sulla situazione infantile.

La Convenzione stabilisce nel diritto internazionale che gli Stati Parti devono garantire che tutti i bambini – senza alcuna forma di discriminazione – beneficino di speciali misure di protezione e assistenza; abbiano accesso a servizi come l’istruzione e l’assistenza sanitaria; possano sviluppare le loro personalità, abilità e talenti al massimo potenziale; crescano in un ambiente di felicità, amore e comprensione; e e possano realizzare i propri diritti in modo accessibile e attivo.

La Convenzione sui diritti dell’infanzia è il trattato sui diritti umani più ratificato della storia. Ben 196 hanno preso parte alla Convenzione, ratificandone le decisioni. Solo gli Stati Uniti d’America hanno firmato da Convenzione senza ratificarla. 

Quale importanza ha il bambino?

La Convenzione fornisce un insieme universale di standard a cui tutti i Paesi devono attenersi. Riflette una nuova visione del bambino. I bambini non sono né proprietà dei genitori né oggetti impotenti. Sono esseri umani e hanno dei propri diritti. La Convenzione offre una visione del bambino come individuo e membro di una famiglia e di una comunità, con diritti e responsabilità adeguati alla sua età e stadio di sviluppo. Riconoscere i diritti dei bambini in questo modo pone fermamente l’attenzione su tutto il bambino. 

Gli standard della Convenzione sui diritti dell’infanzia sono stati negoziati da governi, organizzazioni non governative, difensori dei diritti umani, avvocati, specialisti della salute, assistenti sociali, educatori, esperti di sviluppo infantile e leader religiosi di tutto il mondo, in un arco temporale di oltre 10 anni. Il risultato è un documento unanimemente condiviso che tiene conto dell’importanza della tradizione e dei valori culturali per la protezione e lo sviluppo armonioso del bambino. Rispecchia i principali ordinamenti giuridici del mondo e riconosce le esigenze specifiche dei Paesi in via di sviluppo.

I punti cardine della Convenzione di New York

Gli Stati ratificanti devono agire nell’interesse superiore del bambino. I principi guida della Convenzione sono: non discriminazione; il diritto intrinseco del bambino alla vita e l’obbligo degli Stati parti di assicurare nella massima misura possibile la sopravvivenza e lo sviluppo del bambino; e il diritto del bambino di esprimere liberamente le proprie opinioni in tutte le questioni che lo riguardano, dando il giusto peso a tali opinioni.  

La Convenzione definisce “bambino” una persona di età inferiore ai 18 anni, a meno che le leggi pertinenti non riconoscano una maggiore età. Su alcune questioni, gli Stati sono obbligati a prevedere età minime, come l’età per l’ammissione al lavoro e il completamento della scuola dell’obbligo; ma in altri casi la Convenzione è inequivocabile nel vietare l’ergastolo senza possibilità di scarcerazione o pena capitale per i minori di 18 anni.

In tutte le giurisdizioni che attuano la Convenzione è richiesto il rispetto delle leggi sull’affidamento e la tutela dei minori poiché ogni minore ha diritti fondamentali, incluso il diritto alla vita, al proprio nome e identità, ad essere cresciuto dai genitori all’interno di una famiglia o un gruppo culturale e ad avere una relazione con entrambi i genitori, anche se separati.

La Convenzione obbliga gli Stati a consentire ai genitori di esercitare le proprie responsabilità genitoriali. La Convenzione riconosce inoltre che i bambini hanno il diritto di esprimere le proprie opinioni, di far valere le proprie ragioni, di essere protetti da abusi o sfruttamento e di tutelare la loro privacy. Richiede che le loro vite non siano soggette a interferenze eccessive.

La Convenzione obbliga inoltre gli Stati firmatari a favorire una rappresentanza legale separata per un minore in qualsiasi controversia giudiziaria relativa alla sua cura e chiede che il punto di vista del minore sia ascoltato in tali casi.

La Convenzione vieta la pena capitale per i bambini. Nel suo Commento Generale 8 (2006) il Comitato ha affermato che un “obbligo di tutti gli Stati è quello di di agire rapidamente per vietare ed eliminare tutte le punizioni corporali e tutte le altre forme di punizione crudeli o degradanti che coinvolgano i bambini“.

L’articolo 19 della Convenzione afferma che gli Stati aderenti devono “adottare tutte le misure legislative, amministrative, sociali ed educative appropriate per proteggere il bambino da ogni forma di violenza fisica o mentale“, ma non fa alcun riferimento alle punizioni corporali. L’interpretazione del Comitato, che ha incluso anche il divieto di punizioni corporali, è stata respinta da diversi Stati parti della Convenzione, tra cui Australia, Canada e Regno Unito.

Quali sono i settori in cui la Convenzione sui diritti dell’infanzia è stata più efficace?

Nei 30 anni dall’adozione della Convenzione, la vita di milioni di bambini è stata migliorata attraverso la progressiva realizzazione dei diritti e l’adempimento degli obblighi sanciti dalla Convenzione e dai suoi tre Protocolli Opzionali.

La Convenzione ha permesso a molti Stati di:

  • Incorporare i principi dei diritti dei bambini nella legislazione
  • Istituire organismi interdipartimentali e multidisciplinari per affrontare i diritti dei bambini
  • Sviluppare agende nazionali per i bambini
  • Promuovere i garanti per i bambini o i commissari per i diritti dei bambini
  • Favorire stanziamenti per la realizzazione dei diritti dei bambini
  • Attuare interventi mirati alla sopravvivenza e allo sviluppo dei bambini
  • Affrontare la discriminazione e altri ostacoli alla realizzazione dei diritti dei bambini, comprese le disparità socioeconomiche tra i bambini 
  • Creare opportunità per i bambini di esprimere le proprie opinioni ed essere ascoltati
  • Valutare l’impatto delle misure sui bambini.

In che modo i progressi vengono monitorati?

Il Comitato sui diritti dell’infanzia, un organo eletto di esperti indipendenti che monitora l’attuazione della Convenzione, richiede ai governi ratificanti di presentare rapporti regolari sullo stato dei diritti dei bambini nei loro Paesi. Il Comitato esamina questi rapporti e formula raccomandazioni agli Stati. Ove necessario, il Comitato chiede l’assistenza internazionale di altri governi e l’assistenza tecnica di organizzazioni come l’UNICEF. 

Attraverso le revisioni dei rapporti nazionali, il Comitato esorta tutti i livelli di governo a utilizzare la Convenzione come guida nella definizione e attuazione delle politiche, tra cui: avere un piano nazionale per i bambini, monitorare quanti investimenti vengono stanziati in favore dei bambini, condurre regolari valutazioni in ogni dipartimento governativo utilizzando dati affidabili sulla vita dei bambini e disponendo di un difensore civico indipendente per i bambini.

Se la tutela dei diritti dei minori è un campo che ti affascina, Unicusano ha attivato uno specifico master per laureati in giurisprudenza, con l’intento di formare figure professionali in grado di poter operare nei contesti a sostegno dei minori.

Credits immagine: Depositphotos/AllaSerebrina

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Norma giuridica: definizione e caratteristiche

Stabilire una convivenza pacifica tra tutti i membri della società è lo scopo principale del diritto. La nostra vita quotidiana è regolamentata da norme religiose, norme morali, norme giuridiche e leggi. Disposizioni che differiscono tra loro per le loro caratteristiche specifiche, soprattutto per quanto riguarda il carattere di obbligatorietà.

Approfondiamo dunque il concetto di norma giuridica, spesso frainteso e confuso con quello di legge. Se ti sei da poco iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza a Bari, questo articolo ti aiuterà a fare un po’ di chiarezza.

Cosa si intende per norma giuridica?

In linea generale, possiamo definire la norma giuridica come una “regola di condotta”, che impone al cittadino un determinato comportamento. Il corpus di norme giuridiche, organizzato in testi e precetti, disciplina dunque la vita sociale. L’insieme delle norme giuridiche va a costituire il diritto positivo.

La norma giuridica è composta principalmente da due elementi:

  • il precetto, ovvero il comando che determina se un comportamento è lecito o meno;
  • la sanzione, cioè la pena prevista in caso di violazione del precetto.

Ha un carattere di tipo coattivo, che la differenzia da altri tipi di norme, come quelle religiose o morali, che non sono obbligatorie e lasciano all’individuo la libertà di scelta. Una norma giuridica può imporre alcuni comportamenti oppure vietarli. Ad esempio il cittadino deve pagare le tasse, ma è tenuto anche a non rubare.

Le caratteristiche della norma giuridica

Le norme giuridiche stabiliscono dunque degli imperativi, positivi o negativi, che l’intera comunità è tenuta ad osservare e la cui omissione si configura come infrazione. Per essere definite tali, devono presentare delle caratteristiche distintive:

  • la generalità. Una norma giuridica non si rivolge al singolo ma è diretta alla collettività, ovvero a tutti coloro che si trovano nella situazione disciplinata.
  • L’astrattezza. La norma fa riferimento ad una situazione astratta, senza scendere mai nel concreto.
  • Bilateralità. Se da un lato può stabilire un diritto, dall’altro la norme può imporre un dovere in contrapposizione;
  • Relatività. La norma giuridica può essere diversa non solo da Stato a Stato, ma anche nel corso del tempo all’interno di uno stesso Paese. Non è uguale a sé stessa ma risponde alle trasformazioni della società.

Invece, con riferimento al loro contenuto, le norme possono essere permissive, quando concedono agli individui determinati diritti, proibitive quando contengono un divieto e precettive, quando impongono determinati comportamenti. Queste possono poi essere classificate a loro volta come derogabili e inderogabili. Quelle definite derogabili possono essere modificate nel tempo nel rispetto di determinati limiti, mentre quelle inderogabili non sono soggette a modifiche del contenuto.

Le stesse sanzioni previste dalla norma giuridica possono essere, a loro volta, incluse in tre diverse categorie:

  • detentive, quando privano una persona della libertà personale, avviando un processo di recupero e reinserimento nella società, come avviene per il carcere;
  • pecuniarie, se prevedono il pagamento di una somma di denaro, come le multe o le ammende, e dunque hanno anche uno scopo preventivo come deterrente per i comportamenti illegali;
  • restrittive, quando limitano le libertà personali dell’individuo, è il caso ad esempio il ritiro della patente.

Come si differenzia dalla legge?

Sebbene questi termini siano spesso usati come sinonimi, la norma non va in nessun caso confusa con la legge. Non si tratta però di un’associazione del tutto errata, in quanto la legge ingloba in sé il concetto di norma e più norme sullo stesso argomento possono costituire una legge. La differenza è sottile: la legge, che ha un carattere di grande portata, può essere scomposta in tante norme dal carattere più specifico.

Nello specifico, la legge assurge a fonte di produzione del diritto, ovvero come atto ritenuto idoneo a produrre norme giuridiche. La norma è invece il contenuto di quell’atto: la regola o l’insieme di regole che lo compongono, disciplinando un ambito più specifico e circoscritto.

Norma e legge hanno dunque le stesse caratteristiche sopra menzionate (imperatività, positività…) ma si differenziano per la portata: se la norma ha un limitato ad un determinato ambito o settore, la legge si riferisce al caso generale. Ogni legge non è altro che l’insieme di tante norme, e quindi di tante frazioni di testo che costituiscono regole di vita, di condotta e di comportamento. Possiamo considerarle come due facce della stessa medaglia.

Credits immagine: Depositphotos/AndreyPopov

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“Perché dovremmo assumere te”? Come rispondere a questa domanda

Perché dovremmo assumerti?” è una di quelle domande che a tutti vengono poste durante un colloquio. È un punto cruciale per gli addetti delle risorse umane per determinare se un candidato è valido per l’azienda, se può avere successo nel ruolo e come potrebbe contribuire agli obiettivi di business a breve e lungo termine.

Anche se questa domanda potrebbe mettere in crisi molti, ci sono alcuni passaggi che da adottare per preparare una risposta ponderata e impressionante.

Perché i datori di lavoro chiedono: “Perché dovremmo assumerti?”

I datori di lavoro, o i recruiter, pongono questa domanda per testare le tue capacità. Innanzitutto, vogliono sapere cosa ti differenzia dagli altri candidati in lizza per lo stesso lavoro: cosa guadagnerebbero assumendo te piuttosto che altre persone?

Potrebbero anche fare questa domanda per vedere come gestisci le situazioni difficili perché questa domanda ha il potenziale per mettere in difficoltà gli esaminandi. Può essere difficile spiegare perché sei la persona migliore per un lavoro mantenendo sempre un tono umile e di basso profilo.

Questa domanda ti consente di spiegare perché daresti valore all’azienda: rispondere bene aumenterà le tue possibilità di andare avanti nel processo di assunzione.

Come rispondere al “Perché dovremmo assumerti?”

Sebbene questa domanda possa sembrare vaga e intimidatoria, in realtà puoi pianificare una risposta sicura in anticipo. Questa domanda può essere posta in qualsiasi fase del colloquio, dalla pre-selezione al colloquio finale. Durante la preparazione, potresti prendere in considerazione i seguenti passaggi per articolare una risposta:

  1. Studia l’annuncio di lavoro.
  2. Ricerca l’azienda.
  3. Collega il tuo background all’annuncio di lavoro.
  4. Quantifica i tuoi successi.
  5. Vai oltre.

1. Studia l’annuncio di lavoro

Per comprendere le competenze, le qualità e l’esperienza specifiche che i datori di lavoro cercano in un candidato ideale, esamina l’annuncio di lavoro. Presta particolare attenzione alla descrizione del lavoro e alle sezioni chiave come “Requisiti”, “Esperienza” e “Istruzione”. Trova i punti in comune tra ciò che il datore di lavoro sta cercando e le competenze, le esperienze e le qualità che hai da offrire.

2. Ricerca l’azienda

Trascorrere del tempo a studiare la mission, gli obiettivi e gli annunci recenti dell’azienda può aiutarti a rispondere a questa domanda. Dovresti usare queste informazioni per spiegare come sei connesso ai loro valori e come potresti aiutarli a raggiungere i principali obiettivi di business.

3. Collega il tuo background all’annuncio di lavoro

Spiega come la tua esperienza, le tue capacità e le tue caratteristiche ti rendono il più adatto per il lavoro in quanto riguarda l’azienda e la posizione per cui ti stai candidando. Dovresti soddisfare ciascuno dei requisiti elencati nell’annuncio di lavoro, nonché tutte le qualità aggiuntive che ti rendono perfetto.

4. Quantifica i tuoi risultati

Quando possibile, supporta i tuoi risultati con dati numerici. Ad esempio, se stai facendo domanda per un lavoro come contabile presso un’azienda che sta cercando qualcuno per snellire i processi, potresti spiegare che nella tua azienda precedente hai implementato un nuovo processo per i conti spese che ha ridotto i tempi di rimborso del 25%.

5. Vai oltre

Pensa a qualsiasi qualità o esperienza rilevante che ti distingua dagli altri candidati. Ad esempio, se hai ricoperto una precedente posizione professionale o di volontariato che ti offre una prospettiva unica per il lavoro per cui ti stai candidando, sfruttala per distinguerti.

Errori comuni da evitare

Quando si tratta di rispondere alla domanda come “Perché dovremmo assumerti?” ci sono alcune pratiche che dovresti evitare:

Imparare a memoria tua risposta. Sebbene la preparazione sia altamente incoraggiata, ripetere meccanicamente la risposta parola per parola è altamente controproducente. In questo modo perderesti di autenticità durante il colloquio.

Dare l’impressione di essere arroganti o eccessivamente sicuri di sé. Qualunque cosa tu faccia, evita di sembrare troppo arrogante. Bilancia le tue parole con fiducia in te stesso e genuina umiltà. Il tuo responsabile delle assunzioni vuole sapere che sei con i piedi per terra e che lavorerai bene con altre persone.

Parlare troppo a lungo. Mantieni la tua risposta concisa: due minuti o meno è l’ideale. Se la tua risposta dura più di due minuti, rischi di perdere l’attenzione del datore di lavoro.

Ricorda, i datori di lavoro assumono personale per risolvere un problema, che si tratti di aumentare le vendite, snellire i processi produttivi o costruire un marchio. Il tuo obiettivo, quando imposti la tua risposta, è dimostrare che sei la persona migliore per risolvere quel problema.

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Come fare networking? 5 consigli per espandere le tue conoscenze

È risaputo che il networking è la chiave per una carriera di successo. Puoi avere le competenze e l’istruzione, ma senza contatti, sarà molto difficile trovare un lavoro o persino costruire un’impresa.

Costruire in modo efficace una rete di colleghi significa collaborare reciprocamente con qualcuno quando si ha bisogno di un nuovo cliente, di un nuovo lavoro, o di supporto durante la realizzazione di un progetto.

Il networking è forse più cruciale che mai, poiché una relazione consolidata può farti distinguere dalla concorrenza. La maggior parte delle persone partecipa a eventi di networking per ottenere qualcosa: opportunità di lavoro, referral, visibilità, connessioni, opportunità per far crescere la propria attività. Ma non tutti i modi di fare networking si rivelano efficaci: ecco i nostri consigli per allargare la tua rete se sei agli inizi.

1. Coltiva il Social media networking

Sebbene il networking sia sempre stato vitale per le relazioni commerciali e per la crescita di una base di clienti, non è mai stato così facile come lo è ora. Anche se l’interazione faccia a faccia rimanga la migliore forma di networking, non è più necessario fare affidamento sulla posta ordinaria o persino sulle telefonate per interagire e creare un gruppo. Con i siti di social network, puoi ricercare e connetterti con altri professionisti più facilmente che mai.

E il leader è LinkedIn, un sito di social networking orientato al business, nato ben prima di Facebook. Il vero valore di LinkedIn sta nella possibilità di scoprire le connessioni nascoste tra la tua rete e il resto del mondo. E più completo è il tuo profilo, più potenziali clienti, responsabili delle risorse umane e amici possono conoscerti.

2. Crea relazioni autentiche

Anche se potresti essere tentato di fare networking solo per trovare un lavoro o parlare con persone a cui normalmente non avresti accesso, questo è un errore. Invece, il tuo obiettivo è essere aperto, amichevole e onesto e creare connessioni tra persone che potrebbero essere in grado di aiutarsi a vicenda. L’altruismo è una qualità molto apprezzata in questo campo.

Non liquidare mai nessuno come non importante, ma cerca sempre di scoprire il valore della persona con cui stai parlando. Fai domande e ascolta con interesse. Non commettere l’errore di scartare le persone a causa dei loro titoli: potresti incontrare qualcuno con minori competenze delle tue, ma con preziosi contatti che potrebbero tornarti utili nel tuo lavoro. Quindi, quando la conversazione finisce, ricorda cosa hai da offrire a quella persona.

3. Resta in contatto

Proprio come quando stringi amicizia con qualcuno, quando incontri un possibile collega, chiedi di scambiare le informazioni di contatto. Collegati o seguili online e invia loro una breve nota entro un paio di giorni. Dì loro che ti è piaciuto incontrarli e menziona qualcosa di cui avete discusso in modo che ricordino la tua conversazione.

È importante gettare le basi di relazioni durature. Non rivolgerti alle persone solo quando hai bisogno di qualcosa: il tuo contatto se ne accorgerà o, se è passato molto tempo da quando vi siete incontrati, potrebbe non ricordarti. Tieni d’occhio gli aggiornamenti dei tuoi contatti: se vedi che qualcuno è stato promosso o ha un nuovo lavoro, invia una nota di congratulazioni.

4. Cerca opportunità

Fare networking non significa solo incontrare persone che possono aiutarti. Le relazioni professionali di maggior successo sono tra due persone interessate a conoscersi e a sostenersi a vicenda. Quindi, invece di concentrarti solo su te stesso e su ciò che stai cercando, fai domande ponderate e conosci la persona con cui stai parlando.

Pensa ad alcune domande in anticipo che possono mantenere viva la tua conversazione. Ecco alcune domande per iniziare:

  • Sei sempre stato interessato a questo ruolo/settore?
  • Come hai iniziato nel tuo ruolo attuale?
  • Qual è la parte che preferisci del tuo lavoro/datore di lavoro?

5. Dai importanza al networking offline

Mentre le reti online hanno sicuramente cambiato il settore e reso molto più facile incontrare i contatti e restare aggiornati sulle possibilità di carriera, nulla toccherà mai l’impatto offline del networking faccia a faccia. I luoghi più ovvi in ​​cui è possibile fare networking offline includono eventi di networking, conferenze e altro ancora. E, anche se molti vedono le conferenze soltanto come un’opportunità per apprendere informazioni su nuove tecnologie e aziende, per molti sono un’occasione di networking.

Prima di partecipare a qualsiasi evento di networking, chiarisci quali talenti, punti di forza, abilità e connessioni puoi mettere in gioco. Cerca degli argomenti di conversazione, in particolare pensa a come potresti essere in grado di aiutare altre persone, ora o in futuro. In queste occasioni non passa mai di moda lo scambio del tradizionale biglietto da visita, che resta il modo più semplice e pratico per scambiare informazioni personali. Molti includono anche URL di LinkedIn, siti web personali, o la propria foto per far sì che si ricordi il proprio volto nel marasma di biglietti da visita.

Coltivare una solida rete professionale è uno dei modi migliori per costruire la tua carriera. Inizia a mettere in pratica le tue abilità di networking e potresti essere sorpreso da dove ti porterà.

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Come affinare il metodo di studio per ingegneria?

Se vuoi affermarti in questo campo come ingegnere professionista, sai già che ti attendono anni di studi impegnativi e nottate sui libri. Gli esami possono sembrare ostacoli insormontabili, soprattutto il primo anno, quando molti studenti sono tentati di abbandonare il percorso.

Per questo è importante sviluppare da subito delle buone abitudini per mantenere i ritmi e migliorare il rendimento. Se implementate, le abilità di studio descritte di seguito non solo ti aiuteranno a diventare uno studente di ingegneria di maggior successo, ma renderanno lo studio dell’ingegneria molto più piacevole!

Ecco quindi le nostre “best practices“.

Organizza il tuo tempo

Una parte essenziale dello studio dell’ingegneria si basa sull’organizzazione del tuo programma di studio. Pertanto, è bene che tu identificare l’impegno e le risorse richieste per ciascun esame, in modo da pianificare lo studio con cura.

Ad esempio, gli esami di Analisi I o II, richiedono molta più dedizione, poiché trattano argomenti complicati e di difficile comprensione. Nel caso del corso di Chimica Generale, invece, l’apprendimento è molto più semplice perché si tratta di una materia pratica.

Puoi utilizzare dei pianificatori cartacei, come agente ed organizzatori, oppure le cosiddette app di time planning, specializzate nell’aiutarti a gestire il tuo tempo, suddividendolo per attività.

Scopri il tuo stile di apprendimento

Ogni studente ha uno stile di apprendimento diverso. Alcuni studenti sono studenti visivi (imparano attraverso le immagini e la comprensione spaziale), altri sono studenti uditivi (apprendono mediante l’ascolto e il suono) e alcuni sono studenti fisici (imparano attraverso l’interazione pratica e tattile).

In tutto, ci sono sette stili di apprendimento unici. Potresti avere uno stile di apprendimento dominante o un mix di stili di apprendimento. Come studente di ingegneria, identificare e comprendere il tuo stile di apprendimento può essere utile, soprattutto quando lo stile di insegnamento del tuo professore non si concilia con il tuo.

Alcuni istruttori di ingegneria sono colpevoli di usare esclusivamente parole e formule durante le lezioni, trascurando di impiegare immagini visive e grafici. Per uno studente che apprende visivamente, questo può essere frustrante e problematico. Altri istruttori sono grandi teorici, ma forniscono pochi esempi pratici del mondo reale. Per uno studente con apprendimento di tipo spaziale, questo rende l’apprendimento impegnativo.

Il tuo primo lavoro come aspirante ingegnere è scoprire il tuo stile di apprendimento, lo stile di insegnamento del tuo professore e capire come colmare le lacune. Per capirlo, prova ad apprendere su più canali, ad esempio consultando varie fonti di informazione come riviste specializzate o pagine web, oppure guardando video o facendo test di autovalutazione.

Identifica le persone che ti motivano

Sapevi che la grande ispirazione di Larry Page, fondatore di Google, è Nikola Tesla?

È piuttosto interessante che il fondatore di uno degli strumenti più rivoluzionari del nostro tempo, abbia voluto studiare ingegneria grazie a una delle menti più innovative del secolo scorso. Tuttavia, non è una coincidenza. Di solito si tende a scegliere un percorso grazie alle persone che lo hanno percorso prima di noi.

E’ importante identificare le persone che ti motivano: prendendo a riferimento i risultati dei professionisti che ammiri, ti motiverai a realizzare grandi cose e quindi a sviluppare il tuo potenziale.

Forma un gruppo di studio

Lavorare con un gruppo di studio può essere vantaggioso per qualsiasi studente. Tuttavia, per lo studente di ingegneria, formare un gruppo di studenti può essere particolarmente vantaggioso.

L’ingegneria è un campo di studio in continua evoluzione. Non è raro restare bloccati su un problema senza riuscire a risolverlo. Quando si lavora in gruppo, gli studenti sono in grado di trovare soluzioni a problemi ingegneristici impegnativi che potrebbero non essere in grado di risolvere da soli.

I gruppi di studio consentono inoltre di acquisire varie prospettive e modi alternativi per risolvere i problemi. Anche quando sei in grado di risolvere un problema, qualcuno nel tuo gruppo potrebbe trovare una soluzione più efficace ed efficiente della tua.

Inoltre, sono estremamente utili per consolidare gli apprendimenti. Poiché gli studenti di ingegneria condividono tra loro le loro conoscenze, intuizioni e comprensione su teorie, formule ed equazioni di ingegneria, rafforzano la propria comprensione. La maggior parte dei professori afferma che insegnare una materia è il modo più efficace per impararla.

I gruppi di studio promuovono il lavoro di squadra. La capacità di lavorare in team è una caratteristica fortemente richiesta in questo settore professionale. Una volta entrato nel mondo del lavoro, scoprirai che quasi tutti i progetti di ingegneria sono eseguiti da team di ingegneri.

Per quanto complicata possa essere considerata una carriera in ingegneria, non smettere mai di immaginare il tuo futuro.

Questo è un consiglio molto utile, poiché vederti come un ingegnere ti motiverà a non arrenderti. Cioè, avrai un obiettivo più chiaro e saprai che, anche se il percorso è difficile, sarai in grado di completare il viaggio se fai la tua parte.

Se vuoi ricevere informazioni sul corso di Ingegneria Gestionale a Bari o sulle altre opportunità offerte in campo ingegneristico, compila il form qui presente e sarai immediatamente ricontattato.

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Come organizzare una vacanza studio all’estero?

Studiare all’estero è un’avventura indimenticabile. Ma prima che tu possa padroneggiare la tua lingua preferita, immergerti nello stile di vita locale e creare i ricordi di una vita, dovrai prepararti a rimanere in un paese straniero – e non si tratta solo di richiedere un passaporto o preparare la valigia.

Una vacanza studio all’estero è un modo per sviluppare la propria autonomia e misurarsi in nuovi contesti, in una lingua straniera, con un’altra cultura. È un’opportunità di crescita personale e di miglioramento linguistico che rafforza anche il tuo profilo di studente.

Se hai l’opportunità o la voglia di studiare all’estero, cogli l’occasione! I vantaggi sono numerosi, sia per il tuo CV che per la tua cultura personale. Ecco i nostri consigli per partire preparati!

Fai una checklist prima di partire

Quando sei uno studente, andare all’estero nell’ambito di un Erasmus, uno stage o un anno sabbatico non si improvvisa. Ciò implica, al contrario, diverse settimane di organizzazione a monte. Formalità amministrative, scelta del Paese e della rotta, budget, vita in loco: molti parametri devono essere programmati, diversi mesi prima della partenza. È quindi meglio preparare una lista di controllo per essere sicuri di non dimenticare nulla.

Determina il tuo budget

Prima di ogni altra cosa, assicurati di avere abbastanza soldi per finanziare il tuo viaggio, comprese anche le eventuali spese che dovrai affrontare durante il tuo soggiorno all’estero. Come regola generale, probabilmente spenderai più soldi di quanto pianificato.

Di solito è meglio portare contanti, di piccolo taglio, ma anche una carta di credito per spese maggiori e soggiorni più lunghi. Fai sapere alla tua banca dove stai andando e per quanto tempo rimarrai, per evitare qualsiasi inconveniente, come il blocco della carta durante il tuo primo giro di shopping.

Pensa alle diverse procedure amministrative

Passaporto, carta d’identità nazionale, visto e altro. Assicurati che i documenti ufficiali essenziali siano validi una volta lì. Un consiglio può essere quelli di digitalizzarli o stamparli, in modo da averli sempre a portata di mano in caso di furto o smarrimento. La versione digitale deve essere conservata in un luogo sicuro ma facilmente accessibile, come la tua casella di posta elettronica o un server “cloud”.

Un altro requisito per rimanere in contatto con la tua famiglia è cambiare il tuo piano telefonico. Meglio anticipare questo dettaglio, a rischio di finire con un conto salatissimo.

A seconda della tua destinazione, pensa anche alla tua salute. Tieniti aggiornato sui vaccini raccomandati nel Paese di destinazione. La difterite è, ad esempio, ancora presente in alcuni paesi dell’Europa orientale o dell’Asia. Dovresti anche contattare la tua assicurazione sanitaria, al fine di beneficiare di un’eventuale offerta speciale che ti coprirà durante il tuo soggiorno all’estero.

Scegli una destinazione

Decidere la tua destinazione e cosa puoi vedere e fare lì è probabilmente la parte migliore della pianificazione del tuo viaggio. Puoi acquistare alcune guide di viaggio o semplicemente utilizzare la ricerca su Google per scoprire cosa ha da offrire la tua città adottiva lontano da casa.

Mentre è molto più divertente scoprire la propria destinazione con i propri occhi, intravederla in anticipo può aiutarti a pianificare alcuni viaggi ed escursioni, ottimizzando così il tuo tempo all’estero. Non dimenticare di istruirti su tutti i costumi, le abitudini e le tradizioni, in modo da poterti integrare con la gente del posto in pochissimo tempo.

Prepara le valigie

Innanzitutto, scopri le restrizioni di peso e dimensioni della compagnia aerea con cui viaggerai. È meglio portare oggetti essenziali, come un adattatore o un cambio di vestiti, nel bagaglio a mano nel caso in cui il bagaglio imbarcato sia in ritardo.

Se devi rimanere in vacanza solo per alcuni giorni, acquista i tuoi articoli da toeletta mentre direttamente sul posto e parti con bottigliette e minisize per la tua prima doccia dopo l’atterraggio. Una volta che le tue cose sono imballate, assicurati di etichettarle tutte.

Impara qualche parola nella lingua locale

Probabilmente stai andando all’estero per studiare una lingua straniera. Ma perché non prepararsi un po’ in anticipo? Viaggiare è molto più facile se sei abituato a riconoscere alcune parole della nuova lingua, e ancor di più se ne conosci alcune frasi (i soggiorni lunghi sono un ottimo modo per migliorare il tuo vocabolario di base).

Stipulare un’assicurazione per l’estero

Spesso trascurata dagli studenti, l’assicurazione di viaggio è comunque essenziale. Furto di bagagli, ricovero in ospedale a seguito di un incidente o malori improvvisi possono trasformarsi rapidamente in un incubo. E la copertura assicurativa di viaggio non si esaurisce con le sole spese mediche. Può assisterti in caso di furto o smarrimento di bagaglio, cancellazione del volo e qualsiasi imprevisto sorga durante il soggiorno e gli spostamenti. 

Imparare una lingua, fare uno stage, scoprire un Paese: ci tanti buoni motivi per decidere di trascorrere una vacanza studio all’estero. Non solo questa esperienza ti sarà utile in molti modi, ma ti permetterà anche di definire meglio il tuo futuro professionale.

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Come creare un CV con LinkedIn: la guida completa

Creare il tuo curriculum può essere stressante. Ma cosa accadrebbe se potessi effettivamente realizzarne uno in 15 secondi o meno?

Sebbene ci siano molte risorse per aiutare le persone in cerca di lavoro a d impostare il proprio curriculum, uno dei modi più semplici per farlo è tramite LinkedIn.

Come scaricare il curriculum in PDF da LinkedIn

La piattaforma social dedicata ai professionisti ti permette di scaricare e salvare il tuo profilo Linkedin come CV in PDF in sei semplici passaggi. Le istruzioni passo passo sono dettagliate di seguito.

  1. Accedi al tuo account LinkedIn.
  2. Fai clic sul menu a discesa “Tu” nell’angolo in alto a destra, dove si trova la tua immagine profilo.
  3. Fai clic su “Visualizza profilo”.
  4. Fai clic sul pulsante “Altro” nella sezione sotto la tua immagine del profilo.
  5. Fai clic su “Salva in PDF”.

Come puoi vedere, il download del proprio CV da LinkedIn è tanto semplice quanto standardizzato. In questo modo non hai alcun margine di personalizzazione per attirare l’attenzione: non puoi riorganizzare il formato o scegliere tra diversi colori e design. Tieni presente che avrai bisogno di un abbonamento premium per scegliere quali sezioni includere nel PDF. Sarebbe abbastanza difficile distinguersi dalla massa con un curriculum così semplice.

Modificare il curriculum su LinkedIn

Con un abbonamento premium avrai un maggiore margine di personalizzazione del curriculum su LinkedIn. Parte del procedimento è simile a quello richiesto per il download solo che, una volta arrivato nella scheda “Altro”, dovrai cliccare su “Crea curriculum”. Questo avvia lo strumento di creazione di curriculum di LinkedIn nel tuo browser.

Nel pop-up “Seleziona un curriculum” che appare, fai clic sul pulsante “Crea da profilo” in basso. Nella casella seguente che dice “Scegli il titolo di lavoro desiderato”, fai clic sulla casella “Titolo di lavoro”, quindi inserisci il titolo di lavoro corrente. Quindi, seleziona un titolo dalle opzioni suggerite e fai clic su “Applica” in basso.

Ora sei nella schermata dello strumento di creazione del curriculum di LinkedIn. Qui puoi aggiungere ed escludere qualsiasi informazione tu voglia nel tuo curriculum. Per aggiungere o rimuovere una sezione nel tuo curriculum, fai clic sull’icona a forma di matita accanto a una sezione della pagina.

Il sito aprirà una finestra con la sezione selezionata al suo interno. Qui puoi modificare il contenuto della tua sezione e fare clic su “Salva” nella parte inferiore della casella per salvare le modifiche. In alternativa, puoi fare clic su “Elimina” per rimuovere del tutto questa sezione dal tuo curriculum.

Quando hai finito di modificare il tuo curriculum, fai clic su “Anteprima” nella parte superiore del sito LinkedIn per visualizzare in anteprima il tuo curriculum. Se sei soddisfatto del risultato, fai clic su “Altro” nella parte superiore di LinkedIn, quindi seleziona “Scarica come PDF”.

Se desideri invece creare un CV da zero, sfruttando però le informazioni inserite su LinkedIn, ci sono tantissimi siti che offrono questo servizio importando i dati del tuo profilo per creare un modello di curriculum professionale.

Consigli per migliorare il curriculum LinkedIn

Anche se il semplice download può farti risparmiare molto tempo, i risultati finali non funzioneranno per tutti. Bisogna tenere a mente che se il profilo LinkedIn non è ben gestito o è carente di informazioni, anche il CV sarà carente.

Alcune persone mettono ogni minimo dettaglio sui loro curriculum, ma lesinano sui dettagli nel loro profilo LinkedIn. Ma LinkedIn non è un’opzione secondaria: merita la stessa quantità di attenzione, perché ogni giorno responsabili delle assunzioni e reclutatori si ritrovano a sfogliare i profili. Quindi è importante trattare il tuo profilo LinkedIn quasi come se fosse il tuo curriculum digitale.

La sezione esperienza del tuo profilo LinkedIn dovrebbe rispecchiare il tuo curriculum, con una forte attenzione ai tuoi risultati quantificabili (cioè numeri e statistiche che dimostrano i risultati). Assicurati che vadano tutti di pari passo con le tue abilità. Non dimenticare di includere altre informazioni pertinenti, come la tua istruzione, lauree e certificazioni, associazioni professionali e sforzi di volontariato.

Se il tuo profilo LinkedIn è in linea con il tuo curriculum ed è impostato per la posizione specifica a cui desideri candidarti, scaricarlo tramite LinkedIn può essere un’opzione.

Se stai facendo domanda per diversi lavori, tuttavia, e ogni posizione ha i suoi requisiti unici, potresti fare meglio a creare il tuo curriculum separatamente, tramite programmi che ti permettano di modificarlo all’occorrenza. In questo modo, potrai personalizzarlo a seconda del lavoro a cui invii una domanda.

Credits immagine: depositphotos/AndreyPopov

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Quali sono le opinioni su Unicusano?

In un mondo in cui qualsiasi informazione è a portata di click, è diventata una prassi verificare l’affidabilità di un prodotto o servizio prima di procedere all’acquisto. La scelta del percorso universitario non è da meno, e molti studenti e lavoratori si trovano a scegliere un ateneo anche in base alle opinioni raccolte su internet.

Molte sono anche le recensioni reperibili online sull’Università Niccolò Cusano, che ti aiuteranno a sfatare miti e luoghi comuni riguardo la nostra università telematica che, essendo riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, ha la stessa validità di un’università tradizionale.

Cosa pensano gli studenti: le opinioni su Unicusano

Flessibilità, supporto e insegnamenti di alto profilo sono le caratteristiche più apprezzate da studenti ed ex studenti, che distinguono la proposta formativa di Unicusano da qualsiasi altra università:

Senza dubbio l’università telematica più flessibile, con materiale didattico e tutor sempre a mia disposizione.
Ho inoltre l’opportunità di potermi confrontare con professori competenti per ogni argomento spiegato a lezione. Consigliatissima.

Scendiamo nel dettaglio per considerare gli aspetti più apprezzati nelle recensioni su Unicusano.

Opinioni Unicusano: conciliazione studio-lavoro 

Quando si ha la necessità di conciliare gli studi con la propria vita professionale, è inevitabile che la scelta ricada su un’università telematica. L’Università Niccolò Cusano punta tutto sulla conciliazione studio-lavoro, per far sì che nessuno sia costretto a rinunciare ai propri obiettivi accademici solo perché lavora a tempo pieno. Dando allo studente una piena flessibilità organizzativa, è possibile adattare gli studi alle proprie necessità, e non viceversa. Questo aspetto è molto apprezzato, soprattutto dai lavoratori:

Mi trovo al primo anno del Corso di Laurea L24. Sono uno studente lavoratore a tempo pieno con turni, e la modalità impiegata causa pandemia, è ottima per i miei ritmi; il fatto di non doversi spostare per sostenere gli esami, è stato utilissimo per la mia condizione lavorativa. Al termine dei tre anni, se verranno mantenute tali modalità, potrei pensare anche di conseguire la specialistica.

Ogni corso viene infatti erogato tramite la piattaforma basata sull’e-learning, che permette di collegarsi in qualsiasi momento della giornata solo utilizzando un dispositivo dotato di connessione di rete. Così facendo, sarà possibile seguire le lezioni a distanza, scaricare il materiale didattico, contattare docenti e tutor h24. Un grande vantaggio anche per i pendolari che non vogliono trascorrere mezza giornata sui mezzi per ritrovarsi in aule affollate.

Recensioni Unicusano: Supporto didattico e qualità dell’insegnamento

Sin dagli inizi Unicusano ha puntato tutto sulla qualità dell’insegnamento, forte di un corpo docenti qualificato e preparato, sempre a disposizione dello studente:

Qualità e competenza sono le caratteristiche che distinguono questa università telematica. Mi sto trovando davvero bene. Docenti preparati, esami organizzati bene, piattaforma efficace, colleghi collaborativi e tutor interessati.

Nessuno studente sarà lasciato a sé stesso durante il percorso accademico, ma sarà affiancato da un tutor o da un mentore (nel caso del Percorso Eccellenza) e potrà contare su una segreteria in grado di sbrigare le pratiche amministrative in maniera rapida ed efficiente:

Personalmente mi sono trovato benissimo, una segreteria efficace e disponibile, capisco e comprendo la mole di mail che ricevono da noi studenti, un po’ presi da ansie e incomprensioni, ho trovato professori che dal punto di vista della professionalità e preparazione si sono dimostrati davvero efficienti, tutor disponibili, ho intrapreso anche un percorso d’eccellenza dove ho avuto la fortuna di incontrare una prof. veramente fantastica.

Chi pensa (a torto) che in un’università telematica la laurea sia regalata perché si “studia di meno”, dovrà assolutamente ricredersi. Gli iscritti all’Unicusano dovranno impegnarsi al pari di qualsiasi altro ateneo:

I voti non sono regalati, ci sono esami un po’ più facili e certi molto complessi. Se si vuole un voto alto bisogna studiare molto, e per passare con il minimo bisogna comunque applicarsi.

Avevo molte perplessità in merito a questa tipologia di università. Mi sono iscritta solo perché lavorando tutto il giorno non potevo fare altrimenti e mi sono dovuta davvero ricredere. Ottima qualità del servizio reso, competenza e disponibilità di insegnanti e tutor e soprattutto un modo di lavorare estremamente serio.
Esperienza che consiglio vivamente per chi vuole laurearsi nella consapevolezza di poter essere assistiti durante tutto il percorso ma senza percorsi facilitati che comunque non servono a nessuno. Ottima università telematica

Anche sulla formazione specialistica, Unicusano può distinguersi con un ricco programma di master di I e II livello, afferenti a diverse aree tematiche. Questi corsi di specializzazione sono molto apprezzati dagli studenti:

Avevo sentito parlare bene di quest’ateneo per i corsi di laurea ma devo dire che sono rimasto positivamente colpito anche dei master. Ho frequentato un Master Online di primo livello in Digital Marketing e ho trovato i contenuti ricchi, aggiornati e mai noiosi. Grazie!

Ottimi i riscontri anche sul post-laurea. Unicusano, infatti, ha creato la formula “Stage & Job Opportunities” che consente agli studenti un primo approccio con il mondo del lavoro grazie alle collaborazioni sancite con importanti aziende del territorio.

Credits immagine: Depositphotos/SydaProductions

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Come capire il tuo stile di apprendimento?

Avrai già sentito dire che ogni studente ha un suo metodo di apprendimento. Questa frase, all’apparenza retorica, ha però delle basi scientifiche. È senz’altro vero che ogni persona ha un suo stile di apprendimento, e che può averne più di uno a seconda delle circostanze.

Non esiste una risposta giusta o sbagliata a quale stile di apprendimento sia migliore per te, ma è bene capire quale stai adottando per potenziarlo o sondare i punti deboli. Scoprendo e comprendendo meglio i tuoi stili di apprendimento, puoi impiegare tecniche che miglioreranno la velocità e la qualità del tuo apprendimento. Approfondiamo ogni stile per capire a quale appartieni.

Cosa si intende per stile di apprendimento?

Tecnicamente, lo stile di apprendimento di un individuo si riferisce al modo preferenziale in cui lo studente assorbe, elabora, comprende e conserva le informazioni. Questa nozione di stili di apprendimento individualizzati ha ottenuto un ampio riconoscimento nella teoria dell’educazione e nella strategia di gestione della classe. 

Gli stili di apprendimento individuali dipendono da fattori cognitivi, emotivi e ambientali, nonché dalla propria esperienza precedente. In altre parole: ognuno è diverso. È importante che gli educatori comprendano le differenze negli stili di apprendimento dei loro studenti, in modo che possano implementare strategie nelle loro attività quotidiane, curriculum e valutazioni.

Il modello VARK

Molti studi hanno coinvolto gli stili di apprendimento, ma il modello VARK sembra essere quello più convincente. L’acronimo, che sta per visivo, uditivo/uditivo, lettura/scrittura e cinestetico, fa riferimento al fatto che tutto ciò che viene consolidato nella mente passa prima attraverso i nostri cinque sensi.

In breve:

  • Gli studenti visivi (spaziali) imparano meglio vedendo
  • Gli studenti uditivi imparano meglio ascoltando
  • Gli studenti lettura/scrittura imparano meglio leggendo e scrivendo
  • Gli studenti cinestetici (fisici) imparano meglio muovendosi e interagendo

Secondo Neil Fleming e David Baume, è importante per gli insegnanti capire come apprendono i loro studenti, ma è ancora più importante per gli studenti capire come imparano loro stessi. Comprendendo il tuo processo di apprendimento e pensiero, puoi essere più efficiente nello studio e nell’apprendimento.

Generalmente le persone hanno uno stile di apprendimento dominante, che risulta dalla combinazione i più stili. Ciò che è importante è capire il tuo cervello e il modo in cui impari.

Apprendimento visivo

Gli studenti visivi memorizzano attraverso le associazioni visive, che possono coinvolgere, immagini, video, grafici o anche solo colori. Spesso gli studenti visivi “vedono” le parole come immagini o altri oggetti nella loro testa e spesso ricorrono all’emisfero destro del cervello per elaborare le informazioni.

Uno dei molti vantaggi dell’apprendimento visivo è che il cervello umano elabora le informazioni visive molto più velocemente di quelle testuali. Come studente visivo, hai il vantaggio di acquisire e conservare molte informazioni in breve tempo. Se nei tuoi studi prediligi l’apprendimento tramite mappe, sottolineature di diversi colori, diagrammi, tabelle e disegni, allora è lo stile di apprendimento dominante. 

Apprendimento uditivo

Gli studenti uditivi imparano meglio con l’ascolto, non soltanto attivo, ma anche passivo, attraverso l’ascolto di sé stessi e il dialogo. Questi studenti solitamente partecipano attivamente alle lezioni, offrendosi volontari per rispondere alle domande e partecipando ai dibattiti.

Qualsiasi forma di ascolto o conversazione sarà il metodo di apprendimento più efficiente per questa categoria. Alcuni metodi popolari includono lezioni, audiolibri, discussioni ed elaborazioni verbali. Questi studenti sono generalmente bravi a raccontare storie e anche a tenere discorsi. Molti di questi studenti spesso preferiscono studiare e lavorare in gruppo perché possono memorizzare attraverso il dialogo.

Apprendimento tramite lettura/scrittura

L’input verbale può spesso entrare da un orecchio e uscire dall’altro per questi tipi di studenti. Per loro, vedere le note sulla lavagna o su un PowerPoint è davvero importante, così come prendere dei propri appunti. 

Questi studenti imparano meglio da libri, elenchi, appunti, diari, dizionari, ecc. Alcune cose che questi studenti potrebbero fare per imparare intuitivamente sono riscrivere i loro appunti, usare schede flash, aggiungere note a immagini o diagrammi, preferire un libro fisico a un audiolibro e utilizzare sottotitoli nei video.

Apprendimento cinestetico

La radice della parola “kines” significa movimento e, in quanto tale, uno studente cinestetico impara meglio eseguendo i movimenti o facendo qualcosa sul piano pratico. Quando muovono attivamente il loro corpo e lo coinvolgono in ciò che stanno imparando, è molto più facile per loro interiorizzare le informazioni.

Questi studenti tendono a brillare in dimostrazioni di laboratorio ed esperimenti. Imparano anche meglio vedendo qualcosa in prima persona e facendo gite. Anche solo combinare un movimento fisico con un’informazione può aiutarli. 

Ricorda, uno stile di apprendimento è solo un’indicazione del modo in cui il tuo cervello preferisce apprendereQuesto stile può cambiare nel tempo e ogni studente può rispondere ad una stella tipologia in maniera diversa. Indipendentemente dalla tua formazione, puoi trarre vantaggio dalla comprensione dello stile di apprendimento di te stesso e di chi ti circonda.

Credits immagine: Depositphotos/ArturVerkhovetskiy

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Counseling relazionale: cos’è, a cosa serve, perché è utile

Trovi spesso che le tue relazioni influenzino il tuo umore? Sei ansioso quando di gestire nuove situazioni sociali come un ambiente di lavoro?

Se ci sentiamo depressi o frustrati nei nostri rapporti con gli altri, la psicologia fa risalire questa condizione a dei meccanismi relazionali insoddisfacenti, che possono riguardare il rapporto con la famiglia, i colleghi, gli amici o il partner.

Come puoi liberarti dalle relazioni distruttive del passato e trovare nuovi modi di interagire con gli altri che ti facciano sentire meglio con te stesso e la tua vita?

In questi casi, un grande supporto può venire dal consueling relazionale, una disciplina che ti permette di focalizzarti sui modi in cui ti relazioni con gli altri, sconfiggendo meccanismi dannosi. Vediamo in cosa consiste.

Consueling relazionale: in cosa consiste

Il consueling relazionale relazionale è un approccio psicoanalitico che si concentra sulla relazione tra il terapeuta e il cliente per elaborare i problemi psicologici e comportamentali. I professionisti della salute mentale che praticano il consueling relazionale considerano le relazioni come centrali per la salute psicologica e usano la relazione terapeutica per aiutare a facilitare la consapevolezza, la crescita e il cambiamento positivo.

Il terapeuta relazionale prenderà in considerazione le relazioni passate e attuali del cliente, l’etnia, il genere, la classe socioeconomica, la sessualità e l’orientamento politico. Un obiettivo primario del consueling relazionale è che i clienti lascino le sessioni di terapia sentendosi connessi, compresi e rinvigoriti piuttosto che vuoti, vulnerabili ed esposti. 

Il consueling relazionale è più strettamente correlato alla psicoanalisi freudiana classica da cui deriva, ma tenta anche di prendere le distanze da questa teoria enfatizzando gli aspetti relazionali piuttosto che le pulsioni istintive. Nella terapia freudiana, si accede ai sogni e alla psiche subconscia per analizzare, diagnosticare e trattare i problemi di un paziente. Al contrario, un terapeuta relazionale interpreterà la relazione del cliente, la comunicazione, il linguaggio del corpo e la storia sociale/ambientale per valutare e trattarne le problematiche.

I principi fondamentali del consueling relazionale

La psicoterapia relazionale si fonda sul concetto che la relazione con gli altri è un aspetto essenziale del benessere emotivo. Gli individui che trovano difficile mantenere relazioni sane possono provare un senso di disconnessione oltre a sentimenti di diminuita autostima e angoscia generale, e il loro benessere emotivo può essere influenzato negativamente. 

La pratica della psicoterapia relazionale aderisce ai seguenti principi

  • È importante per una persona mantenere relazioni appaganti e soddisfacenti con coloro che le circondano al fine di mantenere la salute emotiva.
  • Lo stress e lo sconvolgimento emotivo sono spesso il risultato di passate esperienze relazionali e queste preoccupazioni possono inibire la piena espressione del  presente.
  • Il counselor deve ricreare un’atmosfera di empatia e attenzione al fine di suscitare la piena divulgazione delle esperienze e degli eventi che interessano la persona in cerca di trattamento, nonché degli effetti che hanno avuto sia a livello relazionale che sociale.
  • Il terapeuta e la persona in terapia lavorano insieme per creare una relazione forte, collaborativa e sicura che possa servire da modello per le relazioni future che la persona desidera sviluppare. 

Qual è l’obiettivo del consueling relazionale?

L’obiettivo del consueling relazionale è aiutare le persone a sviluppare e mantenere relazioni stabili, sane e sicure. Si ritiene che la mancanza di relazioni appaganti nella vita di una persona possa causare una serie di problemi psicologici comuni, tra cui instabilità dell’umore, ansia sociale, dipendenza e maggiore suscettibilità ai traumi. L’empatia e la comprensione reciproche, espresse attraverso la relazione terapeutica, possono aiutare nel raggiungimento di questo obiettivo. 

La terapia relazionale aiuta le persone a diventare più consapevoli delle esperienze passate e dei modelli di comportamento che impediscono loro di sviluppare relazioni sane, oltre ad aiutarle a sviluppare le abilità necessarie per migliorare le loro relazioni.

La terapia relazionale può essere utilizzata per trattare una varietà di problemi, dal disturbo d’ansia generalizzato alla depressione fino al disturbo da stress post-traumatico. A causa dell’enfasi primaria sulle relazioni, la terapia relazionale includerà spesso domande e discussioni sulle relazioni precedenti e attuali di un paziente.

Questo approccio aiuta in gran parte le persone ad affrontare gli effetti delle sfide relazionali, come problemi familiari e difficoltà nelle relazioni intimenuove situazioni di vita o problemi scolastici e lavorativi. La psicoterapia relazionale può anche essere utile per coloro che trovano difficile la regolazione emotiva, e si è anche dimostrata utile nel trattamento delle difficoltà relazionali vissute con ansia, stress o depressione. 

Come diventare counselor relazionale

In Italia si deve ancora fare chiarezza sulla figura professionale del counselor. Molti psicologi possiedono master in counseling e lavorano con questo approccio. Non esiste un percorso accademico predefinito per chi vuole intraprendere questa carriera, ma va da sé che siano particolarmente indicate quelle discipline orientate alla formazione e all’ascolto, come ad esempio Scienze della Formazione Primaria a Bari. Per maggiori informazioni contattaci direttamente compilando il form presente in pagina.

Credits immagine: Depositphotos/Wavebreakmedia

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

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